Ferrari, cronaca di una speranza annunciata

Tra test promettenti, dichiarazioni prudenti e quella passione tutta italiana che, puntuale, arriva sempre prima del traguardo x Ogni anno la liturgia si ripete identica, con la precisione di un pit stop ben riuscito, almeno quello. Un filo di speranza all’alba della stagione, qualche dichiarazione incoraggiante, due tempi sul giro che “non sono male” e poi, immancabile, la scoperta che chi di speranza campa, disperato muore. Parliamo di motori, certo. Ma soprattutto parliamo della Ferrari, cioè di una passione nazionale che non conosce pensionamento, né revisione. La dicotomia è sempre la stessa: da una parte il tifo più caloroso e fedele del pianeta, dall’altra la sofferenza quasi metafisica di vedere il Cavallino arrivare, con elegante costanza, dopo i primi. Charles Leclerc, povero ragazzo, ci mette anima, cuore e dichiarazioni sempre uguali: “Tutto è andato bene, spero che quest’anno sia la volta buona”. Lo dice con convinzione, e proprio per questo ci fa tenerezza. Non è la prima volta. Non sarà, temiamo, nemmeno l’ultima. Poi arrivano i test, Barcellona, Hamilton e Hadjar. Lewis Hamilton merita un capitolo a parte: doveva ricoprire di allori la Rossa sin dal suo arrivo, portando esperienza, gloria e titoli. È arrivato tutto, tranne gli allori. “È stato bello tornare in macchina”, dice Leclerc. Le auto sono nuove, diverse, promettenti. Tutto funziona. Sembra. Ma la Formula 1 non è un esame di funzionamento: è una gara di velocità contro gli altri, e gli altri,  dettaglio non trascurabile, corrono anche loro. Essere soddisfatti e vincere, del resto, sono due sport completamente diversi. La Ferrari è spesso soddisfatta. Gli altri vincono. E siccome la saggezza popolare non mente mai, per scaramanzia evitiamo i pronostici, memori del vecchio adagio: donne e motori, gioie e dolori. Con una precisazione: le gioie, di solito, le vedono gli altri. Per concludereAlla Ferrari resta l’eterna giovinezza della speranza. Che è una virtù cristiana, ma in Formula 1 non assegna punti. E nemmeno vittorie. di Redazione

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Scuderia Club “Cuore Rosso” – Raduno Auto

Presentazione RADUNO AUTO: Ferrari, Maserati e Supercar 22° Memorial “Abramo Guercioni” e 3° Memorial “Elisa Pompa” Sabato, 21 giugno 2025, ore 10,30 – sala consiliare comune di Sant’Omero     Sabato, 21 giugno, alle ore 10,30, nella sala consiliare del Comune di Sant’Omero, si terrà la conferenza stampa di presentazione del 22° Memorial “Abramo Guercioni” e 3° Memorial “Elisa Pompa”. Il tradizionale evento motoristico vibratiano si svolgerà domenica 29 giugno, tra i comuni di Martinsicuro, Corropoli, Nereto e Sant’Omero, organizzato dalla Scuderia Club “Cuore Rosso” di Villa Rosa di Martinsicuro, con la presenza di autovetture come: Ferrari, Maserati e Supercar. Saranno presenti: Andrea Luzi, Sindaco di Sant’Omero; Lorenzo Rastelli, consigliere delegato agli eventi; Dino Natali, Presidente della Scuderia Club “Cuore Rosso” e  Riccardo Guercioni, Vice e figlio del compianto Abramo Guercioni; Fabrizio Roccetti, Presidente dei Volontari della Protezione Civile “Gran Sasso d’Italia”di Sant’Egidio alla Vibrata e Piero Di Felice, consulente sportivo.  Per la Scuderia Club “Cuore Rosso” Dino Natali 3337667817 (Presidente)

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McLaren in festa a Barcellona: Piastri trionfa, Leclerc sul podio, Verstappen affonda

