Chi la dura la vince

Rio de Janeiro, 04.09.2026

Il record di Giorgia Meloni racconta una verità politica: la stabilità, in Italia, è sempre una notizia. E spesso anche il frutto delle debolezze altrui.

Non siamo meloniani. Siamo giornalisti. E i giornalisti raccontano i fatti; i giudizi spettano agli opinionisti.

Il fatto è che oggi, 4 settembre 2026, Giorgia Meloni è diventata il presidente del Consiglio con il mandato più lungo della storia dell’Italia repubblicana. Millequattrocentotredici giorni consecutivi a Palazzo Chigi: un primato che va ben oltre la curiosità statistica e che assume un significato particolare in un Paese da sempre più avvezzo alle crisi di governo che alla continuità amministrativa.

«Questo traguardo riflette la fiducia che il popolo italiano ripone nella sua leadership», ha dichiarato il premier indiano Narendra Modi nel congratularsi con Meloni. Agli auguri si sono uniti, tra gli altri, Sanae Takaichi dal Giappone, il segretario generale della NATO Mark Rutte e il primo ministro belga Bart De Wever. Anche autorevoli testate straniere hanno sottolineato come l’Italia abbia attraversato quasi quattro anni di stabilità politica, una condizione che nel panorama nazionale rappresenta quasi un’eccezione.

Il risultato assume ancora più rilievo se si considera il punto di partenza. Prima donna a guidare un governo italiano, prima esponente di un movimento postfascista alla guida di un Paese del G7 e prima leader sovranista a governare uno Stato fondatore dell’Unione Europea. Tre primati che, all’epoca dell’insediamento, alimentavano interrogativi dentro e fuori dai confini nazionali.

Naturalmente il merito non è esclusivamente suo. Meloni ha dimostrato costanza, preparazione politica, capacità comunicativa e una notevole determinazione. Ma, come spesso accade, il successo di chi governa è stato favorito anche dagli avversari.

L’opposizione si è mostrata troppo spesso divisa, priva di una linea politica realmente alternativa e incapace di trasformare il dissenso in una proposta credibile. Anche gli alleati di governo, pur attraversati da tensioni e differenze di vedute, non hanno mai spinto i contrasti fino al punto di provocare una crisi. In politica, talvolta, la solidità nasce tanto dalla forza di chi guida quanto dalla debolezza di chi dovrebbe contrastarlo.

Va inoltre riconosciuto che Meloni ha saputo affidare i ministeri chiave a figure di comprovata esperienza, consolidare il rapporto con il mondo produttivo e ritagliarsi un ruolo di primo piano nei principali dossier internazionali.

Sul piano interno, fatta eccezione per la parentesi referendaria, non ha dovuto affrontare emergenze tali da mettere realmente a rischio la tenuta dell’esecutivo. La trasformazione politica è stata forse l’aspetto più sorprendente. Da leader considerata antieuropeista e fortemente sovranista, Meloni ha progressivamente assunto un profilo più istituzionale e dialogante, senza rinunciare del tutto alla propria identità. Una metamorfosi che molti osservatori non avevano previsto e che, evidentemente, si è rivelata funzionale al ruolo.

Del resto, Winston Churchill ricordava che «migliorare significa cambiare; essere perfetti significa cambiare spesso». La politica, quando incontra il governo, costringe spesso a misurarsi con la realtà più che con gli slogan.

La legislatura, tuttavia, non è ancora conclusa. Sarà il tempo, come sempre, a stabilire se questo record rappresenti soltanto un primato cronologico o l’inizio di una stagione politica destinata a prolungarsi con un eventuale Meloni bis. E soprattutto dirà se la politica italiana avrà finalmente trovato la strada per riconquistare quella fiducia che, da troppo tempo, i cittadini le concedono con crescente parsimonia.

Giuseppe Arnò

*
Foto by Canva remix

Iscriviti
Notificami
guest

0 Comentários
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

“Linfa rara è la lacrima di una cicala” di Antonella Alfano (Eretica Edizioni, 2025 pp.  84 € 16.00) raccoglie il.

IL MONDO È IN VENDITA. SALVO ESAURIMENTO SCORTE Il denaro non spiega tutte le guerre, ma difficilmente arriva in ritardo..

La sua? Fu vera gloria!     Brescia – Ad elaborazione del lutto ancora in corso tra familiari, amici e.