L’Ambasciata d’Italia ospita l’evento di chiusura del progetto umanitario per rifugiati e migranti venezuelani

  Brasilia, 12 febbraio 2025 – L’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) e l’Ambasciata d’Italia a Brasilia, in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), hanno organizzato oggi l’evento di chiusura del progetto umanitario dedicato alla protezione e all’inclusione socio-economica di rifugiati e migranti venezuelani in Brasile. Con un investimento di 500.000 euro, l’iniziativa ha beneficiato oltre 5.000 persone nello stato di Roraima, con particolare attenzione alle comunità indigene, ai bambini e agli adolescenti. L’evento, ospitato presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia, ha riunito rappresentanti del governo italiano, dell’UNHCR e di organizzazioni partner, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale nella risposta alla crisi migratoria venezuelana. Nei 12 mesi di attuazione, il progetto ha garantito l’accesso a documentazione, istruzione, salute, alloggi di emergenza e sostegno finanziario per persone in condizioni di vulnerabilità nelle città di Pacaraima e Boa Vista. Il finanziamento della Cooperazione Italiana ha rafforzato la risposta umanitaria dell’”Operação Acolhida”, garantendo protezione, assistenza legale e accoglienza per circa 4.000 rifugiati e migranti. Circa 650 persone in condizioni di estrema vulnerabilità hanno ricevuto aiuti finanziari per favorire la loro autonomia. Sono state inoltre promosse attività sportive e culturali, coinvolgendo direttamente 500 bambini, adolescenti e adulti, per favorire la convivenza pacifica e combattere la xenofobia. Il Rappresentante dell’UNHCR in Brasile, Davide Torzilli, ha evidenziato l’impatto del progetto: “Questa iniziativa è stata un faro di speranza per molti, offrendo protezione essenziale e assistenza umanitaria alle popolazioni vulnerabili”. L’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Alessandro Cortese, ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale: “La solidarietà è un valore fondamentale per l’Italia e siamo impegnati a sostenere iniziative che garantiscano dignità e opportunità ai rifugiati e ai migranti in condizioni di vulnerabilità”. Il Direttore dell’AICS, Mario Beccia, ha aggiunto: “Il nostro impegno nella risposta umanitaria rimane forte, assicurando che chi ha più bisogno riceva il supporto necessario per ricostruire la propria vita”. L’UNHCR ribadisce la necessità di una responsabilità condivisa tra governi, settore privato e società civile per rafforzare la risposta agli sfollamenti forzati. L’assistenza umanitaria non solo garantisce la sopravvivenza, ma promuove anche l’integrazione socio-economica dei rifugiati, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, affinché nessuno sia lasciato indietro.     ***   Embaixada da Itália sedia evento de encerramento de projeto humanitário para refugiados e migrantes venezuelanos   Brasília, 12 de fevereiro de 2025 – A Agência da ONU para Refugiados (ACNUR) e a Embaixada da Itália em Brasília, em parceria com a Agência Italiana de Cooperação para o Desenvolvimento (AICS), realizaram hoje o evento de encerramento do projeto humanitário voltado à proteção e inclusão socioeconômica de refugiados e migrantes venezuelanos no Brasil. Com um investimento de €500.000, a iniciativa beneficiou mais de 5 mil pessoas em Roraima, priorizando comunidades indígenas, crianças e adolescentes. O evento, sediado na Embaixada da Itália em Brasília, reuniu representantes do governo italiano, do ACNUR e de organizações parceiras para reforçar a importância da colaboração internacional na resposta à crise migratória venezuelana. Durante os 12 meses de implementação, o projeto garantiu acesso a documentação, educação, saúde, moradia emergencial e apoio financeiro para pessoas em situação de vulnerabilidade nas cidades de Pacaraima e Boa Vista. O financiamento da Cooperação Italiana reforçou a resposta humanitária da “Operação Acolhida”, assegurando proteção e orientação legal, além de abrigamento para cerca de 4 mil refugiados e migrantes. Aproximadamente 650 pessoas em situação de extrema vulnerabilidade receberam auxílio financeiro para fortalecer sua autonomia. Atividades esportivas e culturais também foram promovidas, impactando diretamente 500 crianças, adolescentes e adultos, contribuindo para a convivência pacífica e o combate à xenofobia. O Representante do ACNUR no Brasil, Davide Torzilli, destacou o impacto do projeto: “Esta iniciativa foi um farol de esperança para muitos, proporcionando proteção essencial e assistência humanitária a populações vulneráveis.” O Embaixador da Itália no Brasil, Alessandro Cortese, reforçou a importância da cooperação internacional: “A solidariedade é um valor fundamental para a Itália, e estamos comprometidos em apoiar iniciativas que garantam dignidade e oportunidades para refugiados e migrantes em situação de vulnerabilidade.” O Diretor da AICS, Mario Beccia, ressaltou: “O compromisso da Itália com a resposta humanitária continua firme, garantindo que aqueles que mais precisam recebam o apoio necessário para reconstruir suas vidas.” O ACNUR reafirma a necessidade de responsabilidade compartilhada entre governos, setor privado e sociedade civil para fortalecer a resposta ao deslocamento forçado. A assistência humanitária não apenas garante a sobrevivência, mas também promove a integração socioeconômica dos refugiados, alinhando-se à Agenda 2030 da ONU para que ninguém seja deixado para trás. Embaixada da Itália em Brasilia S.E.S. Av. das Nações Quadra 807 Lt. 30 Asa Sul, BRASILIA – DF CEP 70.420-900 www.ambbrasilia.esteri.it T +55 61 3442 9908 C +55 61 983252634

