Una portaerei nucleare per l’Italia? Meglio una Ferrari dei mari che una Panda galleggiante

L’Italia del terzo millennio non può permettersi di viaggiare nei mari del mondo con la retromarcia inserita. Tra nuove tecnologie, deterrenza globale e interessi industriali, è tempo di smettere di fare i mozzi e iniziare a ragionare da ammiragli. Diciamolo subito: pensare oggi a una portaerei nucleare per l’Italia non è più fantascienza. È geopolitica, strategia, tecnologia… e un pizzico di orgoglio nazionale. Certo, ci sarà chi storcerà il naso, evocando scenari da guerra fredda o ipotetici disastri ambientali in stile film catastrofico del sabato sera. Ma la realtà è un’altra: il mondo è cambiato, e se non vogliamo rimanere l’ultima carrozza del treno, ci serve un bel motore nucleare. Altro che interrail militare. Non più “cannoniere”, ma cervelli galleggianti Oggi la guerra — o meglio, la deterrenza — si gioca su altri tavoli: droni che spiano anche la barba del nemico, laser che abbattono missili a costo quasi zero, intelligenze artificiali che decidono in pochi secondi ciò che un comando un tempo valutava in ore. In questo contesto, avere una Marina fondata su fregate e pattugliatori a gasolio è come combattere con la spada in un’era di satelliti. Non serve ingrossare le fila, serve raffinarle. Non servono decine di navi, ma una nave madre, ipertecnologica, autonoma, in grado di stare in mare mesi — se non anni — senza dover bussare alla porta del benzinaio. La Ferrari dei mari (con carrozzeria Pininfarina, ça va sans dire) Immaginate una portaerei italiana dal design mozzafiato, elegante come il Vespucci, ma potente come un reattore da 300 megawatt. Pura bellezza futuristica, simbolo del genio industriale tricolore, pronta a salpare nei mari del mondo per missioni di pace, deterrenza e — perché no — di business. Perché, come spesso dimentichiamo, la difesa non è solo un costo, ma anche un investimento. La nostra cantieristica (Fincantieri docet), con Leonardo e compagnia bella, ha già dimostrato di poter vendere navi in tutto il mondo. Ora immaginiamo cosa potrebbe fare con un gioiello nucleare sotto il braccio. Commesse miliardarie, export tecnologico, posti di lavoro. Altro che bonus monopattino. Ma non ci penserà la NATO? Sì, come no. L’illusione che l’ombrello atlantico basti a coprirci da tutto è dura a morire. Ma non siamo più negli anni ’90: oggi ogni nazione deve contare su sé stessa, specialmente nel “Mediterraneo allargato”, che oggi arriva fino all’Oceano Indiano e magari domani anche in Polinesia. L’Italia, se vuole essere ascoltata nei consessi internazionali, deve mostrare di saper navigare — e non solo metaforicamente. Una portaerei nucleare non è un capriccio, è un segnale: noi ci siamo, e non solo per servire il caffè ai grandi della Terra. Obiezioni? Molte, ma non tutte fondate C’è chi dice che nel Mediterraneo non serva una portaerei nucleare. Ma questa visione da “vasca da bagno” ignora che oggi le minacce e gli interessi italiani si trovano ben oltre le colonne d’Ercole: pensiamo all’Africa, all’Indo-Pacifico, al Mar Rosso. E poi c’è il solito coro: “ma è pericolosa!”, “e se esplode?”. Certo, tutto può essere pericoloso se gestito male — anche un tostapane. Ma siamo seri: i nostri alleati da decenni ormeggiano silenziosamente nei nostri porti con le loro navi atomiche, mentre noi ci scandalizziamo ancora se si parla di reattori modulari. L’alternativa? Continuare a fare i valvassini nei teatri globali. Una questione di dignità (oltre che di strategia) Il mondo non aspetta. Se vogliamo evitare di restare la ruota di scorta dell’Occidente, dobbiamo dotarci di strumenti adeguati. E tra questi, una portaerei nucleare di bandiera è una scelta che unisce potenza, autonomia, deterrenza e tecnologia. Il tutto con quel tocco di design e ingegneria che solo l’Italia sa dare. Un Vespucci del XXI secolo, capace non solo di difendere, ma di rappresentare. Un ambasciatore del made in Italy in versione corazzata, un laboratorio tecnologico galleggiante, un investimento per l’intera filiera industriale. In conclusione: meno nostalgia, più lungimiranza Basta con la retorica del “piccolo è bello”, delle missioni umanitarie senza muscoli e dei porti “denuclearizzati” dove però attraccano sottomarini americani in incognito. L’Italia ha bisogno di visione, di coraggio, di investire nel futuro con la stessa passione con cui ha costruito supercar, satelliti e moda di lusso. Una portaerei nucleare non è solo una scelta militare: è una dichiarazione d’intenti. Un segnale che l’Italia sa ancora alzare la testa. E salpare. Giuseppe Arnò Credito foto: AI

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Sold out e standing ovation per “La Suite dei Templi per Osaka Expo 2025”

