L’ombrello nucleare europeo: protezione o illusione?

Non è il numero delle testate che la vince: in un conflitto nucleare nessuno vince.

Se piove, meglio avere un ombrello. Ma se la pioggia è nucleare, serve qualcosa di più resistente. Così sembra pensarla Emmanuel Macron, che ha recentemente proposto di allargare lo scudo atomico francese agli alleati europei.

L’idea di un ombrello nucleare europeo, con Francia e forse Regno Unito a fare da scudo atomico al continente, è tornata al centro del dibattito politico. Ma quanto è realistica questa prospettiva?

La “Force de Frappe”: l’arsenale francese

La dissuasione nucleare è una strategia militare difensiva per la Francia, creata negli anni Sessanta secondo il principio che con il proprio arsenale atomico, la cosiddetta “force de frappe”, Parigi ha la capacità di infliggere danni che il proprio avversario giudicherebbe “inaccettabili”.

In piena Guerra Fredda, per volere del generale De Gaulle, l’obiettivo dichiarato della “force de frappe” francese era di evitare una guerra generalizzata.

Oggi la Francia è l’unico Paese dell’Unione Europea a possedere armi atomiche, con un arsenale di circa 290 testate nucleari. Numeri ben lontani dai 5.000 ordigni di Stati Uniti e Russia, che insieme detengono il 90% delle testate mondiali. Tuttavia, non è la quantità a determinare l’efficacia di una strategia nucleare: la deterrenza si basa sulla capacità di sferrare un colpo in grado di dissuadere qualsiasi avversario.

La proposta di Macron: un’ombrello nucleare per l’Europa?

In un periodo di crescenti tensioni nei rapporti transatlantici, Emmanuel Macron ha suggerito di condividere la deterrenza nucleare francese con i partner europei, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti. L’idea nasce dalla preoccupazione per un possibile disimpegno di Washington dalla difesa del continente, come suggerito da recenti mosse politiche americane.

Ma la proposta di Macron è densa di incognite: chi deciderebbe quando e come impiegare le armi nucleari? La Francia manterrebbe il pieno controllo sul proprio arsenale, il che renderebbe l’ombrello nucleare più una promessa politica che una garanzia effettiva. Inoltre, l’eventuale estensione della protezione nucleare francese solleva dubbi anche tra gli alleati: l’ombrello sarebbe per tutti o solo per alcuni Paesi selezionati?

Un’illusione più che una protezione?

Se da un lato la proposta di Macron rafforzerebbe l’autonomia strategica europea, dall’altro solleva interrogativi pratici e politici. L’ombrello nucleare americano, che ha garantito la sicurezza dell’Europa per oltre settant’anni, è basato su un impegno chiaro e collettivo nell’ambito della NATO. Quello francese, invece, resterebbe sotto il controllo esclusivo dell’Eliseo.

In un conflitto nucleare, si sa, non ci sono vincitori. E forse l’idea di un ombrello nucleare europeo è più una manovra politica che una reale alternativa strategica. Ma in tempi di incertezza, anche una promessa può fare la differenza.

Giuseppe Arnò

Foto: https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/ Autore (vincent desjardins)

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