Dentro il Maxi Processo: Pietro Grasso tra memoria, giovani e legalità

  Ultimo libro di Pietro Grasso   Forte dei Marmi ridente cittadina balnearia della Versilia, stavolta nelle sue mille ed ancora mille iniziative, si è colorata di legalità grazie a più di 800 studenti in marcia con Pietro Grasso. Il corteo lungo e variegato voluto nel pieno rispetto dell’educazione civica e delle regole, si prestava per la presentazione del libro dell’ex P.M. Grasso “U MAXI. Dentro il processo a Cosa Nostra.” “Un momento questo di buona speranza da riporre in voi giovani – sottolineava Grasso – pertanto dopo tante esperienze di vita, oggi con la “Fondazione Scintille di Futuro” cerchiamo di accendere in voi fanciulli il senso d’una cittadinanza attiva, responsabile e consapevole. Ed è magnifico respirare la grande partecipazione unita a tanto entusiasmo e curiosità grazie soprattutto ai dirigenti scolastici ed amministrazione locale che hanno ben accolto tal evento. E concludo osservando che la forza nel continuare è data da voi studenti, dalla vostra sete di domande, di capire, poiché solamente seminando può nascere il cambiamento.” Veri e propri momenti esaltanti quindi in cui veniva riconosciuto l’alto valore formativo straordinario vedendo in Pietro Grasso non solamente il magistrato e uomo delle istituzioni, ma anche persona impegnata a trasmettere concretamente i valori delle norme nella convinzione di un attivo cambiamento possibile. Più tardi Grasso per “La Gazzetta Italo Brasiliana “osserva che il volto della mafia è notevolmente cambiato, fa’ affari, oltre alla intimidazione usa la corruzione, collusione, il coinvolgimento nei propri traffici, nonché sfruttamento delle imprese legali. Quindi una mafia molto più difficile da far emergere nonostante: “Personalmente sono fiducioso che la magistratura e le forzi dell’ordine continuano su tale impegno.” Sciascia parlò del professionismo da parte dell’antimafia combattendola però con benefici da parte dei mafiosi. “Io sono per un ritorno all’antimafia spontanea, quella delle catene umane che hanno collegato alla casa di Falcone con il Palazzo di Giustizia, con la manifestazione di quei palermitani che mettevano fuori le lenzuola dei loro balconi con la scritta “no alla mafia”. Questa è l’antimafia che non ha interessi, che non cerca di fare dell’antimafia un qualcosa che possa aiutare nell’avere appalti e sfruttamento dal punto di vista personale.” I suoi orgogli quando era Presidente del Senato e mettiamoci anche se permette i suoi rimpianti. “Lascio il mio giudizio sempre agli altri, il mio orgoglio è di avere gestito per 5 anni il Senato e di avere concluso la mia gestione con delle modifiche regolamentari che hanno avuto un effetto maggiore di quello che poteva essere qualsiasi riforma costituzionale. Pertanto si può fare molto anche senza bisogno di cercare di cambiare tutto ma facendo piccoli passi per andare avanti.” Tempo addietro in un incontro a Firenze a cui lei era invitato parlarono molto di Berlinguer incarnando in lui una idea di politica rigorosa ed onesta. “Non amo dare pareri sulle persone, tuttavia non ho mai incontrato un politico come Berlinguer.”    Carla Cavicchini

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La diplomazia del bene: cinque nuovi Giusti al Viale della Farnesina

