Tel Aviv verso la guerra totale?

In Israele una “situazione speciale”. Il confine col Libano in fiamme: Tel Aviv verso la guerra totale? Gli attachi transfrontalieri lungo il confine tra i due Paesi aumentano di intensità man mano che passano le ore. Intanto, Israele pensa a restrizioni per i civili: cosa può accadere nelle prossime ore Francesca Salvatore 23 Settembre 2024 – 20:21 Ascolta ora In tempi di emergenza Israele definisce “situazione speciale” il particolare provvedimento che concede alle autorità il potere di vergare restrizioni ai civili per garantire la sicurezza. Si tratta per il momento di sole 48 ore, che però potrebbero essere estese. Detto in altre parole, il peggio potrebbe accadere da un momento all’altro. Israele bombarda il Libano: colpiti 800 obiettivi. Illeso il numero 3 di Hezbollah   Nei minuti in cui scriviamo, Haifa è sotto attacco dei razzi di Hezbollah. Da stamattina, secondo le Idf, dal Libano sono stati lanciati oltre 200 razzi, principalmente contro il nord di Israele. E man mano che passano le ore appare sempre più chiaro come il conflitto abbia già mutato volto: le prime pagine hanno smesso di parlare di Gaza per concentrarsi sul nord. Secondo le Forze di difesa israeliane, queste mattina decine di aerei da guerra israeliani hanno colpito più di 800 obiettivi nel Libano meridionale. Almeno 274 persone sono state uccise e più di 1.000 ferite negli attacchi in corso, tra cui donne, bambini e personale medico, ha affermato il Ministero della Salute Pubblica del Libano. Sorprendentemente illeso il numero tre degli Hezbollah Ali Karaki, comandante del fronte meridionale e membro del Consiglio della Jihad. L’uomo, che era stato dato per morto, sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro, come riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Così come è chiaro che Tel Aviv ha deciso di regolare tutti i conti in sospeso da tempo: non ultimo, quello con i miliziani di Dio. E per paradosso questo è un messaggio che non solo viene spedito all’indirizzo dei nemici, ma anche degli amici, qualora si dimostrino titubi a spalleggiare lo Stato ebraico. In una dichiarazione, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato più che chiaro: Israele sta cambiando “l’equilibrio della sicurezza, l’equilibrio di potere nel Nord“. E ancora: “Per coloro che non l’hanno ancora capito, voglio chiarire la politica di Israele: non aspettiamo una minaccia, la anticipiamo”, ha detto Netanyahu. “Ovunque, in ogni arena, in qualsiasi momento. Eliminiamo alti funzionari, eliminiamo terroristi, eliminiamo missili, e le nostre mani sono piegate”. Si tratta non solo di una risposta ai consueti attacchi che provengono dal sud del Paese dei cedri, ma anche di una sorta di guerra preventiva-sia consentito il prestito temporale e geografico-per mettere in sicurezza e creare il cuscinetto del nord. Anche il contrammiraglio Daniel Hagari, che possiede il polso della situazione sul campo, è stato cristallino nelle sue espressioni: questa mattina, in seguito alle nuove raffiche, ha dichiarato che l’Idf avrebbe presto iniziato a colpire obiettivi nella valle orientale della Bekaa, un’altra roccaforte di Hezbollah. Il tutto consigliando ai civili nei villaggi libanesi utilizzati da Hezbollah per scopi militari di “allontanarsi immediatamente dal pericolo per la loro stessa sicurezza”. Un’escalation che forse nemmeno Israele aveva preventivato, convinta che, colpendo gli strumenti di comunicazione di Hezbollah e uccidendo diversi comandanti chiave e civili libanesi, avrebbe innervosito il gruppo e lo avrebbero convinto a ritirarsi dal confine. I fatti dimostrano che non è bastato e che la “paralisi” sperata dei proxy sciiti non si è verificata. Intanto, le raffiche che giungono da nord rischiano di far inceppare Iron Dome, con tutte le conseguenze nefaste del caso. Ecco perché alzare la posta in gioco, passo che anche Hezbollah sembra pronto a fare in questo momento: i miliziani, infatti, hanno giurato di non cedere sol perché sotto pressione e di non fare alcun passo indietro, legandosi mani e piedi al cessate-il-fuoco a Gaza. Hassan Nasrallah, del resto, aveva perfino sfidato Israele all’invasione del sud del Libano, sulla pelle dei libanesi innocenti. Un’opzione che Israele sembrava escludere fino a poche ore fa, limitandosi agli attacchi dal cielo. Ma se non restassero altre opzioni sul campo, l’invasione sarebbe l’unica carta rimasta. Un bagno di sangue. Ma al momento non sono disponibili indizi che provino un cambio di passo: nonostante la proclamazione della “situazione speciale”, non sono stati annunciati cambiamenti specifici nelle istruzioni del Comando del Fronte Interno dell’Idf. Fonte: https://www.ilgiornale.it/news/guerra/confine-israele-e-libano-fiamme-verso-guerra-totale-2372231.html

