GERMANIA, FRIEDRICH MERZ ELETTO CANCELLIERE AL SECONDO TURNO DOPO VOTO STORICO

Berlino, 6 maggio 2025 – Friedrich Merz è stato eletto cancelliere federale della Germania al secondo scrutinio del Bundestag, dopo una giornata politicamente tesa e senza precedenti nella storia della Repubblica Federale. Il leader della CDU/CSU ha ottenuto 325 voti, superando la soglia necessaria di 316, e accettando formalmente l’incarico tra gli applausi della sua maggioranza. Al primo turno, tenutosi nella mattinata, Merz non aveva raggiunto la maggioranza assoluta, fermandosi a 310 voti, con 18 consensi mancanti rispetto alla forza teorica della “piccola Grosse Koalition” formata da Unione e SPD. È la prima volta dal 1949 che un cancelliere tedesco non viene eletto al primo turno, episodio che ha fatto eco sui media tedeschi, come Der Spiegel e Die Welt. Il cancelliere uscente Olaf Scholz è stato il primo a congratularsi con Merz, seguito da diversi leader europei, tra cui Ursula von der Leyen, Roberta Metsola e Antonio Costa, che hanno sottolineato l’importanza di una Germania stabile e protagonista in Europa. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso speranza in una “maggiore leadership tedesca” sul piano internazionale. La giornata ha evidenziato la fragilità degli equilibri politici interni: dopo la mancata elezione al primo turno, Merz ha lasciato l’aula in silenzio per consultazioni riservate con i suoi alleati, mentre in aula si rincorrevano ipotesi di fronde interne. L’AfD ha definito l’esito una “sconfitta morale” per Merz e ha invocato elezioni anticipate, mentre l’opposizione liberale europea ha espresso preoccupazione per un contesto politico sempre più frammentato. I mercati finanziari hanno risentito dell’incertezza, con Francoforte in flessione dell’1,2%, la peggiore performance tra le Borse europee a metà seduta. Con questa elezione, Merz diventa il decimo cancelliere tedesco del dopoguerra. La sua leadership sarà messa alla prova in un contesto complesso, tra richieste di rilancio economico, sicurezza interna e ruolo guida dell’Europa in un mondo instabile. di Redazione

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Sicilia Jazz Festival dal 22 giugno al 6 luglio 2025

