Trieste, cuore pulsante del Friuli Venezia Giulia: tra eccellenze, tradizione e innovazione

  Il Friuli Venezia Giulia si conferma ancora una volta una regione di eccellenze e grande capacità organizzativa, ospitando con entusiasmo l’Amerigo Vespucci e dando il via al Tour Mediterraneo. Il simbolo della Marina Militare italiana, reduce da un viaggio che ha toccato 35 porti in tutto il mondo, ha trovato a Trieste un’accoglienza straordinaria, suggellando il legame tra la città e la tradizione marinaresca. L’evento ha rappresentato non solo un’occasione di festa, ma anche un momento di confronto tra istituzioni, imprese e cittadini. Il talk organizzato dall’ANSA ha visto protagonisti il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e i rappresentanti di realtà industriali di prestigio come Illy, Fincantieri e Nonino. L’elemento comune? Il valore del fare squadra per raggiungere risultati straordinari. La grande partecipazione di pubblico testimonia quanto il Friuli Venezia Giulia sia un territorio in grado di attrarre eventi di respiro internazionale, valorizzando le proprie risorse con uno sguardo al futuro. Non è solo la bellezza della Vespucci a emozionare, ma la consapevolezza che questa terra custodisce una tradizione solida, capace di evolversi e innovarsi senza mai perdere la propria identità. Il connubio tra la Vespucci e la nuova nave Trieste della Marina Militare ha simboleggiato perfettamente il dialogo tra storia e tecnologia, dimostrando la forza della cantieristica italiana e la sua proiezione internazionale. L’arrivo della Vespucci è stato celebrato non solo con le visite a bordo e il Villaggio Italia, ma anche con uno spettacolo mozzafiato offerto dalle Frecce Tricolori, che hanno salutato il veliero con un’esibizione indimenticabile. Il Friuli Venezia Giulia si dimostra ancora una volta protagonista della scena italiana ed europea. Il successo dell’evento a Trieste è il riflesso di una regione che, con il suo spirito laborioso e la sua visione strategica, sa cogliere le opportunità per raccontarsi al mondo intero. La Vespucci, ripartendo da qui, porta con sé un messaggio chiaro: il futuro si costruisce con radici solide e uno sguardo aperto all’innovazione. di Redazione

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Passaggio della Campana al Kiwanis Club Cosenza: Tradizione, Emozioni e Servizio per il Bene Comune

  Il 21 dicembre 2024, presso l’Hotel Royal di Cosenza, si è svolta la cerimonia del “Passaggio della Campana” del Kiwanis Club Cosenza. L’evento, che simboleggia il passaggio delle consegne, ha visto la presidente uscente, Titti Mauro, cedere il collare al nuovo presidente, Paolo Trotta, alla presenza di numerosi ospiti e rappresentanti di spicco della Divisione 12 Calabria Magna Grecia e di altre associazioni. Alla cerimonia hanno partecipato diversi club della Divisione 12, tra cui il Kc Castrovillari, il Kc Corigliano-Rossano Ippolito da Mileto, il Kc Sybaris e il Kc Vibo Valentia. Presenti anche il Luogotenente della Divisione 12, Maria Otranto, e il Governatore eletto, Basilio Valente. La manifestazione ha accolto ospiti illustri, tra cui Francesca Stumpo e Anita Furgiuele del Soroptimist Club Cosenza, rappresentanti di associazioni come Mission Life, V.A.S., la Società Generale Cristiana di Mutuo Soccorso PT Group Salute, l’Associazione Angelo De Fiore e membri delle redazioni della Gazzetta ItaloMoldova e della Gazzetta ItaloBrasiliana. Durante la cerimonia, sono stati accolti i nuovi soci Francesco Tavernise, Angelo Federico, Fabio Guarino e Rocco Sganga, rafforzando ulteriormente il club. Momenti di grande emozione sono stati vissuti con l’intervento del socio fondatore e presidente onorario, Diego Sardone, che ha rievocato i 42 anni di storia del club, e con l’intermezzo musicale curato dai maestri Emmanuele Saccà, Angelo Federico e dal giovane talento Luigi Palermo. La presidente uscente, Titti Mauro, ha ricevuto i ringraziamenti per le attività svolte durante il suo mandato, nonostante un anno particolarmente complesso. Il presidente entrante, Paolo Trotta, ha già illustrato i primi service realizzati, riaffermando l’impegno del club nella missione del Kiwanis International: “Serving the Children of the World”. Trotta ha concluso il suo intervento ricordando la simbologia del solstizio d’inverno, augurando a tutti una “Nuova Luce” per il cammino futuro e un sereno Natale. La giornata si è conclusa con il tradizionale scambio di auguri e un buffet curato dal Gran Caffè Renzelli, sottolineando ancora una volta l’importanza del Kiwanis come punto di riferimento per il territorio e per le opere di servizio, in linea con il motto dell’organizzazione. Alcune immagini dell´evento. Titti Mauro (prima da sin.) e Paolo Trotta (secondo da destra)  Di Redazione