Da Sofia 1877 a Santiago 1973, il MAECI consacra la memoria di chi ha saputo scegliere da che parte stare di Arturo Varè           ROMA — Un atto di memoria, un esercizio di responsabilità civile, un omaggio al coraggio silenzioso di chi ha indossato l’abito del diplomatico senza dimenticare quello dell’uomo: la cerimonia tenutasi il 23 aprile 2026 nel piazzale antistante la Farnesina, a poche ore dalle celebrazioni della Liberazione, ha aggiunto cinque nuovi nomi al “Giardino dei Giusti della Farnesina”, l’angolo verde inaugurato nel marzo 2024 e ormai parte integrante del paesaggio simbolico della diplomazia italiana. Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e il Presidente della Fondazione Gariwo Gabriele Nissim, promotore originario del progetto. Per il Ministro l’esempio dei Giusti rappresenta un “monito quotidiano” su cosa significhi servire lo Stato tenendo sempre la persona al centro. I cinque nuovi cippi inaugurati per l’occasione commemorano figure tanto diverse per epoca quanto coese nel valore. C’è Vito Positano (Noicàttaro 1833 – Yokohama 1886), Vice Console a Sofia, che nel dicembre 1877 si rifiutò di obbedire all’intimazione di Osman Pascià e, insieme ai colleghi francese e austro-ungarico, salvò la futura capitale bulgara dall’incendio. C’è Francesco Babuscio Rizzo (Potenza 1897 – Roma 1983), Incaricato d’Affari presso la Santa Sede tra il 1943 e il 1944, che nei mesi dell’occupazione nazifascista di Roma sottrasse alla deportazione centinaia di esuli e perseguitati. C’è Tito Spoglia (Atina 1923 – Elisabethville 1960), Vice Console nel Katanga in piena rivolta secessionista, caduto il 10 luglio 1960 mentre tentava di organizzare l’evacuazione dei connazionali e insignito post mortem della medaglia d’oro al valor civile. C’è Giorgio Giacomelli (Milano 1930 – Roma 2017), Primo Segretario a Léopoldville durante la rivolta dei Simba del 1964, che si accodò alle truppe governative per mettere in salvo decine di italiani altrimenti destinati al massacro. E c’è Piero De Masi (Roma 1937 – Roma 2021), Incaricato d’Affari a Santiago del Cile nel settembre 1973, che nelle ore drammatiche del golpe di Pinochet aprì la sede di Calle Miguel Claro a chi bussava: circa settecentocinquanta gli asilados che da quella scelta personale e non autorizzata trovarono via di salvezza, una pagina che il cinema di Nanni Moretti ha restituito al grande pubblico con Santiago, Italia nel 2018. Sindaco e Presidente della Fondazione Gariwo hanno declinato, ciascuno dal proprio osservatorio, lo stesso filo. Il Sindaco Gualtieri ha rivendicato l’orgoglio per una tradizione diplomatica in cui tante personalità hanno saputo compiere una “scelta etica” in momenti particolarmente difficili; il Presidente Nissim, che proprio in occasione del primo allestimento del 2024 aveva coniato la formula della “diplomazia del bene”, ha ribadito come l’Italia, con i suoi oltre duecento Giardini, sia oggi tra i Paesi più impegnati nel ricordare i propri Giusti e nel farne un patrimonio civile esportabile. Con queste cinque nuove targhe i nomi commemorati salgono a quattordici, dopo i nove dell’allestimento iniziale del marzo 2024, fra i quali Guelfo Zamboni, Tommaso de Vergottini, Pierantonio Costa e l’Ambasciatore Luca Attanasio. La selezione è opera della Commissione dei Giusti della Farnesina, istituita dal MAECI nel 2024 e coordinata dal Ministro Plenipotenziario Stefano Baldi, unico componente attualmente in servizio, affiancato dagli Ambasciatori a riposo Maria Assunta Accili, Emilio Barbarani, Carlo Maria Oliva e Ludovico Ortona. A questo organo spetta l’esame post mortem dei fascicoli storici, con il rigore documentale che la materia impone. Ma il senso ultimo dell’iniziativa va oltre la commemorazione: il Giardino è pensato come strumento formativo permanente, non solo per i giovani diplomatici che entrano in carriera — cui si offre un repertorio di esempi concreti di servizio civile — ma anche per i cittadini, gli studenti, chiunque attraversi quel viale e ne legga i nomi. Una pedagogia per immagini, dove la memoria non è monumento ma esercizio. È in questa cornice che si comprende la frase con cui Tajani ha aperto la cerimonia: “Ricordare i Giusti è un atto di responsabilità civile”, il modo in cui una comunità sceglie i propri riferimenti morali. Quattordici cippi, sotto i platani che fronteggiano il piazzale della Farnesina, ci ricordano — silenziosamente — come la diplomazia italiana, prima ancora che corpo professionale, sia stata e continui a essere una tradizione di coscienze. Fonte: Goffredo Palmerini

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NY – Sanità, innovazione ed etica

COMUNICATO STAMPA   Sanità, innovazione ed etica: al Consolato Generale d’Italia a New York il dialogo Italia–USA per costruire modelli sanitari più umani e sostenibili” New York, 13 aprile 2026 – Si terrà presso il Consolato Generale d’Italia a New York il convegno internazionale “Ethics, Innovation, Care: The Italy–USA Dialogue for a More Human-Centered Healthcare System”, promosso dagli Intergruppi parlamentari “Progetto Italia (lavori pubblici, edilizia e urbanistica)”, presieduto dall’On. Erica Mazzetti, e “Sanità e Ripresa”, presieduto dall’On. Simona Loizzo, con il coinvolgimento di autorevoli rappresentanti istituzionali, accademici e del mondo sanitario italiano e statunitense. L’iniziativa nasce dalla volontà congiunta dei due Intergruppi di promuovere un dialogo strutturato tra Italia e Stati Uniti sui grandi temi della sanità, con l’obiettivo di mettere al centro la persona e il valore della cura nella sua dimensione più umana, senza trascurare la sostenibilità dei modelli sanitari, anche sotto il profilo economico e organizzativo. Il convegno si inserisce nell’ambito di una più ampia missione istituzionale negli Stati Uniti, finalizzata a rafforzare il dialogo bilaterale sui temi strategici della sanità, dell’innovazione tecnologica e dei modelli organizzativi orientati alla centralità della persona. Ad aprire i lavori sarà il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli. Nel corso della sessione iniziale saranno trasmessi i saluti istituzionali, in collegamento video, del Ministro della Salute del Governo italiano, On. Orazio Schillaci. Interverrà inoltre, sempre da remoto, Don Marco Belladelli, Coordinatore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa. I lavori del convegno saranno coordinati dall’Ing. Alessandro Astorino, Segretario Generale degli Intergruppi parlamentari promotori. La sessione inaugurale vedrà la partecipazione dell’On. Erica Mazzetti, Presidente dell’Intergruppo parlamentare Progetto Italia, e del Prof. Vittorio De Pedys, Presidente di SIMEST S.p.A., a testimonianza del ruolo strategico dell’internazionalizzazione e degli investimenti nel settore sanitario. Tra i relatori, esponenti di primo piano del panorama internazionale, tra cui Tino Ruta (CEO Knights Care LLC), Massimo Mangini (Presidente Mangini Group), Marc Zimmet (CEO Zimmet Healthcare), Ken Kitatani (ICEED Governance Officer), Tanya Enigk (Vice President CCORisk Management) e Alessandro Salatino (Dana-Farber Cancer Institute – Harvard Medical School). Il convegno si propone di approfondire il confronto tra i sistemi sanitari italiano e statunitense, con particolare attenzione alla sanità per gli anziani, all’innovazione digitale, ai modelli sostenibili di gestione sanitaria e alle nuove frontiere della medicina di precisione. Centrale il tema della “umanizzazione della cura”, in linea con le più recenti evoluzioni normative e con una visione che pone la persona al centro dei percorsi di assistenza. A concludere i lavori sarà Mons. Hilary Franco, Advisor della Missione Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, a testimonianza della rilevanza etica e internazionale dell’iniziativa. Il convegno rappresenta un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, imprese e mondo accademico, con l’obiettivo di costruire modelli di cooperazione capaci di coniugare innovazione, sostenibilità – anche economica – e attenzione alla dignità della persona. Per informazioni stampa:Jennifer Adriana LaDelfaU.S. Lead – Diplomatic Advisor, Multilateral Affairs & Cross-Cultural Communications StrategistCell. +1 (917) 887-3458 LA SEGRETERIA Intergruppo Parlamentare Progetto Italia Lavori pubblici, edilizia e urbanistica

