Dal Santuario di San Francesco alla Madonna della Serra, il porporato canadese riscopre i luoghi della fede calabrese, delle sue origini e della missione Ardorina. Una visita segnata da spiritualità, identità e partecipazione delle comunità locali.
dal nostro corrispondente Prof. Giuseppe Trotta
Paola – Montalto Uffugo (14-15 luglio 2025)
Un viaggio nel cuore della fede e delle radici, quello vissuto dal cardinale Francis Leo, arcivescovo metropolita di Toronto, nei giorni 14 e 15 luglio in Calabria. Due giornate scandite dalla preghiera, dalla memoria e dall’incontro con le comunità che da secoli custodiscono valori spirituali, arte sacra e un profondo senso di appartenenza.
Il 14 luglio, il porporato canadese è tornato a Paola dopo ben 33 anni, per rivedere i luoghi legati a San Francesco, patrono della Calabria e figura amatissima anche tra gli emigrati. Alle ore 19, nel maestoso Santuario del Santo, ha presieduto la celebrazione eucaristica in occasione della festa votiva. A seguire, ha partecipato alla processione per le vie della città, accanto ai fedeli in festa e ai numerosi pellegrini accorsi per l’evento.
Il giorno successivo, 15 luglio, l’alto prelato ha raggiunto Montalto Uffugo, dove è stato accolto con calore dalla famiglia dei Pii Operai Catechisti Rurali (Ardorini), fondata dal venerabile don Gaetano Mauro, figura profetica del Novecento ecclesiale. Qui ha celebrato la Santa Messa nel Santuario della Madonna della Serra, tra i più antichi e simbolici della regione (sorto nel 1227, restaurato in forme neoclassiche dopo il sisma del 1854), che conserva una venerata statua mariana e affreschi barocchi di rara bellezza.
Non si è trattato solo di un momento liturgico, ma di un vero ritorno spirituale e storico: Leo ha infatti visitato il Museo Ruggiero Leoncavallo, l’unico in Italia completamente dedicato al musicista e compositore Ruggiero Leoncavallo, e naturalmente i luoghi dove visse e operò don Mauro, riconoscendo il valore pastorale di Montalto come “laboratorio d’avanguardia per una Chiesa in uscita”, secondo le parole del superiore generale padre Salvatore Cimino.
Alla cerimonia hanno partecipato anche diverse autorità civili, a testimonianza della forte valenza comunitaria dell’evento: i sindaci di Montalto Uffugo, Lattarico, Rota Greca, Santo Stefano di Rogliano e San Donato di Ninea – quest’ultimo, in particolare, luogo d’origine degli antenati del cardinale Leo. Dopo la Messa si sono tenuti incontri con le autorità, i religiosi e i tantissimi fedeli giunti da tutta la regione.
Nato a Montréal il 30 giugno 1971 da genitori italiani, Leo è stato creato cardinale nel 2024 dal compianto papa Francesco, che gli ha affidato il titolo cardinalizio di Santa Maria della Salute a Primavalle. Con sangue irpino e cosentino nelle vene – la madre originaria di San Martino Valle Caudina (AV), il padre di Belvedere Marittimo (CS) – l’attuale metropolita di Toronto mantiene un legame fortissimo con le sue origini.
Nel suo ministero ha sempre avuto a cuore la diaspora italiana e in particolare la missione degli Ardorini in Canada, che furono accompagnati proprio dal venerabile don Gaetano Mauro. “La fede e la comunità vanno insieme – ha detto Leo – e per diventare santi bisogna vivere il Vangelo al 100%, con e per Gesù”.
Una visita che ha unito spiritualità, affetto popolare e orgoglio identitario. A Montalto Uffugo, tra colline che sfiorano il Parco della Sila e una cucina contadina che parla ancora il linguaggio della terra, il cardinale Leo ha ritrovato non solo i luoghi della fede, ma un popolo che continua a camminare, radicato nella memoria e aperto al futuro.





































