Verona – Memento. Di assassinati dalla ferocia politico-terroristico-integralistica (di Stati e formazioni canaglia) innescata per dar spallate alla Russia nel miraggio d’una sua molto improbabile destabilizzazione.
Tragica storia contemporanea riannodata, quindi, nella sala convegni al primo piano del Liston 12, in piazza Bra. A tu per tu con l’Arena, anfiteatro romano probabilmente eretto nel I secolo d. C., emblema della città scaligera, celebre a livello internazionale per il festival lirico estivo di musica operistica.
Perché il ricordo non diventi consuetudine (cerimonia talvolta noiosa e per atto dovuto) ma resistente argine all’oblio, magari all’insabbiare, al manipolare col dissenno di poi.
Vita mortuorum in memoria est posita vivorum, la vita dei morti sta nella memoria dei vivi (citazione di Marco Tullio Cicerone).
Nel rispetto del ripetuto “mai dimenticare”, s’è svolto un incontro rievocativo di due drammi distanti tra loro negli anni ma da stesse radici e dinamiche dell’estremismo efferato per procurare più dolore ed implosione possibile: l’omicidio (nell’italietta della neo linguistica “politicamente corretta” l’avrebbero definito “femminicidio”) di Dar’ja Dugina (Darya Aleksandrovna Dugina, nota anche con lo pseudonimo di Dar’ja Platonova, Mosca, 15 dicembre 1992, giornalista ed analista politica, figlia di Aleksandr Gel’evič Dugin, filosofo e politologo) nell’attentato del 20 agosto 2022 a Bol’šie Vjazëmy, presso Mosca, tramite un ordigno esplosivo collocato nell’auto su cui stava viaggiando.
E l’atroce e disumana strage nella scuola N. 1 di Beslan, nell’Ossezia del Nord, tra il 1º ed il 3 settembre 2004, compiuta da separatisti ceceni e fondamentalisti islamici, con un totale di 386 morti (334 tra i 1.127 presi in ostaggio, alcuni spirati successivamente, di cui ben 186 minorenni, più una decina tra polizia, civili e soccorritori, 11 membri delle Forze Speciali russe, 31 terroristi) e circa 730 feriti.



Sono intervenuti davanti ad un partecipe uditorio Vito Comencini (ex deputato ed attuale leader di “Popolo Veneto”, nonché presidente del Centro Studi “Suvorov”); Marina Kholodenova (presidente di “Russkij Dom”) con i suoi auspici pur nella presa d’atto della grave attualità; Ennio Bordato (presidente dell’Associazione “Aiutateci a salvare i bambini ODV – Organizzazione di volontariato” di Rovereto) in lucida, corrosiva, realistica analisi, controcorrente rispetto alla vulgata propinata, se non imposta, da media falsificatori; Eliseo Bertolasi (presidente del “Movimento Internazionale Russofili” e traduttore del libro di Dar’ja Dugina “Ottimismo escatologico”), nei suoi articolati e commossi ripercorsi del rapporto diretto con Dar’ja Dugina.
Pagine dolorose da preservare nel tempo ad ogni costo, “in tutta luce e verità”. Non come le vittime del famigerato decreto emanato da Adolf Hitler il 7 dicembre 1941, dalla locuzione Nacht und Nebel (Notte e Nebbia), per far letteralmente sparire nel nulla informativo oppositori al regime nazista, agenti segreti alleati ed altri…
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi



















