Sull´uso del “Made in Italy”

Federitaly segnala all’AGCM la pubblicità ingannevole di TEMU sull’uso del “Made in Italy”   La Federazione nazionale Federitaly, impegnata nella tutela e promozione del vero Made in Italy nel mondo, ha presentato una formale segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per denunciare una campagna pubblicitaria della piattaforma di e-commerce TEMU, ritenuta potenzialmente ingannevole per i consumatori italiani.     Nella pubblicità in oggetto – diffusa da giorni tramite banner online e canali social – compare in evidenza la dicitura “Made in Italy”, lasciando intendere che i prodotti venduti su TEMU siano progettati e realizzati in Italia. Una rappresentazione ritenuta falsa e fuorviante, in quanto la piattaforma risulta riconducibile a un gruppo cinese (PDD Holdings), con sede legale e logistica extra-UE, e i prodotti proposti sono notoriamente di origine asiatica, privi di qualsiasi tracciabilità italiana o certificazione legata al Made in Italy. “Il nostro sistema produttivo vive grazie a migliaia di micro e piccole imprese italiane che rispettano le regole, curano la qualità e portano avanti la tradizione manifatturiera del nostro Paese – ha dichiarato il Presidente di Federitaly, Carlo Verdone – Non possiamo permettere che il concetto stesso di Made in Italy venga svilito da operazioni di marketing ingannevoli. Abbiamo il dovere morale e civile di intervenire”. La segnalazione è stata trasmessa dall’Avv. Maria Stella Russo, legale incaricato da Federitaly, che ha chiesto all’Autorità di verificare la legittimità della comunicazione promozionale diffusa da TEMU e di valutare l’adozione di eventuali misure sanzionatorie. Il Segretario Nazionale di Federitaly, Lamberto Scorzino, ha sottolineato: “Ci troviamo ancora una volta di fronte a un abuso sistematico della dicitura Made in Italy. Senza una normativa nazionale efficace, accompagnata da sanzioni realmente dissuasive, chiunque potrà continuare a sfruttare impunemente un marchio che appartiene al patrimonio economico e culturale dell’Italia. Federitaly continuerà a denunciare pubblicamente questi abusi e a battersi nelle sedi istituzionali per una legge seria a tutela del vero Made in Italy”. Federitaly rinnova dunque il suo appello alle istituzioni affinché si arrivi in tempi rapidi a una legge nazionale chiara e stringente sull’uso della dicitura “Made in Italy”, e invita i consumatori a prestare la massima attenzione a ciò che acquistano online, soprattutto quando le promesse sembrano troppo belle per essere vere. Il Made in Italy è una cosa seria. Va protetto, non svenduto. Domenico Letizia  Direttore, giornalista e communication manager. Esperto di marketing territoriale, d’impresa e istituzionale mail: [email protected] 

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Il Cardinale delle Radici Ritrovate: Francis Leo tra Paola e Montalto, pellegrino d’anima e di storia

Dal Santuario di San Francesco alla Madonna della Serra, il porporato canadese riscopre i luoghi della fede calabrese, delle sue origini e della missione Ardorina. Una visita segnata da spiritualità, identità e partecipazione delle comunità locali. dal nostro corrispondente Prof. Giuseppe Trotta Paola – Montalto Uffugo (14-15 luglio 2025)Un viaggio nel cuore della fede e delle radici, quello vissuto dal cardinale Francis Leo, arcivescovo metropolita di Toronto, nei giorni 14 e 15 luglio in Calabria. Due giornate scandite dalla preghiera, dalla memoria e dall’incontro con le comunità che da secoli custodiscono valori spirituali, arte sacra e un profondo senso di appartenenza. Il 14 luglio, il porporato canadese è tornato a Paola dopo ben 33 anni, per rivedere i luoghi legati a San Francesco, patrono della Calabria e figura amatissima anche tra gli emigrati. Alle ore 19, nel maestoso Santuario del Santo, ha presieduto la celebrazione eucaristica in occasione della festa votiva. A seguire, ha partecipato alla processione per le vie della città, accanto ai fedeli in festa e ai numerosi pellegrini accorsi per l’evento. Il giorno successivo, 15 luglio, l’alto prelato ha raggiunto Montalto Uffugo, dove è stato accolto con calore dalla famiglia dei Pii Operai Catechisti Rurali (Ardorini), fondata dal venerabile don Gaetano Mauro, figura profetica del Novecento ecclesiale. Qui ha celebrato la Santa Messa nel Santuario della Madonna della Serra, tra i più antichi e simbolici della regione (sorto nel 1227, restaurato in forme neoclassiche dopo il sisma del 1854), che conserva una venerata statua mariana e affreschi barocchi di rara bellezza. Non si è trattato solo di un momento liturgico, ma di un vero ritorno spirituale e storico: Leo ha infatti visitato il Museo Ruggiero Leoncavallo, l’unico in Italia completamente dedicato al musicista e compositore Ruggiero Leoncavallo, e naturalmente i luoghi dove visse e operò don Mauro, riconoscendo il valore pastorale di Montalto come “laboratorio d’avanguardia per una Chiesa in uscita”, secondo le parole del superiore generale padre Salvatore Cimino. Alla cerimonia hanno partecipato anche diverse autorità civili, a testimonianza della forte valenza comunitaria dell’evento: i sindaci di Montalto Uffugo, Lattarico, Rota Greca, Santo Stefano di Rogliano e San Donato di Ninea – quest’ultimo, in particolare, luogo d’origine degli antenati del cardinale Leo. Dopo la Messa si sono tenuti incontri con le autorità, i religiosi e i tantissimi fedeli giunti da tutta la regione. Nato a Montréal il 30 giugno 1971 da genitori italiani, Leo è stato creato cardinale nel 2024 dal compianto papa Francesco, che gli ha affidato il titolo cardinalizio di Santa Maria della Salute a Primavalle. Con sangue irpino e cosentino nelle vene – la madre originaria di San Martino Valle Caudina (AV), il padre di Belvedere Marittimo (CS) – l’attuale metropolita di Toronto mantiene un legame fortissimo con le sue origini. Nel suo ministero ha sempre avuto a cuore la diaspora italiana e in particolare la missione degli Ardorini in Canada, che furono accompagnati proprio dal venerabile don Gaetano Mauro. “La fede e la comunità vanno insieme – ha detto Leo – e per diventare santi bisogna vivere il Vangelo al 100%, con e per Gesù”. Una visita che ha unito spiritualità, affetto popolare e orgoglio identitario. A Montalto Uffugo, tra colline che sfiorano il Parco della Sila e una cucina contadina che parla ancora il linguaggio della terra, il cardinale Leo ha ritrovato non solo i luoghi della fede, ma un popolo che continua a camminare, radicato nella memoria e aperto al futuro.                                      

