Nordio, allo studio modello polizia penitenziaria

Nordio incontra delegazione francese: al Dap per studiare modello di polizia penitenziaria   ROMA\ aise\ – A margine dell’insediamento del nuovo Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha incontrato giovedì scorso, 5 giungo, al DAP una delegazione del Ministero della Giustizia francese, da tre giorni al Dipartimento per una visita di studio finalizzata a valutare le possibili condizioni per la creazione in Francia di un Corpo di polizia penitenziaria con compiti di Polizia giudiziaria. La missione della delegazione transalpina – annota il Ministero – fa seguito alla visita a Roma del Ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, e all’incontro con il Guardasigilli Nordio del febbraio scorso. In quell’occasione il Ministro francese aveva manifestato grande interesse per il modello italiano di gestione dei detenuti alta sicurezza o sottoposti al regime speciale, previsto dall’art. 41 bis dell’Ordinamento Giudiziario, e il desiderio di approfondire gli aspetti normativi e le prassi che in Italia, da decenni, hanno prodotto risultati di livello. La delegazione francese, guidata dal magistrato di collegamento presso il Ministero della Giustizia Yves François Le Clair, era composta dall’Ispettore Generale della Giustizia Martine Bardet e dagli ispettori di Giustizia Aline Batoz e Thierry Landais. Nel corso dei tre giorni di incontri sono state approfondite le norme istitutive del Corpo di polizia penitenziaria, la formazione prevista per i suoi appartenenti, le attività di Polizia giudiziaria svolte all’interno delle carceri e le peculiari specificità riguardanti il Gruppo Operativo Mobile (GOM) e il Nucleo Investigativo Centrale (NIC), con particolare attenzione all’analisi di alcuni casi di studio. La delegazione ha infine visitato la Casa circondariale di Roma Rebibbia e l’Ufficio comando del reparto di Polizia Penitenziaria ed è stata ricevuta dai vertici di GOM e NIC presso la Scuola di formazione “Giovanni Falcone”. (aise)  Newsletter  Iscriviti per ricevere notizie aggiornate.

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Meloni & Macron: l’amore (interessato) ai tempi delle crisi

Editoriale pragmatico (con un pizzico di sarcasmo): Chi l’avrebbe mai detto? Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, una volta protagonisti di duelli diplomatici degni di una fiction franco-italiana, ora si scambiano sorrisi istituzionali e messaggi congiunti pieni di buoni propositi. Il vertice a Palazzo Chigi sembra segnare il debutto di una nuova fase nei rapporti Roma-Parigi, spinta non tanto da una riscoperta affinità culturale, quanto da un calendario internazionale fittissimo e una crisi globale che non concede più il lusso dei risentimenti personali. Insomma, più che l’intesa dei cuori, siamo davanti all’intesa dei portafogli e dei dossier bollenti. Immigrazione, difesa comune, politica industriale, IA, spazio, nucleare: l’elenco è lungo e somiglia più alla lista della spesa che a un manifesto politico. Ma si sa, quando c’è da spartire fondi europei e difendere gli interessi strategici (meglio se con la benedizione di Washington e Berlino), anche i nazionalismi si vestono di europeismo pragmatico. Macron, che in Africa ha perso terreno e pazienza, ora guarda con interesse al Piano Mattei, mentre Meloni si ritrova paradossalmente nel ruolo di ponte tra l’UE e gli Stati Uniti. Una missione difficile, considerando che la premier italiana ha fino a ieri guardato con sospetto le “grandi manovre” francesi, e che l’asse atlantico è oggi più fragile di una dichiarazione di intenti scritta a quattro mani. Del resto, come ha detto il ministro Tajani: “Più si collabora e meglio è”. Una frase che brilla per ovvietà, ma che sembra diventata il mantra di chi, dopo anni di schermaglie, ha scoperto che l’Europa si regge più sui compromessi che sulle visioni comuni. E così Meloni e Macron si stringono la mano e annunciano una “Europa più forte, più sovrana, più prospera”. In teoria. In pratica, si vedrà dopo il G7, il vertice NATO, e l’ennesima prova di nervi a Bruxelles. Per ora, non resta che augurarsi che queste “rose” diplomatiche fioriscano davvero. Anche se, conoscendo il clima europeo, meglio tenersi pronti con un paio di guanti da potatura. di Redazione

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Distretto della Pesca e Crescita Blu COSVAP