  “OSAKA TEMPLE SUITE 2025”   Continui applausi per i Solisti e l’Orchestra Sinfonica e Jazz del Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera presenti ad Expo Osaka 25   Successo anche per le due performances degli studenti e docenti all’Auditorium del Padiglione Italia   SOLD OUT E STANDING OVATION per la prima esecuzione mondiale de ” LA SUITE DEI TEMPLI PER EXPO OSAKA 2025″ messa in scena il 13 Giugno al Teatro Festival Station di Expo dall’Orchestra Sinfonica e Jazz del Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera – Agrigento diretta dal M° Gaetano Randazzo. Il progetto ideato dalla Direttrice Prof.ssa Mariangela Longo, in qualità di referente artistico/ scientifico, con l’intento di mettere a confronto le culture millenarie dei due paesi Italia e Giappone in attuazione dei principi prioritari di Expo 2025 ( Empowering lives, Connetting livrs and Saving lives), è risultato vincitore di una  selezione nazionale indetta nel 2024 dalla Direzione Generale della Internazionalizzazione e Comunicazione del Ministero della Università e della Ricerca per rappresentare l’eccellenza accademica italiana AFAM all’esposizione mondiale di Osaka. Con continui applausi ed apprezzamenti il pubblico giapponese ha tributato una calorosissima accoglienza a questa opera originale, così attesa e prodotta dal Conservatorio Toscanini, impreziosita da immagini del grande patrimonio culturale di Italia e Giappone a cui essa è dedicata: Valle dei Templi di Agrigento e Shimogamo Shrine, entrambi siti UNESCO. Con la Suite dei Templi si è conclusa, dunque, con grandissimo successo la tournée che ha visto protagonisti gli studenti e i docenti di tutti i dipartimenti classici e dei nuovi linguaggi musicali che si sono esibiti l’11 e il 12 giugno, con sold out, anche al Teatro del Padiglione Italia nella settimana dedicata alla Regione Siciliana. Presenti al concerto importanti autorità tra cui la Ministra Commissario aggiunto per Expo Elena Sgarbi, l’Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia Giusy Savarino e il Direttore del Padiglione Italia Andrea Marin che sono intervenuti con grandi apprezzamenti pubblici per i musicisti e per la qualità artistica e innovativa del progetto. L’Opera è stata realizzata da studenti e docenti del Conservatorio, insieme ad alcuni Musicisti giapponesi, in qualità di esecutori e compositori tra cui: Alberto Maniaci, Simone Piraino, Giacomo Tantillo, Rita Ninfa Collura, Sergio Cali, Ernesto Marciante, Histaka Nishimori. Tra i Solisti; i Maestri Giacomo Tantillo (tromba), Sergio Calì (vibrafono) e Mitsumura (Taiko- percussioni giapponesi) e tutti i musicisti dell’Orchestra. Tutto ciò è stato possibile grazie al finanziamento del Mur e del progetto Music4D i cui fondi sono stati messi a frutto per  cofinanziare questa importante attività internazionale e di innovazione tecnologica, arricchita da riprese in 3D. Ringraziamo il Ministero della Università e della Ricerca, il Commissariato per Expo del Ministero degli Esteri,  il Direttore e lo staff del Padiglione Italia, il Presidente Giuseppe Tortorici e tutti gli organi statutari, la Direttrice Mariangela Longo, il  Vice Direttore e Direttore di produzione  Simone Piraino, i  tecnici Carlo Gargano ( fonica) Gap Movie ( regia, riprese ed editing) e naturalmente tutti i Musicisti, i collaboratori, l’ ufficio stampa e tutto il prezioso staff del Conservatorio. La Suite dei Templi è una nuova Opera Sinfonica, Contemporanea e Jazz, composta, prodotta ed edita dal Conservatorio Statale di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera (Agrigento) che, sotto l’egida del Ministero della Università e della Ricerca, si è distinto negli ultimi anni per la prolifica attività istituzionale. Il Conservatorio è stato recentemente insignito del prestigioso riconoscimento di Eccellenza Italiana 2024, patrocinato dal Consiglio dei Ministri e da 11 Ministeri italiani, ed inserito nella pregiata Opera editoriale dedicata alle 100 Storie di Eccellenza che si sono distinte per aver contribuito a migliorare il futuro del nostro Paese e che portano lustro all’Italia nel mondo. L’Opera è stata selezionata dal Ministero Italiano della Università e della Ricerca tra tutte le Isituzioni AFAM italiane per rappresentare ad Expo Osaka 2025 l’eccellenza Accademica dell’Alta Formazione Artistico Musicale Italiana. Lo speciale evento, in scena al Teatro Festival Station di Expo OSAKA il 13 giugno 2025 nella settimana dedicata alla Regione Siciliana, è promosso e finanziato dalla Direzione Generale della Internazionalizzazione e della comunicazione MUR, con il prezioso supporto dei fondi di Next Generation UE PNRR Azione M4C1 “MUSIC4D”, con la supervisione del Commissariato per EXPO Osaka 2025 del Ministero degli Esteri, che ringraziamo. Questa attività di rilevo internazionale sarà realizzata da una corposa delegazione del Conservatorio costituita da circa 50 elementi, di cui 40 orchestrali e 10 componenti dello staff, tecnici delle riprese, addetti stampa e alle comunicazioni, che seguiranno la produzione e le performance dei musicisti che si terranno anche all’anfiteatro del Padiglione Italia. Un “viaggio musicale” alla scoperta dei magnifici Templi dei Parchi Archeologici siciliani, trasposti in Musica da docenti e studenti, che, in veste di compositori ed esecutori, sono i protagonisti di un’Opera davvero unica nel suo genere. Caratterizzata da una commistione di linguaggi musicali, l’Opera evoca la gloriosa storia dei Miti Greci all’insegna della modernità e dell’innovazione musicale diventando un esempio pregevole di promozione del grande patrimonio artistico culturale italiano e dei giovani talenti.     Con una speciale dedica a OSAKA 2025 l’Opera si è arricchita, per l’occasione, di una nuova composizione del M° Hisataka Nishimori, dedicata ad uno dei più famosi Santuari di Kyoto, il sito UNESCO Shimogamo Shrine, che verrà “interpretato” in Musica a fianco ad un altro patrimonio mondiale dell’Umanità, la Valle dei Templi di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. Alla compagine orchestrale multitasking, costituita da 40 elementi e in cui convivono tipologie diverse di strumenti e di linguaggi (classici, jazz e popular), si uniranno anche pregevoli esecutori giapponesi di strumenti moderni e della tradizione giapponese, sotto la Direzione del M° Gaetano Randazzo di cui verrà eseguita, a conclusione del concerto, “Chasing the Pink Panther”, una novità in prima assoluta in omaggio al grande Henry Mancini. Ciò consentirà di mettere a confronto le rispettive storie millenarie e tradizioni culturali e musicali dei due paesi (ITALIA e GIAPPONE) con uno sguardo al futuro, attraverso i differenti linguaggi compositivi, gli stili esecutivi e le riprese immersive dell’opera e dei luoghi a cui essa è

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Premio nazionale Pratola, tutto pronto per la 16ª edizione

