💪Chi tira l’acqua al suo mulino: dazi, sovranità e il tango (politico) tra Brasile e USA

 

Ogni Stato difende i propri interessi, ma quando la politica entra in campo, l’economia si infiamma: Trump minaccia, Lula risponde, e i Brics applaudono.

Quando si parla di economia globale, si parla spesso in termini di numeri, mercati, tassi e bilance commerciali. Ma dietro ogni percentuale, c’è una scelta politica. E dietro ogni scelta politica, c’è un interesse nazionale. In altre parole: ogni paese tira l’acqua al proprio mulino, e guai a chi prova a deviare il corso.

Il recente scontro tra gli Stati Uniti e il Brasile è emblematico. Donald Trump, tornato alla ribalta con il suo stile inconfondibile da sceriffo del commercio, ha minacciato di imporre dazi del 50% sulle importazioni brasiliane. Motivo? Ufficialmente, lo squilibrio commerciale (che però non esiste, come dimostrano i numeri). Ufficiosamente, l’intromissione nel processo giudiziario contro il suo vecchio amico Jair Bolsonaro.

Una mossa che ha alzato un polverone. Ma come direbbe Shakespeare: molto rumore per nulla. Lula da Silva, oggi presidente e leader carismatico del Brasile, non si è fatto intimidire. Anzi. Ha risposto con fermezza, difendendo la sovranità del Paese, l’indipendenza della magistratura e rilanciando: se gli USA alzano i dazi, il Brasile farà lo stesso. Con la legge della reciprocità.

Il peso della politica

Il nodo non è solo economico. È simbolico. È geopolitico. In una fase in cui il mondo si sta spaccando tra blocchi, alleanze e sfide incrociate, Lula ha colto l’occasione per ribadire che il Brasile ha già fatto la sua scelta: guarda ai Brics, non a Washington. Un concetto espresso con un vecchio proverbio – “Ogni paese è padrone del suo naso” – che suona come una sentenza.

E infatti, nel vertice dei Brics tenutosi a Rio, il Brasile ha ribadito il proprio impegno a rafforzare i legami economici e politici con i Paesi emergenti. Tradotto: se il commercio con gli USA diventa ostico, si guarda altrove. Alla Cina, all’India, alla Russia, al Sudafrica e ai nuovi ingressi nell’orbita anti-occidentale.

Chi opera scelte, raccoglie conseguenze

Il caso brasiliano mostra chiaramente quanto siano sottili i confini tra economia e politica. E quanto le scelte fatte oggi possano definire alleanze, scontri e dinamiche future. Non si può pretendere, come si dice, di avere la botte piena e la moglie ubriaca: se si sceglie un blocco, bisogna accettarne le implicazioni.

D’altro canto, ogni paese ha il diritto – e il dovere – di difendere i propri interessi. Che siano dazi, giustizia interna o linee strategiche, la sovranità resta un principio non negoziabile. E se è vero che la globalizzazione ha accorciato le distanze, è altrettanto vero che ha acuito le rivalità.

Morale della favola:

I dazi non sono più solo strumenti economici, ma atti di guerra diplomatica. E come in ogni guerra, chi tira l’acqua al suo mulino spesso finisce col bagnare anche i vicini. Il Brasile ha scelto la diga Brics. L’America minaccia di deviare il corso. Ma a prescindere dagli esiti, una cosa è certa: la geopolitica non fa sconti. Nemmeno sul riso, la carne o i componenti elettronici. E in fondo, come disse un vecchio contadino brasiliano: “L’importante è sapere da dove arriva il vento, ma anche da dove arriva l’acqua.”

In politica, come nell’agricoltura, è fondamentale sapere da dove soffia il vento, ma ancora più vitale è sapere da dove scorre l’acqua. Il vento ti avvisa della tempesta in arrivo, ma è l’acqua che nutre i campi e fa crescere i raccolti. Così, un Paese saggio ascolta i segnali geopolitici, ma fonda le sue scelte su chi davvero sostiene la sua economia. E se il vento viene da Washington ma l’acqua ormai scorre da Pechino, Mosca o Johannesburg, conviene regolare bene la rotta.

di Redazione

Iscriviti
Notificami
guest

0 Comentários
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

  Finalmente si spengono le luci del Festival di Sanremo, questo spettacolo che ogni anno monopolizza il piccolo schermo e.

Europa, unita sì… ma solo per lo sconto doganale     Raggiunto l’accordo tra UE e USA per calmierare i.

Dopo 23 anni l’Italvolley femminile conquista l’oro mondiale: battuta la Turchia al tie-break, il cielo sopra Bangkok si tinge d’azzurro.