  Il Distretto Pesca E Crescita Blu Cosvap presente al Workshop Dimostrativo Del Caso Studio Pilota Italiano Progetto Bluerev Validazione e trasferimento di nuove soluzioni per lo sviluppo della crescita blu a livello locale 29 maggio2025, ore 9,00 Università degli Studi di Palermo Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare Laboratorio di Biochimica marina ed ecotossicologia, Trapani Sala conferenze, Complesso Principe di Napoli Via Cappuccini 7, Trapani (Italia)   Mazara del Vallo, 28 maggio 202 – Il Distretto della Pesca e Crescita Blu COSVAP partecipa, in qualità di soggetto collaboratore, al workshop dimostrativo della regione pilota italiana del progetto BLueRev, coordinata dal partner scientifico DiSTeM-UNIPA, che si terrà a Trapani il 29 maggio 2025. Il workshop rappresenta una valida opportunità per esplorare le soluzioni innovative sviluppate da UNIPA nel settore della bioeconomia blu durante il progetto. Durante l’evento, sarà possibile acquisire conoscenze pratiche sui risultati ottenuti e partecipare a discussioni collaborative su come queste soluzioni possano essere replicate e applicate in diversi contesti europei, contribuendo così alla transizione verso una bioeconomia sostenibile. Il workshop verrà introdotto dalla Prof.ssa Concetta Maria Messina e nella giornata è previsto anche l’intervento del Presidente del Distretto Pesca Crescita Blu COSVAP, Nino Carlino. Informazioni sul progetto BlueRev: BlueRev è un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon Europe, con l’obiettivo di rivitalizzare le comunità locali europee attraverso modelli di business innovativi e iniziative di innovazione sociale nel settore della bioeconomia blu. Il progetto si concentra su tre regioni pilota (Danimarca, Italia ed Estonia) che fungono da laboratori sperimentali per l’identificazione e l’implementazione di sistemi innovativi nel settore dei prodotti marine biobased. In questi contesti, BlueRev sviluppa catene del valore su misura, dalla valorizzazione dei co-prodotti acquatici come materie prime fino alla loro trasformazione in prodotti finali ad alto valore aggiunto. L’obiettivo è promuovere la crescita economica locale, rafforzare i legami sociali e generare impatti positivi sia sull’ambiente che sulla società, contribuendo così allo sviluppo sostenibile delle comunità. I nuovi modelli di business, di governance e di innovazione sociale saranno testati nelle regioni pilota e adattati alle specificità locali, tenendo conto delle risorse disponibili (risorse acquatiche, infrastrutture e competenze umane) e del coinvolgimento degli attori dell’innovazione, incluse le conoscenze delle comunità e i gruppi emarginati. Punti salienti del workshop Presentazione di casi studio trasferibili: la regione pilota italiana presenterà le soluzioni sviluppate a livello locale dai ricercatori di Unipa che, grazie ai livelli elevati di prontezza tecnologica, potranno essere replicate in regioni simili in tutta Europa. Networking e cooperazione: il workshop offrirà una piattaforma per favorire il networking tra gli stakeholder, lo scambio di idee e la creazione di partenariati volti a integrare ulteriormente le opportunità economiche locali basate sulla bioeconomia nel più ampio contesto europeo. Riunendo attori diversi, l’evento mira a stimolare collaborazioni che sostengano la crescita continua e la sostenibilità del settore della bioeconomia blu in Europa. Organizzazione dell’evento Il workshop è organizzato dal partner Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare (DiSTeM) – Laboratorio di Biochimica Marina ed Ecotossicologia, con sede in via Barlotta n. 4, Trapani (Italia), in collaborazione col partner industriale Distretto della Pesca e Crescita Blu. Programma del workshop 29 maggio 2025 Sala Conferenze, Complesso Principe Di Napoli Via Cappuccini 7, Trapani 09:00 Registrazione e Welcome Coffee 09:15 Saluti istituzionali Università degli Studi di Palermo (UniPa): Presidente Polo Trapani Prof G. Scichilone, Prorettore alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico Prof. A. Pace, Direttore del Dipartimento DiSTeM Prof. A. Sulli, Presidente del Consorzio Universitario di Trapani, Prof. F. Torre; Rappresentante del Dipartimento Pesca della Regione Sicilia; Rappresentante Sicindustria Trapani. 09:45 Introduzione al workshop Concetta Messina (UniPa) Una breve sessione interattiva per presentare i partecipanti, favorire il networking e creare un ambiente collaborativo per il workshop 10:00-10:45 Sessione 1: Soluzioni per la sostenibilità sociale – Chair: Giovanna Ottaviani Aalmo (NIBIO) • Presentazione del “Living Lab SMART” come esempio di innovazione sociale nella produzione di alimenti marine biobased sostenibili.Concetta Messina (UniPa). • Coinvolgimento sociale e comunitario: il Distretto per le Famiglie – Marilena Cricchio (Coordinatrice del Distretto Socio Sanitario n. 50, Comune di Trapani)   10:45-11:00 Coffee Break & Networking 11:00-11:45 Sessione 2: Nuove soluzioni di business – Chair: Concetta Messina (UniPa) e Bjorne Tore Flaten (UiA) • Strategie per aumentare la sostenibilità ambientale ed economica nel settore ittico: Natale Amoroso (Presidente dell’Organizzazione Produttori Pesca di Trapani). • Soluzioni locali per accelerare la crescita di nuove e giovani imprese nel settore: Gianfranco Incandela (Beehive Valore Sud). • La missione del distretto per lo sviluppo della Blue Economy: Antonino Carlino (Presidente del Distretto della Pesca e crescita blu (DFBG)). • Intervento delle imprese del DFBG coinvolte in alcune attività del progetto.   11:45-12:00 Soluzioni per una governance innovativa – Chair: Concetta Messina (UniPa) e RiSe Panoramica su come la governance locale possa svolgere un ruolo fondamentale nella promozione di imprese sostenibili e nel favorire una sostenibilità a lungo termine, guidata dalla comunità. • Comunità di pratica tra l’Istituto di Biologia Marina e l’istituto alberghiero per promuovere l’innovazione sociale e la gestione sostenibile delle risorse attraverso programmi educativi: Concetta Messina e Pina Mandina (Istituto Istruzione Superiore “Ignazio e Vincenzo Florio” Erice).     locandina workshp 29 maggio Progetto BlueRev.png   Rosanna Minafò PR Consulting Giornalista mob. 3484009298 Email [email protected][email protected] Linkedin: https://www.linkedin.com/in/rosanna-minafo Instagram: https://instagram.com/minaforosanna