Dave Weckl, Richard Bona, Ciro Manna, Michael Lecoq con “Fusion Experience Quartet” in un viaggio musicale senza confini per Brass Extra Series! Real Teatro Santa Cecilia, 26 aprile 2025 ore 19.00 e 21.30 Disponibili online su www.bluetickets.it gli abbonamenti al Sicilia Jazz Festival dal 22 giugno al 6 luglio 2025     Le Musiche del Nostro Tempo per Brass Extra Series 24 – 25 con un quartetto che porterà il pubblico in una esperienza sensoriale dinamica in musica con quattro big della scena artistica mondiale, Dave Weckl, Richard Bona, Ciro Manna, Michael Lecoq si esibiranno invitati dal M° Ignazio Garsia, Presidente e Fondatore, della Fondazione Orchestra Siciliana – The Brass Group. Appuntamento sabato 26 aprile alle ore 19.00 e 21.30 al Real Teatro Santa Cecilia. Con l’occasione si ricorda che sono disponibili online sul sito www.bluetickets.it gli abbonamenti del Sicilia Jazz Festival che si terrà dal 22 giugno al 6 luglio 2025. A breve verranno annunciati gli altri big del Festival.   Il progetto Fusion Experience Quartet nasce da un’idea di Ciro Manna con la peculiarità di fondere musicisti con diverse culture e trascorsi musicali per ottenere un mix di ‘jazz/fusion e world music’ nuovo ed innovativo. Un quartetto d’eccezione che si avvale di big internazionali come: Dave Weckl, considerato uno dei batteristi Jazz/Fusion più influenti e tecnicamente dotati di tutti i tempi , storico batterista della Chick Corea Electric Band che ha collaborato con altrettanti icone del jazz e non solo come : George Benson, Paul Simon, Michel Camilo, Madonna, Mike Stern, Frank Gambale, John Patitucci, Jeff Berlin, Micheal Brecker, Diana Ross, Robert Plant, Lee Ritenour; Richard Bona, vincitore di un Grammy, uno dei bassisti-compositori e polistrumentisti internazionali più affermati. Con il timbro unico della sua voce esalta le sue origini africane fondendo tradizione, cultura e tutta la bellezza del suo continente. Il suo modo di connettersi con il pubblico lo hanno trasformato in un’icona di riferimento nella musica mondiale jazz e afro-pop. Ha collaborato con i grandi: Herbie Hancock, Harry Belafonte, Steps Ahead, Quincy Jones, Chick Corea, Buena Vista Social Club, Sting, Mike Stern, Pat Metheny, Stevie Wonder, Bobby McFerrin, George Benson; Michael Lecoq con grandi radici nel jazz è considerato uno dei pionieri del crossover stilistico più importanti della scena musicale francese. Conosciuto per la sua versatilità, il virtuoso ha lavorato con artisti rinomati come Richard Bona, Jean-Luc Ponty, Jean-Marie Ecay, Linley Marthe, Dominique Di Piazza, André Ceccarelli, Yannick Noah, Michel Jonasz, Jean-Jacques Goldman, Pascal Obispo e Veronique Sanson. Ciro Manna è uno dei chitarristi più apprezzati dell’intero panorama musicale italiano. Affianca al ruolo di session man in trasmissioni RAI e Mediaset e in tour di importanti artisti italiani, una propria produzione discografica (Feel’n’Groove 2007 e XY 2015) e una proficua attività didattica. Annovera anche numerose collaborazioni internazionali con artisti come: Paul Gilbert, Guthrie Govan, Andy Timmons, Simon Phillips, Greg Howe, Frank Gambale, Richard Bona, Hadrien Feraud, Fabrizio Bosso , Walter Ricci , Otmaro Ruiz , Stefano di Battista .   Sul concerto interviene direttamente l’ideatore del progetto artistico Ciro Manna. Ciro, come ti senti a lavorare con leggende del jazz come Dave Weckl e Richard Bona? Lavoro con Richard da 10 anni ed oltre alla collaborazione artistica siamo molto amici, si è creato davvero un rapporto familiare con lui, è una persona speciale… Per quanto riguarda Dave invece abbiamo suonato insieme a luglio per la presentazione del disco di Angelo abate ed è nata subito una bella sintonia. Per me è un onore poter stare sul palco con artisti come loro, li seguo da adolescente e ho ‘divorato’ la loro discografia … quindi posso dire che ho realizzato un sogno!  Qual è il tuo approccio nella scelta dei brani per il concerto e come hai lavorato con Dave, Richard Michael per creare un programma unico? Ho chiesto a tutti di proporre dei brani del proprio repertorio in modo che ognuno si potesse cimentare nel sound degli altri e magari anche rivedere lo stesso brano ma da una nuova prospettiva. Come pensi che la Fondazione Orchestra Jazz Siciliana The Brass Group possa contribuire a promuovere la musica jazz in Sicilia? La fondazione sta facendo un lavoro pazzesco sul territorio siciliano, diffonde cultura, promuove l’arte, aiuta i giovani a credere nella musica e gli dà la possibilità di vedere e ascoltare i più grandi musicisti del mondo a 2 passi da casa.   Anche gli altri big del progetto intervengo sul concerto della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group: Cosa vi aspettate dal pubblico siciliano e come pensate che reagirà al concerto? Sicuramente ci sarà grande fermento e aspettative alte, speriamo di non deluderle!  Il pubblico del sud e sicuramente quello siciliano è sicuramente super caloroso e partecipativo, sarà un concerto memorabile. Qual è il messaggio che volete trasmettere attraverso la vostra musica? Sicuramente gioia, condivisione e good vibes. Come pensate che la collaborazione tra musicisti di diverse nazionalità e stili possa influenzare la musica jazz? La musica si evolve grazie alla contaminazione e alla fusione di differenti culture … quindi la collaborazione tra musicisti di differenti culture è fondamentale affinché la musica continui ad evolversi. Infoline Fondazione The Brass Group: [email protected] www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup.   Rosanna Minafò Addetto Stampa Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group  

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Il Papa che mi faceva arrabbiare… e che ho amato profondamente

È morto un grande uomo.E io, nel mio piccolo, mi sento un po’ più solo. Papa Francesco – perché di lui si parla, ovviamente – non era solo il Pontefice. Era una voce. Una presenza. Una coscienza che, anche quando ti faceva storcere il naso o ti tirava fuori dai gangheri, sapevi che era lì per un motivo più alto. Sì, lo ammetto: più di una volta mi ha fatto incavolare. Per certe uscite, certe scelte, certi silenzi. Ma alla fine non potevo volergliene. Perché sapevo – sapevamo tutti, in fondo – che quello che diceva e che faceva era mosso da un’intenzione pura: fare del bene. Sempre. Era politicamente schierato a sinistra, è vero. Ma in lui non c’era ideologia: c’era missione. La sua sinistra era quella del Vangelo, quella degli ultimi, degli scartati, degli esclusi. Accogliere tutti, amare tutti, ascoltare tutti. Questo era il suo vero programma politico. Aveva scelto un nome francescano, ma nell’anima restava un gesuita. Intelligente, strategico, profondo. Con lo sguardo acuto di chi non si lascia ingannare, e il cuore aperto di chi sceglie ogni giorno di fidarsi dell’amore. Mancherà.A me, a noi, alla Chiesa, al mondo.Ma sarà ricordato per sempre come un grande Papa.E forse, anche come qualcosa di più. Giuseppe Arnò