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Inaugurata la quinta location del Museo “Illusione tra arte e scienza”

Servizio e foto di Claudio Beccalossi Verona – Un polo d’intelligente attrattiva, di disarmante suggestione, d’ingannevole scoperta.    Ha aperto i battenti in città, in vicolo Santa Caterina 26, l’originalissino Museo “Illusione tra arte e scienza” realizzato dal Gruppo “Magic Museum” s.r.l. (https://www.museoillusioneartescienza. com/verona/). Cioè “impressioni ottiche” con installazioni, fotografie e didascalie, l’apparenza che intriga, affascina, sgomenta, istruisce e fa spettacolo trascinando. Un bonario match di boxe, insomma, tra percezione e verità, tra fattibile ed inattuabile. Come (se non più) d’una trasvolata onirica… Una “galleria del miraggio schietto”, sulla scia di altri già a portata di pubblico a Torino (in Palazzo Falletti Barolo, in via delle Orfane 7/a), Bologna (in Palazzo Belloni, in via de’ Gombruti 13/a), San Marino (in via Basilicius 18) e Varese (in piazza Monte Grappa 5). Il fine? La realtà virtuale. “Un’esperienza immersiva che permette d’esplorare ambientazioni uniche e surreali, ricostruite in modo interattivo e coinvolgente. Un nuovo sistema di vivere la magia delle illusioni”. Il percorso include pure la piena implicazione in giochi ed effetti di specchi e luci. Nella fittizia moltiplicazione di sé, nell’infinito copia incolla, con visuali riproduttive a 360°… Si tratta d’un itinerario alla scoperta di “misteri fisici, chimici, mentali delle percezioni e dei loro inganni. Con l’obiettivo di riconoscere le insidie delle apparenze, dei meccanismi che portano a vedere quel che non c’è, a capire come funziona il nostro cervello”. Quindi, un’evasione perspicace, uno svago d’apprendimento… La… vernissage s’è avvalsa della partecipazione… ordinaria di Ronny che, camuffato con silicone mask, ha impersonato il suo alter ego Philip (“Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde”, racconto di Robert Louis Stevenson, docet?), “ambedue” di Firenze (www.creafx.com). Ronny in maschera è stato presentato furbescamente da Clarissa, dello staff d’accoglienza,  come “filosofo Emanuele Severino”, persona della quale «nessuno si sarebbe pentito di conoscere». In effetti, esiste (anzi, esisteva perché scomparso) un filosofo Emanuele Severino (Brescia, 26 febbraio 1928 – Brescia, 17 gennaio 2020). Ma l’aspetto del tizio ha lasciato subito perplessi i presenti, fino al suo rivelarsi in versione originale barbuta. Lorenzo Cantini, general manager e motore ben lubrificato del meccanismo museale, s’è sbottonato sul dietro le quinte dell’iniziativa in casa scaligera. «L’idea l’ho avuta a Las Vegas (Nevada, Stati Uniti) una decina di anni fa, quand’ero col famoso illusionista David Copperfield (pseudonimo di David Seth Kotkin, Metuchen, New Jersey, Usa, 16 settembre 1956, n.d.a.). Gli americani stavano inaugurando una mostra sui sogni e mi vollero come collaboratore, con un cachet molto alto. Copperfield mi disse “Guarda, Cantini, se tu fai una mostra così in Europa, con le illusioni primarie, dovresti avere successo”» «Siccome io m’occupavo già di esposizioni (su Tutankhamon, sull’Inquisizione e sulle torture nei musei di San Gimignano, San Marino ecc.) – ha raccontato Cantini – da addetto ai lavori ho intuito che questa poteva essere un’esposizione in grado d’interessare sia ragazzi che gente attempata come me. Effettivamente, ha avuto un grandissimo successo. Come a Torino, nel prestigioso palazzo Falletti Barolo, dove in un anno sono entrate 150mila persone». Perché adesso Verona? «Addirittura 40 anni fa feci una mostra di serpenti velenosi in piazza Bra. Sono legato alla città come a Firenze, perché sono un fiorentino (e si sente, dal mio accento). Ho voluto mettere questa rassegna in un posto che, sì, è un po’ nascosto ma si trova pur sempre in centro storico. Penso che abbia già un ampio consenso perché mi sta chiamando molta gente». «Sarà un museo permanente Abbiamo contatti anche con Gardaland e credo che esisterà per diversi anni. Non è, quindi, una cosa temporanea ma un “museo delle illusioni” che m’auguro sia duraturo il più possibile. M’interpellano tante scuole e c’è una grande attesa anche da parte degli insegnanti». Gli autori delle opere? «Ho preso un po’ da tutto il mondo. – ha risposto il general manager – Potrei essere io, mi sono rifatto ai miei viaggi internazionali, a Las Vegas. Questo museo si rinnoverà ogni anno mettendo nuovi “inganni visivi”. Non hanno fine. Ho attinto a gente del mestiere, dei docenti, degli psicologi perché m’aiutassero a capire che quello vedibile a volte è un abbaglio. La gente rimane sorpresa se non addirittura sconvolta». In sintesi, quindi, “Illusione tra arte e scienza” costituisce una nuova formula-museo alquanto di richiamo, fuori dagli schemi classici, nell’equivoco-abbaglio con leggi di natura…  