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Reportage da ottawa, gli eventi promossi dalla Federazione Abruzzese del Canada

  Pretoro, Rapino e Montelapiano rafforzano i legami con le loro comunità nella capitale canadese   di Goffredo Palmerini     L’AQUILA – Si torna sempre con il pieno di emozioni quando s’incontrano le nostre comunità all’estero. Qualcosa si lascia quando si va in visita, ma soprattutto molto ci è donato, in termini di conoscenza, scoperta e valorizzazione delle radici. Lo è stato ancor più questa volta, con la missione che i sindaci di tre borghi dell’Abruzzo montano, Pretoro, Rapino e Montelapiano, hanno svolto dal 25 giugno al 4 luglio ad Ottawa – nel mese dedicato al Patrimonio culturale italiano -, su invito della Federazione Abruzzese del Canada Inc. presieduta da Olimpia Bevilacqua. Da Pretoro il sindaco Diego Giangiulli con l’assessore alla Cultura Fabrizio Fanciulli, da Rapino il sindaco Mario Santovito con il consigliere comunale Adriano Pasquale, da Montelapiano il sindaco Arturo Scopino, sono giunti nella capitale del Canada per incontrare la forte comunità abruzzese – quasi 15 mila residenti – ma soprattutto le cospicue presenze di emigrati che nel secondo dopoguerra, lasciati quei borghi montani, hanno costituito ad Ottawa comunità ben più numerose che in Abruzzo.         Caso emblematico è Pretoro, paese arroccato alle falde della Maiella e annoverato nel Club dei Borghi più belli d’Italia, che oggi conta 865 abitanti quando ad Ottawa ne risiedono ben oltre 2.500. Gli amministratori del comune di Pretoro, in due precedenti missioni nel 2022 e 2023, questa realtà l’hanno verificata e approfondita con un progetto di ricerca denominato “La valigia di cartone” che ha portato alla raccolta, nel novembre 2023, di 22 interviste, testimonianze significative di pretoresi emigrati ad Ottawa. Quel lavoro di ricerca di Diego Giangiulli e Fabrizio Fanciulli è ora diventato un libro, “Radici” edito da Etabeta, anche tradotto e pubblicato in inglese “Roots”. Il volume, oltre ad una approfondita descrizione storica dell’emigrazione italiana in Canada, reca un’introduzione del prof. Gilles Bibeau, antropologo dell’Università di Montreal, una mia Prefazione sull’emigrazione abruzzese e una Postfazione dell’insigne studioso Antonio Bini, direttore editoriale del periodico Abruzzo nel mondo. Proprio questo libro è stato motivo della missione, fortemente voluta da Angelo Filoso, imprenditore di valore e di successo in Canada, nonché editore e direttore del mensile L’Ora di Ottawa e di Radio Globo Italia, presidente della Fondazione Leonardo da Vinci e dell’Italian Canadian Community Centre. Originario di Pretoro, Filoso è un vero mecenate nel valorizzare il contributo italiano nella vita sociale e culturale in Canada, come nel rafforzare ad Ottawa i legami tra la comunità abruzzese e l’Abruzzo. Egli stesso ha fatto sì che l’importante documentazione raccolta con il progetto, costituita da documenti personali degli emigrati, atti di richiamo, biglietti di navigazione, certificazioni per l’espatrio, fotografie, manifesti pubblicitari delle compagnie di navigazione, in parte riportati in appendice al libro, sia diventata anche una mostra su grandi pannelli, esposta durante i principali eventi comunitari. Al nutrito programma approntato dalla Federazione Abruzzese del Canada hanno collaborato il Centro Abruzzese Canadese Inc., presieduto da Lucia Alloggia, e Villa Marconi, l’imponente struttura realizzata dalla comunità italiana di Ottawa come Residenza per anziani e Centro di iniziative sociali, presieduta da Antonio Mariani, imprenditore originario di Montelapiano. Il progetto avrà un nuovo step con la realizzazione di un video con le interviste integrali raccolte durante la missione del novembre 2023.                                                       Ora veniamo al report degli eventi che si sono susseguiti dal 24 giugno, giorno d’arrivo di chi scrive ad Ottawa su invito personale di Angelo Filoso e della Federazione Abruzzese del Canada. Volo Air Canada 893 da Roma, arrivo in perfetto orario a Montreal, rapide operazioni d’immigrazione alle postazioni elettroniche, in mezz’ora recupero il bagaglio e sono all’uscita. Trovo ad accogliermi Nello Scipioni – già dirigente d’un importante sindacato operante in Canada e Usa, attuale membro del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (CRAM)-, punto di riferimento della comunità abruzzese di Ottawa per essere stato per molti anni presidente del Centro Abruzzese Canadese Inc. Con lui, originario di Camarda, frazione del Comune dell’Aquila, la moglie Maria, come me nata a Paganica, popolosa frazione aquilana. Nello e Maria, un’amicizia fraterna e antica, sono i miei ospiti a Ottawa. Con loro, bella e inattesa sorpresa, c’è Guido Piccone, esponente dell’associazionismo abruzzese a Montreal, già componente del CRAM nel precedente mandato. È venuto a salutarmi, è un caro amico. Giusto il tempo di un drink e partiamo per Ottawa. Fuori l’aeroporto ci aspettano i 40° di Montreal, sono giorni di gran calura nel Quebec, ma già durante il viaggio, quando con Nello e Maria ci aggiorniamo sulle ultime novità in Abruzzo, un provvidenziale acquazzone provvede a riportare la temperatura a livelli più accettabili, come s’avverte all’arrivo nella loro bella casa nell’hinterland di Ottawa. L’indomani, mercoledì 25 giugno, con Nello andiamo a CHIN Ottawa, emittente Radio Tv fondata nel 1966 a Toronto da Johnny Lombardi, un pilastro importante della comunicazione multiculturale canadese, che trasmette in ben 33 lingue. L’emittente propone anche programmi regionali italiani. Quello abruzzese, condotto da Olimpia Bevilacqua, va in onda ogni mercoledì dalle 11 alle 12. La sede CHIN nella capitale è affidata a Francesco Di Candia, direttore di immediata empatia, giornalista di rango e manager. Lo incontriamo in redazione, è sempre un piacere scambiare con lui pensieri ed osservazioni. Sono le 10 e mezza, ci offrono un buon caffè espresso italiano. Olimpia prepara il suo programma con molta passione, come dimostra la cura della sua scaletta, che mi mostra chiedendomi come mi regolerò. Le dico che parlerò dell’Aquila Capitale italiana della Cultura, della sua ricostruzione, di Celestino V e della Perdonanza, del Turismo delle Radici, delle meraviglie dell’Italia e dell’Abruzzo, del valore dell’emigrazione abruzzese anche attraverso il libro “Radici” di Diego Giangiulli e Fabrizio Fanciulli, infine di questa mia quinta visita alla comunità di Ottawa. Lei chiederà a Nello Scipioni una breve presentazione dell’ospite, ogni tanto anche lui va a condurre il programma in assenza di Olimpia. Con il tecnico

