di Krishan Chand Sethi
Lasciar andare è comunemente associato ad un atto di debolezza o di mancanza di coraggio. Al contrario, è un’arte di forza insolita, un atto di adattamento al flusso naturale della vita. Non si tratta di arrendersi, ma di lasciare andare ciò che non ci giova più, liberandoci dal peso dell’attaccamento e aprendoci alle infinite possibilità del presente. È l’arte di arrendersi con grazia, comprendendo che ciò che è destinato a noi non dovrà mai essere inseguito.
In una delle mie riflessioni, scrissi: “Non corro mai dietro alle cose che non sono fatte per me, poiché arrivano a me quando diventano fatte per me”. Questa non è stata una comprensione facile; è stata messa alla prova dall’esperienza, dalla frustrazione e da momenti di profonda intuizione. Lasciar andare è stato un viaggio intellettuale e personale, guidato dall’introspezione e dalla consapevolezza di sé. Questo è un viaggio in quella direzione.
- L’illusione del controllo e il peso dell’attaccamento
La natura umana ha un desiderio innato di controllare, di avere persone, speranze ed emozioni sotto il proprio comando come fossero beni di proprietà. Ma la vita scorre comunque, cambia ogni secondo, come quel fiume che non vuole mai rimanere fermo.
C’è stato un tempo in cui mi aggrappavo a un’amicizia che da tempo aveva superato la sua durata naturale. Ho cercato di riunirla, di rianimare qualcosa che stava morendo, ma ho esaurito ogni mia energia. Più lottavo, più si allontanava da me. Mi sono liberato solo quando ho smesso di aggrapparmi a qualcosa di morto. Non perché l’ho perso, ma perché alcune cose sono destinate a marcire o ad andare avanti.
La sofferenza nasce spesso dal nostro tentativo di controllare l’incontrollabile. Non appena ci rendiamo conto che stringere i pugni non cambia l’inevitabile, la nostra esistenza diventa più serena. Lasciar andare, quindi, non è abbandonare la vita, ma avere fiducia nel suo flusso.
- Il peso del passato e la libertà del presente
Il passato è un libro logoro; le sue pagine sono piene delle storie che ci hanno formato, ma non possono essere riscritte o rivissute. Eppure, molti di noi trascinano il proprio passato come un peso troppo pesante da deporre.
C’è stato un periodo della mia vita in cui mi sedevo per ore a ripensare agli errori del passato, desiderando di non aver mai detto certe cose o fatto certe scelte. Pensavo che, se avessi agito diversamente, la mia vita sarebbe stata diversa. Ma era questa la realtà? O era semplicemente il mio cervello che cercava di combattere il fatto che le cose fossero accadute nel modo in cui dovevano accadere?
Nulla rimane uguale: le relazioni finiscono, le emozioni cambiano e persino il nostro io di ieri non è quello di oggi. Lasciar andare significa accettare il cambiamento come unica costante, diventare amici dell’impermanenza. Nel momento in cui ho smesso di resistere al passato e ne ho accettato la saggezza, ho trovato una leggerezza dentro di me, una libertà che era sempre stata lì.
- La resistenza dell’ego e l’arte della resa
La più grande resistenza al lasciar andare nasce spesso dall’ego: il sé che costruiamo attraverso i nostri attaccamenti. Diventiamo ciò che siamo in base a ciò che possediamo, a chi ci accompagna, a quale posizione occupiamo nella società. Ma cosa facciamo quando la vita ci chiede di lasciare andare tutto questo?
C’è stato un tempo in cui mi aggrappavo con tutte le forze a una speranza, ignorando ogni segnale che mi suggeriva di tornare indietro. Conoscevo la sconfitta solo come resa. Ma quando il destino mi ha spinto da parte, ho capito che lasciar andare non era la fine, ma l’inizio di qualcosa di più grande.
Arrendendoci alla vita invece di resisterle, siamo in armonia con la nostra vera natura, proprio come l’albero che si piega nella tempesta ma non si spezza. La vera resa non è una rassegnazione passiva; è un atto di fiducia. Quando lasciamo andare il controllo, permettiamo a qualcosa di nuovo, più in linea con la nostra evoluzione, di entrare nella nostra vita.
- Amare senza possedere: la forma più alta di libertà
Forse il lasciar andare più difficile riguarda le relazioni: romantiche, familiari o di amicizia. L’amore, se è vero, non trattiene, ma libera. Tuttavia, lo confondiamo con l’attaccamento e crediamo che più stringiamo, più durerà.
Una volta ho amato qualcuno con passione, ma in un modo che desiderava rassicurazione, certezza e reciprocità. Quando quell’amore non è stato ricambiato come speravo, sono stato ingannato dalle mie stesse aspettative. È stato un risveglio doloroso, ma alla fine ho imparato: il vero amore non cerca possesso; lascia spazio all’altro per crescere, anche se questa crescita lo allontana da noi. Il vero amore non si tiene prigioniero con la promessa dell’eternità. Dà ali, non catene.
- Il paradosso del lasciar andare: guadagnare perdendo
C’è uno strano paradosso che si scopre quando si padroneggia l’arte di lasciar andare: si guadagna ma non si perde. Diventiamo più lucidi, perché non siamo più frastornati dalla paura della perdita. Diventiamo sereni, perché abbandoniamo la stanca lotta con l’inevitabile. Diventiamo liberi, perché superiamo i confini dell’aspettativa per entrare nel regno della possibilità.
Mi viene in mente un ricordo in cui ho lasciato andare qualcosa a cui mi aggrappavo con amarezza. Credevo che continuare a provare dolore mi rendesse più forte, ma quando finalmente l’ho lasciato andare, ho notato quanto spazio occupava, lo spazio che doveva essere riempito con le possibilità, con cose come la gioia, la creatività e l’avventura.
- La bellezza della mano aperta
Se stringi la sabbia tra le mani, scivolerà via. Ma se la tieni con delicatezza, rimarrà. Così è la vita: ciò che è destinato a noi non arriverà con la forza, ma nel suo tempo.
- Camminare leggeri, vivere pienamente
Non inseguo nulla, poiché so che tutto ciò che è mio arriverà quando sarà il momento giusto.Perdere non è lasciar andare. È guadagnare tutto ciò che ci appartiene.
Dr. Sethi K.C (Autore)
Daman, India – Auckland, Nuova Zelanda
Fonte: Goffredo Palmerini