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È stato eletto Papa Leone XIV: il nuovo pontefice è Robert Francis Prevost

8 maggio 2025 – Città del VaticanoIl cardinale statunitense Robert Francis Prevost è stato eletto Papa, assumendo il nome di Leone XIV. L’annuncio ufficiale è giunto alle ore 18:08 con la tradizionale fumata bianca dalla Cappella Sistina, al termine del quarto scrutinio del Conclave. Pochi minuti dopo, il nuovo Papa si è affacciato dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro per impartire la benedizione “Urbi et Orbi”, accolto dall’entusiasmo di oltre 100.000 fedeli presenti in piazza. Nato a Chicago nel 1955 da famiglia di origini francesi, Prevost è membro dell’Ordine degli Agostiniani. Missionario in Perù per 14 anni, ha successivamente ricoperto importanti incarichi in Vaticano. Nel 2023 è stato nominato da Papa Francesco prefetto del Dicastero per i Vescovi e presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. Creato cardinale nel settembre dello stesso anno, è oggi il 267° pontefice della Chiesa cattolica e il primo Papa americano della storia. Nel suo primo discorso da Pontefice, Papa Leone XIV ha espresso gratitudine al suo predecessore: “Grazie a Papa Francesco”, ha detto, promettendo di seguire il solco da lui tracciato. Le sue prime parole sono state: “La pace sia con tutti voi”, un appello sentito per una “pace disarmante e disarmata”. Con la sua elezione, la Chiesa cattolica si apre a un nuovo capitolo, all’insegna della continuità e dell’impegno verso i poveri, i migranti e la custodia del creato. Trump si è congratulato con Leone XIV e si è detto orgoglioso per l´elezione del primo Papa americano. di Redazione Credito foto: RAI Italia ____________________________________________________________________________________________________________________________ Dalla Sala Stampa della Santa SedeCittà del Vaticano, 8 maggio 2025 ELEZIONE DI PAPA LEONE XIV Il Cardinale Robert Francis Prevost è il nuovo Pontefice della Chiesa Cattolica Alle ore 18:08 di oggi, 8 maggio 2025, dalla Cappella Sistina è salita la fumata bianca che ha annunciato al mondo l’elezione del 267° Papa. Il Cardinale Robert Francis Prevost, agostiniano, è stato eletto al quarto scrutinio del Conclave, assumendo il nome di Leone XIV. Nato a Chicago nel 1955, di origini francesi, missionario in Perù per oltre un decennio e prefetto del Dicastero per i Vescovi dal 2023, Papa Leone XIV è il primo Pontefice americano nella storia della Chiesa. Pochi minuti dopo l’annuncio ufficiale, Sua Santità si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro, dove ha rivolto il suo primo saluto ai fedeli radunati in Piazza San Pietro, stimati in oltre 100.000 persone. “La pace sia con tutti voi” sono state le sue prime parole, pronunciate con voce salda ma visibilmente commossa. Un inizio che ha segnato la cifra del suo pontificato: un richiamo alla fraternità, alla semplicità e alla disarmante forza della pace. Nel corso del breve ma intenso intervento, Papa Leone XIV ha espresso la propria gratitudine a Papa Francesco, definendolo “una guida e un padre” e dichiarando l’intenzione di seguirne l’eredità spirituale: “Grazie a Papa Francesco, continueremo il cammino con i poveri, i migranti e la cura della nostra casa comune”. Il nuovo Pontefice si è mostrato sereno, quasi sorridente, ma profondamente toccato dal momento storico. Il suo affaccio ha suscitato grande commozione tra i presenti e un lungo applauso ha accompagnato ogni sua parola. La Santa Sede ringrazia i fedeli per la partecipazione intensa e ordinata e invita alla preghiera per l’inizio del pontificato di Papa Leone XIV, che si annuncia come un tempo di continuità, rinnovamento e speranza.