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A L’Aquila un grande incontro con Daniel Lumera, l’8 marzo ore 17

  “Abbracciare il Perdono”: un dialogo sui valori femminili del nuovo millennio, nel cammino di L’Aquila Capitale italiana della Cultura Aula Magna Scuola Ispettori e Sovrintendenti Guardia di Finanza – Coppito  L’Aquila si prepara ad accogliere Daniel Lumera, l’8 marzo 2026, per un incontro pubblico, gratuito, dal titolo “Abbracciare il Perdono: i valori femminili del nuovo millennio”, in programma alle ore 17.00 presso l’Aula Magna della Scuola Ispettori e Sovrintendenti Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice” di Coppito, dove è stato necessario trasferire l’incontro – grazie alla disponibilità offerta dal Comando della Scuola – onde poter contenere le tante prenotazioni pervenute per lo straordinario evento. Autore bestseller, docente e figura di riferimento a livello internazionale nell’ambito del benessere e della qualità della vita con oltre trent’anni di ricerca basata sull’incontro tra scienze moderne e antiche tradizioni sapienziali, Daniel Lumera proporrà una riflessione sul perdono come esperienza umana e culturale capace di incidere sul modo in cui viviamo noi stessi, gli altri e il nostro tempo. Al centro dell’incontro anche il significato dei valori femminili del nuovo millennio – ascolto, cura, empatia, responsabilità e visione – intesi non come categoria di genere, ma come patrimonio universale dell’umano, oggi indispensabile per generare coesione, equilibrio e futuro. «Portare Daniel Lumera all’Aquila – dichiara Francesca Pompa, Presidente di One Group – significa offrire alla città un’occasione di confronto su temi che toccano profondamente la vita delle persone e delle comunità. Accendere questo dialogo nel contesto di L’Aquila Capitale italiana della Cultura significa contribuire a rafforzare l’identità della nostra città come luogo di pensiero, di spirito e di visione”. A dare il benvenuto all’illustre ospite saranno Ersilia Lancia, Assessore al Turismo e alle Pari Opportunità del Comune dell’Aquila, Angelo De Nicola, giornalista e scrittore, che aprirà il dialogo offrendo una chiave di lettura culturale e narrativa dei temi trattati, Goffredo Palmerini, Presidente dell’Associazione L’Aquila Made In e Francesca Pompa, che porteranno il contributo del territorio a un progetto che rafforza l’identità culturale della città. L’incontro si svolge sotto l’Alto Patrocinio della Regione Abruzzo, con il Patrocinio del Comune dell’Aquila ed è patrocinato dal Soroptimist Club dell’Aquila. Al termine dell’evento Daniel Lumera sarà disponibile per un momento di firmacopie dedicato ai partecipanti muniti del suo ultimo volume “Scegli la tua vita” (non acquistabile in sede). Il dialogo con la città proseguirà il giorno successivo, lunedì 9 marzo, quando Daniel Lumera incontrerà gli studenti del Liceo Classico “Domenico Cotugno” per un momento dedicato alle giovani generazioni, durante il quale offrirà ai ragazzi uno spazio di riflessione sul valore della consapevolezza e della responsabilità personale. Segno dell’attenzione e dell’interesse della cittadinanza verso contenuti culturali di alto profilo.   ONE GROUP srl Marketing & Comunicazione SS. 17 Ovest – Tecnopolo D’Abruzzo 67100 L’Aquila Tel. 0862.410126/318379 Fax. 0862.290002 [email protected] www.onegroup.it Fonte: Goffredo Palmerini

