Lettera aperta ai vertici Ferrari: avete “capito” tutto, tranne come si vince

Ferrari: da “Vinceremo!” a “Bisogna capire”. E noi a rosicare. Cari signori del muretto, cari strateghi delle dichiarazioni post-gara, cari geni della gestione moderna, vi scrivo da un pianeta lontano chiamato Terra, dove la Ferrari un tempo correva per vincere e non per “capire”. Qui da noi, un quarto posto non è un risultato da incorniciare. Qui da noi, Enzo Ferrari costruiva monoposto per dominare, non per “limitare i danni”. Vi rendete conto di quello che avete combinato? Con la SF-25 siete riusciti nell’impresa storica di confermare che sì, si può partire male, peggiorare, e poi giustificare il tutto parlando di “progetto a lungo termine” e “fase di apprendimento”. Bravi! Un vero capolavoro di arrampicata sugli specchi. Nel frattempo Charles Leclerc, quello che una volta sognava mondiali in rosso, si ritrova a recitare il ruolo di eroe tragico: salta ostacoli, supera miracoli, ottiene quarti posti sudati come maratoneti all’ultimo respiro… e viene pure invitato a “essere fiducioso”. Peccato che la fiducia, come la pazienza, sia un bene esauribile. E poi c’è lui, il prescelto: Lewis Hamilton. Arrivato come il Messia a Maranello, accolto con tappeti rossi e copertine da star. Magari, per farlo sentire a casa, preparate anche un tè caldo ogni volta che scende dalla macchina, visto che di vittorie, per ora, manco l’ombra. Ma tranquilli, ci avete insegnato che l’importante è “capire”. Capire come si possano spendere milioni, rivoluzionare organigrammi, annunciare rinascite, e poi trovarsi a metà griglia, sperando che almeno la McLaren non vi sorpassi pure in pit lane. Sapete cosa vi consiglieremmo da tifosi, se potessimo? Un biglietto di sola andata per una lunga, lunghissima vacanza. E magari, già che ci siete, portate con voi anche l’ufficio stampa: così ci risparmiamo pure i comunicati imbarazzanti. La Ferrari non è nata per sopravvivere. La Ferrari è nata per vincere, dominare, ispirare. Tutto il resto sono storielle. E voi, purtroppo, siete diventati dei maestri in questo. Cordiali saluti, Un tifoso stanco (ma mai rassegnato) di Redazione

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Formula Grana: il brivido dell’ovvietà

Dove l’unico sorpasso è quello dei milioni tra sponsor e federazioni Una volta lo sport era sangue, sudore e gloria. Oggi è un regolamento aggiornato ogni due settimane e una noiosa maratona di PowerPoint con ruote. La Formula 1, un tempo Olimpo dei campioni, è diventata un carosello di mediocrità organizzata, dove l’unica gara vera è quella a chi fattura di più. Pensavamo di essere pronti a tutto, noi, generazione sopravvissuta a crisi economiche, pandemie e TikTok. E invece no: veder morire di vecchiaia una gara prima ancora che parta a Suzuka ci ha preso alla sprovvista. Auto già in fila come soldatini, divisi tra “quelli che contano” e “quelli che fanno numero”. Dopo 53 giri, giusto il tempo di imparare a memoria gli sponsor sulle livree, eccoci di nuovo al via… pardon, al traguardo. Nessun sorpasso, nessuna battaglia, niente che giustifichi le tre ore di diretta televisiva se non l’agonia di commentatori pagati per fingere entusiasmo. A chi dobbiamo tutto questo? Ai geniali strateghi della FIA, ovviamente, impegnati in una missione titanica: distruggere ogni residuo di imprevedibilità a suon di regolamenti talmente arzigogolati che nemmeno una riunione di condominio saprebbe partorire. In compenso, però, i costruttori possono buttare milioni di euro in aggiornamenti vietati sei mesi dopo. Chapeau. Ormai la F1 è un simulatore ferroviario: due treni, una corsa, stesso binario. L’abilità del macchinista? Inutile. Così come inutile è sperare che il talento naturale di un pilota possa ribaltare i pronostici. Fangio e Ascari, oggi, sarebbero retrocessi in Formula 3 per manifesta inutilità. E pensare che qualcuno, da qualche parte, continua a illudersi che questa sia “l’era d’oro della tecnologia applicata allo sport”. Più che altro è l’era del cash flow applicato alla pazienza degli spettatori. Ogni sorpasso, una questione di strategia al box. Ogni gara, una camminata nel deserto della noia, punteggiata da giri veloci inutili e penalità assortite per “track limits” come se si stesse giocando a campana. Ci resta ancora — finché dura — il Motomondiale, dove i piloti sono ancora eroi e non ingranaggi nel motore di una multinazionale. Dove ogni curva è un atto di fede e non un algoritmo calcolato al simulatore. Ma tranquilli: finché la Formula Grana continuerà a far girare miliardi, a loro starà bene così. E noi, da buoni sudditi del marketing, continueremo a pagare per veder correre dei trenini elettrici di lusso, applaudendo anche, magari, quando qualcuno finge di emozionarsi per un “sorpasso in pit lane”. Dopotutto, che importa? Tanto siamo già a buon punto sulla strada del rincitrullimento globale. Giuseppe Arnò

