In un’epoca in cui l’umanità sembra aver smarrito la propria bussola ontologica, accettando passivamente una condizione di scarto esistenziale, la filosofia torna a far sentire la sua voce rigorosa. È un verdetto lucido e severo quello che il filosofo e giurista Mimmo Leonetti consegna alla riflessione pubblica, coronando trentacinque anni di impegno accademico a favore del libero pensiero.
Leonetti denuncia una mutazione antropologica radicale guidata dalle logiche di mercato, dove il tradimento non è più eccezione ma norma tacita, e la dignità della coscienza viene barattata con l’utilitarismo. In una società trasformata in “tribunale della furbizia”, l’individuo si dissolve nel ciclo produttivo e la parola data perde ogni valore.
Eppure, contro il cedimento morale, il filosofo evoca l’antico adagio classico: Fortis cadere non potest. Il vero “forte” non è il cinico che trionfa nel potere, ma chi custodisce la propria sovranità interiore. L’ingiustizia può colpire la carne, ma non il santuario della coscienza; la vera caduta è solo l’abdicazione ai propri princìpi.
Per superare questa bancarotta spirituale, Leonetti propone un’alleanza per la ricostruzione dell’umano. Un appello che investe i cittadini, chiamati a rifiutare la passività; la Politica, che deve sottrarsi alla tecnica per ridiventare giustizia; e gli intellettuali, custodi della critica radicale contro le false libertà.
La sfida odierna non è una battaglia contingente, ma la salvezza dell’essenza umana dalla barbarie dell’insignificanza. Di fronte a un mondo che si sgretola, la filosofia risponde con l’affermazione irriducibile della dignità: il pensiero retto non si sottomette e il forte, pur inciampando nelle asperità della storia, non cederà mai.
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L’Autore: Mimmo Leonetti (nato a Montalto Uffugo, CS, nel 1963) è un filosofo, giurista e saggista italiano. Studioso dell’oratoria antica, della retorica forense e della filosofia della libertà, concentra le sue ricerche sulla difesa dei diritti dell’uomo e sulla critica radicale del potere. È autore di importanti saggi di approfondimento culturale, tra cui “Uomini in fuga: Il Don Chisciotte Calabrese” e “Il tempio scozzese 1778”. Da oltre trentacinque anni è una voce di riferimento del libero pensiero accademico.