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Mostra al Circolo degli Esteri di Roma

Al Circolo degli Esteri di Roma inaugurata la mostra di Anna Addamiano “Vocabolario del tempo”, del Progetto Storie   ROMA – Un tripudio non comune, con un pubblico singolare e illustri ospiti, quello che si è visto all’inaugurazione della mostra dell’artista Anna Addamiano, dal titolo “Vocabolario del tempo” al Circolo degli Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel quadro della Collezione Farnesina Uno (Palazzo della Farnesina) e Due (Circolo Esteri) di Arte Contemporanea. Un progetto, ideato e diretto dallo Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, intellettuale di piano internazionale, che porta ad indicare e sorreggere un’Europa Creativa Festival e, dunque, artisti-protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell’eterno.   Questa mostra dal titolo “Anna Addamiano. Vocabolario del tempo” è la seconda del nuovo percorso, ed è già una novità in quanto si veicolano a Roma nomi dell’arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti più intriganti del fare arte nel terzo millennio. L’esposizione raccoglie opere dell’artista Anna Addamiano, già apparsa agli occhi della critica italiana e internazionale come una figura delle più interessanti e propositive dell’arte contemporanea, ed ancor oggi nella memoria di tutti ricordata come chiara e significante interprete.   Con “STORIE” (2024-2028) – questo il titolo del progetto che segue il precedente che si titolava “Mondi” – si porgono dodici mostre personali di dodici artisti contemporanei, taluni di chiara fama. Unitamente a un pubblico di eccellenza, con intellettuali, artisti, scrittori, collezionisti e numerosi diplomatici tra cui gli Ambasciatori Stefano Baldi, Lucio Alberto Savoia con l’Ambasciatrice Stefanelli, l’Ambasciatore Gaetano Cortese con l’Ambasciatrice Sidsel Hover, l’Ambasciatore Umberto Vattani, altre storiche figure come l’illustrissima Professoressa Marisa Settembrini dell’Accademia di Brera a Milano.   Ha preso la parola lo Storico dell’arte Prof. Carlo Franza già docente all’Università Statale La Sapienza, ideatore del Progetto e curatore della mostra. Egli ha indicato e sottolineato i punti di forza dell’esposizione che hanno fatto del “tempo” il motore e la filosofia di lavoro dell’artista Anna Addamiano. Il Prof. Franza ha tra l’altro osservato: “Trovo significante e doveroso proporre la mostra di Anna Addamiano al Circolo Esteri di Roma nel Progetto “Storie” in concomitanza con la mostra romana che presenta una selezione delle opere della collezione Iannaccone di Milano relative alla linea espressionista dell’arte italiana tra gli anni Trenta e Cinquanta – dalla Scuola Romana al gruppo Corrente. E ciò perché il suo lavoro, il percorso dell’artista romana, si attesta nel quadro di un fil rouge che l’apparenta – come illustri colleghi tra cui Carlo Belli, Carlo Fabrizio Carli, Arnaldo Romani Brizzi, hanno già sottolineato – nel tornare a parlare di una nuova estetica dell’Espressionismo italiano, per tornare ad analizzare un linguaggio artistico che si è andato rilevando, confrontandolo con il mondo figurativo degli anni fra le due guerre e il suo nuovo attuale sviluppo. Questa ricerca artistica contemporanea mostra la realtà oggettiva vista attraverso la coscienza soggettiva, con in primo piano l’anima deformante dell’artista in crisi che si riverbera nella deformazione data dalla pittura stessa”.   E ancora: “Il percorso espositivo di Anna Addamiano inizia naturalmente da Roma, attratta da alcune delle personalità che via via hanno definito variamente la “scuola romana” e le sue peculiarità tecniche e tematiche, non ultima quella del tonalismo. Ha proseguito con un vigoroso e appassionato espressionismo lirico, che ha guardato alle ricerche parigine del postimpressionismo; inaugurando una pittura antiretorica, essenziale e intimista. Ha lavorato tra pittura, scultura, installazioni e arazzi, lasciando pensare anche a stoffe e fili utilizzati da Maria Lai. Un discorso su Anna Addamiano ci riporta a quelle che potrebbero essere state le fonti di gusto dell’artista, a quell’excursus di Scuola Romana, a quegli echi di un certo gusto del primitivo, a quelle radici goyesche caldeggiate da Oppo, che precedettero l’avvento di Scipione e Mafai, imperniate di irrazionalità metafisica e surrealista. Da questi miti, pittorici e letterari, la sua visione spesso risultava e ancora oggi lo è, surreale, diciamo animata da fantasmi e miracoli. La sua è una poetica di evocazione, i suoi insetti, le sue farfalle, le sue macerie, le sue donne, le sue bambole, i suoi desolati istantanei fantasmi, il suo racconto visionario; animali, uomini e cose assumono nel gran moto della creatività un’eccitazione nervosa con qualcosa di spiritico e fantastico. Opere tese, espressive, che trovano ascendenza soprattutto in Scipione e Stradone, specie in quella certa scelta di temi di fondo popolaresco e istrionesco, dove compaiono diseredati e maschere, disperazioni mimetiche e balletti, popolane e componenti romantiche che lasciano individuare il suo diario interiore. La pittrice va ad estri, lasciando emergere in questo racconto gli incontri, gli abbracci, le occasioni, i volti, le donne, una esistenzialità, un costume ridotto a maschera, tra il freddo e il caldo, conferisce moto a una realtà disfatta nel tempo, fantasie, visioni, sogni o capricci. Spesso è una realtà notturna che avvolge le figure umane, l’artista fa affiorare dal buio lampeggiato nuovi verdi, e rossastri bellissimi, in uno spazio vago e approfondito. Anna Addamiano seguita a movimentare la sua inventiva con fervore psicologico il suo racconto pittorico è un moto di liberazione dell’esistenza vissuta, un dipingere la vita con i colori del sogno”.   Dopo il Prof. Carlo Franza ha preso la parola l’illustre Ambasciatore Umberto Vattani, ideatore e fondatore della collezione Farnesina e per ben due volte Segretario Generale della Farnesina, il quale si è detto felice del secondo Progetto Storie ideato per il Circolo degli Esteri, perché solo la Cultura e l’Arte sono il motore dell’aggregazione dei Circoli Storici come per l’appunto quello degli Esteri che ha una storica tradizione, sportiva, culturale artistica, ecc. Volgendo poi lo sguardo alle opere di Anna Addamiano, ha toccato e segnalato non solo la grazia svelata nel discorso del tempo, messo in atto dall’artista ed esaltato dai segni dell’oroscopo dipinti, ma maggiormente dai colori del sogno che colpiscono come da sempre è stato per la creatività umana.   Infine ha preso la parola l’illustre Ambasciatore Gaetano Cortese che ha voluto indicare come abbia a suo tempo conosciuto