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ITALIA, BRONZO AI MONDIALI DI QAZAQ KURESI IN INDIA

È Eleonora Ghetti l’atleta azzurra della Federazione Italiana Lotte Tradizionali che il 27 febbraio ha conquistato la medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali di Qazaq Kuresi 2025, nella categoria +77kg. Atleta della “Asd Judo Mestre 2001”, 28 anni, ha ottenuto un risultato importante in una competizione di alto livello tecnico–agonistico.  Diretti da due Tecnici giovani e competenti, Mattia Galbiati e Chiara Meucci, oltre ad Eleonora Ghetti hanno gareggiato Francesco Pio Aidone, Walter Baccinelli, Gaia Daranuta, Sandro Lorito, Matteo Slongo, Eugenio Sturniolo, dimostrando grandi capacità tecniche e determinazione. La competizione è stata organizzata dalla Qazaq Kuresi Association, la United World Wrestling (UWW) e la Federazione Qazaq Kuresi del paese ospitante. La Federazione Italiana Lotte Tradizionali è affiliata all’ente di promozione sportiva A.S.I. ed è tra le più medagliate in Europa in questo sport. Lotta tradizionale e sport nazionale del Kazakistan, per le sue antiche origini e rilevanza culturale, il Qazaq Kuresi nel 2016 è stato iscritto dall’UNESCO nella Lista rappresentativa dei Beni Culturali Immateriali dell’Umanità. Avv. Vittorio Giorgi Presidente Federazione Italiana Lotte Tradizionali 

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Sci alpino, Italia protagonista: De Aliprandini e Brignone sul podio in Coppa del Mondo

L’Italia dello sci alpino brilla in Coppa del Mondo con due splendidi terzi posti. Luca De Aliprandini conquista il podio nel gigante di Adelboden grazie a una straordinaria rimonta: partito 12° dopo la prima manche, realizza il miglior tempo nella seconda e chiude terzo, dietro ai padroni di casa Marco Odermatt e Loic Meillard. Per De Aliprandini è il secondo podio in carriera in Coppa del Mondo. Nel SuperG di St. Anton, Federica Brignone conferma il suo straordinario momento di forma con un altro terzo posto, salendo così al comando della classifica generale. La gara è stata vinta a sorpresa dall’americana Lauren Macuga, seguita dall’austriaca Stephanie Venier. Brignone, soddisfatta della sua prestazione, guarda già alle prossime sfide senza pressioni sulla classifica. Redazione

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Sofia Goggia regina del SuperG: vittoria storica a Beaver Creek, 25° trionfo in Coppa del Mondo