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Sicilia Jazz Festival volano del turismo in Sicilia

  Promosso dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo   Il palco del SJF accoglie Jazzmeia Horn e l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Piero Romano 2 luglio ore 21.30 Teatro di Verdura  SJF 2025: online le prevendite  Ampio spazio anche ai Conservatori di Palermo, Ribera, Catania, Messina, Trapani protagonisti con le classi di jazz e le loro orchestre al Real Teatro Santa Cecilia, al Ridotto dello Spasimo e allo Steri.     Il testimone del Sicilia Jazz Festival passa alla cantante, apprezzatissima in tutto il mondo, Jazzmeia Horn. Altri importanti incontri in programma anche al Village ed in tutta la Sicilia per la promozione del territorio monumentale, artistico e culturale. Il Sicilia Jazz Festival quale volano del turismo in Sicilia, rappresenta così un palcoscenico privilegiato per la internazionalizzazione e la promozione del jazz, coinvolgendo artisti e delegazioni da tutto il mondo grazie ad un’interessante programmazione di eventi ed iniziative dando spazio alle eccellenze dei giovani studenti dei cinque Conservatori siciliani. Jazzmeia Horn si esibirà il 2 luglio alle ore 21.30 al Teatro di Verdura. Con una maturità e fiducia vocale che va ben al di là dei suoi anni, con un timbro schietto che ricorda quello di Nina Simone, Jazzmeia Horn, sul palco con l’Orchestra Jazz Siciliana diretta dal Maestro Piero Romano approda nella scena musicale internazionale rivelando un indiscusso talento. Vincitrice del prestigioso Thelonius Monk International Vocal Jazz Competition 2015, Jazzmeia, è pronta a prendere posto al fianco dei migliori jazz vocalist di oggi. Naturalezza e sguardo verso un moderno approccio alla vocalità sono alcune delle caratteristiche della sua arte. Nata a Dallas nel 1991, Jazzmeia Horn è cresciuta in una famiglia di talenti musicali, ed è stata sua nonna, una pianista amante del jazz, a darle il suo particolare nome. Anche il Village protagonista del SJF, un quadrilatero del centro città con importanti luoghi storici come Palazzo Chiaramonte Steri, il Complesso Monumentale Santa Maria dello Spasimo, il Real Teatro Santa Cecilia e il Teatro di Verdura di Villa Castelnuovo e da quest’anno si aggiunge anche l’Orto Botanico,  rappresenta la fucina di cultura artistica dove si esibiscono non solo i musicisti residenti ma anche le giovani eccellenze dei cinque conservatorio siciliani e i musicisti dei paesi internazionali partners del SFJ. In occasione della quinta edizione del Sicilia Jazz Festival, la collaborazione con il World Jazz Network, fondato dal noto musicista Alexander Beets, le cui relazioni internazionali sono curate da Fabio Lannino, si traduce nella presenza di autorevoli delegazioni provenienti da Olanda (Licks and Brains Big Band), Polonia (Sylwester Ostrowski One Voice), Isole Canarie – Spagna (La Local Jazz Band), e Bulgaria (Antonio Forcione & Cenk Erdogan), testimoniando una visione condivisa che fa del jazz un linguaggio universale capace di unire popoli, storie e tradizioni che identificano la nostra terra quale attrattore turistico. Questa rete culturale promuove il jazz come veicolo di connessione e inclusione, contribuendo al contempo alla valorizzazione e diffusione della cultura siciliana all’estero, nel segno dell’eccellenza artistica, della contaminazione creativa e dell’identità mediterranea. La Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group, braccio operativo e artistico del SJF, consolida così il suo impegno nell’ambito dell’internazionalizzazione della musica jazz, attraverso una serie di attività che pongono la Sicilia al centro di un vivace azione non solo culturale e musicale, ma turistica. Il World Jazz Network include ben 40 paesi partecipanti e tra le collaborazioni in atto, si evidenziano i rapporti instaurati con festival internazionali come il Musician Paradise Amersfoort Jazz Festival, il Szechin Jazz Festival, il Canarias Jazz & Más International Festival, e il Jazz Plus Sophia Festival. Queste sinergie non solo favoriscono l’incontro tra artisti di diverse nazionalità, ma contribuiscono anche alla diffusione dell’attività turistica in Sicilia attraverso la cultura jazz a livello globale, sottolineando il carattere universale di questa forma d’arte, patrimonio dell’unimanità. Tutto ciò va ad arricchire il programma del Festival realizzato con un lavoro intenso e di alto profilo artistico, risultato dell’impegno straordinario profuso dal direttore artistico Luca Luzzu e dai quattro arrangiatori e cinque direttori d’orchestra: da Domenico Riina, direttore principale, a Paolo Lepore, Vito Giordano, Antonino Pedone e Piero Romano.   Al Village in programma il 2 luglio al Real Teatro Santa Cecilia alle ore 18:30 in programma il concerto di Sylwester Ostrowski “One Voice” feat. Dorrey Linn Lyles – Owen Hart – Dominique Sanders (Polonia/USA).  Il 3 luglio al Real Teatro Santa Cecilia alle ore 21:45 il concerto di Branko Markovic & Veljko Vujcic feat. Vito Giordano & Carmen Avellone (Serbia/Italia).  Il 4 luglio Real Teatro Santa Cecilia alle ore 18:30 Licks and Brains Big Band (Olanda), mentre il 5 luglio al Real Teatro Santa Cecilia alle ore ORE 21:45 in programma Kristina Miller (Russia) con “Jazz in Classical”. Sempre il 5 luglio un altro evento culturale al Real Teatro Santa Ceciclia alle ore 11:00 la presentazione del libro 1970 Romanzo di un anno irripetibile” di Adolfo Fantaccini con focus su “Il Palermo Pop Festival – Tra memoria e musica” A cura della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana The Brass Group. Info biglietteria www.bluetickets.it, www.tickettando.it, Rosanna Minafò Responsabile Comunicazione e Addetto Stampa Sicilia Jazz Festival 2024  