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A Sofia la “Giornata della Fierezza Massonica”

  Il 1° marzo, tra squadra e compasso, un richiamo all’elevazione dell’Uomo e alla fedeltà alla Tradizione SOFIA (BULGARIA) Si celebra il 1° marzo a Sofia la Giornata della Fierezza Massonica, appuntamento dedicato alla testimonianza pubblica dell’impegno iniziatico e morale dei Liberi Muratori, sintetizzato nel motto “Tra squadra e compasso”. Una giornata “da massoni” per comunicare, con rigore e consapevolezza, l’opera silenziosa e costante volta all’elevazione dell’Uomo e al Bene dell’Umanità. Nel solco della riflessione filosofica, il celebre Cogito ergo sum di Cartesio si trasfigura simbolicamente in un più esigente Amo ergo sum, richiamo al primato della persona e alla dignità umana, che trova tutela anche nell’ordinamento giuridico. L’incontro ha coniugato rigore rituale, profondità dottrinale e alto valore iniziatico, inscrivendosi tra gli eventi destinati a lasciare un segno duraturo nella vita dell’Obbedienza. I Lavori sono stati aperti secondo l’antica osservanza e condotti nel più scrupoloso rispetto delle forme tradizionali. Sotto l’autorevole guida del Sovrano Gran Commendatore Mimmo Leonetti, il Tempio ha accolto Fratelli provenienti da ogni parte d’Italia, riuniti dal comune desiderio di conoscenza, approfondimento ed elevazione spirituale. All’adunanza hanno preso parte il Deputato Gran Maestro, numerosi Grandi Ufficiali Nazionali e diversi Gran Maestri Regionali, la cui presenza ha conferito ulteriore solennità ai Lavori, testimoniando coesione e vitalità dell’Istituzione. L’incontro è stato concepito, come sottolineato dallo stesso Leonetti, quale momento di autentica incidenza iniziatica: non semplice esercizio accademico, ma occasione di rinnovata consapevolezza del cammino massonico. In questo spirito si sono succeduti gli interventi di tre Fratelli del 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato 1778, che hanno offerto relazioni di alto profilo, frutto di studio rigoroso, esperienza vissuta e profonda interiorizzazione dei contenuti trasmessi. Le orazioni hanno guidato l’Assemblea attraverso le origini e lo sviluppo storico del Rito, l’analisi dei rituali e l’approfondimento della complessa simbologia, restituendo un quadro organico e coerente. I simboli sono stati richiamati non come meri segni esteriori, ma come strumenti vivi di trasformazione interiore. Nelle conclusioni, Leonetti ha ricondotto a unità i contributi emersi, richiamando i Fratelli all’importanza della ricerca come dovere massonico, della fedeltà alla Tradizione come garanzia di autenticità e della disciplina interiore quale fondamento di ogni reale progresso iniziatico. Un monito e, insieme, un incoraggiamento a proseguire con fermezza e umiltà sul Sentiero. “Sono un partigiano della giustizia. La Luce ritornerà a splendere nei nostri Templi. Ad Gloriam Dei, ad Lucem et ad Humanitatem”, ha dichiarato il Sovrano Gran Commendatore. La Giornata della Fierezza Massonica si propone così come un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva, un invito a liberare l’anima dai vincoli imposti dall’uomo e a farla volare sulle ali, potenti e leggere, di una fierezza universale che guarda alla Luce come orizzonte comune.   Fonte: Mimmo Leonetti

