La Festa della Repubblica a San Paolo diventa occasione di bilanci e gratitudine. Si chiude un mandato che ha accompagnato la crescita della più grande comunità italiana all’estero, rafforzando il dialogo tra Italia e Brasile.
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Ci sono celebrazioni che vanno oltre il protocollo. Ricorrenze che, pur nel rispetto della forma istituzionale, riescono a raccontare una storia fatta di persone, appartenenza e memoria collettiva. La Festa della Repubblica Italiana celebrata il 2 giugno a San Paolo è stata una di queste.
Nell’anno in cui l’Italia ricorda l’ottantesimo anniversario del referendum del 1946, che consegnò al Paese la scelta repubblicana e aprì per la prima volta alle donne le porte del voto nazionale, la ricorrenza ha assunto nella metropoli brasiliana un significato ancora più particolare. È stata infatti l’ultima Festa della Repubblica presieduta dal Console Generale Domenico Fornara, che il prossimo 28 luglio concluderà il proprio mandato e farà ritorno a Roma dopo quattro anni trascorsi alla guida della sede consolare italiana più importante del mondo per numero di cittadini amministrati.
Davanti a una platea composta da autorità, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, associazioni e membri della vasta comunità italiana e italo-brasiliana, il Console ha ripercorso il significato della data fondativa della Repubblica e, al tempo stesso, ha offerto una riflessione sul cammino compiuto dal Consolato Generale in questi anni.
I numeri illustrati durante la serata raccontano una realtà in continua espansione. Migliaia di pratiche, passaporti, riconoscimenti di cittadinanza e servizi erogati testimoniano un’attività intensa, spesso silenziosa agli occhi del grande pubblico, ma essenziale per mantenere vivo il legame tra l’Italia e i suoi figli sparsi nel mondo. Una crescita tale da rendere la circoscrizione di San Paolo paragonabile, per dimensioni, a una grande città italiana.
Ma ridurre questi quattro anni a una sequenza di statistiche sarebbe ingeneroso. L’eredità più significativa del mandato di Domenico Fornara appare forse in un altro dato, meno misurabile ma più duraturo: il rafforzamento del rapporto umano e istituzionale tra Italia e Brasile.
In un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni sociali, economiche e normative, il Consolato Generale ha saputo consolidare la propria presenza sul territorio, promuovendo la cultura italiana, sostenendo le relazioni economiche bilaterali e valorizzando il ruolo delle associazioni che da decenni custodiscono l’identità italiana oltreoceano.
Tra i ricordi destinati a rimanere nella memoria collettiva vi è certamente la visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 2024, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile. Un evento che ha rappresentato non soltanto un momento di prestigio istituzionale, ma il riconoscimento del contributo che generazioni di emigrati italiani hanno offerto alla costruzione del Brasile moderno.
Non è stata casuale, dunque, l’emozione che ha accompagnato le parole con cui il Console ha salutato la comunità. Nei suoi ringraziamenti si è percepita la consapevolezza che l’attività diplomatica non si misura soltanto nei risultati amministrativi, ma anche nelle relazioni umane costruite giorno dopo giorno.
La serata è proseguita nel segno della convivialità, valore profondamente italiano. Un ricco buffet ispirato alle tradizioni gastronomiche della Penisola ha accompagnato l’incontro tra ospiti provenienti da mondi diversi ma uniti da radici comuni. La musica di White Mary ha aggiunto una nota contemporanea alla celebrazione, dimostrando come l’Italia continui a rinnovarsi senza rinunciare alla propria identità.
Alla fine della serata, al di là dei discorsi ufficiali e delle fotografie di rito, è rimasta una sensazione condivisa: quella di una comunità viva, orgogliosa delle proprie origini e capace di guardare al futuro senza dimenticare il passato.
È forse questo il significato più autentico del 2 Giugno celebrato a San Paolo. Una Repubblica nata ottant’anni fa nella Penisola, ma che continua a vivere ogni giorno anche qui, dall’altra parte dell’Atlantico, nel lavoro delle istituzioni, nell’impegno delle associazioni e nel cuore di centinaia di migliaia di italiani e discendenti che mantengono saldo il filo della propria storia.
E se ogni Console lascia un’impronta nel luogo che serve, quella di Domenico Fornara resterà legata all’idea di una presenza italiana più forte, più moderna e più vicina alla propria comunità. Un’eredità che il suo successore sarà chiamato a raccogliere e sviluppare.
Giuseppe Arnò
ASIB