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Missili, bunker e messaggi cifrati: la lezione iraniana e il telegramma (non troppo criptato) agli amici di Washington

  Quando l’America parla, non sempre usa le parole: le bombe sono più rapide, i pacifisti tacciono e l’Europa fa finta di non vedere.     Gli Stati Uniti, quando vogliono farsi capire, non usano il galateo diplomatico. Niente lettere formali, niente email istituzionali e nemmeno tweet presidenziali in maiuscolo. Loro preferiscono i B-2 Spirit, le GBU-57 “spacca-bunker” e qualche Tomahawk spedito con ricevuta di ritorno. C’è posta per Xi, Putin e Kim Jong-un e non solo L’ultima spedizione ha avuto come destinatario l’Iran, ma il mittente – sia chiaro – voleva raggiungere ben altri indirizzi: Pechino, Mosca, Pyongyang e tutte le capitali dove si coltiva il sogno nucleare come un giardino privato. L’eleganza della minaccia perfetta L’incursione americana è stata, prima di tutto, uno spettacolo di tecnologia militare: bombardieri invisibili, sottomarini lanciamissili, portaerei schierate come in un videogioco e una tempistica che sembrava sincronizzata da un direttore d’orchestra. Non è stata solo un’azione militare: è stata una dimostrazione di forza raffinata. Un’operazione “chirurgica”, come piace chiamarla al Pentagono, che ha mandato fuori uso impianti strategici iraniani senza provocare – almeno per ora – un’escalation fuori controllo. Il messaggio? Chi pensava che l’arsenale americano fosse un gigante addormentato, incrostato di vecchi successi e impantanato in questioni interne, ora dovrebbe aggiornare le proprie convinzioni. Gli USA possono ancora colpire ovunque, con precisione spietata e senza rimetterci un solo soldato. Teheran come vetrina globale Certo, gli effetti a lungo termine restano da verificare: Fordow, Natanz ed Esfahan sono davvero fuori gioco? Lo scopriremo. L’Iran chiuderà lo Stretto di Hormuz? Poco probabile. Il regime teocratico vacillerà? Difficile, almeno nel breve. Ma il vero scopo non era cambiare i regimi, bensì ricordare a tutto il mondo – e soprattutto a chi si crede intoccabile – che nessun bunker è abbastanza profondo e nessuna distanza è davvero sicura quando Washington decide di premere il grilletto. Non è un caso che, dopo il raid, la reazione sia stata relativamente contenuta. La lezione iraniana è servita su un piatto freddo: più che una guerra, una dimostrazione. Più che una rappresaglia, una prova di efficienza. E mentre i protagonisti maneggiano i missili, in Occidente si leva il solito, tiepido coro dei pacifisti di salotto: quelli che si svegliano solo quando le bombe le sgancia qualcun altro. Questa volta, stranamente, regna un certo silenzio. Anche l’Europa, maestra nelle indignazioni selettive, ha preferito abbassare lo sguardo e fare finta di nulla, probabilmente occupata dall’omologazione dei veicoli a motore riguardo alle emissioni o a discutere di qualche regolamento sulle lampadine. Un telegramma diretto a Xi e Putin E chi doveva capire, ha capito. Xi Jinping, che osserva silenzioso ma manovra instancabile; Vladimir Putin, impegnato in scenari multipli tra Ucraina e alleanze scomode; Kim Jong-un, l’eterno enfant terrible con le sue parate missilistiche da operetta. E, ovviamente, Khamenei e compagni, che ora devono guardarsi anche dall’alto, oltre che da dentro. L’America, per ora, non ha interesse a lanciarsi in nuove avventure medio-orientali: la priorità si chiama contenimento della Cina, e il vero campo di battaglia è l’Indo-Pacifico, non il deserto persiano. Il raid sull’Iran è quindi una cartolina preannunciata, un avviso da parte di chi si dice “stanco di fare il poliziotto del mondo” ma che, all’occorrenza, sa ancora sparare meglio di chiunque altro. Lo Sceriffo è ancora il più veloce Uomo avvisato, mezzo salvato. Con lo Sceriffo americano – imprevedibile, irascibile, ma sempre pronto – non si scherza. Le GBU-57 non sono coriandoli e il B-2 Spirit non è un drone da supermercato. Putin, Xi, Kim, Khamenei e tutti gli aspiranti nuclearisti di domani: il telegramma è stato consegnato. Non serviva decifrarlo, era in chiaro. di Redazione

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Missili, Minacce e Moralità: Il Grande Spettacolo della Democrazia Esportata