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Chiude in positivo il “World Jazz Network Event in Sicily”

Sul palco Dorrey Lyn Liles e Sylwester Ostrowski per la rassegna “Eventi e Manifestazioni nella Provincia di Palermo” 22-24 novembre – Blue Brass Jazz Club allo Spasimo Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti   Chiude con un bilancio più che positivo di presenze ed apprezzamenti da parte del numeroso pubblico presente la terza ed ultima giornata della prima edizione del World Jazz Network Event in Sicily che viene realizzata nell’ambito della rassegna “Eventi e Manifestazioni nella Provincia di Palermo” promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo ed in collaborazione artistica con il World Jazz Network, il Bangkok Jazz Festival, Amersfoort Jazz Festival, One Voice – Szczecin Jazz Festival e la Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group. L’iniziativa “Eventi e Manifestazioni in Provincia di Palermo” prevede al suo interno un calendario ricco e variegato, distribuito nel territorio di Palermo e provincia, con concerti di musica jazz, marching band in stile New Orleans, concerti di musica classica con interpreti di valore, tributi pop ed una speciale produzione dedicata al Natale con Stefania Brandeburgo e Laura Sfilio. La rassegna ideata dia Fabio Lannino per l’Associazione Culturale Parla Piano, ha dato vita il 22 e 23 novembre alle ore 20.30 ed il 24 novembre alle ore 18.00 a una tre giorni con concerti jazz al Blue Brass – Ridotto dello Spasimo (Via dello Spasimo 15 Palermo) ad ingresso gratuito sino ad esaurimento posti. Durante i concerti si alterneranno alcuni ospiti provenienti dall’ Olanda, dagli USA, dalla Polonia e dalla Thailandia insieme a musicisti residenti. Dopo i concerti, nelle giornate del 23 e 24 novembre alle ore 22.30, in programma jam-sessions rivolte a tutti i musicisti e giovani jazzofili. La prima edizione del World Jazz Network Event in Sicily si chiude domenica 24 ottobre alle 18.00 con l’atteso concerto di Dorrey Lyn Liles e Sylwester Ostrowski che si esibiranno sul palco dello storico jazz club palermitano con il loro progetto “One Voice”, accompagnati da Sal Bonafede al piano e Fabio Lannino al basso elettrico. One Voice è un progetto nato in Polonia ed ideato da Sylwestr Ostrowsky e raccoglie in sé tutte le energie del Gospel e del Jazz, convivendo spesso ed allargando ai giovani la possibilità di interagire con grandi artisti. One Voice sarà anche ospite d’onore al Premio Internazionale Pino Puglisi, lo stesso 24 novembre alle ore 21.00. L’ufficio stampa Rosanna Minafò Nella foto: Dorrey-Lin-Lyles-Sylwester-Ostrowski

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VR – 126ª Fieracavalli, presenti Zaia e Lollobrigida

Donald Trump pericolo per la democrazia? La risposta di Luca Zaia     Luca Zaia Il 7 novembre s’è tenuta a Verona l’apertura della 126^ Fieracavalli. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha accolto per l’inaugurazione il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ed il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Ho avuto l’occasione di chiedere un commento a Luca Zaia riguardo al tema di tendenza, ovvero la vittoria del 47^ presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump ed ai relativi commenti critici sul tycoon, voci che insistono con parole come “guerrafondaio” (nonostante sia stato l’unico inquilino della Casa Bianca a non aver fatto scatenare alcun conflitto durante il suo primo mandato) o quale pericolo per il mondo e la stessa democrazia. «Guardi, io mi riferisco soltanto ai fatti – ha detto Zaia – I cittadini americani hanno votato Donald Trump riuscendo a sdoganare quella sua campagna del 2016. Questa volta il voto popolare è arrivato a lui, 5 milioni di voti in più rispetto a Kamala la dice lunga….»    «Trump ha fatto tutta la sua campagna dicendo no alla guerra e sì alla pace – s’è detto convinto il presidente del Veneto – affermando che quando è stato presidente non ha incentivato nessuna guerra. Penso che i democratici abbiamo perso su questo fronte. Va riconosciuto il loro demerito per non aver chiuso delle questioni importanti come quella dell’Ucraina». Ho voluto saggiare, poi, il suo pensiero sulla rottura tra il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ed il Pd della segretaria Elly Schlein. D – Come pensa possa evolversi questa situazione del terzo mandato?    R – Si parla d’una legge che noi abbiamo già fatto. Ho subito adeguato la legge regionale a quella nazionale che prevede il blocco dei mandati a due. Avendolo fatto durante il mio primo mandato nel 2013, risultava che potevo fare solo altri due mandati dopo l’adozione e, quindi, sono alla fine del mio terzo mandato.    D – Quindi? R – Dovesse passare quanto vuole la Regione Campania, si aprirebbe un nuovo scenario. Cioè, De Luca potrebbe fare altri due mandati oltre a quelli che ha già espletato. Solo che lui non ne ha fatto uno come me, ne ha fatti due perciò arriverebbe a quattro e, quindi, non passerebbe al terzo mandato ma al quarto.   Intervista e foto di Alessandro Beccalossi