Immensa Sofia Goggia: vittoria nel SuperG di Beaver Creek, 25° trionfo in Coppa del Mondo A 313 giorni dall’infortunio che l’aveva costretta a uno stop di 10 mesi, Sofia Goggia torna sul gradino più alto del podio. La campionessa bergamasca ha conquistato il SuperG di Beaver Creek, in Colorado, chiudendo con il tempo di 1’03”90 e precedendo la svizzera Lara Gut-Behrami (+0.48) e l’austriaca Ariane Raedler (+0.55). Una gara magistrale quella di Goggia, che ha saputo combinare audacia e controllo, sfidando le linee più rischiose e dimostrando una superiorità tecnica evidente su ogni tratto del tracciato. Dopo una partenza più prudente, l’azzurra ha preso velocità porta dopo porta, accumulando vantaggio fino al salto finale, dove è riuscita a mantenere il controllo nonostante un piccolo sbilanciamento. Brignone quinta, Bassino e Curtoni in top 10 Federica Brignone, partita con determinazione e leader nei primi intermedi, ha perso terreno nella parte finale, chiudendo quinta a 0.64 secondi dalla connazionale. Marta Bassino e Elena Curtoni hanno completato una solida prestazione di squadra, piazzandosi rispettivamente sesta e nona. Un traguardo storico Con questa vittoria, la 25esima in carriera (18 in discesa e 7 in SuperG), Sofia Goggia supera Gustav Thöni nella classifica degli atleti italiani più vincenti in Coppa del Mondo, posizionandosi al terzo posto, dietro Federica Brignone (28 vittorie) e Alberto Tomba (50). Dal primo podio nel gigante di Killington nel 2016, Goggia ha accumulato 56 piazzamenti tra i primi tre. Dopo le difficoltà e le preoccupazioni per l’infortunio al piede dello scorso febbraio, la sciatrice di Astino dimostra ancora una volta di essere una campionessa inarrestabile. Oggi, a Beaver Creek, Sofia Goggia ha riscritto la sua storia, celebrando non solo una vittoria, ma un ritorno alla grandezza. Foto credito: https://www.ilgiornale.it/news/altri-sport/immensa-sofia-goggia-trionfa-nel-superg-beaver-creek-2412217.html

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Quando a parlare sono i risultati

Battocletti e i campioni che fanno parlare i risultati: quando lo sport è poesia Nadia Battocletti ha messo il suo sigillo su un’impresa straordinaria, portando a casa il titolo europeo nella corsa campestre, o “cross” per i più moderni. Con questa vittoria, la trentina di 47 chili conferma di essere una gigante, non solo per i suoi successi ma per il modo in cui interpreta lo sport: senza clamori, lasciando che siano le sue gambe e il suo cuore a raccontare la storia. Dopo due ori continentali nei 5.000 e 10.000 metri e un argento olimpico, questa nuova medaglia rappresenta l’ennesimo capitolo di una carriera scritta con sudore e grazia. Nadia Battocletti – foto credit: https://www.ilgiornale.it/news/altri-sport/battocletti-gigante-racchiusa-47-chili-2409323.html E pensare che nello sport, ormai, tutto sembra gridato. È un’arena di urla, polemiche e tifosi che litigano per il gusto di farlo, dimenticando spesso il motivo per cui sono lì. Ma poi, di tanto in tanto, arriva qualcuno come Battocletti, che corre leggera e silenziosa, ricordandoci che lo sport può essere poesia, una lezione di stile e di vita. Non è l’unica: il mondo sportivo è costellato di campioni che preferiscono far parlare i fatti. Pensiamo a Marcell Jacobs, che ha scritto il suo nome nella storia dell’atletica mondiale con un oro olimpico nei 100 metri, o a Federica Pellegrini, che ha rivoluzionato il nuoto senza mai perdere la sua eleganza fuori dall’acqua. E ancora Gianmarco Tamberi, che trasforma ogni salto in una celebrazione dell’amore per la disciplina. Lo sport, quando si toglie di dosso il frastuono, sa regalare momenti magici. Come le imprese di Marco Belinelli, silenzioso ma letale, o di Sofia Goggia, che ogni discesa la vive come un capolavoro su sci. Campioni che non hanno bisogno di alzare la voce, perché il loro linguaggio è universale: quello del talento, della dedizione e della passione. Nadia Battocletti, con il suo incedere leggero e i risultati pesanti, ci ricorda che lo sport è ancora in grado di emozionare. Non serve urlare per farsi sentire: a volte basta correre. Redazione