  Gli Stati Uniti colpiscono i siti nucleari iraniani e annunciano “pace o distruzione totale”. Teheran promette vendetta, Mosca e Pechino si indignano. Ma alla fine, come sempre, Hollywood applaude. Analisi semiseria (ma non troppo) dell’attacco USA all’Iran     Stanotte, mentre l’Europa dormiva e l’Asia si stropicciava gli occhi, gli Stati Uniti hanno deciso che era il momento di “fare pulizia” nei laboratori nucleari dell’Iran. E lo hanno fatto in grande stile: missili di precisione, obiettivi centrati al millimetro, dichiarazioni trionfali e standing ovation (a stelle e strisce, ovviamente). Fordow? Già era Uno dei nomi che per anni ha turbato i sonni dei think tank di Washington è stato cancellato dalla mappa con la stessa rapidità con cui si cancella un vecchio file dal desktop. Insieme a Natanz ed Esfahan, i “mostri atomici” dell’Iran sono stati neutralizzati – almeno secondo il racconto americano. Nessuna arma nucleare? Perfetto, la minaccia è stata sventata, e il mondo può tornare a respirare… o almeno, così ci viene detto. Trump trionfante, tra Dio, droni e diplomazia muscolare L’ex presidente Trump (ormai in modalità action hero permanente) è tornato alla ribalta con un discorso in cui si mescolano minacce epiche, commoventi elogi ai piloti americani e un grazie sentito al premier israeliano Netanyahu, suo co-protagonista nella sceneggiatura del “Mondo libero contro il Male assoluto”. Pace? Magari. Ma intanto gli altri obiettivi sono pronti ad essere “aggiunti in pochi minuti”, come se si trattasse di un carrello Amazon militare. Iran: “Toccate Khamenei e scateniamo l’inferno” Dall’altra parte, l’Iran – scosso ma tutt’altro che domato – risponde con un avvertimento: se gli USA toccano l’Ayatollah Khamenei, la reazione sarà “senza limiti e senza restrizioni”. Una formula elegante per dire: “se cercate il boss, noi spingiamo il tasto grosso”. E il Medio Oriente torna a tremare, perché quando si parla di “asimmetria”, non si intende il taglio dei capelli. Russia e Cina: i paladini del diritto internazionale (a senso unico) Nel frattempo, da Mosca e Pechino si alzano lamenti solenni per la violazione del diritto internazionale. Loro, che in quanto a operazioni militari unilaterali hanno un curriculum lungo come la Muraglia Cinese, scoprono improvvisamente il valore delle norme internazionali. Sconcerto, indignazione e… geopolitica, ovviamente. Ma da che pulpito viene la predica! La pace? Una parola difficile da scrivere sotto i droni Siamo onesti: nessuno si aspettava un attacco simile, eppure tutti lo consideravano “possibile”. Ora ci si interroga sulle conseguenze: escalation militare? Attacchi cyber? Colpi di mano sul territorio? Intanto, le borse ballano e i ministri degli esteri si aggrappano alle parole “moderazione” e “dialogo” con la stessa convinzione con cui si cerca l’ombrello dopo che è passato l’uragano. Conclusione: la democrazia non ha prezzo. Ma un costo, eccome se ce l’ha. Quello che resta è il solito copione: gli USA si autoproclamano guardiani della libertà, il Medio Oriente diventa di nuovo teatro di tensioni globali, e l’umanità assiste, impotente, allo scontro tra titani con troppi missili e poche idee nuove. La democrazia non ha prezzo? Forse. Ma tra carburante per i jet, bombe intelligenti e droni sempre più intelligenti delle diplomazie che li usano, il conto si fa sempre più salato. E ora? Tutti aspettano la prossima conferenza stampa. E magari anche il prossimo missile. Giuseppe Arnò

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Scuderia Club “Cuore Rosso” – Raduno Auto

Presentazione RADUNO AUTO: Ferrari, Maserati e Supercar 22° Memorial “Abramo Guercioni” e 3° Memorial “Elisa Pompa” Sabato, 21 giugno 2025, ore 10,30 – sala consiliare comune di Sant’Omero     Sabato, 21 giugno, alle ore 10,30, nella sala consiliare del Comune di Sant’Omero, si terrà la conferenza stampa di presentazione del 22° Memorial “Abramo Guercioni” e 3° Memorial “Elisa Pompa”. Il tradizionale evento motoristico vibratiano si svolgerà domenica 29 giugno, tra i comuni di Martinsicuro, Corropoli, Nereto e Sant’Omero, organizzato dalla Scuderia Club “Cuore Rosso” di Villa Rosa di Martinsicuro, con la presenza di autovetture come: Ferrari, Maserati e Supercar. Saranno presenti: Andrea Luzi, Sindaco di Sant’Omero; Lorenzo Rastelli, consigliere delegato agli eventi; Dino Natali, Presidente della Scuderia Club “Cuore Rosso” e  Riccardo Guercioni, Vice e figlio del compianto Abramo Guercioni; Fabrizio Roccetti, Presidente dei Volontari della Protezione Civile “Gran Sasso d’Italia”di Sant’Egidio alla Vibrata e Piero Di Felice, consulente sportivo.  Per la Scuderia Club “Cuore Rosso” Dino Natali 3337667817 (Presidente)

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Una portaerei nucleare per l’Italia? Meglio una Ferrari dei mari che una Panda galleggiante

