Ultimo libro di Pietro Grasso
Forte dei Marmi ridente cittadina balnearia della Versilia, stavolta nelle sue mille ed ancora mille iniziative, si è colorata di legalità grazie a più di 800 studenti in marcia con Pietro Grasso.
Il corteo lungo e variegato voluto nel pieno rispetto dell’educazione civica e delle regole, si prestava per la presentazione del libro dell’ex P.M. Grasso “U MAXI. Dentro il processo a Cosa Nostra.”
“Un momento questo di buona speranza da riporre in voi giovani – sottolineava Grasso – pertanto dopo tante esperienze di vita, oggi con la “Fondazione Scintille di Futuro” cerchiamo di accendere in voi fanciulli il senso d’una cittadinanza attiva, responsabile e consapevole. Ed è magnifico respirare la grande partecipazione unita a tanto entusiasmo e curiosità grazie soprattutto ai dirigenti scolastici ed amministrazione locale che hanno ben accolto tal evento. E concludo osservando che la forza nel continuare è data da voi studenti, dalla vostra sete di domande, di capire, poiché solamente seminando può nascere il cambiamento.”
Veri e propri momenti esaltanti quindi in cui veniva riconosciuto l’alto valore formativo straordinario vedendo in Pietro Grasso non solamente il magistrato e uomo delle istituzioni, ma anche persona impegnata a trasmettere concretamente i valori delle norme nella convinzione di un attivo cambiamento possibile.
Più tardi Grasso per “La Gazzetta Italo Brasiliana “osserva che il volto della mafia è notevolmente cambiato, fa’ affari, oltre alla intimidazione usa la corruzione, collusione, il coinvolgimento nei propri traffici, nonché sfruttamento delle imprese legali. Quindi una mafia molto più difficile da far emergere nonostante: “Personalmente sono fiducioso che la magistratura e le forzi dell’ordine continuano su tale impegno.”
Sciascia parlò del professionismo da parte dell’antimafia combattendola però con benefici da parte dei mafiosi.
“Io sono per un ritorno all’antimafia spontanea, quella delle catene umane che hanno collegato alla casa di Falcone con il Palazzo di Giustizia, con la manifestazione di quei palermitani che mettevano fuori le lenzuola dei loro balconi con la scritta “no alla mafia”. Questa è l’antimafia che non ha interessi, che non cerca di fare dell’antimafia un qualcosa che possa aiutare nell’avere appalti e sfruttamento dal punto di vista personale.”
I suoi orgogli quando era Presidente del Senato e mettiamoci anche se permette i suoi rimpianti.
“Lascio il mio giudizio sempre agli altri, il mio orgoglio è di avere gestito per 5 anni il Senato e di avere concluso la mia gestione con delle modifiche regolamentari che hanno avuto un effetto maggiore di quello che poteva essere qualsiasi riforma costituzionale. Pertanto si può fare molto anche senza bisogno di cercare di cambiare tutto ma facendo piccoli passi per andare avanti.”
Tempo addietro in un incontro a Firenze a cui lei era invitato parlarono molto di Berlinguer incarnando in lui una idea di politica rigorosa ed onesta.
“Non amo dare pareri sulle persone, tuttavia non ho mai incontrato un politico come Berlinguer.”
Carla Cavicchini