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LOCRIDE VIRTUOSA

PERLE DI CALABRIA La Locride incarna davvero un’oasi di benessere totale, un luogo in cui è possibile riscoprire il senso più profondo dell’ospitalità e della connessione con la storia e la natura. La bellezza del territorio calabrese si fonde con un’atmosfera mistica, che affascina chiunque voglia rigenerare corpo, mente e spirito. Passeggiando lungo le coste della Locride, ci si imbatte in spiagge dorate e in paesaggi mozzafiato che sfiorano l’infinito del mar Jonio. Qui il nutrimento non arriva solo dal mare o dai boschi, ma anche dalle ricche testimonianze archeologiche delle antiche città di Locri Epizefiri e Kaulon, che rivelano un passato intriso di miti, storie e culture millenarie. Eppure, se il fascino di queste rovine nutre l’anima, è la cucina della Locride che rapisce i sensi in un vortice di sapori autentici. Il territorio si distingue come una vera roccaforte della gastronomia calabrese, dove l’amore per la tradizione si esprime attraverso piatti che raccontano storie di antiche ricette, tramandate di generazione in generazione, reinterpretate con un tocco di raffinatezza. Al centro di questa rinascita culinaria, il Barone Francesco Macrì spicca come una figura visionaria, quasi un “demiurgo” che, con passione e dedizione, ha saputo valorizzare i sapori della sua terra, trasformandoli in esperienze sensoriali uniche. Grazie a lui, ogni assaggio diventa un viaggio che mescola il piacere del gusto con l’intensità dei ricordi e delle emozioni che solo il cibo autentico e preparato con cura può evocare. (A destra) il Barone Francesco Macrì L’Azienda Agricola “Barone G.R. Macrì” è un gioiello immerso nel cuore della Calabria, un luogo dove la bellezza del territorio della Locride si unisce a un’esperienza agrituristica autentica. Fondata nel 1991 e situata nella provincia di Reggio Calabria, questa azienda offre un’opportunità unica di vivere la natura calabrese e le tradizioni locali in un contesto che abbraccia il mare e la montagna, con uliveti, vigneti e agrumeti estesi su milioni di metri quadri. Olii, vini  e confetture di produzione propria Prodotti caseari dell´ Azienda Agricola “Barone G.R. Macrì” Degustazione di specialità locali L’azienda rappresenta molto più che una semplice attività agricola: è un’oasi di pace per chi desidera un momento di relax, ma anche un luogo di esplorazione culinaria dove ogni pasto diventa un viaggio sensoriale, grazie a ricette che fondono sapori tradizionali e raffinatezza. Allo stesso tempo, la cura per l’ambiente e la cultura locale sono evidenti: la coltivazione biologica e il rispetto della biodiversità fanno parte dei valori fondamentali di questa realtà, insieme all’innovazione agricola che non rinuncia alle radici. La “Barone G.R. Macrì” ha sviluppato anche l’agriturismo, proponendo soggiorni e ristorazione in contesti naturalistici incantevoli, ideali per chi vuole scoprire la Calabria in modo autentico. Le sedi a Locri, Gerace e Portigliola sono punti di riferimento non solo per il turismo, ma anche per la promozione della cultura rurale calabrese, integrando percorsi didattici e sociali legati alle tradizioni locali. Da sin.: l´avv.Patricia Arnò e il dott.Ninni Speranza in visita all´Azienda Agricola “Barone G.R. Macrì” Da sin.: il Barone Francesco Macrì e il dott. Antonino Coco La dott.ssa Elena Filippone, coordinatrice del GAL ( Gruppo Azione Locale) delle Terre Locridee Un brindisi alla vita e al successo dell´ Azienda Agricola “Barone G.R. Macrì” Il dott. Ninni Speranza e l´avv. Giuseppe Arnò Per chi cerca una pausa dallo stress quotidiano e un’esperienza che unisce cultura, gusto e natura, una visita alla “Barone G.R. Macrì” è un’opzione che invita a lasciarsi sorprendere dalla bellezza della Locride e dal patrimonio calabrese. Visitare la Locride significa quindi vivere un’esperienza completa, dove il viaggio si fa scoperta e celebrazione della bellezza, della storia e della tradizione enogastronomica calabrese, per un benessere che accarezza corpo, mente e anima. Giuseppe Arnò     Per saperne di più sull´ L’Azienda Agricola “Barone G.R. Macrì visita i siti: https://www.baronemacri.it/ https://www.baronemacri.it/azienda/ https://www.baronemacri.it/contatti/  