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Esporte e Inclusão

                                     Esporte e Inclusão: Aula Inaugural em Vila Mimosa Marca Novo Capítulo de Esperança No último sábado, a Associação de Moradores de Vila Mimosa foi palco da tão aguardada aula inaugural dos cursos de Karatê, Kickboxing e Defesa Pessoal. Liderado pelo Mestre Alfredo Apicella, o evento contou com o apoio das professoras Lea Vieira (3º Dan de Judô) e Shirley Sizenando (5º Dan de Karatê pela FKF). Cerca de 15 crianças participaram com entusiasmo, estabelecendo um marco promissor para o início dessa iniciativa. Essa ação é fruto de uma parceria com a UISP Modena, da Itália, organização dedicada à promoção do esporte como ferramenta de inclusão social desde 1948. A iniciativa carrega um significado especial para Vila Mimosa, uma área historicamente marcada pela exclusão social e pela falta de oportunidades para jovens. Desde 2014, a UISP tem trabalhado na região para transformar o esporte em um agente de mudança, mesmo enfrentando desafios como a pausa forçada pela pandemia. Mais do que Esporte: Um Caminho para o Futuro Durante a aula inaugural, os jovens não só aprenderam os fundamentos técnicos das artes marciais, mas também valores essenciais como disciplina, respeito e autocontrole. Para uma comunidade vulnerável como Vila Mimosa, essas atividades vão além da prática esportiva: oferecem um espaço seguro, promovem a autoconfiança e criam vínculos positivos. O Mestre Apicella destacou o papel transformador do esporte em contextos de risco, ressaltando que modalidades como Karatê, Kickboxing e Defesa Pessoal não apenas fortalecem o corpo e a mente, mas também ajudam a prevenir a violência e a construir um senso de coletividade. “Isso é apenas o começo”, declarou. “Esperamos que este projeto não seja apenas um pontapé inicial, mas um verdadeiro gol contra a marginalização.” Projeto Indo Juntos: Uma Parceria que inspira O projeto faz parte de um programa mais amplo iniciado em 2014 pela UISP Modena, com o apoio de nomes como Paolo Belluzzi, Alessandro Trebbi, Melania Di Nardo e a assistente social Cleide Almeida. Seu objetivo principal é democratizar o acesso ao esporte e ao lazer, combinando práticas esportivas e educativas para crianças e jovens em situação de risco. Modalidades como Karatê e Kickboxing são utilizadas para estimular o trabalho em equipe, o respeito mútuo e hábitos saudáveis. A UISP, fundada em 1948, promove o esporte como um direito universal, com foco na inclusão social, sustentabilidade e saúde. Desde 2014, suas iniciativas no Brasil têm reafirmado o esporte como um poderoso agente de transformação social. Uma Nova Esperança para Vila Mimosa O sucesso do primeiro dia é um sinal encorajador para o futuro deste projeto, que busca expandir suas atividades para envolver diferentes faixas etárias e famílias. Com o apoio da UISP Modena e o envolvimento ativo da comunidade, os cursos oferecem não apenas oportunidades concretas para as crianças, mas também uma mensagem de renovação e resiliência. O próximo desafio? Continuar crescendo, acolher mais jovens e provar que, com o suporte certo, nenhuma barreira é intransponível. Para Vila Mimosa, esse projeto representa muito mais do que esporte: é um passo significativo rumo à inclusão e à esperança. Alfredo Apicella Fotos do evento  

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Cavallino ancora in corsa…

Ferrari riaccende il Mondiale Costruttori: tutto si decide ad Abu Dhabi! Il GP del Qatar è stato un concentrato di adrenalina, colpi di scena e sorpassi mozzafiato, ma è sul podio di Lusail che si è scritta una pagina decisiva della stagione 2024. Max Verstappen, al volante di una Red Bull inarrestabile, ha conquistato la sua 63ª vittoria in carriera, ma è la Ferrari che tiene banco con una rimonta entusiasmante nel Mondiale Costruttori. Charles Leclerc ha strappato un brillante secondo posto davanti all’australiano Oscar Piastri, regalando ai tifosi del Cavallino Rampante una speranza concreta: ora la Ferrari è a soli 21 punti dalla McLaren, e la battaglia per il titolo si deciderà nell’ultima gara ad Abu Dhabi. E non sono mancati i momenti di alta tensione! La penalizzazione di Lando Norris – retrocesso al decimo posto per non aver rispettato le bandiere gialle – ha giocato un ruolo chiave, mentre le Safety Car e i pit-stop strategici hanno rimescolato le carte più volte. Leclerc, impeccabile nella gestione della gara, ha difeso con grinta la sua posizione da un agguerrito Piastri. Carlos Sainz, sfortunato protagonista di una foratura, non ha mollato e ha portato a casa punti preziosi. Ma è chiaro: a Maranello si respira aria di grande ottimismo. La lotta per il titolo costruttori non è mai stata così viva e appassionante. L’appuntamento è ad Abu Dhabi, dove i 44 punti in palio potrebbero riscrivere la storia. Una cosa è certa: la Ferrari è pronta a regalare spettacolo fino all’ultimo metro di pista! Forza Cavallino, la rincorsa è più viva che mai! Redazione

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Ora Arianna pattina pure su pista lunga