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“Nutrire l’incontro”

Gastronomia, Arte e Cittadinanza: Italia e Spagna a confronto in “Nutrire l’incontro” 21/09/2024 16:47 ROMA\ aise\ – Dal 29 settembre al 1° ottobre 2024, si terrà a Roma l’evento “Nutrire l’incontro 2024” nella de Real Academia España en Roma (Piazza di S. Pietro in Montorio, 3). Il congresso, creato nel 2023 su proposta del gastronomo Carles Tarrassó e con il patrocinio dell’Ambasciata di Spagna in Italia, della Reale Accademia di Spagna a Roma e dell’Instituto Cervantes di Roma, è uno spazio che riunisce chef, artisti e ricercatori con il fine di esplorare i linguaggi estetici della gastronomia. Sfruttando il rapporto unico della città di Roma, della sua storia e dei suoi spazi architettonici e naturali con i sistemi alimentari, “Nutrire l’Incontro” affronta la gastronomia dal punto di vista artistico, culturale ed ecosistemico. L’obiettivo è promuovere gli scambi culturali e rafforzare le identità condivise tra Spagna e Italia, anche nel contesto europeo e globale. Il congresso intende celebrare la gastronomia non solo come disciplina estetica, ma anche come strumento politico, capace di comunicare emozioni e messaggi che riflettono la vita pubblica e privata attraverso il cibo. INSULARITÀ: INCROCI DI SINGOLARITÀ GASTRONOMICHE Quest’anno, il Congresso utilizzerà la metafora delle isole per esplorare territori con una gastronomia unica, come le Isole Canarie, il Piemonte, la Sicilia e il Paese Basco. Non si tratta di luoghi isolati, ma di regioni che ricevono influenze diverse, che conservano e trasformano nel tempo, promuovendo la creatività gastronomica attingendo al territorio e ai suoi cittadini. Verranno presentati progetti gastronomici spagnoli e italiani che si distinguono per l’innovazione e il legame con l’arte, la biodiversità o la cittadinanza. Per esempio, El Bulli di Ferran Adrià, che da ristorante sulla spiaggia di un piccolo villaggio della costa catalana è diventato una rivoluzione culinaria che ha stabilito legami con la scienza, l’arte e il design. O l’azienda vinicola siciliana di Arianna Occhipinti, che preserva l’identità e l’originalità del luogo d’origine attraverso un’attenzione particolare al vino naturale. UNIONE CULTURALE E CITTADINANZA ATTRAVERSO I SAPORI Durante le giornate dell’evento, sarà messa in evidenza anche la storia delle relazioni intessute nel sud dell’Europa attraverso lo scambio gastronomico. La cucina, infatti, funge da ponte tra culture diverse, creando spazi di incontro, scambio e interazione. In un mondo sempre più globalizzato, il cibo favorisce la comprensione reciproca e rafforza i legami tra comunità e nazioni, rompendo barriere e avvicinando le persone. La gastronomia, con la sua capacità di adattarsi e incorporare influenze varie, rappresenta un elemento dinamico di cittadinanza e scambio interculturale, capace di creare connessioni e integrare diversità. Per questo motivo, possiamo parlare di diplomazia gastronomica. Ci saranno tre Linee di Lavoro per Esplorare i Sistemi Alimentari: Arte e Gastronomia; Territorio e Biodiversità; Cittadinanza e Cultura. Il programma nel dettaglio è disponibile qui. (aise) 