Oscar Piastri domina il GP di Spagna davanti a Norris. Leclerc approfitta del caos finale per salire sul podio, mentre Verstappen scivola al decimo posto dopo una penalità. Barcellona, 1 giugno 2025 – Il Gran Premio di Spagna ha regalato emozioni e colpi di scena: Oscar Piastri ha conquistato la sua quinta vittoria stagionale, guidando una doppietta McLaren con Lando Norris secondo. Charles Leclerc ha completato il podio per la Ferrari, approfittando di un finale turbolento che ha visto Max Verstappen penalizzato e retrocesso al decimo posto. Piastri, partito dalla pole, ha mantenuto il comando per tutta la gara, gestendo con maestria le alte temperature dell’asfalto e le strategie di pit stop. Norris ha consolidato il secondo posto, confermando la supremazia McLaren in questo weekend. La gara ha subito una svolta al 55° giro, quando un guasto alla power unit di Andrea Kimi Antonelli ha causato l’ingresso della safety car. Alla ripartenza, Leclerc ha sorpassato Verstappen per il terzo posto. Poco dopo, un contatto tra Verstappen e George Russell ha portato a una penalità di 10 secondi per l’olandese, che lo ha fatto scendere dalla quinta alla decima posizione finale. Con questo risultato, Piastri estende il suo vantaggio in classifica piloti a 10 punti su Norris, mentre McLaren consolida la leadership nel campionato costruttori. Top 10 – GP di Spagna 2025: Oscar Piastri (McLaren) Lando Norris (McLaren) +2.471s Charles Leclerc (Ferrari) +10.455s George Russell (Mercedes) +11.359s Nico Hülkenberg (Kick Sauber) +13.648s Lewis Hamilton (Ferrari) +15.508s Isack Hadjar (Racing Bulls) +16.022s Pierre Gasly (Alpine) +17.882s Fernando Alonso (Aston Martin) +21.564s Max Verstappen (Red Bull) +21.826s (dopo penalità) Redazione  

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Bezzecchi trionfa a Silverstone: Aprilia torna grande e lancia un segnale a Martin

Marco Bezzecchi ha conquistato una splendida vittoria nel GP di Gran Bretagna 2025, regalando ad Aprilia un successo che mancava dal 2024 e segnando la sua prima affermazione con la casa di Noale. Partito dalla decima posizione, il pilota italiano ha gestito una gara perfetta, approfittando anche della sfortuna di Fabio Quartararo, leader fino al ritiro per guasto tecnico. Una vittoria che ha un doppio peso: sportivo e politico. Il CEO di Aprilia, Massimo Rivola, ha colto l’occasione per mandare un messaggio chiaro a Jorge Martin, assente per infortunio e incerto sul proprio futuro: “La nostra moto può vincere”. Bezzecchi, emozionato, ha dedicato il successo al team: “È stata dura, ma abbiamo sempre creduto in questo progetto. Questa vittoria è per tutta la fabbrica di Noale”. Il trionfo di Silverstone rilancia le ambizioni di Aprilia e accende i riflettori su un box ora più competitivo che mai. Redazione Credito foto: https://www.moto.it/MotoGP

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Ferrari, dal Cavallino Rampante al Trattorino Zoppicante: Mandateli Tutti a Casa!