Lucia Galli 22 Novembre 2024 – 05:00 Ora Arianna pattina pure su pista lunga Arianna Fontana   Fonte: https://www.ilgiornale.it/news/sport/stagione-fontana-alza-lasticella-2401438.html   Per chi abbia già vinto tutto, c’è solo una strada. Anzi due: ha scelto così Arianna Fontana, l’azzurra più vincente di sempre con 11 medaglie olimpiche, 14 mondiali, 21 vittorie e 56 podi in Coppa. Pattini d’oro e carattere tagliente come lama, a 34 anni ha ancora voglia di ghiaccio non più solo nello short track, ma anche nello speed skating.   Dopo la pista corta da 111 metri, ecco quella lunga, con l’ovale da 400: nel mirino della finanziera valtellinese Milano-Cortina 2026, la sua sesta Olimpiade. Fontana debutterà in Coppa del Mondo nello speed skating, dopo aver segnato tempi incoraggianti in vari invitational internazionali. Da oggi a metà dicembre, fra Nagano e Pechino, Ari affronterà due weekend di speed e uno di short. Si cimenterà con Francesca Lollobrigida, classe 1991, due medaglie a Pechino 2022, sul rink più storico.   Sì, perché la pista lunga è disciplina olimpica dal 1924; quella corta solo da Albertville 1992. Atleti dalla doppia carriera non mancano. Nell’alpino c’è Ester Ledecka, discesista e snowboarder con doppio storico oro nel 2018 in Corea del Sud. Nessuna, però, ha quel filo di Arianna, che la lega indifferentemente alla favola e alla tempesta. Non c’è stata sua Olimpiade senza suspence: a Torino 2006 bronzo in staffetta a meno di 16 anni; a Vancouver 2010 la prima medaglia individuale dell’Italia nello short track; a Sochi 2014 tre podi, il primo break e le nozze con il suo Lobello, Anthony, collega poi allenatore. Portabandiera a Pyeongchang 2018, ecco il primo oro, un altro break e i rumors sull’ipotesi che Ari diventasse americana.   Chi mangia i bambini Chi mangia i bambini Del 2019 sono gli eventi che sfociano nel processo sportivo contro due compagni che l’avrebbero ostacolata in allenamento.   Vicenda chiusa con l’assoluzione per i colleghi, inizialmente deferiti. Ari, intanto, dopo altre tre medaglie a Pechino 2022, sembrava ad un passo dall’addio. Ma ora l’appetito è tornato ed è tutto tricolore e su pista anche lunga.

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Mattarella: ‘Sport italiano eccellente’

