La Bresaola della Valtellina IGP si trova oggi ad affrontare una delle sfide più delicate degli ultimi anni. Lo stop alle importazioni di carne bovina dal Brasile deciso dall’Unione Europea rischia infatti di avere conseguenze significative su una filiera che dipende in larga misura dalle forniture provenienti dal Sud America. Una notizia che ha acceso il dibattito tra produttori, operatori del settore e consumatori, soprattutto perché coinvolge uno dei prodotti simbolo della tradizione alimentare italiana.
Secondo i dati diffusi da fonti di settore, nel 2025 i Paesi dell’Unione Europea hanno importato dal Brasile oltre 300 mila tonnellate di carne, di cui più di 80 mila tonnellate di carne bovina. Una quota rilevante che evidenzia il peso strategico del Paese sudamericano negli approvvigionamenti europei. Lo stop introdotto da Bruxelles nasce dalla richiesta di maggiori garanzie sul rispetto delle normative europee relative all’utilizzo degli antimicrobici negli allevamenti. Non si tratta quindi di un’emergenza sanitaria legata ai prodotti già presenti sul mercato, bensì di una questione normativa e documentale legata ai controlli richiesti dall’UE.
Per comprendere l’impatto della decisione occorre guardare alla realtà produttiva della bresaola. Contrariamente a quanto molti consumatori immaginano, la materia prima utilizzata per la Bresaola della Valtellina IGP non proviene esclusivamente dall’Italia. Il disciplinare tutela il processo di lavorazione che avviene nella provincia di https://it.wikipedia.org/wiki/Sondrio, ma non impone che i bovini siano allevati sul territorio nazionale. Proprio questa caratteristica ha consentito negli anni alle aziende di costruire una filiera internazionale capace di garantire continuità produttiva e qualità della materia prima.
Secondo quanto dichiarato dal Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina, circa l’80% della carne bovina destinata alla produzione IGP arriva dal Sud America, in particolare da Brasile, Paraguay, Uruguay e Argentina. Soltanto il restante 20% proviene dall’Europa, soprattutto dalla Francia.
Si tratta quindi di una dipendenza strutturale che rende particolarmente sensibile il comparto a qualsiasi variazione delle regole commerciali internazionali. Nel 2025 la produzione di Bresaola della Valtellina IGP ha sfiorato le 12 mila tonnellate, generando un valore al consumo superiore ai 500 milioni di euro, numeri che confermano l’importanza economica di questo settore per l’intero territorio della https://it.wikipedia.org/wiki/Valtellina
Perché il Brasile è diventato un fornitore strategico
Negli ultimi anni il Brasile si è affermato come uno dei principali partner commerciali per l’industria della bresaola grazie alla disponibilità di bovini con caratteristiche particolarmente adatte alla produzione del salume valtellinese. Alcuni tagli della coscia, indispensabili per ottenere il prodotto finale, sono infatti reperibili in quantità adeguate soprattutto nei grandi allevamenti sudamericani. Questa situazione ha progressivamente trasformato le importazioni in una componente essenziale del sistema produttivo.
Tratto da: https://ilquotidianoditalia.it/stop-carne-brasiliana-trema-la-bresaola-valtellina/