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INTERVISTA A ENZO BARBIERI

Lo chef Enzo Barbieri, un demiurgo del proprio tempo.   Altomonte, un incantevole borgo medievale in Calabria, ospita l’Hotel Barbieri, un’affascinante struttura arroccata su una collina tra il Parco del Pollino e il mar Ionio. Qui, l’enogastronomia diventa un’esperienza artistica, grazie all’opera dell´agrichef Enzo Barbieri, che ha saputo trasformare la tradizione culinaria calabrese in un’arte da gustare con tutti i sensi. Altomonte è altresì noto per  l´apertura, con nuovi concetti espositivi,  del Civico Museo di Santa Maria della Consolazione, custode di pregiati manufatti artistici e di rari dipinti sacri.   Altomonte panorama.   Altomonte Museo Mimmo Bloise direttore del museo terzo da sin   Altomonte Don Paolo Baratta al museo   Hotel Barbieri Progettato negli anni ’60 da Italo Barbieri (padre di Enzo n.d.r.), il ristorante-hotel è oggi un vero e proprio “santuario” del gusto, portato avanti da Enzo con sua moglie Patrizia e dai figli Michele, Laura e Alessandra. L’hotel è molto più che un luogo per alloggiare: è una destinazione che incarna l’ospitalità e le tradizioni calabresi, e rappresenta un punto di riferimento per il turismo enogastronomico, attirando viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche e sapori genuini.   Sin Giuseppe Arnò ed Enzo Barbieri   Barbieri-Altomonte. Un binomio vincente ovvero gourmet e turismo. «Il nuovo modo di viaggiare oggi è etichettato turismo enogastronomico ed esso ammalia numeri sempre più crescenti di viaggiatori decisamente interessati a destinare i propri viaggi alle esperienze, degustazioni, sapori e saperi delle tradizioni genuine e delle culture locali». È quanto ci precisa l´agrichef stellato Enzo Barbieri. Seduti tranquillamente in un angolo confortevole del ristorante dell’omonimo hotel, Barbieri ci concede una piacevole intervista per soddisfare alcune domande che ci eravamo posti nel soggiornare in questo meraviglioso complesso alberghiero, alla cui entrata ci potremmo immaginare un’insegna «Benvenuti in paradiso». Ristorazione, un negozio di famiglia La famiglia Barbieri è un esempio di come la ristorazione italiana possa coinvolgere più generazioni, mantenendo salde le radici locali. Una formula vincente adottata prima da Italo e ora da Enzo Barbieri, punto di riferimento enogastronomico del turismo esperienziale calabrese e non solo. L’hotel è diventato anche la location ideale per eventi importanti come matrimoni, convegni e celebrazioni (turismo scolastico, pranzo dei 100 giorni degli studenti e quant’altro) consolidando il legame tra la cultura locale e i visitatori. Non a caso, Enzo e Patrizia sono stati insigniti dell’onorificenza dell’Ordine “al Merito del Lavoro” per il loro contributo all’economia locale e alla promozione del patrimonio culturale calabrese.   Famiglia Barbieri   Proporre Enzo Barbieri come rappresentante dell’Italia per la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo 2025 in Brasile sarebbe una splendida opportunità per valorizzare l’enogastronomia italiana. La sua partecipazione celebrerebbe i prodotti italiani di qualità e offrirebbe agli italiani all’estero un assaggio di autenticità, consolidando il ruolo della cucina calabrese nella promozione del Made in Italy. di Redazione

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Santanché: turismo motore per sviluppo economico e sociale. L´intervista