C’era una volta la Ferrari. Anzi, no. C’è ancora, ma non si vede. È come quando ti raccontano di un mito, una leggenda, un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, e poi ti svegli davanti a una SF-25 che fatica a tenere dietro persino una Williams. Sì, quella Williams. Non è un incubo: è il GP di Miami 2025. E se non fosse tragico, ci sarebbe da ridere. Conte, ospite da Floris, ha detto: “Avevate una Ferrari e la state facendo andare peggio di un’utilitaria di vecchio modello.” E come dargli torto? Anche se, a ben guardare, quella “sua” Ferrari andava piano quasi quanto questa. Ma almeno non faceva così tanta confusione. Oggi invece si naviga a vista, con Hamilton e Leclerc che sembrano due passeggeri intrappolati su un autobus senza conducente. Miami ha fatto da specchio crudele a una realtà che a Maranello continuano ostinatamente a ignorare: questa macchina è un fallimento annunciato. Un progetto nato male e cresciuto peggio. Il retrotreno non funziona, l’avantreno è un salto nel vuoto, la correlazione dati è sparita come i sogni mondiali dei tifosi. Vasseur parla di potenziale da estrarre come un novello rabdomante nel deserto, ma a furia di cercare l’acqua ci si sta solo affogando nel ridicolo. I piloti sono esasperati. Hamilton si sfoga via team radio come un adolescente col cuore spezzato, Leclerc mastica amaro e guarda nel vuoto, probabilmente ripensando a quel 2019 in cui credeva ancora in un futuro rosso. E i tifosi? Loro sì, sono i veri eroi. Ogni domenica sperano, ogni domenica si illudono, e ogni domenica ricevono in cambio una nuova umiliazione. Altro che Cavallino Rampante: ormai è diventato un somaro impantanato nella ghiaia. Il bello è che tutto questo disastro costa milioni. Una struttura da Formula 1, due tra i piloti migliori del circus, una fanbase planetaria… e una macchina che sembra messa su con le istruzioni del “fai da te”. Vasseur chiede tempo. Ma quanto ancora? Maggio è la deadline, dicono. Tra Imola, Monaco e Barcellona ci si gioca tutto. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, a Maranello stanno già preparando l’ombrello per l’acquazzone. Forse è arrivato il momento di dire basta. Azzerare tutto. Salutare educatamente (o forse no) chi ha portato la Ferrari in questo vicolo cieco e cominciare da capo. Con gente nuova, idee nuove, competenza massima e non frasi fatte da conferenza stampa. Non è solo una questione tecnica: è una questione di dignità. L’Italia sportiva non merita questa vergogna. I tifosi non meritano di tifare per un simbolo sbiadito. E soprattutto, Enzo Ferrari non merita di girarsi nella tomba ogni domenica pomeriggio. Ferrari, è ora di fare l’unica cosa sensata rimasta: mandateli tutti a casa e ricominciate. Prima che il mito diventi barzelletta. di Redazione Foto credit: Cavallino Classic