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Abm si congratula con Stefano Moret

Un ERC Starting Grant per il bellunese Stefano Moret: le congratulazioni dell’Abm 21/09/2024 18:37 BELLUNO\ aise\ – Stefano Moret, ingegnere di Mel, comune di Borgo Valbelluna (Belluno), ha vinto il prestigioso ERC Starting Grant, uno dei riconoscimenti più ambiti e difficili da ottenere nell’ambito della ricerca. Moret, attualmente ricercatore e docente presso l’ETH di Zurigo, è uno dei tre ricercatori italiani che hanno ottenuto questo importante finanziamento da 1,5 milioni di euro, assegnato dal Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) con il Politecnico di Milano come istituzione ospitante. Tra quanti si sono congratulati con il ricercatore anche Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo: “complimenti davvero a Stefano Moret per questo importante traguardo, ulteriore dimostrazione di quanto dobbiamo essere orgogliosi dei nostri giovani bellunesi che tanto onore portano al nostro territorio dolomitico all’estero. Gli auguro grandi soddisfazioni invitandolo a registrarsi al nostro social network dedicato ai talenti bellunesi, www.bellunoradici.net”, le parole del Presidente Abm. L’ERC Starting Grant è un fondo europeo che sostiene ricercatori emergenti di grande talento, con l’obiettivo di incentivare l’eccellenza e la creatività nella ricerca di base o di frontiera. Il riconoscimento è rivolto a coloro che hanno ottenuto il titolo di dottorato da almeno due e non più di sette anni. Tra i tre progetti premiati c’è UNITES, il progetto di Moret, che si concentra sulle sfide legate alla transizione energetica. “Sono molto contento e soddisfatto di questo riconoscimento”, ha dichiarato Moret. “L’ERC sosterrà il mio progetto nei prossimi cinque anni e mi aprirà nuove opportunità, anche per una futura carriera accademica in Italia. Questo è un passo decisivo nel mio percorso professionale e un grande stimolo per portare la mia ricerca a un livello superiore”. Moret si è laureato con lode in Ingegneria Gestionale nel 2009 e in Ingegneria Meccanica nel 2012 presso l’Università di Padova. Nel 2017 ha conseguito un dottorato di ricerca in Sistemi Energetici presso il Politecnico Federale di Losanna (EPFL), Svizzera. I suoi interessi scientifici includono la modellazione di sistemi energetici, l’ottimizzazione stocastica e robusta, e lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale. Tra le sue esperienze professionali si annovera anche una prestigiosa fellowship presso l’Imperial College London, dove ha lavorato dal 2019 al 2022. Oltre a una carriera accademica in rapida ascesa, Moret ha co-fondato la startup italiana J4ENERGY, impegnata nella transizione energetica industriale, che nel 2023 ha raccolto oltre un milione di euro di investimenti. Con oltre 30 articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali, Moret è oggi uno dei giovani ricercatori più promettenti nel settore energetico. IL PROGETTO UNITES: UN APPROCCIO INNOVATIVO ALLA TRANSIZIONE ENERGETICA Il progetto di Moret, UNITES (Uncertainty-INformed Energy Systems), ha l’obiettivo di affrontare le sfide della transizione energetica con un approccio completamente innovativo. A differenza dei metodi attuali, che tentano di prevedere il futuro basandosi su previsioni incerte e spesso inesatte, UNITES intende integrare sistematicamente l’incertezza all’interno dei modelli energetico-climatici. “Il mio obiettivo è sviluppare politiche energetiche più affidabili e resilienti di fronte alle incertezze future”, spiega Moret. Il progetto si propone di definire modelli matematici in grado di considerare diversi tipi di incertezza nella pianificazione energetica, utilizzando dati specifici per quantificarle e metodi di intelligenza artificiale per ridurre la complessità dei modelli, rendendo i risultati facilmente accessibili ai decisori politici e industriali. In termini concreti, UNITES mira a contribuire a una transizione energetica più sicura e rapida, sia per le aziende industriali che per il settore pubblico. Il progetto si propone di migliorare la resilienza delle politiche energetiche di fronte a variabili imprevedibili come la domanda futura di energia, i prezzi dei combustibili e gli scenari climatici. (aise) 

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