Il tempo non concede proroghe

 

A un commento di un caro e illustre amico sul mio editoriale di luglio (https://lagazzetta-online.com/editoriale-luglio-2025/) rispondo quanto segue:

Commento:

Grazie, Giuseppe. Interessante. Trump ha dimostrato i suoi colori: la sia inaffidabilità e il costante cambiamento di idea. Sperare che lui difenda l’Europa da potenziali attacchi russi mi sembra utopia. D’altra parte direi che gli europei sperano che il capoccione americano esca di scena e poi il 5 percento di spese militari promesse sarà un miraggio. I cinesi sono furbi e giocano a lungo termine. Ecco perché Trump si è dovuto ricredere con loro sulle minacce dei dazi che funzionano a volte ma spesso se le dimentica. Il problema però è che controlla armi nucleari e la sua inconsistenza dovrebbe fare paura a tutti.

Risposta:

Grazie per il tuo spunto, molto puntuale.
In realtà l’Europa sta facendo sul serio: l’impegno di portare la spesa per la difesa al 5% non è una boutade estemporanea, ma una presa d’atto storica. L’Europa ha finalmente compreso che non può più permettersi di vivere sotto l’illusione di una protezione automatica da parte degli Stati Uniti, soprattutto in un’epoca in cui – come giustamente osservi – la leadership americana può essere soggetta a svolte imprevedibili.

Trump o non Trump, la nostra sicurezza non può essere delegata. Ma allo stesso tempo, non possiamo cedere alla tentazione di prendere le distanze dagli Stati Uniti: noi siamo geneticamente occidentali, apparteniamo a quella comunità di civiltà che travalica i governi di turno. Gli americani sono, nella loro radice culturale, europei; non sono né cinesi né russi, e nemmeno lo diventeranno mai.

L’ideologia non è il vero parametro: è una maschera, un racconto, proprio come intendeva Marx. La sostanza è nei legami storici, culturali e antropologici. L’Occidente è un sistema, un’alleanza che ci definisce ben oltre la politica del momento.

Per questo motivo dobbiamo rafforzare il sistema occidentale a prescindere da chi sieda alla Casa Bianca: Trump può anche essere volubile, ma la fedeltà transatlantica dell’Europa non è negoziabile. Sta a noi renderla più solida, più autonoma e soprattutto credibile. Il 5% è parte di questa credibilità.

Non possiamo permetterci di aspettare. Chi sa leggere la storia, sa bene che il tempo, a volte, non concede proroghe.

Giuseppe Arnò 

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