    SABATO 14 GIUGNO DALLE 17.00, L’ABBAZIA DI SANTO SPIRITO AL MORRONE TEATRO DELLA MANIFESTAZIONE Tra gli insigniti De Giovanni, Ruffino, Lo Cicero, Telese, Antinelli, Varani, D’Alessandro Tutto pronto per il Premio Nazionale Pratola 2025 che per il sua XVI Edizione sarà ospitato nella splendida e suggestiva Abbazia di Santo Spirito al Morrone in località Badia Bagnaturo di Sulmona, sabato 14 Giugno alle ore 17.00. Una kermesse culturale, negli anni diventata uno degli eventi più seguiti e apprezzati in ambito regionale e nazionale. Organizzata dall’Associazione Culturale “Futile Utile“, diretta con passione e competenza dai giornalisti ENNIO e PIERPAOLO BELLUCCI, la XVI edizione del Premio sarà dedicata alla memoria dell’Artista aquilano MARCELLO MARIANI,un autentico maestro, una delle figure più rappresentative del movimento pittorico informale europeo. La pace, la letteratura, l’arte, la solidarietà, il giornalismo, il cinema, la televisione, lo sport, la poesia, la ricerca scientifica, al centro del Premio Nazionale Pratola 2025 che vedrà assegnare i riconoscimenti a importanti personalità del panorama italiano e regionale, punto di riferimento nel proprio ambito lavorativo.  Per l’occasione l’evento avrà una madrina d’eccezione, la bravissima inviata del Tg1 Rai, STEFANIA BATTISTINI, puntuale ed obiettiva reporter dai maggiori teatri di guerra del mondo. Testimonial dell’appuntameto il prof. HAFEZ HAIDAR, eminente figura di poeta-scrittore, più volte candidato al Premio Nobel per la Pace e per la Letteratura. Ad Haidar sarà affidato un commovente messaggio di pace, in un momento così delicato a livello mondiale. Nel corso della Cerimonia di premiazione spazio dedicato anche alla poesia, con uno dei più conosciuti attori di teatro, cinema e televisione, EDOARDO SIRAVO, tra le “voci” italiane più coinvolgenti ed apprezzate. A colorare la manifestazione di biancazzurro una sorpresa dedicata al Pescara Calcio 1936, tornato nella Serie cadetta, grazie alla recentissima vittoria nei play off di C. I “Premi Speciali” andranno a: MAURIZIO DE GIOVANNI (Letteratura e Cultura); ANDREA LO CICERO (Sport e Spettacolo); LUCA TELESE (Giornalismo e Tv); AURORA RUFFINO (Letteratura e Cinema); ALESSANDRO ANTINELLI (Giornalismo Sportivo); ANTONIO DEL GIUDICE (Giornalismo e Cultura); GIOVANNI D’ALESSANDRO (Letteratura e Cultura); DANIELA D’ALIMONTE (Cultura e Poesia); ASJA VARANI(Sport); CHARLES L.CASTIGLIONE (Medicina e Ricerca Scientifica; RICCARDO LETTERIO(Economia e Lavoro); LUCA ZAVARELLA (Economia e Lavoro); MARCELLO D’ANDREA (Medicina e Ricerca Scientifica); SANTE VENTRESCA (Solidarietà e impegno civile). Prestigioso e rappresentativo di varie realtà internazionali, nazionali e regionali “il parterre” dei premiati nelle diverse sezioni in cui si articola il Premio. A fare da splendida e suggestiva quinta L’ABBAZIA DI SANTO SPIRITO AL MORRONE : luogo celestiniano per eccellenza, con la sua struggente, incomparabile bellezza e spiritualità, testimonianza di un’arte altissima e di fede profonda. In buona sostanza, una manifestazione tutta da seguire, anche in diretta TV per Abruzzo e Molise, in esclusiva sul Canale 10 di Rete 8 e in diretta mondiale streaming, su www.rete8.it e su www.apktv.it , grazie alle riprese della squadra di Massimo Scafati, con la brillante presentazione del giornalista di Rete 8, ENRICO GIANCARLI. A caratterizzare la manifestazione anche gli interventi e le sottolineature musicali del soprano dalla voce inconfondibile CHIARA TARQUINI, dal bravo chitarrista, il maestro EUGENIO CARONNA e dagli estrosi e creativi Massimo Domenicano, al pianoforte e Gianni Ferreri, alla tromba. E veniamo al nutrito elenco delle personalità che riceveranno l’ambito riconoscimento, partendo da MAURIZIO DE GIOVANNI, scrittore affermato, sceneggiatore, drammaturgo e autore televisivo. Suoi i romanzi “il Commissario Ricciardi”, “ bastardi di Pizzofalcone”, “Mina Settembre”, da cui sono state tratte serie televisive di successo interpretate da Lino Guanciale, Alessandro Gassman, Serena Rossi. L’ultima sua pubblicazione da poco in libreria è “L’antico amore”. ANDREA LO CICERO VAINA detto “Barone” per via delle ascendenze nobiliari della sua famiglia. Già rugbista, pilone sinistro con 103 presenze nella nazionale italiana e ben 4  partecipazioni alla Coppa del Mondo. Attualmente chef molto apprezzato, conduttore tv Gambero rosso e ambasciatore UNICEF; ALESSANDRO ANTINELLI, giornalista e telecronista sportivo tra i più conosciuti ed apprezzati, caporedattore centrale di RAI-SPORT. LUCA TELESE noto, affermato Giornalista, direttore del quotidiano dell’Abruzzo “IL CENTRO”. Saggista, autore e conduttore televisivo; AURORA RUFFINO, giovane ma già affermata attrice e scrittrice, in testa alle classifiche letterarie con il suo libro “Volevo salvare i colori”. ASJA VARANI, pescarese, Campionessa europea e mondiale, orgoglio d’Abruzzo, vera regina del pattinaggio corsa. ANTONIO DEL GIUDICE, per anni ha diretto il quotidiano “Il Centro”, giornalista e scrittore sensibile e straordinario uomo di cultura. Una proiezione internazionale con CHARLES L. CASTIGLIONE, dottore statunitense legato all’Abruzzo, che ha fornito un elevato contributo alla chirurgia plastica ricostruttiva e alla ricerca. Ma anche, soprattutto, per il suo lato umano, il suo sostegno ai più deboli, prestando servizio gratuito in Ecuador per aiutare i più bisognosi. Non mancano diversi, autorevoli, Rappresentanti dell’Abruzzo, che portano in alto il nome della nostra regione con il loro lavoro, la loro intelligenza, la loro competenza nei rispettivi campi di azione. GIOVANNI D’ALESSANDRO,uomo di grande cultura, scrittore più che affermato e celebrato, tornato recentemente, dopo qualche anno di assenza, in libreria con il suo nuovo romanzo “Lo sperduto “, una storia d’amore a cerchi concentrici, edito da Città Nuova. DANIELA D’ALIMONTE poetessa, dialettologa e ricercatrice, profonda conoscitrice degli usi e dei costumi abruzzesi, come nella migliore tradizione deniniana. RICCARDO LETTERIO,nato a Rocca Pia, giovane, brillante ingegnere che lavora per la Dumarey Group. Azienda leader nella mobilità sostenibile, specializzata, in sistemi di propulsione, trasmissioni e soluzioni energetiche avanzate, con particolare attenzione sulle tecnologie a idrogeno ed elettriche. Con il ruolo di BUSINESS ASSISTANT a The Ceo, un ruolo strategico che è di supporto all’amministratore delegato dell’entità italiana. MARCELLO D’ANDREA, pratolano di origine, neurochirurgo, altamente qualificato, specializzato in neurochirurgia vascolare. Responsabile della struttura semplice Neurichirurgica presso l’ospedale “M.Bufalini” dell’Ausl della Romagna, dove è anche vice direttore dell’Unita complessa. LUCA ZAVARELLA, di Pratola Peligna, ingegnere che per iCubed lavora come responsabile dell’area Data e Al, coordinando i team che si occupano di dati e intelligenza artificiale, favorendo collaborazione, scambio di competenze e sviluppo di soluzioni alternative. SANTE VENTRESCA, insegnante e scultore, oltre mezzo secolo amorevolmente dedicato alle persone con disabilità. Con coraggio, encomiabile costanza, grandi sacrifici e con caparbietà è riuscito a creare la residenza  “Il Dopo di Noi”- Villa Gioia e il Cetro Diurno di Torrone, strutture fondamentali per la vasta area peligna. Una vita dedicata ai più deboli. Segui la diretta TV per Abruzzo e Molise, in esclusiva sul Canale 10 di Rete 8 Diretta mondiale streaming