L’Italia del terzo millennio non può permettersi di viaggiare nei mari del mondo con la retromarcia inserita. Tra nuove tecnologie, deterrenza globale e interessi industriali, è tempo di smettere di fare i mozzi e iniziare a ragionare da ammiragli. Diciamolo subito: pensare oggi a una portaerei nucleare per l’Italia non è più fantascienza. È geopolitica, strategia, tecnologia… e un pizzico di orgoglio nazionale. Certo, ci sarà chi storcerà il naso, evocando scenari da guerra fredda o ipotetici disastri ambientali in stile film catastrofico del sabato sera. Ma la realtà è un’altra: il mondo è cambiato, e se non vogliamo rimanere l’ultima carrozza del treno, ci serve un bel motore nucleare. Altro che interrail militare. Non più “cannoniere”, ma cervelli galleggianti Oggi la guerra — o meglio, la deterrenza — si gioca su altri tavoli: droni che spiano anche la barba del nemico, laser che abbattono missili a costo quasi zero, intelligenze artificiali che decidono in pochi secondi ciò che un comando un tempo valutava in ore. In questo contesto, avere una Marina fondata su fregate e pattugliatori a gasolio è come combattere con la spada in un’era di satelliti. Non serve ingrossare le fila, serve raffinarle. Non servono decine di navi, ma una nave madre, ipertecnologica, autonoma, in grado di stare in mare mesi — se non anni — senza dover bussare alla porta del benzinaio. La Ferrari dei mari (con carrozzeria Pininfarina, ça va sans dire) Immaginate una portaerei italiana dal design mozzafiato, elegante come il Vespucci, ma potente come un reattore da 300 megawatt. Pura bellezza futuristica, simbolo del genio industriale tricolore, pronta a salpare nei mari del mondo per missioni di pace, deterrenza e — perché no — di business. Perché, come spesso dimentichiamo, la difesa non è solo un costo, ma anche un investimento. La nostra cantieristica (Fincantieri docet), con Leonardo e compagnia bella, ha già dimostrato di poter vendere navi in tutto il mondo. Ora immaginiamo cosa potrebbe fare con un gioiello nucleare sotto il braccio. Commesse miliardarie, export tecnologico, posti di lavoro. Altro che bonus monopattino. Ma non ci penserà la NATO? Sì, come no. L’illusione che l’ombrello atlantico basti a coprirci da tutto è dura a morire. Ma non siamo più negli anni ’90: oggi ogni nazione deve contare su sé stessa, specialmente nel “Mediterraneo allargato”, che oggi arriva fino all’Oceano Indiano e magari domani anche in Polinesia. L’Italia, se vuole essere ascoltata nei consessi internazionali, deve mostrare di saper navigare — e non solo metaforicamente. Una portaerei nucleare non è un capriccio, è un segnale: noi ci siamo, e non solo per servire il caffè ai grandi della Terra. Obiezioni? Molte, ma non tutte fondate C’è chi dice che nel Mediterraneo non serva una portaerei nucleare. Ma questa visione da “vasca da bagno” ignora che oggi le minacce e gli interessi italiani si trovano ben oltre le colonne d’Ercole: pensiamo all’Africa, all’Indo-Pacifico, al Mar Rosso. E poi c’è il solito coro: “ma è pericolosa!”, “e se esplode?”. Certo, tutto può essere pericoloso se gestito male — anche un tostapane. Ma siamo seri: i nostri alleati da decenni ormeggiano silenziosamente nei nostri porti con le loro navi atomiche, mentre noi ci scandalizziamo ancora se si parla di reattori modulari. L’alternativa? Continuare a fare i valvassini nei teatri globali. Una questione di dignità (oltre che di strategia) Il mondo non aspetta. Se vogliamo evitare di restare la ruota di scorta dell’Occidente, dobbiamo dotarci di strumenti adeguati. E tra questi, una portaerei nucleare di bandiera è una scelta che unisce potenza, autonomia, deterrenza e tecnologia. Il tutto con quel tocco di design e ingegneria che solo l’Italia sa dare. Un Vespucci del XXI secolo, capace non solo di difendere, ma di rappresentare. Un ambasciatore del made in Italy in versione corazzata, un laboratorio tecnologico galleggiante, un investimento per l’intera filiera industriale. In conclusione: meno nostalgia, più lungimiranza Basta con la retorica del “piccolo è bello”, delle missioni umanitarie senza muscoli e dei porti “denuclearizzati” dove però attraccano sottomarini americani in incognito. L’Italia ha bisogno di visione, di coraggio, di investire nel futuro con la stessa passione con cui ha costruito supercar, satelliti e moda di lusso. Una portaerei nucleare non è solo una scelta militare: è una dichiarazione d’intenti. Un segnale che l’Italia sa ancora alzare la testa. E salpare. Giuseppe Arnò Credito foto: AI

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Sold out e standing ovation per “La Suite dei Templi per Osaka Expo 2025”