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Il risveglio di Miraflores

Quando il diritto internazionale si mette il pigiama e la geopolitica entra dalla camera da letto Nicolas Maduro e sua moglie Cilia Flores sono stati prelevati nel cuore della notte, direttamente dalla loro camera da letto. Non da una folla inferocita né da una congiura di palazzo, ma da uno dei reparti più raffinati dell’ingegneria militare statunitense: lo squadrone Delta. Un’operazione chirurgica, di quelle che non lasciano macerie ma producono imbarazzo. Secondo le ricostruzioni, la coppia dormiva. È un dettaglio che la cronaca ama, perché introduce l’elemento onirico: il risveglio improvviso, la sensazione dell’incubo. Solo che, questa volta, il “dream come true” non apparteneva ai dormienti, bensì a un popolo che da anni non riesce più a chiudere occhio. Il sogno che si è avverato, insomma, era coltivato altrove. A Caracas, i fedelissimi chavisti sono scesi in piazza al grido di “ridateci Maduro”. Un appello commovente, se non fosse che somiglia molto alla richiesta di restituire il capitano mentre la nave sta già imbarcando acqua da tutte le parti. La barca affonda, ma l’orchestra continua a suonare. Sul piano internazionale, come da copione, si sono levati i lamenti rituali. Nessuno può applaudire apertamente un’operazione del genere: violazione della sovranità, sequestro di persona, pericoloso precedente. Il diritto internazionale, evocato con tono grave, è tornato a essere quella nobile retorica che si sfoggia nelle occasioni ufficiali e si ripone con cura quando disturba. Del resto, di precedenti il mondo è pieno: Crimea, Ucraina, minoranze cancellate con metodo industriale. Il diritto, come l’interpretazione delle Scritture, è severo con i deboli e creativo con i forti. Cina, Russia e Iran hanno protestato. La prima dopo essersi assicurata che il petrolio continui a scorrere; la seconda con l’autorevolezza di chi predica dal pulpito di Kiev; la terza per dovere ideologico. Proteste corrette, educate, senza particolare convinzione. Quanto basta per salvare la forma, non la sostanza. Poi arrivano i documenti, quelli veri. L’incriminazione depositata a Manhattan parla di decenni di potere usato come copertura per traffici illeciti, di istituzioni corrotte, di una élite politico-militare arricchita dalla cocaina diretta negli Stati Uniti. Nomi e cognomi, ruoli e responsabilità, in un elenco che assomiglia più a un organigramma che a un atto d’accusa. È la prosa fredda della giustizia federale, che non indulge in metafore ma pesa le parole come lingotti. Washington, nel frattempo, annuncia di voler vigilare sulla transizione democratica. Si parla di leadership futura, di verifiche, di possibilità. Donald Trump, con la sua consueta franchezza, lascia intendere che il petrolio venezuelano non è un dettaglio. Le malelingue sostengono che la democrazia sia solo l’abito della domenica. Può darsi. Ma resta un fatto imbarazzante: nessuno, prima d’ora, si era preso la briga di intervenire davvero mentre un popolo veniva impoverito, affamato e costretto all’esodo. Se l’azione è stata anche interessata, resta pur sempre un’azione. E non è poco, in un mondo che preferisce commentare. C’è poi Cuba, grande convitata di pietra. Per anni ha vissuto alle spalle del Venezuela, nutrita da un petrolio generoso e da regalie politiche. Oggi, con zucchero e tabacco ormai banditi dalle coscienze salutiste del mondo, l’isola dovrà inventarsi un futuro senza la stampella venezuelana. Non sarà semplice. Dal Brasile, grande Paese guida del continente sudamericano, dove osserviamo e scriviamo, le proteste ufficiali sul metodo convivono con un più intimo sospiro di sollievo. I flussi migratori di una popolazione disperata avevano creato problemi enormi a un Paese già alle prese con le proprie problematiche. La stabilità, anche quando arriva in modo scomposto, ha sempre un suo fascino. Resta la domanda finale, quella che conta davvero: finisce qui o è solo l’inizio? Il Venezuela è l’epilogo o il primo capitolo? La storia insegna che quando la geopolitica entra in una camera da letto, raramente si ferma alla prima stanza. E che i risvegli, soprattutto quelli bruschi, non riguardano mai solo chi dormiva. Giuseppe Arnò Foto libera da diritti: Fachada de entrada al Palacio de Miraflores

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Musica, solidarietà e comunità