Parigi 2024, Mattarella: ‘Sport italiano eccellente’ Le atlete e gli atleti olimpici e paralimpici ricevuti dal capo dello Stato per la cerimonia di riconsegna della bandiera ROMA, 23 settembre 2024, 19:30 Redazione ANSA Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale i medagliati Olimpici e Paralimpici dei Giochi di Parigi 2024 e quest’anno, per la prima volta, anche le atlete e gli atleti italiani che si sono classificati al quarto posto. La cerimonia si è aperta con l’esecuzione dell’Inno nazionale e la proiezione di un video dal titolo “Parigi 2024” realizzato da Rai Sport. Sono intervenuti il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Giovanni Malagò e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli. VideoParigi 2024, Bagno di folla per Tamberi: ‘Los Angeles? Mi riposo e poi decidero”   Successivamente gli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Errigo e Gianmarco Tamberi, e l’Alfiere della squadra paralimpica, Ambra Sabatini, hanno restituito al Capo dello Stato le Bandiere nazionali con le firme degli atleti vincitori di medaglia olimpica e paralimpica. Il presidente Mattarella ha rivolto un saluto ai presenti ed ha quindi consegnato agli atleti una medaglia ricordo. All’incontro hanno partecipato i dirigenti del CIO, del CONI e del CIP, i Commissari tecnici delle discipline vincitrici di medaglie, e i vertici delle Forze Armate e dei Corpi dello Stato in rappresentanza dei rispettivi Gruppi sportivi. “Risalta l’eccellente stato di salute dello sport italiano, chiara dimostrazione della qualità delle nostre squadre”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato di un “evento sportivo in buona salute e in crescita costante, da sostenere in ogni modo”. L’Italia ha “fatto ancor meglio di Tokyo” ed “era difficile”, ha aggiunto. Questo incontro al Quirinale “desidera prolungare la festa dello sport che è iniziata con la consegna delle bandiere e si è sviluppata nei giochi” di Parigi, “ne vorrebbe riprendere lo spirito, quello spirito coinvolgente e emozionante che avete tutte e tutti così bene interpretato e fatto vivere”, ha premesso Mattarella. “Colpisce che l’Italia abbia raccolto ogni giorno medaglie, cosa inimmaginabile” per le “esperienze” passate. “E il fatto di essere l’unico paese ad avere questa caratteristica – ha aggiunto Mattarella rivolto al presidente del Coni Giovanni Malagò – è davvero motivo di soddisfazione”. VideoParigi 2024, Malago’ al Quirinale: ‘Presidente Mattarella, lei e’ la nostra prima medaglia d’oro’   “Le conferme” della buona salute dello sport italiano “continuano, come quella fornita ieri da Filippo Ganna e Edoardo Affini nei mondiali di ciclismo”, ha spiegato il capo dello Stato. “Vorrei dire a Gianmarco Tamberi e a Ambra Sabatini che loro le medaglie le hanno conquistate con la loro generosa partecipazione e l’affetto di tutti“, ha detto ancora il presidente della Repubblica. Il presidente della Repubblica ha donato una medaglia agli azzurri e alle azzurre andati sul podio, e che hanno ottenuto il quarto posto nelle rispettive prove, alle olimpiadi e paralimpiadi di Parigi. Il capo dello Stato ha stretto la mano e si è complimentato con tutti gli azzurri applaudendoli uno per uno e ha scambiato qualche parola in più con alcuni di loro, come Assunta Legnante, Rigivan Ganeshamoorthy e Gregorio Paltrinieri. VideoParigi 2024, la nazionale di pallavolo al Quirinale: pallone e maglia a Mattarella   Mattarella ha sottolineato “la presenza, accanto a chi ha raggiunto l’emozione di una medaglia, di coloro che hanno conquistato il quarto posto. Non solo perché rappresentano tutte le atlete e gli atleti che, pur senza salir sul podio, hanno partecipato. Questo è lo spirito olimpico”. Ma “anche raffigurare la grande solidità con cui il nostro movimento sportivo si è presentato a Parigi. Le medaglie non sono dovute a singoli campioni isolati”, ha detto. “Presidente Mattarella, lei è stato la nostra prima medaglia d’oro ai Giochi di Parigi”, ha ringraziato così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il capo dello Stato per la sua presenza alle Olimpiadi. “Lei – ha proseguito Malagò – è sempre stato vicino, ma questa volta è stato presente: è venuto al Villaggio, ha seguito le gare, questo ha spinto i nostri atleti. E durante la cerimonia ha sfidato le condizioni meteo per vedere sfilare il tricolore”, ha concluso Malagò rievocando il Mattarella sotto la pioggia e facendo sorridere il Capo dello Stato. Pancalli a Mattarella: ‘Grazie di essere stato con noi’ “I risultati non si ottengono per caso ed il successo di Parigi è stato straordinario, abbiamo superato anche la Francia“. Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico, così ha esordito durante la cerimonia al Quirinale. “La sua presenza alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici è stata per noi estremamente importante – ha proseguito rivolgendosi al presidente della Repubblica Mattarella – perché vivere con loro, a mensa, è stato un ulteriore segno di riconoscimento e di rispetto. In partenza avevamo tanti sogni e ambizioni, quella di Parigi è stata una edizione rivoluzionaria e noi potremo dire ‘c’eravamo’ e ricordare che il presidente Mattarella era lì con noi”. In precedenza Pancalli aveva rivolto un particolare ringraziamento a Rai2, che “con la rete paralimpica ci ha permesso di entrare nelle case degli italiani, che si sono incuriositi, appassionati, innamorati. Secondo i dati la fascia di età più interessata è stata quella sotto i 35 anni”. A Mattarella il pallone delle azzurre del volley e il disco di Rigivan Il pallone della finale olimpica di pallavolo femminile, autografato da tutte le atlete vincitrici a Parigi del primo storico oro, è stato donato al presidente Mattarella, grande appassionati della disciplina, nel corso della cerimonia al Quirinale. Al Capo dello Stato è stato donato anche il disco usato nella finale paralimpica dall’azzurro Rigivan Ganeshamoorthy, divenuto famoso per il suo risultato accompagnato da tre record mondiali in una sola gara. Riproduzione riservata © Copyright ANSA https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/09/23/parigi-2024-mattarella-sport-italiano-eccellente_709c299c-e314-440e-bcd4-a518d76d7b0c.html

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