  “OSAKA TEMPLE SUITE 2025”   Continui applausi per i Solisti e l’Orchestra Sinfonica e Jazz del Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera presenti ad Expo Osaka 25   Successo anche per le due performances degli studenti e docenti all’Auditorium del Padiglione Italia   SOLD OUT E STANDING OVATION per la prima esecuzione mondiale de ” LA SUITE DEI TEMPLI PER EXPO OSAKA 2025″ messa in scena il 13 Giugno al Teatro Festival Station di Expo dall’Orchestra Sinfonica e Jazz del Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera – Agrigento diretta dal M° Gaetano Randazzo. Il progetto ideato dalla Direttrice Prof.ssa Mariangela Longo, in qualità di referente artistico/ scientifico, con l’intento di mettere a confronto le culture millenarie dei due paesi Italia e Giappone in attuazione dei principi prioritari di Expo 2025 ( Empowering lives, Connetting livrs and Saving lives), è risultato vincitore di una  selezione nazionale indetta nel 2024 dalla Direzione Generale della Internazionalizzazione e Comunicazione del Ministero della Università e della Ricerca per rappresentare l’eccellenza accademica italiana AFAM all’esposizione mondiale di Osaka. Con continui applausi ed apprezzamenti il pubblico giapponese ha tributato una calorosissima accoglienza a questa opera originale, così attesa e prodotta dal Conservatorio Toscanini, impreziosita da immagini del grande patrimonio culturale di Italia e Giappone a cui essa è dedicata: Valle dei Templi di Agrigento e Shimogamo Shrine, entrambi siti UNESCO. Con la Suite dei Templi si è conclusa, dunque, con grandissimo successo la tournée che ha visto protagonisti gli studenti e i docenti di tutti i dipartimenti classici e dei nuovi linguaggi musicali che si sono esibiti l’11 e il 12 giugno, con sold out, anche al Teatro del Padiglione Italia nella settimana dedicata alla Regione Siciliana. Presenti al concerto importanti autorità tra cui la Ministra Commissario aggiunto per Expo Elena Sgarbi, l’Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia Giusy Savarino e il Direttore del Padiglione Italia Andrea Marin che sono intervenuti con grandi apprezzamenti pubblici per i musicisti e per la qualità artistica e innovativa del progetto. L’Opera è stata realizzata da studenti e docenti del Conservatorio, insieme ad alcuni Musicisti giapponesi, in qualità di esecutori e compositori tra cui: Alberto Maniaci, Simone Piraino, Giacomo Tantillo, Rita Ninfa Collura, Sergio Cali, Ernesto Marciante, Histaka Nishimori. Tra i Solisti; i Maestri Giacomo Tantillo (tromba), Sergio Calì (vibrafono) e Mitsumura (Taiko- percussioni giapponesi) e tutti i musicisti dell’Orchestra. Tutto ciò è stato possibile grazie al finanziamento del Mur e del progetto Music4D i cui fondi sono stati messi a frutto per  cofinanziare questa importante attività internazionale e di innovazione tecnologica, arricchita da riprese in 3D. Ringraziamo il Ministero della Università e della Ricerca, il Commissariato per Expo del Ministero degli Esteri,  il Direttore e lo staff del Padiglione Italia, il Presidente Giuseppe Tortorici e tutti gli organi statutari, la Direttrice Mariangela Longo, il  Vice Direttore e Direttore di produzione  Simone Piraino, i  tecnici Carlo Gargano ( fonica) Gap Movie ( regia, riprese ed editing) e naturalmente tutti i Musicisti, i collaboratori, l’ ufficio stampa e tutto il prezioso staff del Conservatorio. La Suite dei Templi è una nuova Opera Sinfonica, Contemporanea e Jazz, composta, prodotta ed edita dal Conservatorio Statale di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera (Agrigento) che, sotto l’egida del Ministero della Università e della Ricerca, si è distinto negli ultimi anni per la prolifica attività istituzionale. Il Conservatorio è stato recentemente insignito del prestigioso riconoscimento di Eccellenza Italiana 2024, patrocinato dal Consiglio dei Ministri e da 11 Ministeri italiani, ed inserito nella pregiata Opera editoriale dedicata alle 100 Storie di Eccellenza che si sono distinte per aver contribuito a migliorare il futuro del nostro Paese e che portano lustro all’Italia nel mondo. L’Opera è stata selezionata dal Ministero Italiano della Università e della Ricerca tra tutte le Isituzioni AFAM italiane per rappresentare ad Expo Osaka 2025 l’eccellenza Accademica dell’Alta Formazione Artistico Musicale Italiana. Lo speciale evento, in scena al Teatro Festival Station di Expo OSAKA il 13 giugno 2025 nella settimana dedicata alla Regione Siciliana, è promosso e finanziato dalla Direzione Generale della Internazionalizzazione e della comunicazione MUR, con il prezioso supporto dei fondi di Next Generation UE PNRR Azione M4C1 “MUSIC4D”, con la supervisione del Commissariato per EXPO Osaka 2025 del Ministero degli Esteri, che ringraziamo. Questa attività di rilevo internazionale sarà realizzata da una corposa delegazione del Conservatorio costituita da circa 50 elementi, di cui 40 orchestrali e 10 componenti dello staff, tecnici delle riprese, addetti stampa e alle comunicazioni, che seguiranno la produzione e le performance dei musicisti che si terranno anche all’anfiteatro del Padiglione Italia. Un “viaggio musicale” alla scoperta dei magnifici Templi dei Parchi Archeologici siciliani, trasposti in Musica da docenti e studenti, che, in veste di compositori ed esecutori, sono i protagonisti di un’Opera davvero unica nel suo genere. Caratterizzata da una commistione di linguaggi musicali, l’Opera evoca la gloriosa storia dei Miti Greci all’insegna della modernità e dell’innovazione musicale diventando un esempio pregevole di promozione del grande patrimonio artistico culturale italiano e dei giovani talenti.     Con una speciale dedica a OSAKA 2025 l’Opera si è arricchita, per l’occasione, di una nuova composizione del M° Hisataka Nishimori, dedicata ad uno dei più famosi Santuari di Kyoto, il sito UNESCO Shimogamo Shrine, che verrà “interpretato” in Musica a fianco ad un altro patrimonio mondiale dell’Umanità, la Valle dei Templi di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. Alla compagine orchestrale multitasking, costituita da 40 elementi e in cui convivono tipologie diverse di strumenti e di linguaggi (classici, jazz e popular), si uniranno anche pregevoli esecutori giapponesi di strumenti moderni e della tradizione giapponese, sotto la Direzione del M° Gaetano Randazzo di cui verrà eseguita, a conclusione del concerto, “Chasing the Pink Panther”, una novità in prima assoluta in omaggio al grande Henry Mancini. Ciò consentirà di mettere a confronto le rispettive storie millenarie e tradizioni culturali e musicali dei due paesi (ITALIA e GIAPPONE) con uno sguardo al futuro, attraverso i differenti linguaggi compositivi, gli stili esecutivi e le riprese immersive dell’opera e dei luoghi a cui essa è

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Premio nazionale Pratola, tutto pronto per la 16ª edizione