A Castrovillari il Concerto di Natale “Uniti per i Bambini” riempie la chiesa e il cuore                                 Castrovillari – Sold out e grande partecipazione per il Concerto di Natale di beneficenza “Uniti per i Bambini”, svoltosi il 13 dicembre 2025 nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Un evento riuscito sotto ogni profilo: artistico, umano e solidale, seguito da un pubblico numeroso, attento e partecipe. L’iniziativa, organizzata dal Lions Club Castello Aragonese Pollino-Sibaritide-Valle dell’Esaro in sinergia con il Kiwanis Club di Castrovillari, ha rappresentato un esempio concreto di come oggi, più che mai, fare rete tra associazioni e istituzioni sia fondamentale per rispondere ai bisogni del territorio. L’intero ricavato della serata è stato devoluto alla Comunità per minori “La Casa di Zaccheo”. Durante il concerto, i fondi raccolti sono stati ufficialmente consegnati al Direttore della Comunità, Raffaele Bloise, ringraziato pubblicamente per il prezioso e costante impegno a favore dei minori accolti. Il Presidente del Lions Club Castello Aragonese, dott. Don Paolo Baratta, insieme alla Presidente del Kiwanis Club di Castrovillari, dott.ssa Marianna Fioravante, ha espresso viva gratitudine agli artisti protagonisti della serata: il soprano Maria Elena Giorgio, il Maestro Giuseppe Marco Daniele e il pianista Federico Lauro, che con esecuzioni di altissimo livello hanno ricevuto a più riprese il caloroso plauso del pubblico. Un sentito ringraziamento è stato rivolto anche all’Amministrazione Comunale di Castrovillari, nella persona del Sindaco avv. Domenico Lo Polito, assente per impegni istituzionali ma rappresentato dall’Assessore alle Pari Opportunità, dott.ssa Pina Grillo, e al Vescovo di Cassano allo Ionio, mons. Francesco Savino, Presidente della Comunità “La Casa di Zaccheo”, anch’egli assente per motivi istituzionali e rappresentato dal Parroco don Federico Baratta e dallo stesso Raffaele Bloise. Il successo dell’iniziativa è stato reso possibile anche grazie all’impegno dei soci del Lions Club e del Kiwanis Club, nonché alla sensibilità dei cittadini intervenuti, che hanno dimostrato come la solidarietà, quando incontra la cultura, sappia trasformarsi in un gesto concreto di speranza. I protagonisti della serata Federico Lauro, nato a Castrovillari nel 2009, frequenta il terzo anno del Liceo Classico “Galileo Galilei” di Trebisacce. Avviato sin dall’infanzia allo studio della musica classica, si dedica in particolare al pianoforte sotto la guida del M° Angelo Arciglione, docente presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza, e frequenta i corsi della scuola “Su Un Palco” di Castrovillari. Parallelamente si è avvicinato allo studio del violino con il M° Piero Gallina. Ha già partecipato a importanti manifestazioni, tra cui eventi presso il Comune di Altomonte alla presenza dell’attrice Claudia Gerini, iniziative della Delegazione Calabrese degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia a Rende e numerosi appuntamenti organizzati dal Lions Club. Il 19 novembre 2025 ha tenuto un concerto solistico di pianoforte classico presso il Frauenzentrum di St. Pölten (Vienna). Elenamaria Giorgio, soprano, è nata a Castrovillari il 2 settembre 1995. Dopo il liceo, concluso con il massimo dei voti, si laurea con lode in DAMS all’Università della Calabria con una tesi su Rigoletto e la vocalità verdiana. Avviata alla musica dai genitori, studia pianoforte e canto, dedicandosi poi al canto lirico con il M° Rosaria Buscemi. Prosegue la formazione al Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza con il M° Giorgio Misseri, perfezionandosi con artisti di fama internazionale. Nel 2022 vince la Borsa di Studio Marlena Parisi. Svolge intensa attività concertistica ed è protagonista di numerose produzioni musicali e teatrali. Il Maestro Giuseppe Marco Daniele, nato a Chiaravalle Centrale, si diploma con il massimo dei voti e la menzione d’onore al Conservatorio di Cosenza sotto la guida del M° Giacomo Pellegrino. Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, si distingue nel prestigioso Premio Venezia, esibendosi al Teatro La Fenice. La sua carriera concertistica lo ha portato in Italia e all’estero, come solista e con orchestra. Attualmente frequenta il Cantiere Musicale Internazionale e il biennio di musica da camera presso il Conservatorio di Cosenza, come pianista del Brutium Piano Trio.  

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Manuela Biancospino nominata “Ambasciatrice delle Eccellenze Italiane nel Mondo”

COMUNICATO STAMPA Il riconoscimento conferito al XXIX Congresso Nazionale Confederale di Confimprese Italia Fiuggi, 30 novembre 2025 – In occasione del XXIX Congresso Nazionale Confederale di Confimprese Italia, svoltosi a Fiuggi dal 28 al 30 novembre, alla giornalista Manuela Biancospino è stata conferita la prestigiosa onorificenza di “Ambasciatrice delle Eccellenze Italiane nel Mondo”, un titolo che premia competenza, impegno e la costante dedizione alla valorizzazione dell’Italia e delle sue migliori realtà. Il riconoscimento è stato consegnato ufficialmente dal Presidente di Confimprese Italia, Guido D’Amico, che ha sottolineato il ruolo di primo piano svolto da Biancospino – giornalista televisiva, della carta stampata, Consigliera dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, Presidente del GUS Lazio e Segretaria nazionale del GUS – nel promuovere con autorevolezza e rigore le eccellenze italiane, tanto produttive quanto culturali e intellettuali. Nel corso della sua attività professionale, Manuela Biancospino si è distinta per la capacità di raccontare al grande pubblico le migliori esperienze del Paese, contribuendo a diffondere un’immagine dell’Italia fondata su qualità, identità e creatività. Un impegno riconosciuto e apprezzato da Confimprese Italia, che ha voluto premiarne la costanza nel mettere in luce talenti, imprese e storie che fanno grande il Made in Italy. Il Congresso Nazionale Confederale ha riunito rappresentanze istituzionali, delegazioni imprenditoriali e professionisti provenienti da tutta Italia, con l’obiettivo di definire strategie condivise per lo sviluppo del tessuto produttivo nazionale e per il rafforzamento della competitività italiana sui mercati internazionali. Accogliendo l’onorificenza, Manuela Biancospino ha espresso profonda gratitudine e ha ricordato il valore sociale del suo lavoro:«Essere nominata “Ambasciatrice delle Eccellenze Italiane nel Mondo” è un onore che va oltre il mio percorso professionale ed è un invito a continuare a raccontare storie di valore, talento, sacrificio e creatività. L’Italia è ricca di realtà straordinarie che contribuiscono ogni giorno a rendere grande il nostro Paese e che meritano quindi una voce e una visibilità internazionale». Con questo conferimento, Confimprese Italia rinnova il proprio impegno nel sostenere figure di riferimento capaci di rappresentare, in Italia e all’estero, le storie, le professionalità e lo spirito che meglio incarnano l’ingegno e la vitalità del nostro Paese.

