100 giornali on line

Retewebitalia.net, la piattaforma dei 100 giornali on line Comunicati stampa Di Redazione Il Corriere Nazionale Del 28 Dicembre 2024 alle ore 18:22 Retewebitalia nasce nel 2013 dall’idea di accorpare più quotidiani on Line . Per una divulgazione più diffusa e geolocalizzata delle notizie regionali di Politica italiana ed Europea e Ambiente . All’epoca il fondatore fu Marcello Silvestri, unitamente al Giornalista Dario Tiengo . Un grande Tecnico che realizzò il progetto fu l’ingegnere Davide Nuzzi, che costruì un banner dinamico per l’interscambio di notizie posizionato al tempo su le home page di oltre 100 quotidiani. Un opera unica al tempo . Il giornalista Biagio Maimone curava al tempo le relazioni del network . Struttura All’ avanguardia assoluta. I numeri che raggiungeva il network retewebitalia per visualizzazioni e impression non erano , mai stati raggiunti da nessun media On line . Diverse decine di milioni al mese. Lo stesso Silvio Berlusconi sì complimento ‘ per l’innovativa struttura e invito ‘ nel 2016 tutti gli operatori della innovativa Struttura a Roma per complimentarsi del Successo, al tempo a Palazzo Grazioli . Le immagini del tempo https://youtu.be/a1Jg7bJa79A Il network ebbe campagne esclusive di politica , ambiente e finanza nazionali . Retewebitalia.net a seguito dello stato di salute precario di Marcello Silvestri venne post Covid affidato al Network Anim del Dott. Antonio Peragine . Tutt’oggi alla Guida del Prestigioso Brand Nazionale . Il Board attuale è composto da: • Dott.Antonio Peragine Presidente • Prof. Salvatore Maria Mattia Giraldi Vice Presidente • Amb. Avv. Emanuele Mosca – Consigliere • Dott. Giuseppe Arnò Consigliere • Dott. Tullo Zembo Consigliere • Dott. Giuseppe Larenza Advisor Per ogni informazione sulle adesioni dei giornali alla piattaforma email: [email protected] /www.retewebitalia.net http://www.stampaparlamento.it  

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Dalla Siria con furore: il crollo di Assad e l’hangover geopolitico di Putin

La caduta del regime di Bashar al-Assad e il conseguente ritiro russo dalla Siria sono un affresco crudele di geopolitica, in cui le ambizioni si trasformano in macerie e i miti crollano sotto il peso della realtà. Se la Russia voleva dimostrare di essere una potenza globale, ha finito per rivelare di essere poco più di un attore in una tragedia di secondo ordine, con Wagner a fare da coro sinistro e il traffico di captagon come parodia economica del “soft power”. Ironia della sorte, Mosca, che aveva promesso di riportare ordine e stabilità, si ritrova a trasportare più baathisti sui suoi aerei cargo di quanto non porti via sistemi d’arma. È quasi poetico che il declino della Russia in Siria sia stato scandito da promesse vuote, basi smontate e Kalashnikov caricati su Antonov con la stessa solennità con cui si trasloca un appartamento. Putin, che nel 2017 prometteva fuoco e fiamme ai terroristi, oggi deve spiegare come mai quei “terroristi” controllano le strade che portano ai suoi ultimi avamposti nel Mediterraneo. La geografia della disfatta russa è una lezione di storia in tempo reale. La Siria è stata il banco di prova di una politica estera muscolare, che si è rivelata muscolosa quanto un colpo di tosse. Se la guerra in Ucraina ha esposto i limiti dell’arsenale russo, la Siria ha messo in luce i limiti della sua strategia: non si possono costruire imperi moderni sulle fondamenta di una propaganda che si sbriciola al primo colpo di mortaio. E poi c’è il captagon, il lubrificante economico che Assad e soci hanno usato per sopravvivere. La “droga del jihad” ha trasformato il regime in uno Stato-narco, e ora che la produzione è stata distrutta da HTS, resta solo una lezione spietata: quando la politica diventa tossica, lo fa in tutti i sensi. Ironico che un regime che spacciava captagon per finanziare repressioni si sia autodistrutto, come un tossicodipendente che consuma la propria ultima dose. Infine, c’è la domanda fatidica: è davvero la fine dell’invincibilità di Putin? Forse. O forse il leader russo ha semplicemente dimenticato che le guerre moderne non si vincono con basi aeree sfarzose e propaganda kitsch. La Siria non è l’Afghanistan degli anni ’80, né il Vietnam del 2024. È una pagina di Wikipedia che si aggiorna più velocemente della capacità di Mosca di adattarsi. E quando il teatro delle ambizioni globali diventa troppo grande per il protagonista, il pubblico inizia a chiedere il rimborso del biglietto. Tant´è! Redazione

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Alessandro Cortese premiato Ambasciatore dell’Anno 2024: Un Riconoscimento alla Diplomazia Italo-Brasiliana

Il Premio dell’Ambasciatore: Un Riconoscimento al Diplomatico Alessandro Cortese Il prestigioso premio “Ambasciatore dell’Anno 2024” è stato conferito a S.E. Alessandro Cortese, Ambasciatore d’Italia in Brasile, in un evento di grande significato che si è svolto presso la Camera dei Deputati di Brasilia. Il premio, assegnato dall’Associazione brasiliana dei giornalisti e comunicatori in ambito internazionale e diplomatico (Abrajinter), celebra l’impegno costante del diplomatico nella promozione delle relazioni bilaterali tra il Brasile e l’Italia. La cerimonia, che ha visto la partecipazione di autorità di alto livello, rappresentanti del governo brasiliano, e membri del corpo diplomatico, ha sottolineato il ruolo fondamentale che l’Ambasciatore Cortese ha avuto nel rafforzare i legami tra i due Paesi. Grazie alla sua dedizione e visione strategica, le relazioni culturali, economiche e politiche tra il Brasile e l’Italia sono state arricchite e consolidate, contribuendo così a un dialogo internazionale sempre più proficuo. Abrajinter, con questo riconoscimento, ha voluto onorare non solo le sue capacità diplomatiche, ma anche il suo incessante lavoro volto a facilitare la cooperazione tra le nazioni, favorendo scambi che vanno ben oltre gli ambiti istituzionali, spaziando nelle aree della cultura, dell’economia e della scienza. Nel suo intervento durante la cerimonia, l’Ambasciatore Cortese ha espresso gratitudine per il riconoscimento ricevuto, sottolineando l’importanza di continuare a lavorare per un rafforzamento reciproco delle relazioni, sempre più orientato al rispetto, alla comprensione e al miglioramento delle condizioni comuni. Il suo discorso è stato un richiamo all’importanza della diplomazia come strumento per la pace e per la crescita condivisa tra i popoli. Il premio “Ambasciatore dell’Anno 2024” a Cortese non è solo un tributo alla sua carriera, ma anche un simbolo del forte legame che unisce le due nazioni, un rapporto che continua a crescere sotto la sua guida, dimostrando quanto l’Italia e il Brasile siano uniti da un impegno comune per il futuro. Giuseppe Arnò Foto arquivio ASIB

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