    SABATO 14 GIUGNO DALLE 17.00, L’ABBAZIA DI SANTO SPIRITO AL MORRONE TEATRO DELLA MANIFESTAZIONE Tra gli insigniti De Giovanni, Ruffino, Lo Cicero, Telese, Antinelli, Varani, D’Alessandro Tutto pronto per il Premio Nazionale Pratola 2025 che per il sua XVI Edizione sarà ospitato nella splendida e suggestiva Abbazia di Santo Spirito al Morrone in località Badia Bagnaturo di Sulmona, sabato 14 Giugno alle ore 17.00. Una kermesse culturale, negli anni diventata uno degli eventi più seguiti e apprezzati in ambito regionale e nazionale. Organizzata dall’Associazione Culturale “Futile Utile“, diretta con passione e competenza dai giornalisti ENNIO e PIERPAOLO BELLUCCI, la XVI edizione del Premio sarà dedicata alla memoria dell’Artista aquilano MARCELLO MARIANI,un autentico maestro, una delle figure più rappresentative del movimento pittorico informale europeo. La pace, la letteratura, l’arte, la solidarietà, il giornalismo, il cinema, la televisione, lo sport, la poesia, la ricerca scientifica, al centro del Premio Nazionale Pratola 2025 che vedrà assegnare i riconoscimenti a importanti personalità del panorama italiano e regionale, punto di riferimento nel proprio ambito lavorativo.  Per l’occasione l’evento avrà una madrina d’eccezione, la bravissima inviata del Tg1 Rai, STEFANIA BATTISTINI, puntuale ed obiettiva reporter dai maggiori teatri di guerra del mondo. Testimonial dell’appuntameto il prof. HAFEZ HAIDAR, eminente figura di poeta-scrittore, più volte candidato al Premio Nobel per la Pace e per la Letteratura. Ad Haidar sarà affidato un commovente messaggio di pace, in un momento così delicato a livello mondiale. Nel corso della Cerimonia di premiazione spazio dedicato anche alla poesia, con uno dei più conosciuti attori di teatro, cinema e televisione, EDOARDO SIRAVO, tra le “voci” italiane più coinvolgenti ed apprezzate. A colorare la manifestazione di biancazzurro una sorpresa dedicata al Pescara Calcio 1936, tornato nella Serie cadetta, grazie alla recentissima vittoria nei play off di C. I “Premi Speciali” andranno a: MAURIZIO DE GIOVANNI (Letteratura e Cultura); ANDREA LO CICERO (Sport e Spettacolo); LUCA TELESE (Giornalismo e Tv); AURORA RUFFINO (Letteratura e Cinema); ALESSANDRO ANTINELLI (Giornalismo Sportivo); ANTONIO DEL GIUDICE (Giornalismo e Cultura); GIOVANNI D’ALESSANDRO (Letteratura e Cultura); DANIELA D’ALIMONTE (Cultura e Poesia); ASJA VARANI(Sport); CHARLES L.CASTIGLIONE (Medicina e Ricerca Scientifica; RICCARDO LETTERIO(Economia e Lavoro); LUCA ZAVARELLA (Economia e Lavoro); MARCELLO D’ANDREA (Medicina e Ricerca Scientifica); SANTE VENTRESCA (Solidarietà e impegno civile). Prestigioso e rappresentativo di varie realtà internazionali, nazionali e regionali “il parterre” dei premiati nelle diverse sezioni in cui si articola il Premio. A fare da splendida e suggestiva quinta L’ABBAZIA DI SANTO SPIRITO AL MORRONE : luogo celestiniano per eccellenza, con la sua struggente, incomparabile bellezza e spiritualità, testimonianza di un’arte altissima e di fede profonda. In buona sostanza, una manifestazione tutta da seguire, anche in diretta TV per Abruzzo e Molise, in esclusiva sul Canale 10 di Rete 8 e in diretta mondiale streaming, su www.rete8.it e su www.apktv.it , grazie alle riprese della squadra di Massimo Scafati, con la brillante presentazione del giornalista di Rete 8, ENRICO GIANCARLI. A caratterizzare la manifestazione anche gli interventi e le sottolineature musicali del soprano dalla voce inconfondibile CHIARA TARQUINI, dal bravo chitarrista, il maestro EUGENIO CARONNA e dagli estrosi e creativi Massimo Domenicano, al pianoforte e Gianni Ferreri, alla tromba. E veniamo al nutrito elenco delle personalità che riceveranno l’ambito riconoscimento, partendo da MAURIZIO DE GIOVANNI, scrittore affermato, sceneggiatore, drammaturgo e autore televisivo. Suoi i romanzi “il Commissario Ricciardi”, “ bastardi di Pizzofalcone”, “Mina Settembre”, da cui sono state tratte serie televisive di successo interpretate da Lino Guanciale, Alessandro Gassman, Serena Rossi. L’ultima sua pubblicazione da poco in libreria è “L’antico amore”. ANDREA LO CICERO VAINA detto “Barone” per via delle ascendenze nobiliari della sua famiglia. Già rugbista, pilone sinistro con 103 presenze nella nazionale italiana e ben 4  partecipazioni alla Coppa del Mondo. Attualmente chef molto apprezzato, conduttore tv Gambero rosso e ambasciatore UNICEF; ALESSANDRO ANTINELLI, giornalista e telecronista sportivo tra i più conosciuti ed apprezzati, caporedattore centrale di RAI-SPORT. LUCA TELESE noto, affermato Giornalista, direttore del quotidiano dell’Abruzzo “IL CENTRO”. Saggista, autore e conduttore televisivo; AURORA RUFFINO, giovane ma già affermata attrice e scrittrice, in testa alle classifiche letterarie con il suo libro “Volevo salvare i colori”. ASJA VARANI, pescarese, Campionessa europea e mondiale, orgoglio d’Abruzzo, vera regina del pattinaggio corsa. ANTONIO DEL GIUDICE, per anni ha diretto il quotidiano “Il Centro”, giornalista e scrittore sensibile e straordinario uomo di cultura. Una proiezione internazionale con CHARLES L. CASTIGLIONE, dottore statunitense legato all’Abruzzo, che ha fornito un elevato contributo alla chirurgia plastica ricostruttiva e alla ricerca. Ma anche, soprattutto, per il suo lato umano, il suo sostegno ai più deboli, prestando servizio gratuito in Ecuador per aiutare i più bisognosi. Non mancano diversi, autorevoli, Rappresentanti dell’Abruzzo, che portano in alto il nome della nostra regione con il loro lavoro, la loro intelligenza, la loro competenza nei rispettivi campi di azione. GIOVANNI D’ALESSANDRO,uomo di grande cultura, scrittore più che affermato e celebrato, tornato recentemente, dopo qualche anno di assenza, in libreria con il suo nuovo romanzo “Lo sperduto “, una storia d’amore a cerchi concentrici, edito da Città Nuova. DANIELA D’ALIMONTE poetessa, dialettologa e ricercatrice, profonda conoscitrice degli usi e dei costumi abruzzesi, come nella migliore tradizione deniniana. RICCARDO LETTERIO,nato a Rocca Pia, giovane, brillante ingegnere che lavora per la Dumarey Group. Azienda leader nella mobilità sostenibile, specializzata, in sistemi di propulsione, trasmissioni e soluzioni energetiche avanzate, con particolare attenzione sulle tecnologie a idrogeno ed elettriche. Con il ruolo di BUSINESS ASSISTANT a The Ceo, un ruolo strategico che è di supporto all’amministratore delegato dell’entità italiana. MARCELLO D’ANDREA, pratolano di origine, neurochirurgo, altamente qualificato, specializzato in neurochirurgia vascolare. Responsabile della struttura semplice Neurichirurgica presso l’ospedale “M.Bufalini” dell’Ausl della Romagna, dove è anche vice direttore dell’Unita complessa. LUCA ZAVARELLA, di Pratola Peligna, ingegnere che per iCubed lavora come responsabile dell’area Data e Al, coordinando i team che si occupano di dati e intelligenza artificiale, favorendo collaborazione, scambio di competenze e sviluppo di soluzioni alternative. SANTE VENTRESCA, insegnante e scultore, oltre mezzo secolo amorevolmente dedicato alle persone con disabilità. Con coraggio, encomiabile costanza, grandi sacrifici e con caparbietà è riuscito a creare la residenza  “Il Dopo di Noi”- Villa Gioia e il Cetro Diurno di Torrone, strutture fondamentali per la vasta area peligna. Una vita dedicata ai più deboli. Segui la diretta TV per Abruzzo e Molise, in esclusiva sul Canale 10 di Rete 8 Diretta mondiale streaming

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