Emilio Attinà al vertice di una delle più alte articolazioni del Rito Scozzese Antico ed Accettato

Emilio Attinà nominato Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio RSAA 1778

Il docente di Agraria eletto all’unanimità alla guida del Supremo Consiglio del 33° e ultimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato

Emilio Attinà (sin) e Mimmo Leonetti

 

 

Il Prof. Emilio Attinà 33° è stato eletto, nominato e proclamato Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio RSAA 1778 per la giurisdizione massonica d’Italia.

La nomina è stata formalizzata il 18 settembre 2026, nel corso di una Tornata Solenne e Seduta Straordinaria del Supremo Consiglio, riunito a Roma, presso la storica sede di via della Scrofa.

La decisione, assunta – secondo quanto riportato nel Decreto Magistrale n. 39/6026 A.L. – all’unanimità dei suffragi e per acclamazione rituale, affida al Prof. Attinà la guida del Supremo Consiglio del 33° e ultimo grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato.

Nel decreto, sottoscritto dai principali dignitari del Supremo Consiglio, al nuovo Sovrano Gran Commendatore vengono conferiti i poteri dogmatici, rituali e amministrativi previsti dall’ordinamento del Rito, con il compito di presiederne la guida, custodirne la tradizione e rappresentarne i principi.

Attinà, docente di Agraria e figura impegnata nel proprio ambito professionale e culturale, assume così una responsabilità di vertice all’interno di una delle più alte articolazioni del Rito Scozzese Antico ed Accettato.

L’investitura segna inoltre il passaggio della guida dal Sovrano Gran Commendatore uscente, Mimmo Leonetti 33°, al nuovo titolare dell’incarico. Il decreto reca, tra le altre firme, quelle del Gran Guardasigilli Paolo Giordani 33°, del Grande Araldo e Custode dell’Archivio Storico Rodolfo Ravano 33°, nonché dei Grandi Dignitari Testimoni Rodolfo Varano e Kristian Cosmi.

Al Prof. Emilio Attinà vanno gli auguri per il nuovo incarico e per il delicato compito che lo attende alla guida del Supremo Consiglio.

Una nomina che, nelle intenzioni espresse dal decreto, si colloca nel segno della tradizione, dell’unione e della prosperità, principi indicati come riferimento per il nuovo corso.

di Redazione

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