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Luca Dal Monte ci racconta…

In libreria dal 14 maggio   LA TRATTATIVA La vera storia di come Ford, Alfa Romeo e Fiat cercarono di acquisire la Ferrari e come solo una ci riuscì di Luca Dal Monte     Bologna, 7 maggio 2025 – C’è un momento nella storia dell’automobilismo in cui il futuro della Ferrari ha rischiato di imboccare strade completamente diverse da quelle che conosciamo. A distanza di oltre mezzo secolo, Luca Dal Monte – uno dei massimi esperti mondiali della storia Ferrari e già autore di biografie definitive su Enzo Ferrari e sul Cavallino Rampante – ricostruisce per la prima volta, con documenti inediti e testimonianze esclusive, la vicenda straordinaria che ha visto tre giganti dell’automobile mondiale contendersi l’acquisto della Casa di Maranello: Ford, Alfa Romeo e Fiat. La trattativa (Edizioni Minerva, 2025) non è solo il racconto di una complessa vicenda commerciale. È una vera e propria spy story industriale che attraversa gli anni Sessanta, quando Enzo Ferrari – sopravvissuto alle tragedie personali e alle battaglie giudiziarie che avevano minacciato di distruggere la sua impresa – si trova di fronte alla scelta cruciale di cedere, o meno, il controllo del sogno che aveva costruito dal nulla.   Dietro le quinte della sfida Ford – Ferrari   Nel 1963, quando Henry Ford II decide di modernizzare l’immagine della Ford, la Ferrari diventa il trofeo più ambito. La casa americana è pronta a tutto per acquistare non solo la fabbrica, ma soprattutto il prestigio e il know-how tecnico che la Ferrari rappresenta nel mondo. La Ford progetta non solo di rilevare l’azienda, ma anche di estendere il marchio Ferrari ai modelli Ford più sportivi e di usare Maranello come laboratorio europeo per le competizioni internazionali. Ma Enzo Ferrari, genio e uomo d’affari astuto, detta le sue condizioni: totale autonomia tecnica e sportiva. Una clausola che la Ford non accetterà mai del tutto. La trattativa con Ford, ricostruita in questo libro attraverso le relazioni riservate della Casa americana – alcune classificate “Eyes Only” e mai pubblicate prima – rivela come la differenza di visione culturale e imprenditoriale tra i due mondi abbia portato alla clamorosa rottura.   Alfa Romeo: il sogno mancato Tra Ford e Fiat, spunta una terza protagonista: Alfa Romeo. Per Ferrari, un ritorno alle origini e una soluzione che avrebbe potuto garantire continuità e autonomia. Nel libro, grazie a documenti privati e corrispondenze top secret, emergono i tentativi di mediazione tra Enzo Ferrari, Alfa e Gianni Agnelli, fino a incontri riservati di cui la storiografia ufficiale non ha mai parlato.   La Fiat e la decisione definitiva Dopo il fallimento della trattativa con Ford e il tramonto dell’ipotesi Alfa Romeo, nel 1969 arriva l’accordo con la Fiat. Ma anche qui la negoziazione fu tutt’altro che semplice. Enzo Ferrari riesce a ottenere ciò che aveva sempre voluto: il sostegno industriale necessario per competere sui mercati mondiali e nelle competizioni sportive, senza mai cedere il controllo della sua scuderia. Con rigore storico e taglio narrativo, Dal Monte ricostruisce non solo i fatti ma anche il contesto culturale, economico e politico di quegli anni. Il volume offre uno spaccato unico sul carattere e sulla visione di Enzo Ferrari: uomo capace di affascinare, spiazzare e – soprattutto – non farsi mai mettere all’angolo.   Fonti esclusive, testimonianze dirette, carteggi privati e dossier aziendali compongono un mosaico che ridefinisce le dinamiche dell’automobilismo globale e racconta come la Ferrari sia riuscita a mantenere la sua identità contro tutto e tutti.   L’AUTORE   Luca Dal Monte è nato a Cremona nel 1963. I suoi libri sono letti e tradotti in tutto il mondo. Il suo Ferrari Rex ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport ed è stato finalista del Motoring Book of the Year Award del Royal Automobile Club. Il “New York Times” l’ha indicata come «la biografia definitiva» di Enzo Ferrari. Il suo Ferrari. Presunto colpevole è stato insignito del Premio Sandro Ciotti – Panathlon Milano e del Premio Coni. Oltre a numerose e fortunate opere di saggistica, ha al suo attivo anche tre romanzi e due libri di racconti. La trattativa è il suo primo libro per Minerva.     Ufficio stampa Edizioni Minerva Korina Sheremet | [email protected] | 3803835997 Silvia Faraci | [email protected] | 3807833204 Giorgia Fontana | [email protected] | 3400597069 Benedetta Dalla Rovere | [email protected] | 335 5230658

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Alfa Romeo, svolta storica: Giulia e Stelvio dicono addio ai motori a benzina

Alfa Romeo si prepara a un cambiamento epocale: dal 2025, Giulia e Stelvio non saranno più disponibili con motorizzazioni a benzina, inclusi i potenti allestimenti Quadrifoglio. L’ultima chiamata per ordinarle è fissata tra marzo e maggio 2025, dopodiché resteranno in gamma solo le versioni diesel. Questa scelta, dettata dalla necessità di ridurre le emissioni e allinearsi alle normative europee, anticipa l’arrivo della nuova generazione di entrambi i modelli, prevista tra il 2025 e il 2026. Costruiti sulla piattaforma STLA Large, i futuri modelli offriranno una maggiore flessibilità, supportando motorizzazioni elettriche e ibride. Con questa mossa, il Biscione conferma la sua evoluzione verso una mobilità più sostenibile, senza rinunciare alla sportività e all’innovazione tecnica che lo contraddistinguono. di Redazione Foto credito: https://www.msn.com/it-it/motori/notizie/alfa-romeo-giulia-e-stelvio-addio-ai-motori-benzina-le-ragioni-di-una-scelta/ar-AA1AN9M3

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Nuova Dacia Duster GPL 2024: praticità, risparmio e versatilità