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Altomonte celebra la terza Charter del Lions Club Castello Aragonese

Nel suggestivo scenario del “Palazzo dei Giacobini”, il passaggio di Campana e la nomina del nuovo Presidente, Dott. Paolo Baratta, hanno suggellato una serata di eleganza, riconoscimenti e impegno al servizio della comunità. a a a Il 18 ottobre 2025, presso il Salone Razetti di Altomonte, si è tenuto il primo passaggio di Campana del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide e Valle dell’Esaro, con la proclamazione del nuovo Presidente per l’anno sociale 2025/2026, Dott. N.H. Paolo Baratta. La cerimonia è poi proseguita nella splendida cornice del “Palazzo dei Giacobini”, dove si è svolta la Cena di Gala, organizzata con la consueta maestria dalla famiglia Barbieri, custode di un’accoglienza che unisce tradizione, raffinatezza e genuinità. Numerose le autorità presenti, lionistiche, civili e religiose, a testimonianza della vitalità e del prestigio del sodalizio. Il Presidente Baratta ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento al Secondo Vice Governatore del Distretto Lions 108 YA, Dott. Gianfranco Ucci; al GMT Multidistrettuale Italia, Rita Franco; al Presidente della IX Circoscrizione, Maria Manfredi; e al Presidente della XXI Zona, Donatella Calio. Tra gli ospiti istituzionali, spiccavano inoltre il Senatore Franco Silvestro, Presidente della Commissione Parlamentare per le Questioni Regionali; il Sindaco di Altomonte, Giampiero Coppola; il Sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito; numerosi primi cittadini del territorio Pollino–Sibaritide–Valle dell’Esaro; il Presidente del GAL, Domenico Pappaterra; il Rettore dell’Università della Calabria, Prof. Gianluigi Greco; il Direttore di Rai 3 Calabria, Riccardo Giacoia; e il Direttore di Casa Zaccheo, Raffaele Bloise. Un ringraziamento particolare è stato espresso a S.E.R. Mons. Francesco Savino, Vescovo della Diocesi di Cassano allo Ionio, per la sua partecipazione e per la costante vicinanza al Club. Presenti inoltre i rappresentanti dei Clubs Rotary e Kiwanis, e numerose associazioni del territorio. Durante la Charter sono stati consegnati importanti riconoscimenti: Il Melvin Jones Fellowship, massimo attestato lionistico, al Dott. Luigi Postorivo, per i suoi meriti professionali e sociali. Il Premio “Ferdinando d’Aragona”, giunto alla terza edizione e realizzato dal Maestro orafo altomontese Vincenzo Linardi, al Prof. Gianluigi Greco, neo Rettore dell’Università della Calabria. Il riconoscimento gli è stato consegnato dal Presidente Baratta e dal Direttore Giacoia, premiato a sua volta l’anno precedente. Il Crest del Lions Club Castello Aragonese a Enzo Barbieri, per la costante vicinanza e il sostegno al movimento lionistico. L’attestato di Socio Onorario del Club a S.E.R. Mons. Francesco Savino, segno di stima e riconoscenza per l’impegno umano e pastorale nel territorio. Il Club ha inoltre accolto con entusiasmo sette nuovi soci:Rosa Rimoli, Matteo Pugliese, Antonio Perrone, Francesco Sottile, Nicola Regina, Andrea Guglielmini e Lorena Di Leo, rafforzando così la propria presenza e capacità di servizio nella comunità. La serata, impreziosita dalle esecuzioni del violinista Federico Lauro, si è conclusa in un clima di amicizia e condivisione, suggellando un momento di alto valore umano e associativo. “Servire con passione e continuità” — ha dichiarato il Presidente Baratta — “significa mettere il proprio tempo e le proprie competenze al servizio del bene comune. È questa la vera forza del nostro essere Lions.” Lions Club Castello Aragonese

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Roma – L’Augustale ad insigni personalità