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Mamma, ho perso Musk (e pure Trump): ”il melodramma geopolitico di Giorgia

Aveva puntato tutto su un’amicizia extracurriculare con due egomaniaci d’Oltreoceano. Ora che si odiano tra loro, Meloni resta senza sponde, senza strategia e senza inviti ai tavoli che contano. Doveva essere il colpo da maestro della sua diplomazia 2.0: bypassare i canali istituzionali, snobbare le cancellerie europee, e giocarsi la carta dell’amicizia stretta — strettissima — con i due profeti del nuovo ordine mondiale: Donald Trump e Elon Musk. Una geopolitica fatta a colpi di tweet, foto op, e sorrisi plastificati a favore di telecamera. Il mondo era il suo palcoscenico, e lei la protagonista alternativa al “sistema”. Poi, però, è arrivata la scena madre: Musk e Trump si odiano. E non per finta. Volano insulti, minacce, screditamenti pubblici — roba che nemmeno nelle peggiori riunioni condominiali. Giorgia, intanto, si ritrova in mezzo. Come quei bambini di genitori separati che nessuno vuole più il weekend. Solo che qui non ci sono assistenti sociali, solo uno scenario internazionale che corre — e lei che ansima per tenere il passo. Nel frattempo, l’Europa — quella seria — cambia passo. Il duo Macron-Merz, con il placido Starmer in appoggio, costruisce un asse conservatore pragmatico, alieno tanto ai sovranismi da talk show quanto agli attacchi isterici alla “tecnocrazia di Bruxelles”. Il terzetto si ritrova unito da una consapevolezza: o si governa con serietà, o si finisce a fare le comparse di Musk su X. E Meloni? Non pervenuta. Politicamente orfana, retoricamente esposta, strategicamente inconsistente. Aveva costruito un castello sul legame con due personalità inafferrabili, pensando che bastasse un selfie per garantirsi un posto nella storia. Oggi il castello è crollato. E sotto non c’era nemmeno il materasso. Il problema è che questa solitudine non è solo personale, ma sistemica. A tre anni dalla vittoria elettorale, il governo Meloni non ha una visione chiara né per l’Italia né per l’Europa. Naviga a vista tra dossier che bruciano e alleanze che evaporano. Il suo capolavoro resta il risiko bancario, giocato più per mantenere coesione interna che per dare una strategia al Paese. Sottile, ma poco utile a Bruxelles o a Washington. Chi sperava che l’opposizione cavalcasse il momento, è servito: tra flash mob da oratorio, scenette parlamentari da TikTok e clamorosi fallimenti referendari, riescono nell’impresa di sembrare persino meno preparati di chi governa. È il festival dell’inconcludenza bipartisan. Eppure qualcosa sta cambiando: i grandi — quelli veri — ridisegnano gli equilibri. Il trumpismo muta pelle, la destra radicale viene (almeno in teoria) arginata, la politica torna a richiedere competenza e affidabilità. Ma Meloni è rimasta col cerino in mano. L’ultima a credere nella favola di un’alleanza glamour con due egocentrici in guerra. Conclusione: Ora non resta che una domanda: riuscirà Meloni a reinventarsi statista dopo aver interpretato per troppo tempo il ruolo di fan VIP nei backstage della geopolitica? Oppure finirà come molti attori che hanno puntato tutto su una sola parte e oggi si aggirano nei talk show a raccontare di quando “erano famosi”? La stoffa ce l´ha per riaffermarsi; stiamo a vedere! La geopolitica non è un talent. Ma qualcuno glielo spieghi prima che parta il prossimo casting. Giuseppe Arnò