La Dacia Duster torna a stupire con il nuovo modello alimentato a GPL, continuando a essere uno dei SUV più amati in Italia. Il binomio tra prezzo competitivo e caratteristiche funzionali si conferma vincente, con un listino che parte da soli 19.900 euro per l’allestimento Essential. Spazio e comfort per tutti Con una lunghezza di 4,35 metri e un bagagliaio generoso (da 513 fino a 1.700 litri), la Duster offre spazio sufficiente per cinque passeggeri e i loro bagagli, rendendola ideale per famiglie e viaggiatori. L’interno è stato migliorato, risultando più silenzioso e confortevole, grazie all’uso di materiali fonoassorbenti. Prestazioni su strada Equipaggiata con un motore turbo 1.0 tre cilindri da 100 CV, la Duster GPL garantisce una guida fluida e un’ottima autonomia grazie al doppio serbatoio (benzina e GPL), per un totale di oltre 1.200 km. I consumi si attestano tra 14 e 16 km/l, mentre un pieno di GPL costa circa 35 euro. Personalizzazione e accessori Tra le opzioni, spicca il Pack Sleep (1.700 euro), che trasforma il bagagliaio in un letto da campeggio con una superficie piana e accessori integrati. Ideale per chi ama l’avventura e la vita all’aria aperta. Un’offerta unica nel suo segmento Con un rapporto qualità-prezzo imbattibile e prezzi che arrivano a 23.100 euro per l’allestimento top, la Duster GPL si conferma una scelta intelligente per chi cerca spazio, tecnologia e risparmio senza rinunciare alla versatilità. Spunto e Foto dal sito: https://www.ilgiornale.it/news/automotive/dacia-duster-gpl-pi-amate-d-italia-tutta-nuova-e-costa-poco-2407599.html