A ROMA CONFERITO L’AUGUSTALE AD INSIGNI PERSONALITÀ DAL CENTRO STUDI FEDERICO II Premiati l’Ambasciatore d’Argentina Marcelo Martin Giusto, Marco Finelli e Alessandra Di Legge   di Goffredo Palmerini         ROMA – Si è tenuto martedì 14 ottobre 2025, presso il Circolo Antico tiro a Volo di Roma, una Cena Diplomatica in onore dell’Ambasciatore d’Argentina in Italia, Marcelo Martin Giusto. All’evento è stato invitato a partecipare Giuseppe Di Franco, presidente del Centro Studi Federico II di Palermo. Nel corso della magnifica serata il Presidente Di Franco ha consegnato onorificenze del Centro Studi, così come deliberato dal Consiglio Direttivo e dal Comitato scientifico. In particolare l’Augustale federiciano è stato tributato alle seguenti Personalità: a E. Dott. Marcelo Martin Giusto, Ambasciatore d’Argentina in Italia, che con la sua esperienza e professionalità̀ ha dato un eccezionale contributo alla diplomazia argentina e allo scambio di iniziative culturali rivolte alla promozione del soft power italiano e argentino a livello internazionale; al Marco Finelli, direttore della prestigiosa testata giornalistica nazionale “Gazzetta Diplomatica”, che con il suo lodevole e professionale impegno ha contribuito alla qualità e alla diffusione del giornalismo diplomatico; alla ssa Alessandra Di Legge, esperta di diritto costituzionale, per la sua brillante carriera professionale e per aver ricoperto vari ruoli istituzionali tra i quali anche quello presso l’ufficio legislativo a Palazzo Chigi. Cultore di diritto costituzionale presso la LUISS Guido Carli e l’Università Europea di Roma, la Dott.ssa Di Legge è Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Prima della consegna delle onorificenze, il Presidente del Centro Studi Federico II, Dott. Giuseppe Di Franco, ha così dichiarato nel suo breve intervento: “Porgo i miei più cordiali saluti a tutte le personalità, ai diplomatici, ai giornalisti presenti a questa iniziativa di alto livello culturale e diplomatico e ringrazio particolarmente il Circolo dell’Antico Tiro a volo e la Direzione della Cena Diplomatica per avermi invitato all’evento di questa serata. Il Centro Studi Federico II, oltre ad essere un’istituzione privata senza fini di lucro, ha tra i suoi scopi quello di promuovere i valori della cultura e del dialogo interculturale e multiculturale, di tolleranza e di apertura al mondo, valori questi senza i quali un multilateralismo, necessario per costruire ponti ideali tra i popoli, non potrebbe esistere né funzionare. La nostra istituzione affronta ogni anno una tematica diversa e si propone di volta in volta il raggiungimento di diversi obiettivi. Quest’anno (2025) il Centro studi ha scelto un tema riassunto dal seguente slogan: “Diplomazia e Interconnessione Culturale per la promozione del Soft Power, il fascino della cultura che unisce il mondo” con un programma di iniziative e progetti inaugurato a Vienna il 27 maggio presso la sede dell’Ambasciata Italiana, rappresentata da S.E. l’Ambasciatore Giovanni Pugliese ed in collaborazione con la quale abbiamo realizzato un evento culturale e diplomatico dedicato appunto alla Diplomazia culturale e al Soft power. La Diplomazia Culturale e il Soft Power sono strumenti strategici per costruire influenza globale in un mondo sempre più interconnesso. L’Italia, con il suo ricco patrimonio culturale, ha un enorme potenziale per esercitare entrambi, ma deve investire anche in strategie moderne, come l’uso dei media digitali e la collaborazione con influencer culturali. Allo stesso modo, il Soft Power richiede coerenza tra i valori promossi e le azioni politiche per essere efficace. Entrambi i concetti, se ben gestiti, possono trasformare la cultura in un potente strumento di pace, cooperazione e influenza globale. In un’epoca di crescente competizione globale, la cultura può e deve essere una risorsa strategica. La diplomazia culturale non è un lusso, ma un investimento a lungo termine nella reputazione, nella sicurezza e nella prosperità di un Paese. Promuovere il soft power significa contribuire a un ordine internazionale più dialogico, aperto e cooperativo, dove l’influenza non si impone, ma si conquista. Concludo questo mio breve intervento con uno spazio che dedico alla consegna dell’Augustale, una prestigiosa onorificenza che il Centro Studi Federico II ha presentato lo scorso anno a Roma, presso il Circolo degli Esteri, e che viene assegnata ogni anno a Personalità di alto livello che si sono distinte per i loro meriti nel campo della diplomazia internazionale, del giornalismo, dell’arte, della cultura, della medicina e della ricerca scientifica.” Il Presidente Giuseppe Di Franco ha quindi consegnato l’onorificenza alle Personalità insignite, con le rispettive motivazioni sopra riportate. L’Augustale federiciano – opera d’arte realizzata in ottone dorato dal M° scultore Mauro Gelardi in collaborazione con il M° fonditore Ettore Machì e rifinita dal M° argentiere Roberto Ventimiglia – riproduce la moneta aurea fatta coniare da Federico II nel 1231, in occasione del pacifico clima di rinascita a seguito della pace con gli infedeli e con il pontefice, e denominata appunto moneta della pace. È senza dubbio una delle monete più famose e più belle del Medioevo europeo. L’incisore dell’Augustale fu l’orafo messinese Balduino Pagano.  Alla Cena Diplomatica hanno partecipato 70 invitati, rigorosamente selezionati tra esponenti di primo piano del mondo economico, istituzionale e culturale. A fare gli onori di casa, con impeccabile grazia, Francesca Peruzy Pilo. La serata è stata aperta dagli interventi del giornalista Alberto Sichel e del Founder di Mediterranea, Giancarlo Sestini, che hanno dato il loro benvenuto agli ospiti, introducendo i temi al centro dell’incontro. A seguire, Leandro Salinardi, Capo Sezione Promozione degli Investimenti dell’Ambasciata argentina, ha illustrato le prospettive economiche del Paese, evidenziandone la stabilità attuale e le potenzialità. Tra gli ospiti, l’imprenditrice Anna Fendi, Andrea Benveduti, dirigente per gli Affari Pubblici e le Relazioni Istituzionali di Ansaldo Energia, Diana Battaggia, direttrice Organizzazione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Industriale UNIDO, Guido Citerni da Siena, Consigliere del Ministro Urso per le materie connesse con la banda ultra-larga e le nuove tecnologie e la Senatrice Lavinia Mennuni.

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