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AVON – BIG APPLE CONCERTO

AD AVON, NEGLI STATI UNITI, L’ESECUZIONE DEL BIG APPLE CONCERTO DEL COMPOSITORE TIZIANO BEDETTI, E UN’ALTRA SUA OPERA A BUENOS AIRES       Il 25 aprile, alle ore 19.30 e il 27 aprile, alle ore 15.00, presso il Performing & Fine Arts Center di Avon, città situata nella contea di Hendricks dello Stato dell’Indiana negli USA, verrà eseguito, in prima americana, il Big Apple Concerto per clarinetto e orchestra del compositore italiano Tiziano Bedetti. Gli interpreti saranno la Hendricks Symphony Orchestra, diretta dal Maestro Amy Eggleston, in un organico che prevede circa settanta Professori d’Orchestra. https://www.hendrickssymphony.org/ Il concerto si svolgerà presso Hendricks Live!, il Performing & Fine Arts Center di Avon. Il titolo dei due concerti sarà: Apple to Oranges Concert e vedrà eseguite inoltre la Suite da L’Amore delle Tre Melarance di Sergej Prokofiev e Sotto l’Albero delle Mele di Josef Suk. L’indirizzo dell’auditorium è 200 W Main St, Plainfield, IN 46168, Avon – Indiana (Stati Uniti). È un ulteriore grande riconoscimento internazionale all’autore, Tiziano Bedetti, che entra nel repertorio orchestrale classico. La composizione Big Apple Concerto, commissionata dal mecenate americano Lawrence Dow Lovett e dedicata al clarinettista David Shifrin, è un omaggio musicale alla Grande Mela. La città di New York, con la sua energia vibrante e diversità culturale, ha ispirato molti artisti nel corso degli anni. Il compositore veneto, Tiziano Bedetti, è uno di questi e il suo Big Apple Concerto è un omaggio musicale alla città che non dorme mai. Composto per clarinetto solista e orchestra, il Big Apple Concerto è un’opera che riflette la vitalità e complessità di New York. La musica è un mix di stili e influenze, dalla classica al jazz, dal rock alla musica da film. Il risultato è un’opera unica e affascinante che cattura l’essenza della città. Composto nel 2001, della durata di 25 minuti, il concerto è strutturato in tre movimenti, ognuno dei quali evoca un aspetto diverso di New York: I. Allegro, II. Moderately, with a rock beat, III. Fast. Il Big Apple Concerto si ispira in particolare al mondo musicale newyorkese e all’epoca d’oro del jazz, del mitico clarinettista Benny Goodman e la sua incredibile band, con i funambolici assoli del vibrafonista Leonel Hampton che si scontrano con il rock, il funky (del creatore indiscusso del genere funk, James Brown) e i ritmi della disco music che fanno da sfondo e sound metropolitano. Il Concerto è sopra le righe e fuori dagli schemi, pur mantenendo una forma classica e citazioni, pieno di ritmi pulsanti, vitali e danzanti. L’opera non solo riflette la città di New York, ma anche la sua gente. La musica è un omaggio alla diversità e alla creatività che caratterizzano la città e i suoi abitanti, un riflesso della sua energia, diversità e creatività. La composizione riflette, anche dal punto di vista estetico, quello che si definisce classicismo popolare o classicismo “pop” di cui Bedetti è esponente e vede una ideale continuità ed eredità ripresa da autori quali George Gershwin, Erwin Schulhoff e Leonard Bernstein, innovatori della musica del ‘900. Ricordiamo che Tiziano Bedetti ha collaborato con il grande drammaturgo e librettista italo-americano Mario Fratti, vincitore di 7 Tony Awards, con il quale portò in scena, nel 2014 a Roma l’opera-musical Madam Senator presso il Teatro Stabile Renato Greco, ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. Lo stesso Fratti espresse soddisfazione ed apprezzamenti per la musica di Bedetti definendola eccellente. Tiziano Bedetti verrà eseguito, inoltre, il 15 aprile prossimo, alle ore 19.00, a Buenos Aires in Argentina, presso la Sala del Centro Naval, con un’altra opera, l’Aria “Amor Empio Tiranno” su testo della poetessa seicentesca padovana Isabella Canali Andreini dal soprano di origine polacca Dominika Zamara e dalla pianista Bàrbara Warzyca, in un Recital organizzato dalla Associazione Culturale Argentino Polacca di Buenos Aires. Lo scorso 17 febbraio, presso il Teatro Moderno di Plonsk, a Varsavia in Polonia, la stessa composizione Amor Empio Tiranno è stata eseguita alla presenza del Ministro della Cultura Polacco Joanna Borysiak, nell’ambito del Gran Galà della Cultura, riscontrando un grande successo ed apprezzamento. Il testo affronta tematiche femminili ancora molto attuali oggi. La collaborazione tra il M° Zamara e il M° Bedetti prosegue e sono previste altre prime esecuzioni nei prossimi mesi in Francia, Polonia e Stati Uniti. Bedetti collabora da alcuni anni con Dominika Zamara, alla quale ha dedicato venti lavori tra Liriche, Arie e composizioni Sacre, stimando le sue caratteristiche vocali e la sua predilezione anche per la musica contemporanea. Tiziano Bedetti  Contatti: M° Tiziano Bedetti Via F. Turati, 16 45011 Adria (RO) Italia Tel/Fax: 0039- 0426-23654 Cell: 333-3475295 www.tizianobedetti.com e-mail: [email protected] Fonte: Goffredo Palmerini