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PADOVA – EVENTI: Brasiliani di origine italiana

150 anni di immigrazione italiana in Brasile, il 26 e 27 novembre 2024 a Padova Congresso Internazionale: nuovi scrittori di una letteratura migrante Mercoledì 27 novembre è programmata la Plenaria con Oratore lo storico vicentino Emilio Franzina (Università di Verona) che relazionerà su “Brasiliani di origine italiana: immigrazione, culture e immaginari di un processo storico di adeguamento” Di Giovanni Coviello – Direttore responsabile  – 23 Novembre 2024, 21:13 150 anni di immigrazione italiana in Brasile, il 26 e 27 novembre a Padova Congresso Internazionale Il 26 e 27 novembre 2024, la Sala delle Edicole a Padova ospiterà il Congresso Internazionale “150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile: produzione e circolazione dei saperi” (qui il programma completo, ndr), organizzato dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova (DiSLL). L’evento rappresenta una riflessione corale sull’impatto della migrazione italiana in Brasile, esplorando come questa abbia plasmato non solo il tessuto sociale e culturale brasiliano, ma anche una vasta produzione letteraria e artistica. In particolare è programmata per le 10 di mercoledì 27 novembre la PLENARIA con Oratore lo storico vicentino Emilio Franzina (Università di Verona) che relazionerà su “Brasiliani di origine italiana: immigrazione, culture e immaginari di un processo storico di adeguamento”, Presiede: Antonio Ruggiero Due giorni per analizzare un fenomeno storico e culturale unico Il programma del congresso si articola in sessioni tematiche dedicate ad approfondire i diversi aspetti di questo fenomeno migratorio. La prima giornata si aprirà con i saluti istituzionali e la plenaria inaugurale di Luiz Ruffato, scrittore brasiliano di origini italiane, che con il suo intervento dal titolo “Os invisíveis – a imigração italiana na literatura brasileira” analizzerà come la letteratura brasiliana abbia rappresentato la presenza e l’esperienza degli immigrati italiani. A seguire, studiosi e ricercatori provenienti da università italiane e brasiliane porteranno contributi che spaziano dalla narrativa storica alla poesia, fino al cinema e all’arte. Nuovi scrittori e la nascita di una letteratura migrante Tra i temi centrali dell’evento c’è l’esplorazione della figura dello scrittore di origine italiana in Brasile, un soggetto letterario e sociale che ha contribuito a creare una letteratura migrante unica nel suo genere. I relatori discuteranno opere come quelle di Eduardo Dall’Alba, poeta che nei suoi versi restituisce le esperienze della diaspora, o di autori come Joanim Pepperoni, pseudonimo dietro cui si celano narrazioni che parodiano e reinterpretano i miti dell’immigrazione italiana nella Serra Gaúcha. Si parlerà anche del contributo letterario in lingue diverse, tra cui l’italiano, il portoghese, il “Talian” e il “Macarronico”, che hanno dato vita a un’ibridazione linguistica capace di riflettere le complessità identitarie dei migranti e dei loro discendenti. Arte, storia e cultura come strumenti di dialogo Non solo letteratura: l’immigrazione italiana in Brasile ha influenzato profondamente il panorama artistico e culturale del paese. Tra i temi in programma, spiccano lo studio delle opere del pittore Aldo Locatelli, che ha portato in Brasile le tradizioni iconografiche italiane, e l’analisi delle produzioni cinematografiche che raccontano la vita degli immigrati italiani, come Merica e O Quatrilho. Non mancheranno riflessioni sull’uso del teatro, della musica e delle arti visive come strumenti per rappresentare e tramandare l’eredità culturale italiana. Il contributo degli studiosi e la cittadinanza