Meloni, Trump e quel numero in rubrica che fa invidia a mezza Europa

 

Diciamocelo con franchezza: in un’epoca in cui anche rispondere a un numero sconosciuto è un atto di coraggio, l’idea che Donald Trump alzi la cornetta (o l’iPhone, più probabile) quando vede “Giorgia” sul display ha qualcosa di straordinario. Non perché Trump sia noto per la sua diplomazia vellutata o per la puntualità nelle relazioni internazionali, ma perché risponde. E in politica estera, questo è già metà del miracolo.

Giorgia Meloni, da premier di un’Italia spesso percepita come “partner simpatico ma marginale”, è riuscita a ottenere qualcosa che molti in Europa sognano: un contatto diretto, personale, con quello che attualmente è il presidente della prima potenza mondiale. E non un contatto formale da comunicato stampa, ma una linea diretta, da telefonino a telefonino, come vecchi amici di partito — o forse di poker internazionale.

Certo, c’è chi si scandalizza: “Ma come, l’Europa cerca di prendere le distanze da Trump, e l’Italia invece ci parla in privato?” Beh, magari è proprio questa la chiave. Mentre Berlino e Parigi si intestardiscono a dialogare con l’America secondo protocolli da Guerra Fredda, Roma ha fatto la scelta più italiana di tutte: bypassare il cerimoniale, entrare in sintonia umana, farsi ricordare. In fondo, anche la geopolitica ha un cuore — o almeno una buona memoria.

E poi, scusate, volete mettere il prestigio? A Bruxelles, nei corridoi della Commissione, ci sarà chi finge indifferenza, ma sotto sotto rosica: Meloni ha la possibilità di dire “Ho parlato con Donald” senza bisogno di traduttori, ambasciatori o interpreti ONU. Per molti leader europei, Trump è ancora una sfinge imprevedibile. Per Giorgia, è un contatto nella rubrica. Con emoji, forse.

Attenzione, però. Avere un filo diretto non vuol dire avere il controllo. Trump è Trump, e chiunque pensi di poterlo “gestire” rischia di ritrovarsi a rincorrere tweet alle tre del mattino. Ma se mai l’Europa avrà bisogno di un canale per capire dove sta andando il prossimo ciclo politico americano, sapere che l’Italia ha già la linea calda pronta può trasformarsi in un vantaggio strategico.

Alla fine, in un mondo dove tutti parlano di “relazioni multilaterali” e “diplomazia collettiva”, può fare la differenza saper mandare un WhatsApp con scritto solo:
“Don, ci sei?”
E sentire il telefono che vibra in risposta.

di Redazione

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