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L’ombrello nucleare europeo: protezione o illusione?

Non è il numero delle testate che la vince: in un conflitto nucleare nessuno vince. Se piove, meglio avere un ombrello. Ma se la pioggia è nucleare, serve qualcosa di più resistente. Così sembra pensarla Emmanuel Macron, che ha recentemente proposto di allargare lo scudo atomico francese agli alleati europei. L’idea di un ombrello nucleare europeo, con Francia e forse Regno Unito a fare da scudo atomico al continente, è tornata al centro del dibattito politico. Ma quanto è realistica questa prospettiva? La “Force de Frappe”: l’arsenale francese La dissuasione nucleare è una strategia militare difensiva per la Francia, creata negli anni Sessanta secondo il principio che con il proprio arsenale atomico, la cosiddetta “force de frappe”, Parigi ha la capacità di infliggere danni che il proprio avversario giudicherebbe “inaccettabili”. In piena Guerra Fredda, per volere del generale De Gaulle, l’obiettivo dichiarato della “force de frappe” francese era di evitare una guerra generalizzata. Oggi la Francia è l’unico Paese dell’Unione Europea a possedere armi atomiche, con un arsenale di circa 290 testate nucleari. Numeri ben lontani dai 5.000 ordigni di Stati Uniti e Russia, che insieme detengono il 90% delle testate mondiali. Tuttavia, non è la quantità a determinare l’efficacia di una strategia nucleare: la deterrenza si basa sulla capacità di sferrare un colpo in grado di dissuadere qualsiasi avversario. La proposta di Macron: un’ombrello nucleare per l’Europa? In un periodo di crescenti tensioni nei rapporti transatlantici, Emmanuel Macron ha suggerito di condividere la deterrenza nucleare francese con i partner europei, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti. L’idea nasce dalla preoccupazione per un possibile disimpegno di Washington dalla difesa del continente, come suggerito da recenti mosse politiche americane. Ma la proposta di Macron è densa di incognite: chi deciderebbe quando e come impiegare le armi nucleari? La Francia manterrebbe il pieno controllo sul proprio arsenale, il che renderebbe l’ombrello nucleare più una promessa politica che una garanzia effettiva. Inoltre, l’eventuale estensione della protezione nucleare francese solleva dubbi anche tra gli alleati: l’ombrello sarebbe per tutti o solo per alcuni Paesi selezionati? Un’illusione più che una protezione? Se da un lato la proposta di Macron rafforzerebbe l’autonomia strategica europea, dall’altro solleva interrogativi pratici e politici. L’ombrello nucleare americano, che ha garantito la sicurezza dell’Europa per oltre settant’anni, è basato su un impegno chiaro e collettivo nell’ambito della NATO. Quello francese, invece, resterebbe sotto il controllo esclusivo dell’Eliseo. In un conflitto nucleare, si sa, non ci sono vincitori. E forse l’idea di un ombrello nucleare europeo è più una manovra politica che una reale alternativa strategica. Ma in tempi di incertezza, anche una promessa può fare la differenza. Giuseppe Arnò Foto: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/ Autore (vincent desjardins)

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Trieste, cuore pulsante del Friuli Venezia Giulia: tra eccellenze, tradizione e innovazione