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CENTRO STUDI FEDERICO II IN MISSIONE A VIENNA

LA DIPLOMAZIA CULTURALE TEMA DELLA MISSIONE A VIENNA DEL CENTRO STUDI FEDERICO II Il concerto di M. Luisa Macellaro La Franca e il Premio Federico II all’Ambasciatore Giovanni Pugliese di Goffredo Palmerini   VIENNA – È un pomeriggio di sole il 27 maggio a Vienna, quando la delegazione del Centro Studi Federico II giunge a Palazzo Metternich, in Rennweg 27, sede dell’Ambasciata d’Italia. La rappresentanza si è composta all’Hotel Royal, nei pressi della splendida Cattedrale di Santo Stefano, con Giuseppe Di Franco e Maria Cristina Pensovecchio, arrivati da Palermo, Maria Luisa Macellaro La Franca da Bordeaux, Mattia Carlin da Venezia e chi scrive da L’Aquila. L’evento, organizzato dal Centro Studi in stretta collaborazione con l’Ambasciata, contempla una riflessione a tre voci – l’Ambasciatore Giovanni Pugliese, il Presidente del Centro Studi Giuseppe Di Franco e il Presidente del Comitato scientifico Goffredo Palmerini – sul tema “Diplomazia e interconnessione culturale per la promozione del Soft Power, il fascino della Cultura che unisce il mondo”. Il Centro Studi, sin dalla sua fondazione nel 2021, ha fortemente impegnato la sua attività sul tema della diplomazia culturale, del dialogo interculturale, del multilateralismo, dell’arte delle relazioni, quali utili ed efficaci mezzi di promozione della pace nel mondo.   Il Presidente Giuseppe Di Franco, che da 4 anni guida il Centro Studi Federico II, con grande tenacia ha promosso iniziative internazionali svoltesi in Italia (a Roma e Venezia) e all’estero (Stati Uniti, Francia, Austria, Slovacchia). Progetti di grande respiro, tra i quali per brevità si citano il convegno dedicato a Federico II, realizzato al Senato della Repubblica il 30 maggio 2022, la missione internazionale “For Culture Worldwide” presentato a New York, presso la sede dell’ONU dal 28 al 31 marzo 2023 su invito delle Nazioni Unite, il convegno internazionale “La Terra Santa luogo di incontro” sulle tre religioni monoteiste e sulla pace, realizzato a Roma, presso il Palazzo della Rovere in Vaticano, l’11 maggio 2023. Il prossimo impegno del Centro Studi riguarderà la partecipazione ad un evento istituzionale a Roma, il 17 giugno prossimo, presso la Camera dei Deputati dove il Presidente Di Franco, insieme al Presidente del Comitato scientifico, incontreranno il Sen. Giulio Terzi di Sant’Agata, l’Ambasciatore Gaetano Cortese e il Presidente del gruppo di amicizia Italia-Finlandia, On. Fabio Raimondo, in occasione della presentazione del volume “Villa Hjelt, l’Ambasciata d’Italia a Helsinki”, 34.ma opera curata dall’Amb. Cortese, pubblicata di recente.         Tornando all’evento, la delegazione guidata dal Presidente Di Franco giunge un’ora abbondante prima dell’inizio della manifestazione, prevista alle 17, accolta dal personale dell’Ambasciata che con efficiente premura risolve ogni dettaglio ed esigenza. Maria Luisa Macellaro La Franca, pianista e direttrice d’orchestra, scalda le sue mani al pianoforte pronto per il concerto nel grande Salone di Palazzo Metternich, dove si terrà la manifestazione. L’Ambasciatore Giovanni Pugliese viene a salutarci mezz’ora prima dell’inizio, mentre la funzionaria Annamaria Tammaro ci accompagna nella visita agli ambienti dello splendido palazzo. Intanto il Salone delle Feste si riempie in ogni ordine di posti, praticamente tutte le rappresentanze – diplomatiche istituzionali e civili –  della comunità italiana a Vienna sono presenti. C’è empatia e intensa partecipazione emotiva: il concerto è dedicato alla memoria della pianista Ryoko Tajika, recentemente scomparsa, moglie del ministro plenipotenziario Massimo Drei, Vice Capo Missione presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni internazionali a Vienna, presente all’evento delegato dall’Ambasciatrice Debora Lepre. Alle 17 in punto l’Ambasciatore Giovanni Pugliese apre con il saluto il suo intervento. “Signore e Signori, Care colleghe e colleghi, è con grande piacere e sincera commozione che vi do il benvenuto a Palazzo Metternich per una serata speciale dedicata alla memoria di Ryoko Tajika Drei, una musicista di straordinaria sensibilità e profondità artistica che ho avuto l’onore di conoscere e apprezzare personalmente, moglie del mio collega di concorso qui presente, Massimo Drei, attualmente qui a Vienna come Rappresentante Permanente Aggiunto presso l’OSCE. Ryoko ha collaborato intensamente con l’Ambasciata a Vienna, partecipando a numerosi eventi culturali e musicali che hanno contribuito a rafforzare i legami tra Italia e Austria. Tra tutti, permettetemi di ricordare la sua esecuzione dell’inno nazionale italiano durante le celebrazioni negli anni passati della nostra Festa della Repubblica del 2 giugno, nonché della festa delle Forze Armate il 4 novembre. In segno di stima e riconoscenza, abbiamo voluto dedicarle una targa commemorativa posta sul pianoforte che utilizziamo in questo splendido Salone delle Feste, affinché il suo ricordo possa continuare a vivere qui a Vienna, città che lei tanto amava e dove aveva studiato e lavorato anche in passato. Questa sera ovviamente la ricorderemo anche attraverso la musica grazie al talento della direttrice d’orchestra e pianista Maria Luisa Macellaro La Franca. Lascio ora la parola al Dr. Di Franco, Presidente del Centro Studi Federico II di Palermo, e al Dr. Palmerini, Presidente del Comitato Tecnico, che ringrazio per la loro presenza e per la proficua collaborazione nell’organizzare questo splendido momento di musica.” L’Ambasciatore, sottolineando il valore della Cultura nel costruire relazioni di pace, ha poi richiamato brevemente alcune annotazioni della biografia artistica della pianista Maria Luisa Macellaro La Franca. Il Presidente Giuseppe Di Franco, aprendo il suo intervento, tratteggia il significato della missione del Centro Studi Federico II nella capitale austriaca, il valore della diplomazia culturale, le iniziative che sin dalla fondazione il Centro promuove in campo culturale nell’affermare i valori del dialogo e della pace. “Un saluto a tutte le personalità, ai diplomatici, ai giornalisti e alle donne e uomini di cultura presenti a questa iniziativa di alto livello culturale – sottolinea tra l’altro il Presidente Di Franco –, che si tiene oggi 27 maggio 2025 presso questo magnifico salone di Palazzo Metternich, sede dell’Ambasciata d’Italia a Vienna. Nella qualità di Presidente del Centro Studi Federico II, ringrazio particolarmente S.E. l’Ambasciatore Giovanni Pugliese per aver ospitato questo evento e colgo l’occasione per portare i saluti da parte dell’ambasciatore Gaetano Cortese e dell’ambasciatore e Senatore della Repubblica Giulio Terzi di Sant’Agata.   Ringrazio inoltre il personale dell’ambasciata e la rappresentanza del Centro Studi Federico II qui presente con il Dr.