come tema centrale Durante il congresso, verrà affrontato anche il tema del riconoscimento della cittadinanza italiana per i discendenti degli immigrati, con un intervento specifico a cura di Vincenzo Durante dell’Università di Padova. Questo argomento, di grande attualità, verrà analizzato sia dal punto di vista normativo che da quello pratico, mettendo in luce le sfide e le opportunità per le nuove generazioni. Un’opportunità di confronto e scambio culturale L’evento si concluderà con una serie di presentazioni di libri e letture di poesie, tra cui Sob o Signo da (Re)Invenção: Poesia Concreta no Brasil di Maria Fontes e Sulla bocca della gente, curata da Gian Luigi De Rosa. La pluralità delle voci coinvolte, unite da una matrice comune, offre una panoramica ricca e articolata su come l’immigrazione italiana abbia contribuito a ridefinire l’identità culturale brasiliana. Informazioni utili Il congresso, aperto al pubblico, si terrà presso la Sala delle Edicole, accessibile tramite la scalinata della Sala dei Giganti, in Piazza Capitaniato a Padova. Un appuntamento imperdibile per studiosi, appassionati di letteratura e storia, e per chiunque voglia approfondire il legame profondo tra Italia e Brasile attraverso il prisma della cultura. ViPiù – Vera Informazione

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VR – 126ª Fieracavalli, presenti Zaia e Lollobrigida

Donald Trump pericolo per la democrazia? La risposta di Luca Zaia     Luca Zaia Il 7 novembre s’è tenuta a Verona l’apertura della 126^ Fieracavalli. Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha accolto per l’inaugurazione il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ed il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Ho avuto l’occasione di chiedere un commento a Luca Zaia riguardo al tema di tendenza, ovvero la vittoria del 47^ presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump ed ai relativi commenti critici sul tycoon, voci che insistono con parole come “guerrafondaio” (nonostante sia stato l’unico inquilino della Casa Bianca a non aver fatto scatenare alcun conflitto durante il suo primo mandato) o quale pericolo per il mondo e la stessa democrazia. «Guardi, io mi riferisco soltanto ai fatti – ha detto Zaia – I cittadini americani hanno votato Donald Trump riuscendo a sdoganare quella sua campagna del 2016. Questa volta il voto popolare è arrivato a lui, 5 milioni di voti in più rispetto a Kamala la dice lunga….»    «Trump ha fatto tutta la sua campagna dicendo no alla guerra e sì alla pace – s’è detto convinto il presidente del Veneto – affermando che quando è stato presidente non ha incentivato nessuna guerra. Penso che i democratici abbiamo perso su questo fronte. Va riconosciuto il loro demerito per non aver chiuso delle questioni importanti come quella dell’Ucraina». Ho voluto saggiare, poi, il suo pensiero sulla rottura tra il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ed il Pd della segretaria Elly Schlein. D – Come pensa possa evolversi questa situazione del terzo mandato?    R – Si parla d’una legge che noi abbiamo già fatto. Ho subito adeguato la legge regionale a quella nazionale che prevede il blocco dei mandati a due. Avendolo fatto durante il mio primo mandato nel 2013, risultava che potevo fare solo altri due mandati dopo l’adozione e, quindi, sono alla fine del mio terzo mandato.    D – Quindi? R – Dovesse passare quanto vuole la Regione Campania, si aprirebbe un nuovo scenario. Cioè, De Luca potrebbe fare altri due mandati oltre a quelli che ha già espletato. Solo che lui non ne ha fatto uno come me, ne ha fatti due perciò arriverebbe a quattro e, quindi, non passerebbe al terzo mandato ma al quarto.   Intervista e foto di Alessandro Beccalossi