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GERMANIA, FRIEDRICH MERZ ELETTO CANCELLIERE AL SECONDO TURNO DOPO VOTO STORICO

Berlino, 6 maggio 2025 – Friedrich Merz è stato eletto cancelliere federale della Germania al secondo scrutinio del Bundestag, dopo una giornata politicamente tesa e senza precedenti nella storia della Repubblica Federale. Il leader della CDU/CSU ha ottenuto 325 voti, superando la soglia necessaria di 316, e accettando formalmente l’incarico tra gli applausi della sua maggioranza. Al primo turno, tenutosi nella mattinata, Merz non aveva raggiunto la maggioranza assoluta, fermandosi a 310 voti, con 18 consensi mancanti rispetto alla forza teorica della “piccola Grosse Koalition” formata da Unione e SPD. È la prima volta dal 1949 che un cancelliere tedesco non viene eletto al primo turno, episodio che ha fatto eco sui media tedeschi, come Der Spiegel e Die Welt. Il cancelliere uscente Olaf Scholz è stato il primo a congratularsi con Merz, seguito da diversi leader europei, tra cui Ursula von der Leyen, Roberta Metsola e Antonio Costa, che hanno sottolineato l’importanza di una Germania stabile e protagonista in Europa. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso speranza in una “maggiore leadership tedesca” sul piano internazionale. La giornata ha evidenziato la fragilità degli equilibri politici interni: dopo la mancata elezione al primo turno, Merz ha lasciato l’aula in silenzio per consultazioni riservate con i suoi alleati, mentre in aula si rincorrevano ipotesi di fronde interne. L’AfD ha definito l’esito una “sconfitta morale” per Merz e ha invocato elezioni anticipate, mentre l’opposizione liberale europea ha espresso preoccupazione per un contesto politico sempre più frammentato. I mercati finanziari hanno risentito dell’incertezza, con Francoforte in flessione dell’1,2%, la peggiore performance tra le Borse europee a metà seduta. Con questa elezione, Merz diventa il decimo cancelliere tedesco del dopoguerra. La sua leadership sarà messa alla prova in un contesto complesso, tra richieste di rilancio economico, sicurezza interna e ruolo guida dell’Europa in un mondo instabile. di Redazione

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MADRID E LISBONA AL BUIO

Blackout in Spagna e Portogallo: sabotaggio elettronico? Nella giornata di oggi, un blackout su larga scala ha colpito vaste aree di Spagna e Portogallo, lasciando milioni di persone senza elettricità per diverse ore. Le cause ufficiali non sono ancora state chiarite, ma tra le ipotesi al vaglio delle autorità emerge con insistenza quella di un possibile sabotaggio elettronico. Gli esperti di sicurezza informatica sottolineano come le infrastrutture energetiche siano sempre più esposte a minacce digitali, e alcuni segnali anomali registrati prima del blackout sembrerebbero avvalorare questa pista. Le autorità dei due Paesi hanno avviato indagini congiunte per fare luce sull’accaduto e rafforzare i protocolli di difesa delle reti critiche. Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore. Di Redazione 28 Aprile 2025

