Il grande fisico “sovietico” Bruno Pontecorvo. Ispiratore scientifico di ben quattro Premi Nobel Roma, Cimitero acattolico – Riporta all’archiviata politica dei blocchi contrapposti, della cortina di ferro (tuttora riemergente nel digrignar di denti tra Occidente e Russia per il casus belli ucraino) una delle tante tombe illustri del Cimitero acattolico per gli stranieri, prima Cimitero degli inglesi o dei protestanti oppure, ancora, Cimitero del Testaccio o Cimitero degli artisti e dei poeti. Nel rione, appunto, del Testaccio, vicino a Porta San Paolo ed alla stazione ferroviaria Roma Ostiense, nell’omonimo quartiere, a lato della Piramide Cestia (monumento in stile egizio e su scala ridotta, edificato nel 12 a. C. quale tomba di Caio Cestio Epulone e, poi, assorbito da una sezione delle Mura Aureliane che cingono il lato meridionale del luogo di sepolture). Cupi tomi di memoria contemporanea resuscitano dall’impatto visivo con il loculo di Bruno Pontecorvo, in URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) Bruno Maksimovič – dal nome del padre Massimo – Pontekorvo (Marina di Pisa, 22 agosto 1913 – Dubna, oblast’ di Mosca, sulle due rive del fiume Volga, 24 settembre 1993). Nel rispetto di precise volontà, le sue ceneri furono divise e le due parti interrate nel Cimitero di Dubna e nell’acattolico romano. Bruno, brillante fisico italiano con cittadinanza britannica naturalizzato sovietico, nato in un’abbiente famiglia ebraica non praticante, con papà Massimo industriale tessile, mamma Maria Maroni, sette fratelli tra cui Guido (Guido Pellegrino Arrigo, Pisa, 29 novembre 1907 – Pisa, 25 settembre 1999, genetista a sua volta con cittadinanza britannica) e Gillo (Gilberto, Pisa, 19 novembre 1919 – Roma, 12 ottobre 2006, regista, sceneggiatore, attore, compositore, partigiano), autore di opere entrate nella cinematografica mondiale come “Kapò”, 1960, “La battaglia di Algeri”, 1966, “Queimada”, 1969. Assistente di Enrico Fermi a Roma, di Irène Curie e Jean Frédéric Joliot a Parigi La biografia di Bruno Pontecorvo (qui riassunta) è lusinghiera, in quanto autore di vari studi sulla fisica delle particelle ad alta energia e sul decadimento del muone e sui neutrini, ma controversa ed enigmatica per certe sue prese di posizioni. Ad appena diciotto anni s’iscrisse al terzo anno di Fisica all’Università di Roma superando l’esame d’ammissione con Enrico Fermi e Franco Rasetti. Fu il più giovane (e, per questo, secondo la regola comune dell’affibbiar nomignoli, detto “Il Cucciolo”) degli stretti assistenti dello stesso Fermi, facendo parte del “gruppo di via Panisperna” (dal nome della via dell’istituto di Fisica) che, nel 1934, realizzò il noto esperimento sui neutroni lenti avviando le ricerche sulla fissione del nucleo atomico e delle sue applicazioni. Tra il 1936 ed il 1940 collaborò a Parigi con Irène Curie (od Irène Joliot-.Curie, Parigi, 12 settembre 1897 – Parigi, 17 marzo 1956) e suo marito Jean Frédéric Joliot-Curie (Parigi, 12 settembre 1897 – Parigi, 14 agosto 1958) nello studio degli urti dei neutroni con protoni ed alle transizioni elettromagnetiche tra isomeri. Irène e Frédéric formarono una coppia di fisici celebre per la scoperta della radioattività artificiale che gli fece vincere il Premio Nobel per la Chimica nel 1935. Irène fu, per così dire, figlia d’arte: i suoi genitori, Pierre Curie (Parigi, 15 maggio 1859 – Parigi, 19 aprile 1906) e Maria Salomea Skłodowska-Curie (Varsavia, 7 novembre 1867 – Passy, 4 luglio 1934) raggiunsero fama scientifica per i loro studi sulla radioattività. Ricevettero il Premio Nobel per la Fisica nel 1903 (assieme al fisico Antoine Henry Becquerel) per la scoperta della radioattività spontanea. A Marie Curie, nel 1911, venne conferito un secondo Premio Nobel per la Chimica riguardo all’individuazione del radio e del polonio. In ordine cronologico-storico, Irène Curie fu, perciò, la seconda donna a ricevere il Premio Nobel per la Chimica, dopo sua madre. Nel periodo di collaborazione con i coniugi Joliot.-Curie, Bruno Pontecorvo s’avvicinò al marxismo ed al comunismo senza, comunque svolgere attività politica. Nel 1938 iniziò una relazione con la studentessa svedese Marianne Nordblom da cui ebbe il primogenito Gil. Bruno e Marianne si sposarono il 10 gennaio 1940. Negli Stati Uniti, in Canada e nel Regno Unito In seguito all’occupazione di Parigi da parte delle truppe naziste (il 14 giugno 1940), lui, ebreo, nell’agosto successivo riuscì a rifugiarsi con la famiglia negli Stati Uniti trovando lavoro in una società petrolifera, Wells Surveys Inc. di Tulsa, in Oklahoma, dove sfruttò le sue specifiche conoscenze scientifiche. In pratica, realizzò una metodologia d’introspezione dei pozzi petroliferi poggiata sul tracciamento di neutroni (il carotaggio neutronico), già primo utilizzo concreto del reperimento, con Fermi a Roma, delle proprietà dei neutroni lenti. Forse in quanto di nota ideologia comunista, Pontecorvo non fu coinvolto, per tale ragione, nel Progetto Manhattan in ambito militare destinato a portare a termine la prima bomba atomica durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1943, comunque, concorse a ricerche teoriche in un centro presso Montréal, in Canada, studiando i raggi cosmici e, soprattutto, i neutrini ed il decadimento del muone. Ottenuta la cittadinanza britannica, nel 1948 lavorò nel Regno Unito, su chiamata del fisico Sir John Douglas Cockcroft (Tormorden, 27 maggio 1897 – Cambridge, 18 settembre 1967), al progetto della bomba atomica inglese dell’Atomic Energy Research Establishment (AERE) a Harwell, nell’Oxfordshire. Quindi, ottenne una nuova mansione professionale a Liverpool. Il trasferimento segreto con la famiglia in Unione Sovietica Nel dopoguerra attuò meditati piani misteriosi. Durante un suo soggiorno in Italia, il 31 agosto 1950, lasciò Roma senza dir nulla a nessuno per raggiungere Stoccolma assieme alla moglie Marianne ed ai loro tre figli (Gil del 1939, Tito Nils del 1944 ed Antonio del 1945). Poi, andarono subito ad Helsinki, in Finlandia ed entrarono in Unione Sovietica in auto (probabilmente al seguito di agenti di Mosca) passando prima da Porkkala, base navale sovietica in territorio finnico e, poi, Leningrado (oggi San Pietroburgo) per stabilirsi, infine, a Dubna, nell’oblast’ di Mosca da cui dista 125 km, sulle due sponde del fiume Volga, assumendo l’identità di Bruno Maksimovič Pontekorvo. Secondo una versione, la famiglia Pontecorvo, per violare la cortina di ferro, si divise: Marianne ed i figli su un’automobile e Bruno nel bagagliaio d’una seconda, tra sovietici