Belém, 24/9/2024 Il vicepresidente dell´ASIB (Associazione Stampa Italiana in Brasile) per Pará- Amazzonia ha intervistato  la ministra del Turismo italiana, Daniela Santanché, alla Ministeriale del G20 in Brasile. Dal 19 al 21 di Settembre si è tenuto a Belém l’incontro sul Turismo dei ministri del G20, l’Italia è stata rappresentata dal nostro Ministro del Turismo Daniela Santanchè. Il Ministro Santanchè ha inoltre presenziato al lancio del libro “Santa Maria de Belém do Mar Doce” prodotto dall’Ambasciata d’Italia in Brasile, che tratta degli architetti, pittori e decoratori italiani che hanno lavorato qui dal XVIII al XX secolo.  Qui di seguito l´intervista integrale e alcune foto del G20. Carlucci intervista il Ministro del Turismo Daniela Santanchè     D. – Ministro Daniela Santanchè, quali sono gli obbiettivi che questa riunione dei Ministri del G20 si prefigge in vista del prossimo vertice G7 sul turismo?   R. – Direi che ci sono alcune parole chiave che saranno valide anche per questo primo G7 sul turismo che si terrà in Italia, a Firenze. La prima parola è sostenibilità cioè il turismo deve essere sostenibile, ma la sostenibilità non dev’essere soltanto un’etichetta; la sostenibilità ha bisogno di risorse quindi ogni Governo deve sostenere il cambiamento da questo punto di vista. Un’ altra parola chiave è l’intelligenza artificiale che sicuramente può essere un ‘opportunità ma i Governi devono far sì che non diventi una minaccia quindi bisogna regolamentare perché oggi tutto quello che ci sembra possibile non è detto che sia un’opportunità se non sapremo regolamentare questa nuova tecnologia. Sicuramente è importantissima per il turismo perché il turismo è molto digitale, molto tecnologico; le prenotazioni si fanno tutte attraverso le piattaforme ma quello che avrà l’intelligenza artificiale nel turismo avrà anche una grande massa di dati perché l’AI è un grande elaboratore di dati e attraverso i dati potremmo sviluppare delle strategie più efficaci per il turismo.   D. – Come Ministro del Turismo dell’Italia quali sono le Sue aspettative per questa conferenza COP 30 sul clima che si terrà qui a Belém nel Novembre del prossimo anno?   R. – Direi intanto che l’Italia sarà sempre più centrale in tutte le tematiche perché finalmente l’Italia ha un Governo stabile, affidabile, un Governo che poi le cose che dice le fa e quindi avremo sicuramente come Nazione un tema centrale. I temi sono tanti, bisogna saperli affrontare senza un furore ideologico, bisogna parlare dei temi senza estromettere l’uomo perché non è in contrapposizione con l’Ambiente né questo è in contrapposizione con l’Uomo ma bisogna fare delle politiche per sostenere che l’uomo e l’ambiente debbano stare insieme per produrre i migliori risultati.   D. – In questa città, Capitale dell’Amazzonia Orientale, hanno lavorato in passato molti artisti italiani nel campo della pittura, della decorazione, dell’architettura. Che effetto fa vedere per la prima volta tutto ciò di persona?   R. – È stato molto bello e ieri abbiamo visitato la Cattedrale e alcuni Musei dove l’impronta è sicuramente italiana. Abbiamo visto che l’Ambasciata italiana in Brasile ha promosso e lanciato questo libro bellissimo parlando di italiani che erano artigiani, architetti, ingegneri che hanno attuato qui a Belém e quindi questo ci rende ancora più orgogliosi di essere italiani, anzi le dirò di più, noi italiani più andiamo in giro per il mondo e più dobbiamo essere orgogliosi di esserlo perché dovunque andiamo c’è qualcosa che ci rappresenta e soprattutto c’è sempre grande meraviglia e attenzione quando si parla della nostra grande Nazione.   D. – Ministro quali sono state le Sue prime impressioni sulla città di Belém?   R. – Belém è sicuramente una città interessante comunque una porta per l’Amazzonia e la foresta amazzonica è un riscontro in tutto il mondo perché comunque ci dobbiamo ricordare che è per tutti il polmone del mondo, poi perché ha delle bellezze naturalistiche importanti e soprattutto poi c’è questa grande voglia, come ha detto il Ministro del Turismo brasiliano, di puntare sul turismo, di metterci i soldi perché quando si parla di sviluppo e di turismo gli Stati e i Governi centrali ci devono credere e vedendo poi che qua il prossimo anno ci sarà un grandissimo evento sono certa che Belém cambierà faccia diventando ancora più bella e mi auguro che ci saranno anche aziende italiane che daranno il loro contributo.   D. – Qui in Brasile vivono circa 32 milioni di discendenti italiani, molte di queste persone non sono poi mai tornate in Italia per vari motivi ma esiste ed è ormai iniziato un turismo di ritorno che forse andrebbe incentivato, cosa può dirci su questo?   R. – Il turismo delle radici. Noi abbiamo tantissimi brasiliani che hanno origini italiane, io dico semplicemente che per noi esseri umani è molto importante dove si va ma è anche molto importante sapere da dove si viene e io credo che dovrebbero venire nei loro luoghi di origine per imparare a conoscere se stessi perché poi le famiglie di origine sono quelle che danno l’imprinting; la nostra educazione, la nostra vita,  i nostri valori, la nostra visione e quindi consiglierei a tutti di venire a vedere le proprie origini perché possono essere uomini e donne migliori quando scoprono da dove arrivano.   Alcune immagini dell´evento             Celso Sabino, Ministro del Turismo del Brasile Paolo Carlucci ASIB-AISE

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I PATTI DI ABRAMO

Si è tenuta, a Siracusa, la I edizione mondiale della Giornata Internazionale dei Patti di Abramo. L’associazione internazionale “KR solutions”, presieduta dall’ avv. Carola Parano, ha organizzato l’evento proprio lo stesso giorno della prima sottoscrizione dei Patti, avvenuta il 15 settembre 2020. “A Distanza di 4 anni esatti da allora – dice l’avv. Parano – si continua a credere ancor di più nell’importanza culturale e giuridica degli accordi. Abbiamo voluto celebrarli con un grande evento ricco di relatori, proprio a Siracusa quale culla di civiltà eterna, decidendo di costituire in Sicilia il comitato permanente dei patti di Abramo all’interno dell’associazione che presiedo e costituito da alcuni dei relatori e da altri illustri componenti.” Importanti le dichiarazioni rese da Emanuel Segre Amar, presidente del Gruppo Sionistico del Piemonte e di Riccardo Pacifici, vice presidente della European Jewish Association: “La soluzione a due Stati è rifiutata prima di tutto dagli stessi arabi-palestinesi come Arafat, Abu Mazen e tanti imam che parlano anche dentro al-Aqsa – spiega Emanuel Segre Amar – Lo stato è visto come una soluzione colonialista che non funziona in una cultura tribale come la loro. Lo stesso ministro degli Esteri ripete sempre che dobbiamo smettere di cercare una soluzione con la mentalità di noi occidentali”. “Loro stanno bene solo dove c’è un’unica tribù, come negli emirati (che sono ricchi anche dove, come a Dubai, non c’è il petrolio) – continua Emanuel Segre Amar – Nei territori ci sono 8 diverse tribù (Ramallah, Jenin, Tulkarem ecc.), a Gaza ce ne sono 5; creare degli emirati palestinesi come nel golfo è l’unica soluzione che funzionerebbe, come spiega bene Mordechai Kedar. Non dimentichiamo che i palestinesi non si sposano tra membri di tribù diverse e non abitano nelle città di altre tribù, anche se magari vi si recano a lavorare.” “Credo che la Sicilia possa essere un ponte naturale per sostenere il patto dei figli di Abramo per la sua posizione geografica e per la sua storia   – aggiunge Riccardo Pacifici – Non vi è angolo della regione in cui non si respiri il passaggio delle culture abramitiche. Il mio auspicio è che la Regione Siciliana si renda disponibile, nel quadro di un accordo internazionale di pace, in cui un futuro Stato palestinese possa nascere su principi di civiltà e democrazia, a fianco dello stato di Israele ed in una visione di ricostruzione di Gaza con il contestuale smantellamento dei tunnel del terrore. Si restituirà, così, ai giovani palestinesi la visione della cultura della vita, per sanare una bieca educazione alla morte che Hamas ha costruito, dal 2015 ad oggi, in un terreno quale quello di Gaza in cui non vi è, secondo il diritto internazionale, nemmeno un centimetro quadrato di contenzioso. Per questo bisogna già immaginare luoghi di accoglienza e di recupero per questi ragazzi”. CGP Alan Davìd [email protected]