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La Benedizione dell’Acqua di San Germano

Un rito antico, la Benedizione dell’Acqua di San Germano, si ripete nel Monastero di clausura di San Basilio. Monastero di clausura di San Basilio   L’Aquila – Domani, 26 aprile alle ore 18.30, nel Monastero di San Basilio, piazza San Basilio, si rinnoverà un’antica tradizione cara alla comunità monastica: la benedizione dell’acqua di San Germano. Un rito antico che conserva intatto il suo profondo significato spirituale.   Come da consuetudine, la Santa Messa in onore di San Germano, santo eremita vissuto intorno al VII secolo, sarà celebrata da Don Oreste Stincone. Al termine della funzione, si svolgerà la solenne benedizione: il celebrante traccerà un segno di croce con la reliquia del Santo sulle ampolle contenenti l’acqua del pozzo di San Germano, recitando l’antica orazione tramandata nel monastero, simile a quella utilizzata dai missionari con la reliquia di San Francesco Saverio. Le monache Benedettine Celestine osservanti la clausura, custodi di questa preziosa tradizione, accompagneranno il rito con il canto dell’Inno di San Germano, che recita:“A provar di virtù la tua vita, il Signor ti die segno nell’acqua prodigiosa che dona la vita, all’afflitto dai mali mortali.”   Un momento di fede, storia e devozione che continua a toccare i cuori e a rinnovare la speranza, anno dopo anno. A tutti alla funzione religiosa, sarà offerta la possibilità di prendere le ampolle benedette, preparate con cura dalle monache, dietro una piccola offerta. Ufficio stampa MissiOn Amici di San Basilio [email protected] 3283350917- 3403783897 Facebook: @Amici di San Basilio Instagram: @amicidisanbasilio

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Formula Grana: il brivido dell’ovvietà

Dove l’unico sorpasso è quello dei milioni tra sponsor e federazioni Una volta lo sport era sangue, sudore e gloria. Oggi è un regolamento aggiornato ogni due settimane e una noiosa maratona di PowerPoint con ruote. La Formula 1, un tempo Olimpo dei campioni, è diventata un carosello di mediocrità organizzata, dove l’unica gara vera è quella a chi fattura di più. Pensavamo di essere pronti a tutto, noi, generazione sopravvissuta a crisi economiche, pandemie e TikTok. E invece no: veder morire di vecchiaia una gara prima ancora che parta a Suzuka ci ha preso alla sprovvista. Auto già in fila come soldatini, divisi tra “quelli che contano” e “quelli che fanno numero”. Dopo 53 giri, giusto il tempo di imparare a memoria gli sponsor sulle livree, eccoci di nuovo al via… pardon, al traguardo. Nessun sorpasso, nessuna battaglia, niente che giustifichi le tre ore di diretta televisiva se non l’agonia di commentatori pagati per fingere entusiasmo. A chi dobbiamo tutto questo? Ai geniali strateghi della FIA, ovviamente, impegnati in una missione titanica: distruggere ogni residuo di imprevedibilità a suon di regolamenti talmente arzigogolati che nemmeno una riunione di condominio saprebbe partorire. In compenso, però, i costruttori possono buttare milioni di euro in aggiornamenti vietati sei mesi dopo. Chapeau. Ormai la F1 è un simulatore ferroviario: due treni, una corsa, stesso binario. L’abilità del macchinista? Inutile. Così come inutile è sperare che il talento naturale di un pilota possa ribaltare i pronostici. Fangio e Ascari, oggi, sarebbero retrocessi in Formula 3 per manifesta inutilità. E pensare che qualcuno, da qualche parte, continua a illudersi che questa sia “l’era d’oro della tecnologia applicata allo sport”. Più che altro è l’era del cash flow applicato alla pazienza degli spettatori. Ogni sorpasso, una questione di strategia al box. Ogni gara, una camminata nel deserto della noia, punteggiata da giri veloci inutili e penalità assortite per “track limits” come se si stesse giocando a campana. Ci resta ancora — finché dura — il Motomondiale, dove i piloti sono ancora eroi e non ingranaggi nel motore di una multinazionale. Dove ogni curva è un atto di fede e non un algoritmo calcolato al simulatore. Ma tranquilli: finché la Formula Grana continuerà a far girare miliardi, a loro starà bene così. E noi, da buoni sudditi del marketing, continueremo a pagare per veder correre dei trenini elettrici di lusso, applaudendo anche, magari, quando qualcuno finge di emozionarsi per un “sorpasso in pit lane”. Dopotutto, che importa? Tanto siamo già a buon punto sulla strada del rincitrullimento globale. Giuseppe Arnò