  Il Friuli Venezia Giulia si conferma ancora una volta una regione di eccellenze e grande capacità organizzativa, ospitando con entusiasmo l’Amerigo Vespucci e dando il via al Tour Mediterraneo. Il simbolo della Marina Militare italiana, reduce da un viaggio che ha toccato 35 porti in tutto il mondo, ha trovato a Trieste un’accoglienza straordinaria, suggellando il legame tra la città e la tradizione marinaresca. L’evento ha rappresentato non solo un’occasione di festa, ma anche un momento di confronto tra istituzioni, imprese e cittadini. Il talk organizzato dall’ANSA ha visto protagonisti il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e i rappresentanti di realtà industriali di prestigio come Illy, Fincantieri e Nonino. L’elemento comune? Il valore del fare squadra per raggiungere risultati straordinari. La grande partecipazione di pubblico testimonia quanto il Friuli Venezia Giulia sia un territorio in grado di attrarre eventi di respiro internazionale, valorizzando le proprie risorse con uno sguardo al futuro. Non è solo la bellezza della Vespucci a emozionare, ma la consapevolezza che questa terra custodisce una tradizione solida, capace di evolversi e innovarsi senza mai perdere la propria identità. Il connubio tra la Vespucci e la nuova nave Trieste della Marina Militare ha simboleggiato perfettamente il dialogo tra storia e tecnologia, dimostrando la forza della cantieristica italiana e la sua proiezione internazionale. L’arrivo della Vespucci è stato celebrato non solo con le visite a bordo e il Villaggio Italia, ma anche con uno spettacolo mozzafiato offerto dalle Frecce Tricolori, che hanno salutato il veliero con un’esibizione indimenticabile. Il Friuli Venezia Giulia si dimostra ancora una volta protagonista della scena italiana ed europea. Il successo dell’evento a Trieste è il riflesso di una regione che, con il suo spirito laborioso e la sua visione strategica, sa cogliere le opportunità per raccontarsi al mondo intero. La Vespucci, ripartendo da qui, porta con sé un messaggio chiaro: il futuro si costruisce con radici solide e uno sguardo aperto all’innovazione. di Redazione

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ITALIA, BRONZO AI MONDIALI DI QAZAQ KURESI IN INDIA

È Eleonora Ghetti l’atleta azzurra della Federazione Italiana Lotte Tradizionali che il 27 febbraio ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali di Qazaq Kuresi 2025, nella categoria +77kg. Atleta della “Asd Judo Mestre 2001”, 28 anni, ha ottenuto un risultato importante in una competizione di alto livello tecnico–agonistico.  Diretti da due Tecnici giovani e competenti, Mattia Galbiati e Chiara Meucci, oltre ad Eleonora Ghetti hanno gareggiato Francesco Pio Aidone, Walter Baccinelli, Gaia Daranuta, Sandro Lorito, Matteo Slongo, Eugenio Sturniolo, dimostrando grandi capacità tecniche e determinazione. La competizione è stata organizzata dalla Qazaq Kuresi Association, la United World Wrestling (UWW) e la Federazione Qazaq Kuresi del paese ospitante. La Federazione Italiana Lotte Tradizionali è affiliata all’ente di promozione sportiva A.S.I. ed è tra le più medagliate in Europa in questo sport. Lotta tradizionale e sport nazionale del Kazakistan, per le sue antiche origini e rilevanza culturale, il Qazaq Kuresi nel 2016 è stato iscritto dall’UNESCO nella Lista rappresentativa dei Beni Culturali Immateriali dell’Umanità. Avv. Vittorio Giorgi Presidente Federazione Italiana Lotte Tradizionali 

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L’Ambasciata d’Italia ospita l’evento di chiusura del progetto umanitario per rifugiati e migranti venezuelani