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Mercedes GLB 220d

Mercedes GLB 220d: si aggiorna e cresce la qualità, bassi consumi e tanto spazio a bordo Con l’aggiornamento, la casa stellata introduce su GLB un lieve refresh estetico e alcune migliorie all’interno, oltre a delle innovazioni di gamma. La si può scegliere con motori benzina, diesel o ibrido plug-in, anche a trazione integrale Daniele Villa 23 Agosto 2024 – 15:43 I punti chiave         Mercedes GLB 2024 è l’ultimo aggiornamento di gamma del fortunato SUV tedesco, un’auto molto interessante all’interno della gamma del costruttore di Stoccarda. Unisce diverse caratteristiche che l’hanno resa un modello dal discreto successo sul nostro mercato. Essendo basata sulla piattaforma MFA (quella di accesso alla gamma), risulta più vantaggiosa e leggera rispetto ad altri modelli di pari dimensioni e segmento, senza però compromettere lo spazio a bordo. Può ospitare fino a sette passeggeri e vanta un bagagliaio più che generoso. Prezzi a partire da 43.949 euro.   Design e dimensioni Non varia rispetto al modello uscente, con dimensioni da pieno segmento C, per una lunghezza di ben 4,65 m e una larghezza di 1,85 m. Notevole l’altezza, con 1,66 m, il che le conferisce una forma particolarmente squadrata, volta a massimizzare lo spazio all’interno per passeggeri e bagagli. La generosa altezza, soprattutto nella parte finale della carrozzeria, torna a vantaggio della testa dei passeggeri della terza fila di sedili, richiedibile come optional a pagamento. Il frontale non subisce particolari variazioni rispetto al passato, con una griglia ad effetto tridimensionale (a richiesta) e gruppi ottici full led leggermente rivisti. Si possono selezionare come optional i fari Multibeam Led, con fascio led adattivi e abbaglianti automatici. Riviste anche le luci posteriori, ovviamente led, così come la gamma dei cerchi in lega, che può arrivare fino a 20”. Questi sono solitamente dedicati ai pacchetti AMG Line, come nel nostro caso, per il quale è anche equipaggiato con l’allestimento Premium Plus, al vertice della gamma. Guadagna così dei dettagli estetici maggiormente sportivi, come i paraurti anteriori con appendici aerodinamiche o le timide minigonne lungo la fiancata. L’assetto è anche specifico, con molle più rigide e più basse di qualche mm. Sempre vivamente consigliato il pacchetto Night, che oscura tutte le cromature presenti sulla carrozzeria, per donare un aspetto ancor più ricercato. Interni e tecnologia L’abitacolo appare sempre curato e dal particolare impatto visivo. La funzione segue il design e riprende l’impostazione dell’MBUX che abbiamo già visto su molti altri modelli Mercedes basati sulla stessa piattaforma. Nella configurazione migliore, accoglie due display da 10,25” sia per la strumentazione digitale che per l’infotainment, molto semplici da utilizzare: il primo tramite i tasti dedicati sulla razza sinistra del volante, il secondo tramite touch. Sparisce infatti il pannello a sfioramento al centro del tunnel dal quale era prima possibile gestire il navigatore di bordo. Anche il volante è stato aggiornato, soprattutto per le versioni AMG Line, che ora vantano un nuovo elemento più sportivo, dall’impugnatura più solida e spessa, con pelle traforata e impunture rosse a vista. Sembrano anche migliorati i materiali all’interno, con assemblaggi più solidi e minori scricchiolii provenienti dai diversi componenti utilizzati su plancia e pannelli portiera. La personalizzazione è molto ampia, e si può spaziare da inserti in microfibra ad effetto velluto, fino a plastiche nere lucide e pannelli in simil alluminio o carbonio. Non mancano le luci led soffuse multicolore o una vastissima lista di accessori con i quali personalizzare il proprio modello. L’equipaggiamento, da questo punto di vista, non ha nulla da invidiare a quello di altri modelli del brand. Potrebbero però essere sostituiti i materiali in piano black al centro del tunnel, sempre molto soggetti a polvere, ditate e graffi. Nel retro si vive molto bene, con bocchette dell’aria dedicate (ormai non più scontate), prese USB, ampia luminosità con il tetto panoramico optional e tantissimo margine per le gambe. Pur trattandosi di un modello con trazione integrale 4Matic, il tunnel della trasmissione non ruba molto spazio ai piedi del passeggero centrale. Essendo uno dei modelli più versatili del costruttore, GLB vanta un generoso bagagliaio, a partire da oltre 560 litri, che possono poi diventare 1.800 abbattendo la seconda fila di sedili. Questa, può anche scorrere in avanti e inclinarsi, per lasciare spazio ai passeggeri della terza fila di sedili, optional. Prova su strada È sempre positivo trovarsi al volante di uno dei migliori diesel mai prodotti sul suolo europeo. Stiamo parlando del celebre OM654, una famiglia di motori turbo diesel 4 cilindri 2.0 di cilindrata. Tante le declinazioni di questa unità, sia a trazione integrale che anteriore, con diversi step di potenza. Abbiamo provato in questo caso la versione con 190 CV e 400 Nm di coppia, la potenza perfetta per coniugare performance adeguate e consumi ridotti. Infatti, il punto forte di questa unità è l’estrema flessibilità ed elasticità del propulsore, perfetto per funzionare in ogni contesto, dal traffico cittadino alle strade con forte pendenza e pieno carico. Grande supporto arriva però anche dal cambio automatico doppia frizione ad otto rapporti: rapido e fluido nelle cambiate, assicura una curva di coppia continua in tutte le marce, senza far quasi avvertire la transizione. Rispetto ad altre unità ibride, potrebbe far storcere il naso la vibrazione e il rumore proveniente dal propulsore, tipico di un’unità a gasolio, ma nei limiti del segmento di appartenenza. A seconda delle diverse modalità di guida, è in grado di assicurare più o meno sprint alla pressione sul pedale del gas, fino ad assicurare uno scatto sullo 0-100 km/h coperto in 7,6 secondi, fino ad una velocità massima di 217 km/h. La presenza della trazione integrale assicura ancor più grip e versatilità, grazie ad una miglior trazione in tutte quelle circostanze più critiche, potendo anche affrontare un modesto percorso sterrato. Un po’ di potenza e coppia viene però dissipata dal sistema 4Matic, che sfrutta un giunto con frizioni a lamelle per inviare la coppia al retrotreno, quando è richiesto. In caso di guida normale, su fondo asciutto e piano, il sistema sgancia l’albero di trasmissione, trasformandosi in un veicolo a trazione anteriore. Nel caso si equipaggiassero dei cerchi da 20”, si otterrebbe uno stile di guida più preciso e stabile, ma di contro si riscontrerebbe qualche vibrazione extra

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