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Terremoto in Myanmar: sisma di magnitudo 7.7, si temono migliaia di vittime

Un devastante terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito il Myanmar, con epicentro nei pressi di Sagaing, vicino alla storica città di Mandalay. Dodici minuti dopo la scossa principale, un altro forte sisma di magnitudo 6.4 ha aggravato la situazione. Secondo l’USGS, il bilancio potrebbe essere catastrofico, con il rischio di migliaia di morti. La scossa principale, registrata a soli 10 km di profondità alle 14:20 ora locale (07:50 in Italia), ha provocato danni ingenti e crolli in molte aree del Paese. Il ponte Ava di Mandalay è crollato, mentre si registrano distruzione e rovine in tutta la regione. Almeno 25 persone, tra cui diversi bambini, hanno perso la vita nel crollo di una moschea. Gli effetti del sisma si sono estesi anche ai Paesi vicini. In Thailandia, a Bangkok, un grattacielo in costruzione di 30 piani è crollato, con decine di operai dispersi e almeno quattro vittime accertate. Tremori sono stati avvertiti anche in Cina, Laos e Vietnam. La giunta militare al potere ha dichiarato lo stato di emergenza in sei province e ha lanciato un appello per aiuti umanitari, un’iniziativa inusuale per un regime militare. L’India è tra i primi Paesi ad aver offerto assistenza, seguita dall’Unione Europea e dall’Italia, che ha dichiarato la disponibilità della Protezione Civile a intervenire. A Naypyidaw, capitale del Myanmar, l’ospedale principale è stato preso d’assalto da feriti, con pazienti ammassati a terra in condizioni critiche. Il capo della giunta militare, Min Aung Hlaing, ha visitato la struttura, mentre le immagini diffuse sui social mostrano devastazione e disperazione tra la popolazione colpita. Il bilancio delle vittime è in costante aggiornamento, ma le difficoltà nelle comunicazioni rendono difficile una stima precisa della tragedia. di Redazione Credito foto: ansa.it

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Heathrow, casualità o gatta ci cova?

Un guasto tecnico casuale o provocato? Questa è la domanda che a buon diritto si pone il lettore. Il tranciamento dei cavi elettrici sottomarini nel Mar del Nord; le interferenze nelle comunicazioni radio nei Paesi Baltici; l’invasione degli hacker nei sistemi operazionali di diversi Paesi del Nord Europa; e le spie di Paesi orientali, scoperte e smantellate nei punti sensibili d’Europa e degli USA, fanno venire il sospetto che la scintilla a Heathrow sia stata provocata dal solito ignoto, magari un turista “distratto”, all’occasione prezzolato. Siamo sicuri che si tratti solo di un incendio? Strano come il fato colpisca sempre i bersagli più strategici. In un’epoca in cui i conflitti non si dichiarano più con ultimatum e bandiere al vento, ma con blackout, attacchi informatici e sabotaggi mirati, bisogna stare con gli occhi aperti. Il nemico è alle porte, e non si accontenta più di giocare nell’ombra. Heathrow oggi, ma domani? Londra, Parigi, Berlino? E l’Europa, cullata per decenni nelle illusioni di un mondo sicuro, continua a dormire sonni beati. Forse è ora di svegliarsi, prima di trovarci a contare i danni di incendi ben più devastanti. L’incendio scoppiato nella centrale elettrica che alimenta tutto lo scalo di Heathrow non solo ha lasciato a terra migliaia di passeggeri, con oltre 1300 aerei bloccati o dirottati, ma è un severo colpo all’economia di Londra: ogni anno l’industria del trasporto aereo vale oltre 30 miliardi di sterline per la Gran Bretagna. Eppure, la domanda rimane: un semplice incidente o un’azione deliberata in un mondo sempre più incline alle guerre invisibili? Forse non lo sapremo mai con certezza, ma una cosa è sicura: in tempi come questi, le coincidenze sono sempre meno convincenti. Giuseppe Arnò

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