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I PATTI DI ABRAMO

Si è tenuta, a Siracusa, la I edizione mondiale della Giornata Internazionale dei Patti di Abramo. L’associazione internazionale “KR solutions”, presieduta dall’ avv. Carola Parano, ha organizzato l’evento proprio lo stesso giorno della prima sottoscrizione dei Patti, avvenuta il 15 settembre 2020. “A Distanza di 4 anni esatti da allora – dice l’avv. Parano – si continua a credere ancor di più nell’importanza culturale e giuridica degli accordi. Abbiamo voluto celebrarli con un grande evento ricco di relatori, proprio a Siracusa quale culla di civiltà eterna, decidendo di costituire in Sicilia il comitato permanente dei patti di Abramo all’interno dell’associazione che presiedo e costituito da alcuni dei relatori e da altri illustri componenti.” Importanti le dichiarazioni rese da Emanuel Segre Amar, presidente del Gruppo Sionistico del Piemonte e di Riccardo Pacifici, vice presidente della European Jewish Association: “La soluzione a due Stati è rifiutata prima di tutto dagli stessi arabi-palestinesi come Arafat, Abu Mazen e tanti imam che parlano anche dentro al-Aqsa – spiega Emanuel Segre Amar – Lo stato è visto come una soluzione colonialista che non funziona in una cultura tribale come la loro. Lo stesso ministro degli Esteri ripete sempre che dobbiamo smettere di cercare una soluzione con la mentalità di noi occidentali”. “Loro stanno bene solo dove c’è un’unica tribù, come negli emirati (che sono ricchi anche dove, come a Dubai, non c’è il petrolio) – continua Emanuel Segre Amar – Nei territori ci sono 8 diverse tribù (Ramallah, Jenin, Tulkarem ecc.), a Gaza ce ne sono 5; creare degli emirati palestinesi come nel golfo è l’unica soluzione che funzionerebbe, come spiega bene Mordechai Kedar. Non dimentichiamo che i palestinesi non si sposano tra membri di tribù diverse e non abitano nelle città di altre tribù, anche se magari vi si recano a lavorare.” “Credo che la Sicilia possa essere un ponte naturale per sostenere il patto dei figli di Abramo per la sua posizione geografica e per la sua storia   – aggiunge Riccardo Pacifici – Non vi è angolo della regione in cui non si respiri il passaggio delle culture abramitiche. Il mio auspicio è che la Regione Siciliana si renda disponibile, nel quadro di un accordo internazionale di pace, in cui un futuro Stato palestinese possa nascere su principi di civiltà e democrazia, a fianco dello stato di Israele ed in una visione di ricostruzione di Gaza con il contestuale smantellamento dei tunnel del terrore. Si restituirà, così, ai giovani palestinesi la visione della cultura della vita, per sanare una bieca educazione alla morte che Hamas ha costruito, dal 2015 ad oggi, in un terreno quale quello di Gaza in cui non vi è, secondo il diritto internazionale, nemmeno un centimetro quadrato di contenzioso. Per questo bisogna già immaginare luoghi di accoglienza e di recupero per questi ragazzi”. CGP Alan Davìd [email protected]