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LA STAMPA ITALIANA RINGRAZIA (A IMPRENSA ITALIANA AGRADECE)

È sempre piacevole vedere riconoscimenti per il sostegno e la collaborazione tra organizzazioni e così è stato per la cerimonia di ringraziamento dell’ASIB nei confronti del Gruppo Comolatti; un atto molto significativo e caloroso. Lo scorso 11 settembre a San Paolo è stata consegnata una targa di ringraziamento da parte dell’ASIB (Associazione Stampa Italiana in Brasile) al Gruppo Comolatti presso gli uffici amministrativi dello stesso. L’omaggio rappresenta un modo tangibile di dimostrare la gratitudine dell’ASIB per il sostegno ricevuto da parte del Gruppo Comolatti in occasione dell’incontro annuale della stampa italiana in Brasile, avvenuto il 29 aprile scorso nella sala panorama del rinomato Terrazzo Italia. In quell’occasione si è festeggiato il 150º anniversario dell’emigrazione italiana in Brasile, ricordando tra l’altro un emigrato illustre che ha fatto onore all’Italia, Evaristo Comolatti, fondatore dell’omonimo gruppo. Non a caso questi nel 1982 è stato insignito, tra l’altro, di una onorificenza dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. Si è commemorato altresì, nella stessa circostanza, il 30º anniversario della fondazione del sodalizio della stampa italiana in Brasile (ASIB). Cerimonia di ringraziamento Alla cerimonia erano presenti per l’ASIB Venceslao Soligo, presidente emerito, e Giuseppe Arnò, presidente in carica. Il Gruppo Comolatti era rappresentato dal presidente del consiglio di amministrazione Sergio Comolatti e dal direttore José Sardinha. “Vogliamo ringraziarvi per averci aiutato a raggiungere il nostro obiettivo. Fare sistema significa guardare tutti verso lo stesso lato; ed è ciò che abbiamo fatto!” Queste le parole di Giuseppe Arnò al termine della cerimonia. Uno scambio di doni ha suggellato il simpatico incontro. A IMPRENSA ITALIANA AGRADECE É sempre agradável ver o reconhecimento pelo apoio e colaboração entre organizações e foi o caso da cerimónia de agradecimento da ASIB ao Grupo Comolatti; um ato muito significativo e caloroso. No último dia 11 de setembro, em São Paulo, uma placa de agradecimento foi entregue pela ASIB (Associação Italiana de Imprensa no Brasil) ao Grupo Comolatti em sua sede administrativa. A homenagem representa uma forma tangível de demonstrar a gratidão da ASIB pelo apoio recebido do Grupo Comolatti por ocasião do encontro anual da imprensa italiana no Brasil, que aconteceu no dia 29 de abril na sala panorâmica do renomado Terraço Itália. Naquela ocasião, foram comemorados os 150 anos da emigração italiana para o Brasil, lembrando entre outros um ilustre emigrante que deu crédito à Itália, Evaristo Comolatti, fundador do grupo de mesmo nome. E com certeza não é por acaso que em 1982 ele foi agraciado com a Ordem do Mérito da República Italiana. Também foi comemorado na mesma ocasião o 30º aniversário da fundação da Associação da Imprensa Italiana no Brasil (ASIB). Cerimônia de agradecimento Estiveram presentes na cerimónia pela ASIB Venceslao Soligo, presidente emérito, e Giuseppe Arnò, presidente em exercício. O Grupo Comolatti foi representado pelo presidente do conselho de administração Sergio Comolatti e pelo diretor José Sardinha. “Queremos agradecer por nos ajudar a alcançar nosso objetivo. Criar um sistema significa olhar todos na mesma direção; e foi isso que fizemos!” Estas são as palavras de Giuseppe Arnò no final da cerimónia. Uma troca de presentes selou o simpático encontro.   Sergio Comolatti (sin.) e Giuseppe Arnò Sergio Comolatti (sin.), Giuseppe Arnò e Venceslao Soligo Da sin.: Jose Sardinha, Sergio Comolatti, Giuseppe Arnò e Venceslao Soligo