  Brasilia, 12 febbraio 2025 – L’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) e l’Ambasciata d’Italia a Brasilia, in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), hanno organizzato oggi l’evento di chiusura del progetto umanitario dedicato alla protezione e all’inclusione socio-economica di rifugiati e migranti venezuelani in Brasile. Con un investimento di 500.000 euro, l’iniziativa ha beneficiato oltre 5.000 persone nello stato di Roraima, con particolare attenzione alle comunità indigene, ai bambini e agli adolescenti. L’evento, ospitato presso l’Ambasciata d’Italia a Brasilia, ha riunito rappresentanti del governo italiano, dell’UNHCR e di organizzazioni partner, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale nella risposta alla crisi migratoria venezuelana. Nei 12 mesi di attuazione, il progetto ha garantito l’accesso a documentazione, istruzione, salute, alloggi di emergenza e sostegno finanziario per persone in condizioni di vulnerabilità nelle città di Pacaraima e Boa Vista. Il finanziamento della Cooperazione Italiana ha rafforzato la risposta umanitaria dell’”Operação Acolhida”, garantendo protezione, assistenza legale e accoglienza per circa 4.000 rifugiati e migranti. Circa 650 persone in condizioni di estrema vulnerabilità hanno ricevuto aiuti finanziari per favorire la loro autonomia. Sono state inoltre promosse attività sportive e culturali, coinvolgendo direttamente 500 bambini, adolescenti e adulti, per favorire la convivenza pacifica e combattere la xenofobia. Il Rappresentante dell’UNHCR in Brasile, Davide Torzilli, ha evidenziato l’impatto del progetto: “Questa iniziativa è stata un faro di speranza per molti, offrendo protezione essenziale e assistenza umanitaria alle popolazioni vulnerabili”. L’Ambasciatore d’Italia in Brasile, Alessandro Cortese, ha sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale: “La solidarietà è un valore fondamentale per l’Italia e siamo impegnati a sostenere iniziative che garantiscano dignità e opportunità ai rifugiati e ai migranti in condizioni di vulnerabilità”. Il Direttore dell’AICS, Mario Beccia, ha aggiunto: “Il nostro impegno nella risposta umanitaria rimane forte, assicurando che chi ha più bisogno riceva il supporto necessario per ricostruire la propria vita”. L’UNHCR ribadisce la necessità di una responsabilità condivisa tra governi, settore privato e società civile per rafforzare la risposta agli sfollamenti forzati. L’assistenza umanitaria non solo garantisce la sopravvivenza, ma promuove anche l’integrazione socio-economica dei rifugiati, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, affinché nessuno sia lasciato indietro.     ***   Embaixada da Itália sedia evento de encerramento de projeto humanitário para refugiados e migrantes venezuelanos   Brasília, 12 de fevereiro de 2025 – A Agência da ONU para Refugiados (ACNUR) e a Embaixada da Itália em Brasília, em parceria com a Agência Italiana de Cooperação para o Desenvolvimento (AICS), realizaram hoje o evento de encerramento do projeto humanitário voltado à proteção e inclusão socioeconômica de refugiados e migrantes venezuelanos no Brasil. Com um investimento de €500.000, a iniciativa beneficiou mais de 5 mil pessoas em Roraima, priorizando comunidades indígenas, crianças e adolescentes. O evento, sediado na Embaixada da Itália em Brasília, reuniu representantes do governo italiano, do ACNUR e de organizações parceiras para reforçar a importância da colaboração internacional na resposta à crise migratória venezuelana. Durante os 12 meses de implementação, o projeto garantiu acesso a documentação, educação, saúde, moradia emergencial e apoio financeiro para pessoas em situação de vulnerabilidade nas cidades de Pacaraima e Boa Vista. O financiamento da Cooperação Italiana reforçou a resposta humanitária da “Operação Acolhida”, assegurando proteção e orientação legal, além de abrigamento para cerca de 4 mil refugiados e migrantes. Aproximadamente 650 pessoas em situação de extrema vulnerabilidade receberam auxílio financeiro para fortalecer sua autonomia. Atividades esportivas e culturais também foram promovidas, impactando diretamente 500 crianças, adolescentes e adultos, contribuindo para a convivência pacífica e o combate à xenofobia. O Representante do ACNUR no Brasil, Davide Torzilli, destacou o impacto do projeto: “Esta iniciativa foi um farol de esperança para muitos, proporcionando proteção essencial e assistência humanitária a populações vulneráveis.” O Embaixador da Itália no Brasil, Alessandro Cortese, reforçou a importância da cooperação internacional: “A solidariedade é um valor fundamental para a Itália, e estamos comprometidos em apoiar iniciativas que garantam dignidade e oportunidades para refugiados e migrantes em situação de vulnerabilidade.” O Diretor da AICS, Mario Beccia, ressaltou: “O compromisso da Itália com a resposta humanitária continua firme, garantindo que aqueles que mais precisam recebam o apoio necessário para reconstruir suas vidas.” O ACNUR reafirma a necessidade de responsabilidade compartilhada entre governos, setor privado e sociedade civil para fortalecer a resposta ao deslocamento forçado. A assistência humanitária não apenas garante a sobrevivência, mas também promove a integração socioeconômica dos refugiados, alinhando-se à Agenda 2030 da ONU para que ninguém seja deixado para trás. Embaixada da Itália em Brasilia S.E.S. Av. das Nações Quadra 807 Lt. 30 Asa Sul, BRASILIA – DF CEP 70.420-900 www.ambbrasilia.esteri.it T +55 61 3442 9908 C +55 61 983252634

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Mostra al Circolo degli Esteri di Roma