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A Barcellona il Merito Umanitario celebra l’eccellenza mondiale: presente anche il Dott. Don Paolo Baratta

  Anche quest’anno, il 24 maggio 2025, si è svolta a Barcellona, nella cornice raffinata dell’El Palace Hotel, la XXVI edizione della cerimonia ufficiale dell’Institution del Mérito Humanitario. Fondata nel 1999 e istituita dal Re di Spagna, questa storica organizzazione si è posta, fin dalle origini, un obiettivo nobile: premiare le personalità di spicco che si distinguono per il loro impegno umano, sociale e professionale al servizio degli altri. L’Istituzione, con sede stabile proprio a Barcellona, ha riconosciuto negli anni il valore e il contributo di oltre tremila individui e organizzazioni, rendendo omaggio a figure emblematiche dell’eccellenza mondiale. Tra i nomi più prestigiosi figurano il Dalai Lama, Rita Levi Montalcini, Umberto Agnelli, e la Marina Militare Italiana, simboli di dedizione, coraggio e visione etica. In questo contesto solenne e carico di significato, ha preso parte anche il Dott. Don Paolo Baratta, cittadino italiano originario di Castrovillari (CS), già insignito lo scorso anno della Gran Croce al Merito e Diritto Umanitario, una delle più alte onorificenze conferite dall’Istituzione. Figura di spicco nel panorama internazionale, il Dott. Baratta si è distinto per il suo operato fuori dai confini nazionali, incarnando un perfetto esempio di eccellenza calabrese all’estero. Accompagnato dalla consorte, Donna Alessandra Ciccarelli, ha voluto rinnovare la sua vicinanza a un evento che riconosce e promuove i valori universali della solidarietà e dell’altruismo. La presenza del Dott. Baratta, testimone diretto del prestigio e dell’importanza del riconoscimento ricevuto, ha confermato ancora una volta l’alto livello del consesso e l’onore di farne parte. La cerimonia, come ogni anno, ha rappresentato un momento di forte ispirazione, riaffermando l’importanza di valorizzare chi, con competenza e cuore, si mette al servizio del bene comune. Giuseppe Arnò

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Italia, paese delle eterne polemiche

…e daje co ’sto ponte Tra crisi energetiche, desertificazione industriale e un Mezzogiorno che grida vendetta per le occasioni perdute, in Italia non manca mai il tempo per riaccendere l’ennesima, stanca polemica. Stavolta — di nuovo — il bersaglio è il Ponte sullo Stretto di Messina. Un’idea che resiste al tempo come un vecchio disco graffiato: ogni volta che si torna a parlarne, ecco rispuntare le stesse accuse, le medesime lamentele, identiche obiezioni. I detrattori, puntuali come le tasse, denunciano lo scippo di risorse: “Tagliano i fondi al Sud per regalarli alle grandi opere del Nord!” – gridano indignati. In prima linea, la Calabria, che ancora attende manutenzione, strade degne di questo nome, collegamenti moderni. Eppure, il ponte è lì, sempre nel mirino, sempre da demonizzare. Ma quanti, tra questi indignati, ricordano le polemiche gemelle di quando si costruì l’Autostrada del Sole? Allora, si disse che “Cristo si era fermato a Eboli”. Oggi, quella stessa infrastruttura è considerata un pilastro del collegamento tra Nord e Sud. I calabresi — gli stessi che si sentivano dimenticati — ringraziarono quando poterono raggiungere Milano in un giorno anziché in tre. Storia vecchia, che si ripete con ogni grande opera: treni veloci, porti, infrastrutture. Sempre le stesse voci, sempre gli stessi timori, finché il cemento non prende forma. Allora, come per magia, il rumore si spegne, e il progresso diventa ovvio. Costruiamo il ponte, dunque. E poi giudichiamo. Non sarà la soluzione a tutto, certo, ma smetterà almeno di essere il comodo alibi dei barcaioli nostalgici e dei politici di piccolo cabotaggio. Però sia chiaro: ponte o non ponte, nulla cambierà nella sostanza finché non avremo una classe dirigente che prenda davvero a cuore le sorti del Sud. Finché non ci saranno politici di peso, con visione e coraggio, disposti a mettere mano ai nodi veri: investimenti, occupazione, legalità, sanità, istruzione. Il problema non è il ponte. Il problema è l’abbandono. E su questo, non si può più restare in silenzio. Avanti coi lavori, ma soprattutto avanti con la verità. Giuseppe Arnò

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ABI e ASIB: Pontes de Diálogo entre as Imprensas Brasileira e Italiana

Em cerimônia marcada por solenidade e perspectivas promissoras, a Associação Brasileira de Imprensa (ABI) deu posse, nesta terça-feira (13), à sua nova Diretoria Executiva, ao terço do Conselho Deliberativo, ao Conselho Consultivo e ao Conselho Fiscal, eleitos no último dia 25 de abril. O evento, híbrido — presencial e transmitido via Zoom —, foi realizado no salão nobre do 9º andar da histórica sede da entidade.   Na ocasião, o jornalista Vitor Iório foi eleito presidente do Conselho Deliberativo. Entre os discursos, destacaram-se as palavras da vice-presidente Regina Pimenta, dos conselheiros Fichel Davit Chargel (decano da ABI) e Marcelo Auler, da jornalista Hildegard Angel e do presidente reeleito da ABI, Octávio Costa. A cerimônia foi transmitida ao vivo pelo canal ABITV, no YouTube, ampliando o alcance democrático da entidade. Dentre os convidados, a presença do Presidente da Associação da Imprensa Italiana no Brasil (ASIB), Dr. Giuseppe Arnò, ao lado de Patrícia Arno, responsável pela área jurídica da associação, foi particularmente significativa. O encontro reforçou a intenção mútua de estreitar os laços entre as imprensas italiana e brasileira, lançando as bases para uma colaboração efetiva na prestação de um serviço informativo qualificado e plural ao cidadão. A convergência de valores e propósitos entre ABI e ASIB, especialmente no atual cenário de desafios democráticos e exigência por ética jornalística, abre caminho para futuras parcerias editoriais e institucionais. A perspectiva de um novo encontro entre os presidentes Octávio Costa e Giuseppe Arnò, previsto para ocorrer em São Paulo, durante o congresso anual da ASIB, já simboliza esse espírito de cooperação. Ao final da solenidade, um coquetel de confraternização selou o clima de harmonia e esperança que permeou o evento — um marco não apenas na história da ABI, mas também no fortalecimento dos laços culturais e jornalísticos entre Brasil e Itália.   G.A.