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Danilo Balducci

Danilo Balducci Di sali d’argento e pixel Venticinque anni di fotografia A cura di Antonio Di Cecco Inaugurazione 13 settembre 2024 ore 18.00 Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre  Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila Fino al 29 settembre 2024 COMUNICATO STAMPA Venerdì 13 settembre 2024 alle ore 18.00, presso la sede della Fondazione de Marchis, al primo piano di Palazzo Cappa Cappelli, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre è lieta di ospitare la mostra Di sali d’argento e pixel. Venticinque anni di fotografia di Danilo Balducci, a cura di Antonio Di Cecco. In mostra una selezione degli ultimi lavori di Balducci, i quali conducono lo spettatore a scambiare quasi uno sguardo con i soggetti delle opere: le immagini mostrano non solo quello che è davanti all’obiettivo ma restituiscono la sensibilità e la volontà di cercare un dialogo e diventare parte delle storie che l’artista vuole raccontare. Infatti, come scrive il curatore, Antonio Di Cecco: «Di sali d’argento e pixel, di questi elementi sono composte le fotografie. I sali sono microscopici cristalli di argento sensibili alla luce che, mescolati con la gelatina e poi spalmati sulla pellicola – un sottile nastro di materiale trasparente – permettono di registrare le immagini fotografiche. I pixel del sensore della macchina fotografica digitale invece sono elementi in grado di convertire la luce di una immagine ottica in un segnale elettrico. Lo sa bene Danilo Balducci che da 25 anni lascia passare la luce all’interno degli obiettivi delle sue macchine fotografiche, quel che resta nei suoi occhi e nella macchina fotografica sono memorie a volte fatte di un severo bianco e nero, altre di vividi colori. Quello del fotografo è un lavoro paziente, il lavoro di chi è sempre alla ricerca della luce giusta. Forse il fotografo, come i sali d’argento e i pixel, è sensibile alla luce ma altrettanto sensibile alle storie che decide di raccontare. Balducci, attraverso il linguaggio del reportage, dal 1998 continua a raccontare storie e luoghi lontani metaforicamente e materialmente dalla nostra quotidianità. […] Un archivio di fotografie che continua a crescere nel tempo, un insieme di lavori accomunati dal medesimo soggetto: l’essere umano. Balducci è sì dietro l’obiettivo ma sceglie di essere vicino, riesce a scambiare lo sguardo con i soggetti che rappresenta nelle immagini e invita lo spettatore a fare altrettanto, a cercare vicinanza e non distanza. Il suo è un mosaico di vicende, gesti e azioni che documentano e diventano, al contempo, memoria collettiva.» All’interno del percorso espositivo sarà allestito uno spazio che richiama l‘ambiente della camera oscura e che vedrà l’intervento e la presenza di Stefano Schirato di Leica Akademie Italy. Il progetto è parte del programma degli eventi della 730° Perdonanza Celestiniana e si avvale del patrocinio del Comune de L’Aquila – L’Aquila Capitale della Cultura 2026. La Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre viene istituita a L’Aquila nel 2004 allo scopo di conservare, tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e librario raccolto dal professor Giorgio de Marchis nel corso della sua carriera di storico dell’arte. Manifesti, locandine, inviti e brossure sono solo alcuni esempi delle tipologie documentarie che caratterizzano l’archivio composto da quasi 200.000 pezzi. Cataloghi di mostre, monografie e saggi, che popolano la biblioteca, contribuiscono a restituire l’immagine di un periodo denso di cambiamenti non solo a livello sociale ma anche storico-artistico, quale gli anni Sessanta e Settanta in Europa. Dal 2018 abita gli spazi del primo piano del Palazzo Cappa Cappelli che apre costantemente per eventi, mostre e collaborazioni con artisti ed enti. BIOGRAFIA Danilo Balducci, nato a L’Aquila nel 1971, è sempre stato affascinato dalla fotografia e dal potere comunicativo delle immagini. Reportage e fotografia sociale sono i suoi interessi principali. Diplomato presso l’Istituto Superiore di Fotografia e comunicazione integrata di Roma è professionista dal 1998. Docente di fotografia e reportage presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Fornisce regolarmente immagini ad agenzie fotografiche italiane ed estere. Le sue immagini e le sue storie sono state pubblicate su giornali e riviste nazionali ed internazionali: Time, Life, Denver Post, Internazionale, Der Spiegel, Daily News, L’Espresso, Repubblica, Panorama. Vincitore di diversi premi, nel 2002 è vincitore del primo premio Carla Mastropietro per il fotogiornalismo; nel 2005 vincitore del Premio per la pace e per la libertà ad Atri (TE); nel 2008 ha ricevuto 2 Bronze award dall’Orvieto International Photography Awards (sezioni reportage e portraits) e vari premi nazionali e internazionali; nel marzo 2009 vince il B.O.P. 2009 (Best of Photojournalism) indetto dalla NPPA (National Press Photographer Association) negli USA classificandosi terzo nella categoria “Non Traditional Photojournalism Publishing”. Un’immagine del terremoto in Abruzzo è inserita da LIFE Magazine tra le Pictures of the Year 2009. Nel 2015 è Absolute Winner nella categoria “People” al FIIPA (Fiof Italy International Photography Awards) e si classifica secondo nella stessa categoria. Riceve inoltre cinque Honorable Mention nelle categorie “Reportage”, “Portraits” e “People”. Nel 2016 è 1° classificato al MIFA (Moscow International Foto Awards) Categoria Edit e 2° classificato (Merit of Excellence) all’International Color Awards. Nel 2017 è fotografo dell’anno al concorso Spider award. CARTELLA STAMPA Alcune opere in mostra Danilo Balducci Di sali d’argento e pixel Venticinque anni di fotografia A cura di Antonio Di Cecco Inaugurazione 13 settembre 2024 ore 18 Fino al 29 settembre 2024 Orari: giovedì 11.00-13.00 / 16.00 – 19.00; venerdì e sabato 16.00 – 19.00; domenica 11.00-13.00 / 16.00 – 19.00 –  Ingresso libero Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre – Palazzo Cappa Cappelli Corso Vittorio Emanuele II, 23 – L’Aquila (AQ) www.fondazionedemarchis.it Contatti Diana Di Berardino tel. 338458 1985 Barbara Olivieri tel 3498832591 [email protected] Ufficio Stampa Roberta Melasecca Melasecca PressOffice – Interno 14 next – blowart [email protected] 349.4945612  www.melaseccapressoffice.it

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