Al Circolo degli Esteri di Roma inaugurata la mostra di Anna Addamiano “Vocabolario del tempo”, del Progetto Storie   ROMA – Un tripudio non comune, con un pubblico singolare e illustri ospiti, quello che si è visto all’inaugurazione della mostra dell’artista Anna Addamiano, dal titolo “Vocabolario del tempo” al Circolo degli Esteri del Ministero Affari Esteri di Roma nel quadro della Collezione Farnesina Uno (Palazzo della Farnesina) e Due (Circolo Esteri) di Arte Contemporanea. Un progetto, ideato e diretto dallo Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, intellettuale di piano internazionale, che porta ad indicare e sorreggere un’Europa Creativa Festival e, dunque, artisti-protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell’eterno.   Questa mostra dal titolo “Anna Addamiano. Vocabolario del tempo” è la seconda del nuovo percorso, ed è già una novità in quanto si veicolano a Roma nomi dell’arte contemporanea di significativo rilievo, che evidenziano e mettono in luce gli svolgimenti più intriganti del fare arte nel terzo millennio. L’esposizione raccoglie opere dell’artista Anna Addamiano, già apparsa agli occhi della critica italiana e internazionale come una figura delle più interessanti e propositive dell’arte contemporanea, ed ancor oggi nella memoria di tutti ricordata come chiara e significante interprete.   Con “STORIE” (2024-2028) – questo il titolo del progetto che segue il precedente che si titolava “Mondi” – si porgono dodici mostre personali di dodici artisti contemporanei, taluni di chiara fama. Unitamente a un pubblico di eccellenza, con intellettuali, artisti, scrittori, collezionisti e numerosi diplomatici tra cui gli Ambasciatori Stefano Baldi, Lucio Alberto Savoia con l’Ambasciatrice Stefanelli, l’Ambasciatore Gaetano Cortese con l’Ambasciatrice Sidsel Hover, l’Ambasciatore Umberto Vattani, altre storiche figure come l’illustrissima Professoressa Marisa Settembrini dell’Accademia di Brera a Milano.   Ha preso la parola lo Storico dell’arte Prof. Carlo Franza già docente all’Università Statale La Sapienza, ideatore del Progetto e curatore della mostra. Egli ha indicato e sottolineato i punti di forza dell’esposizione che hanno fatto del “tempo” il motore e la filosofia di lavoro dell’artista Anna Addamiano. Il Prof. Franza ha tra l’altro osservato: “Trovo significante e doveroso proporre la mostra di Anna Addamiano al Circolo Esteri di Roma nel Progetto “Storie” in concomitanza con la mostra romana che presenta una selezione delle opere della collezione Iannaccone di Milano relative alla linea espressionista dell’arte italiana tra gli anni Trenta e Cinquanta – dalla Scuola Romana al gruppo Corrente. E ciò perché il suo lavoro, il percorso dell’artista romana, si attesta nel quadro di un fil rouge che l’apparenta – come illustri colleghi tra cui Carlo Belli, Carlo Fabrizio Carli, Arnaldo Romani Brizzi, hanno già sottolineato – nel tornare a parlare di una nuova estetica dell’Espressionismo italiano, per tornare ad analizzare un linguaggio artistico che si è andato rilevando, confrontandolo con il mondo figurativo degli anni fra le due guerre e il suo nuovo attuale sviluppo. Questa ricerca artistica contemporanea mostra la realtà oggettiva vista attraverso la coscienza soggettiva, con in primo piano l’anima deformante dell’artista in crisi che si riverbera nella deformazione data dalla pittura stessa”.   E ancora: “Il percorso espositivo di Anna Addamiano inizia naturalmente da Roma, attratta da alcune delle personalità che via via hanno definito variamente la “scuola romana” e le sue peculiarità tecniche e tematiche, non ultima quella del tonalismo. Ha proseguito con un vigoroso e appassionato espressionismo lirico, che ha guardato alle ricerche parigine del postimpressionismo; inaugurando una pittura antiretorica, essenziale e intimista. Ha lavorato tra pittura, scultura, installazioni e arazzi, lasciando pensare anche a stoffe e fili utilizzati da Maria Lai. Un discorso su Anna Addamiano ci riporta a quelle che potrebbero essere state le fonti di gusto dell’artista, a quell’excursus di Scuola Romana, a quegli echi di un certo gusto del primitivo, a quelle radici goyesche caldeggiate da Oppo, che precedettero l’avvento di Scipione e Mafai, imperniate di irrazionalità metafisica e surrealista. Da questi miti, pittorici e letterari, la sua visione spesso risultava e ancora oggi lo è, surreale, diciamo animata da fantasmi e miracoli. La sua è una poetica di evocazione, i suoi insetti, le sue farfalle, le sue macerie, le sue donne, le sue bambole, i suoi desolati istantanei fantasmi, il suo racconto visionario; animali, uomini e cose assumono nel gran moto della creatività un’eccitazione nervosa con qualcosa di spiritico e fantastico. Opere tese, espressive, che trovano ascendenza soprattutto in Scipione e Stradone, specie in quella certa scelta di temi di fondo popolaresco e istrionesco, dove compaiono diseredati e maschere, disperazioni mimetiche e balletti, popolane e componenti romantiche che lasciano individuare il suo diario interiore. La pittrice va ad estri, lasciando emergere in questo racconto gli incontri, gli abbracci, le occasioni, i volti, le donne, una esistenzialità, un costume ridotto a maschera, tra il freddo e il caldo, conferisce moto a una realtà disfatta nel tempo, fantasie, visioni, sogni o capricci. Spesso è una realtà notturna che avvolge le figure umane, l’artista fa affiorare dal buio lampeggiato nuovi verdi, e rossastri bellissimi, in uno spazio vago e approfondito. Anna Addamiano seguita a movimentare la sua inventiva con fervore psicologico il suo racconto pittorico è un moto di liberazione dell’esistenza vissuta, un dipingere la vita con i colori del sogno”.   Dopo il Prof. Carlo Franza ha preso la parola l’illustre Ambasciatore Umberto Vattani, ideatore e fondatore della collezione Farnesina e per ben due volte Segretario Generale della Farnesina, il quale si è detto felice del secondo Progetto Storie ideato per il Circolo degli Esteri, perché solo la Cultura e l’Arte sono il motore dell’aggregazione dei Circoli Storici come per l’appunto quello degli Esteri che ha una storica tradizione, sportiva, culturale artistica, ecc. Volgendo poi lo sguardo alle opere di Anna Addamiano, ha toccato e segnalato non solo la grazia svelata nel discorso del tempo, messo in atto dall’artista ed esaltato dai segni dell’oroscopo dipinti, ma maggiormente dai colori del sogno che colpiscono come da sempre è stato per la creatività umana.   Infine ha preso la parola l’illustre Ambasciatore Gaetano Cortese che ha voluto indicare come abbia a suo tempo conosciuto