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La Guerra Dimenticata che Minaccia Tutti: Il Sudan e il Cinismo Geopolitico

Una guerra dimenticata   Sì, dimenticata. Perché non è a due ore di volo da casa nostra. Perché non minaccia le nostre vacanze, i nostri mercati, le nostre rotte commerciali. Perché le immagini che arrivano da Khartum o dal Darfur non riempiono i notiziari serali né scatenano ondate di solidarietà social. Eppure, il conflitto in Sudan ha tutti gli ingredienti per diventare una polveriera internazionale. Ma finché resta una tragedia “per altri”, può tranquillamente restare relegata a qualche trafiletto in fondo ai giornali. Nel mondo bizzarro e incosciente in cui viviamo, l’attenzione mediatica e diplomatica si accende solo se un conflitto soddisfa certi criteri non dichiarati, ma evidenti: Se c’è di mezzo il petrolio Se si toccano interessi strategici delle grandi potenze Se chi combatte ha l’atomica in casa o in tasca Se le immagini sono particolarmente scioccanti o vicine geograficamente (meglio se entrambe) La guerra in Sudan? Troppo africana, troppo complicata, troppo lontana. Ma anche troppo sottovalutata. Il Sudan in fiamme La guerra civile scoppiata il 15 aprile 2023 oppone le Forze armate sudanesi, guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, alle Rapid Support Forces (RSF), una milizia paramilitare diretta da Mohamed Hamdan Dagalo, detto “Hemedti”. Entrambi erano uomini del potere, ex alleati, oggi nemici giurati in lotta per il controllo del paese. Dopo un anno di battaglie sanguinose, soprattutto a Khartum – abbandonata da milioni di civili – il conflitto si è spostato e intensificato in nuove zone, trasformandosi in una guerra a tratti hi-tech, combattuta anche con droni esplosivi di ultima generazione. E, secondo numerose fonti, con il diretto coinvolgimento di potenze esterne. Gli Emirati Arabi Uniti e i droni “fantasma” Tra le forze che avrebbero scelto un campo, spiccano gli Emirati Arabi Uniti, sospettati di armare e sostenere le RSF. I droni usati contro Port Sudan, città-rifugio del governo provvisorio sudanese, sembrano troppo moderni per provenire da scorte locali. Alcuni testimoni li descrivono come silenziosi, precisi, letali. Il sospetto? Che decollino da basi nel Puntland somalo o nel sud del Sudan, con tecnologia e logistica fornite direttamente da Abu Dhabi. Il governo sudanese ha accusato gli Emirati di violare la propria sovranità e li ha ufficialmente dichiarati “forze ostili”. La reazione? La sospensione delle relazioni diplomatiche. Un evento grave, che marca un salto di qualità nel conflitto. Un massacro che non interessa (quasi) a nessuno Secondo le stime ONU, oltre 140.000 persone sono morte nel conflitto sudanese in due anni. La cifra, già scioccante, cresce ogni giorno: civili sterminati, città distrutte, milioni di sfollati. E mentre i miliziani RSF avanzano nel Darfur – la stessa regione teatro di un genocidio nel 2003-2005 – la comunità internazionale resta in silenzio. Nel frattempo, una notizia gravissima ha fatto sobbalzare le cancellerie arabe: 18 ufficiali emiratini sarebbero morti in un raid aereo sudanese nella base di Nyala, dopo l’arrivo di un cargo carico – si sospetta – di armi. Se confermato, questo evento segnerebbe il passaggio da una guerra locale a un conflitto regionale. Il rischio di un’escalation internazionale Il coinvolgimento diretto degli Emirati, gli attacchi mirati contro Port Sudan e la radicalizzazione delle posizioni rendono la guerra civile sudanese un potenziale detonatore per l’intera area del Corno d’Africa e oltre. Con gli Emirati già coinvolti, l’Arabia Saudita allertata, e gruppi armati attivi in zone contese tra Ciad, Libia e Sudan, la partita rischia di trasformarsi in un gioco pericoloso tra potenze regionali. Una guerra civile africana che nessuno vuole guardare potrebbe diventare presto un nuovo fronte globale. Ma forse solo allora ce ne accorgeremo davvero. Conclusione sarcastica, ma realistica Se il Sudan avesse uranio, un oleodotto che arriva in Europa o una base NATO, oggi se ne parlerebbe ogni ora. Se i morti fossero in un paese dal nome più pronunciabile, sarebbe già iniziato un summit internazionale. Ma finché la guerra resta in Africa e le bombe non hanno passaporti occidentali, può restare una guerra dimenticata. Fino al giorno in cui non sarà troppo tardi. Di Redazione Credit foto: Di Henry Wilkins/VOA – https://www.voanews.com/a/number-of-refugees-who-fled-sudan-for-chad-double-in-week-/7095241.html,  Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=132039457

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Successo del Distretto Pesca Crescita Blu COSVAP a TuttoFood