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LA STAMPA ITALIANA RINGRAZIA (A IMPRENSA ITALIANA AGRADECE)

È sempre piacevole vedere riconoscimenti per il sostegno e la collaborazione tra organizzazioni e così è stato per la cerimonia di ringraziamento dell’ASIB nei confronti del Gruppo Comolatti; un atto molto significativo e caloroso. Lo scorso 11 settembre a San Paolo è stata consegnata una targa di ringraziamento da parte dell’ASIB (Associazione Stampa Italiana in Brasile) al Gruppo Comolatti presso gli uffici amministrativi dello stesso. L’omaggio rappresenta un modo tangibile di dimostrare la gratitudine dell’ASIB per il sostegno ricevuto da parte del Gruppo Comolatti in occasione dell’incontro annuale della stampa italiana in Brasile, avvenuto il 29 aprile scorso nella sala panorama del rinomato Terrazzo Italia. In quell’occasione si è festeggiato il 150º anniversario dell’emigrazione italiana in Brasile, ricordando tra l’altro un emigrato illustre che ha fatto onore all’Italia, Evaristo Comolatti, fondatore dell’omonimo gruppo. Non a caso questi nel 1982 è stato insignito, tra l’altro, di una onorificenza dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. Si è commemorato altresì, nella stessa circostanza, il 30º anniversario della fondazione del sodalizio della stampa italiana in Brasile (ASIB). Cerimonia di ringraziamento Alla cerimonia erano presenti per l’ASIB Venceslao Soligo, presidente emerito, e Giuseppe Arnò, presidente in carica. Il Gruppo Comolatti era rappresentato dal presidente del consiglio di amministrazione Sergio Comolatti e dal direttore José Sardinha. “Vogliamo ringraziarvi per averci aiutato a raggiungere il nostro obiettivo. Fare sistema significa guardare tutti verso lo stesso lato; ed è ciò che abbiamo fatto!” Queste le parole di Giuseppe Arnò al termine della cerimonia. Uno scambio di doni ha suggellato il simpatico incontro. A IMPRENSA ITALIANA AGRADECE É sempre agradável ver o reconhecimento pelo apoio e colaboração entre organizações e foi o caso da cerimónia de agradecimento da ASIB ao Grupo Comolatti; um ato muito significativo e caloroso. No último dia 11 de setembro, em São Paulo, uma placa de agradecimento foi entregue pela ASIB (Associação Italiana de Imprensa no Brasil) ao Grupo Comolatti em sua sede administrativa. A homenagem representa uma forma tangível de demonstrar a gratidão da ASIB pelo apoio recebido do Grupo Comolatti por ocasião do encontro anual da imprensa italiana no Brasil, que aconteceu no dia 29 de abril na sala panorâmica do renomado Terraço Itália. Naquela ocasião, foram comemorados os 150 anos da emigração italiana para o Brasil, lembrando entre outros um ilustre emigrante que deu crédito à Itália, Evaristo Comolatti, fundador do grupo de mesmo nome. E com certeza não é por acaso que em 1982 ele foi agraciado com a Ordem do Mérito da República Italiana. Também foi comemorado na mesma ocasião o 30º aniversário da fundação da Associação da Imprensa Italiana no Brasil (ASIB). Cerimônia de agradecimento Estiveram presentes na cerimónia pela ASIB Venceslao Soligo, presidente emérito, e Giuseppe Arnò, presidente em exercício. O Grupo Comolatti foi representado pelo presidente do conselho de administração Sergio Comolatti e pelo diretor José Sardinha. “Queremos agradecer por nos ajudar a alcançar nosso objetivo. Criar um sistema significa olhar todos na mesma direção; e foi isso que fizemos!” Estas são as palavras de Giuseppe Arnò no final da cerimónia. Uma troca de presentes selou o simpático encontro.   Sergio Comolatti (sin.) e Giuseppe Arnò Sergio Comolatti (sin.), Giuseppe Arnò e Venceslao Soligo Da sin.: Jose Sardinha, Sergio Comolatti, Giuseppe Arnò e Venceslao Soligo

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