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Chiude in positivo il “World Jazz Network Event in Sicily”

Sul palco Dorrey Lyn Liles e Sylwester Ostrowski per la rassegna “Eventi e Manifestazioni nella Provincia di Palermo” 22-24 novembre – Blue Brass Jazz Club allo Spasimo Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti   Chiude con un bilancio più che positivo di presenze ed apprezzamenti da parte del numeroso pubblico presente la terza ed ultima giornata della prima edizione del World Jazz Network Event in Sicily che viene realizzata nell’ambito della rassegna “Eventi e Manifestazioni nella Provincia di Palermo” promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo ed in collaborazione artistica con il World Jazz Network, il Bangkok Jazz Festival, Amersfoort Jazz Festival, One Voice – Szczecin Jazz Festival e la Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group. L’iniziativa “Eventi e Manifestazioni in Provincia di Palermo” prevede al suo interno un calendario ricco e variegato, distribuito nel territorio di Palermo e provincia, con concerti di musica jazz, marching band in stile New Orleans, concerti di musica classica con interpreti di valore, tributi pop ed una speciale produzione dedicata al Natale con Stefania Brandeburgo e Laura Sfilio. La rassegna ideata dia Fabio Lannino per l’Associazione Culturale Parla Piano, ha dato vita il 22 e 23 novembre alle ore 20.30 ed il 24 novembre alle ore 18.00 a una tre giorni con concerti jazz al Blue Brass – Ridotto dello Spasimo (Via dello Spasimo 15 Palermo) ad ingresso gratuito sino ad esaurimento posti. Durante i concerti si alterneranno alcuni ospiti provenienti dall’ Olanda, dagli USA, dalla Polonia e dalla Thailandia insieme a musicisti residenti. Dopo i concerti, nelle giornate del 23 e 24 novembre alle ore 22.30, in programma jam-sessions rivolte a tutti i musicisti e giovani jazzofili. La prima edizione del World Jazz Network Event in Sicily si chiude domenica 24 ottobre alle 18.00 con l’atteso concerto di Dorrey Lyn Liles e Sylwester Ostrowski che si esibiranno sul palco dello storico jazz club palermitano con il loro progetto “One Voice”, accompagnati da Sal Bonafede al piano e Fabio Lannino al basso elettrico. One Voice è un progetto nato in Polonia ed ideato da Sylwestr Ostrowsky e raccoglie in sé tutte le energie del Gospel e del Jazz, convivendo spesso ed allargando ai giovani la possibilità di interagire con grandi artisti. One Voice sarà anche ospite d’onore al Premio Internazionale Pino Puglisi, lo stesso 24 novembre alle ore 21.00. L’ufficio stampa Rosanna Minafò Nella foto: Dorrey-Lin-Lyles-Sylwester-Ostrowski

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