  La tradizione della filiera agroalimentare mediterranea guarda positivamente all’impegno delle giovani generazioni e alle partnership in Italia   Stimate oltre 600 presenze giornaliere ed attiva la presenza di giovani imprenditori delle aziende partecipanti,  figli di seconda e terza generazione.   Siglato il gemellaggio tra il Distretto della Pesca Crescita Blu COSVAP e la Caviar Giaveri di San Bartolomeo di Breda a Piave, Treviso   Milano, 9 maggio 2025 – Successo per il Distretto Pesca Crescita Blu COSVAP e per le aziende consorziate presenti alla Fiera Tuttofood di Milano con stime di oltre 600 presenze quotidiane presso lo spazio istituzionale di 150 mq. ubicato al Padiglione 7 Stand S 13, dove le 12 aziende distrettuali presenti hanno avuto decine di incontri commerciali b2b con buyer ed addetti ai lavori. Tra gli incontri registrati, si evidenziano particolare interesse dai mercati giapponesi, cinesi, europei e degli States. Uno spazio espositivo, quello del Distretto Pesca Crescita Blu COSVAP, notevolmente affollato da parte di numerosi addetti ai lavori che hanno avuto modo di degustazione le prelibatezze e le eccellenze della filiera agroalimentare mediterranea. Tanti, inoltre, i prodotti richiesti tra cui acciughe trasformate di Sciacca, crostacei di pregio di Mazara del Vallo, ⁠affumicati di tonno, salmone e pesce spada, ⁠piatti a base di prodotti ittici pronti,  ⁠sughi e condimenti a base di pesce.⁠   Il Distretto Pesca Crescita Blu COSVAP si afferma così con la propria partecipazione, alla Fiera di Milano TuttoFood, da sempre crocevia delle eccellenze gastronomiche e delle tendenze che modellano il futuro, volano per la produzione delle aziende associate presenti che guardano sempre di più all’impegno delle nuove generazioni. Tra i produttori quest’anno infatti anche una buona parte di giovani, di età compresa tra i 19 ed i 24 anni, figli di seconda e terza generazione pronti a prendere il testimone di famiglia per affermare la valenza e l’eccellenza delle proprie produzioni. Un credo profondo quello che ha spinto questi imprenditori in erba, che intendono continuare la tradizione della propria azienda portando le produzioni in tutto il mondo. Grazie alla loro tenacia e professionalità nel settore, alcuni di loro si sono già specializzati alla Bocconi in economia aziendale come Cristian Nuzzi della Ittigel di Gela, ed ancora Lia Carlino della Azienda Carlino srl, che appena 19 anni, è pronta ad interloquire in inglese con buyers giapponesi, cinesi e americani. Così come Giovanni e Francesca Boccellato, poco più ventenni, della azienda Siciliana Fish di Mazara del Vallo,  e Salvatore Ferro della Medimar di Agrigento. In quota rosa anche Aurora Giacalone della Lanza Seafood di Mazara, anch’ella giovanissima, poco più di vent’anni, che tra un incontro e l’altro nella propria zona dedicata alle contrattazioni commerciali, continua a studiare per ottenere un’altra specializzazione nel settore dell’imprenditoria.     Le novità del Distretto Pesca Crescita Blu COSVAP  a TuttoFOOD 2025 continuano grazie ad un gemellaggio siglato il 6 maggio tra il Distretto e la Ditta Caviar Giaveri di San Bartolomeo di Breda a Piave, Treviso, alla presenza della stampa, di una delegazione ICE proveniente dal Kazakistan e da diversi opinion-makers. Il Sud che sposa il Nord con due eccellenze della produzione Made in Italy, il gambero rosso di Mazara del Vallo e ben otto tipologie di caviale realizzato presso le estese vasche della ditta Caviar Giaveri. Ed ancora altro grande fiore all’occhiello dello stand del Distretto è l’area di degustazione e show-cooking, che sottolinea il costante impegno e la forte volontà nel promuovere la sostenibilità, la blue economy e la qualità dei prodotti con particolare attenzione alla valorizzazione della tradizione mediterranea ed alla internazionalizzazione degli stessi. Continui show-cooking ogni giorno a tutte le ore realizzati con attenzione e maestria culinaria dalla chef siciliana Valentina Laudonia che ha deliziato il palato dei presenti con specialità del food mediterraneo tra cui ricette innovative dedicate al granchio blu.   Il Distretto Pesca Crescita Blu COSVAP si configura così sempre più promotore e portavoce della filiera agroalimentare siciliana, creando il paniere di prodotti d’eccellenza e stabilendo strategie condivise per sviluppare interventi mirati alla specializzazione e crescita sostenibile delle aziende associate.   Mission La mission del Distretto si basa nel costruire un modello di cluster per favorire la sostenibilità e la qualità allo stesso tempo. Grazie alle diverse collaborazioni con Enti di Ricerca, viene offerto alle aziende associate l’accesso alle più avanzate ricerche in biologia della pesca, del risparmio energetico, della gestione degli scarti ed economia del mare, promuovendo così un approccio innovativo e circolare alla filiera ittica siciliana, per il settore primario con la pesca costiera e d’altura, e per la trasformazione con le conserve, le semi-conserve, l’affumicatura, la congelazione e poi l’acquacoltura e tutto l’indotto ad essi collegato. Per tale ragione, altra importante azione su cui il Distretto sta lavorando per porre basi concrete, è certamente l’internazionalizzazione con attività di promozione e partecipazione a fiere sia nazionali che internazionali al fine di creare ed incrementare collegamenti ed azioni concrete con importatori, distributori, buyers e catene agroalimentari in tutto il mondo.   Strategie Innovative Le strategie del Distretto della Pesca e Crescita Blu vengono sviluppate dal suo organo scientifico statutario: “l’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo G.T. “ riconosciuto ex-lege dalla L.R. 16/2008, e dalla L.R. 09/2019. L’Osservatorio, altresì riconosciuto quale Istituto Scientifico ai sensi dell’Art.27 Reg. Es. dpr 1057/76 con DG PEMAC-MIPAAF 02/12/16 e iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche, opera seguendo i principi della Blue Growth che orienta le strategie verso otto assi strategici che includono:   1.      Innovazione: Promuovere la modernizzazione e la sicurezza nel settore. 2.      Internazionalizzazione: Stabilire collaborazioni scientifiche e industriali internazionali, incrementare e supportare la presenza delle aziende associate nei mercati esteri. 3.      Biodiversità e Sostenibilità: Equilibrare sviluppo economico e tutela ambientale. 4.      Sicurezza Alimentare: Garantire tracciabilità e qualità lungo la filiera. 5.      Reti e Cooperazione: Incentivare la cooperazione tra imprese con l’intento di presentare un paniere di prodotti qualitativamente elevati. 6.      Finanza: Creare strumenti finanziari innovativi a sostegno del settore. 7.      Formazione: migliorare la sicurezza, innovare e modernizzare i processi con l’intento di  favorire il continuo aggiornamento e il ricambio generazionale. 8.      Mercato: Supportare

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