Leader di oltre 70 Paesi riuniti nella Cupula Climatica in vista della COP30. Lula apre i lavori, l’Italia rappresentata dal Vicepremier Tajani
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Belém, alle porte dell’Amazzonia, è per due giorni il cuore pulsante della diplomazia climatica mondiale. Capi di Stato, ministri e rappresentanti di oltre settanta Paesi si sono riuniti il 6 e 7 novembre per la Cúpula Climatica, appuntamento preparatorio alla COP30 che si terrà dal 10 al 21 novembre. L’obiettivo, come sempre, è quello di “fare il punto”, espressione che in diplomazia significa mettersi d’accordo sul lessico prima ancora che sui contenuti.
A rappresentare l’Italia è il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, accompagnato dall’Ambasciatore d’Italia in Brasile Alessandro Cortese. La presenza italiana sottolinea la volontà di contribuire al dibattito su transizione ecologica, cooperazione energetica e sviluppo sostenibile, tre concetti nobili che, a forza di essere ripetuti, rischiano ormai di suonare come una formula magica recitata in tutte le lingue.
L’apertura dei lavori è avvenuta nella tarda mattinata del giorno 6 con l’intervento del Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, che ha ricordato come “non ci sia più tempo da perdere” e che “la foresta amazzonica è un patrimonio dell’umanità”. Concetti condivisibili, certo, ma che da anni rimbalzano nelle conferenze sul clima come eco nella foresta stessa: sempre gli stessi, solo un po’ più urgenti ogni volta.
Nel pomeriggio, la plenaria “Clima e Natura: Foreste e Oceani” ha riunito esperti e ministri per discutere strategie comuni di tutela ambientale. Il giorno seguente, nuove sessioni e una fitta agenda di incontri bilaterali hanno completato il programma, con il Brasile al centro di una rete di alleanze e promesse.
Belém, per due giorni, è diventata la capitale morale del pianeta verde. Poi i leader ripartiranno, gli aerei torneranno a solcare il cielo e i comunicati parleranno di “progressi significativi”.
Finché, alla prossima conferenza, qualcuno non si accorgerà che il clima continua, testardo a non leggere i resoconti ufficiali.
In vista della COP30
La COP30, Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, si terrà sempre a Belém do Pará dal 10 al 21 novembre 2025.
Si prevede la partecipazione di oltre cento delegazioni governative e migliaia di esperti, ricercatori e rappresentanti della società civile.
Al centro dei negoziati: la revisione degli impegni assunti con l’Accordo di Parigi, la riduzione delle emissioni e i finanziamenti per la transizione energetica nei Paesi in via di sviluppo.
Il Brasile, ospite e protagonista, punta a presentarsi come ponte tra Nord e Sud del mondo: l’Amazzonia come simbolo, e al tempo stesso banco di prova, della volontà collettiva di salvare il pianeta.
Paolo Carlucci e Giuseppe Arnò
Foto: Paolo Carlucci