Alere flammam: teniamo accesa la fiamma della Rossa

Dalla vecchia fiamma dello scautismo alla speranza di rivedere il Cavallino davanti a tutti. Perché essere eternamente i primi degli ultimi non è esattamente nel DNA Ferrari.

Alere flammam: alimentare la fiamma. Un motto antico, passato attraverso ambienti e tempi diversi, ma sempre con lo stesso significato: non lasciare che il fuoco si spenga.

E noi, per una volta, prendiamolo in prestito senza troppi distinguo storici o politici. Ci serve per una questione assai più seria: la Ferrari.

La Rossa, naturalmente. Non Milva, per quanto anche lei avesse il suo fascino. Parliamo del Cavallino rampante di Maranello, quello che per milioni di appassionati nel mondo non è semplicemente una squadra di Formula 1, ma una specie di religione motoristica.

E allora alimentiamo la fiamma.

Perché dal 2008, anno dell’ultimo Mondiale Costruttori conquistato dalla Ferrari, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Abbiamo cambiato piloti, tecnici, strategie, uomini ai vertici e perfino qualche speranza. Il risultato, troppo spesso, è stato quello di riuscire nell’impresa singolare di essere i primi degli ultimi: abbastanza veloci per farci sognare, non abbastanza per farci festeggiare.

Adesso arriva, almeno, una dichiarazione che autorizza un sorriso.

Christian Horner, dopo ventuno stagioni al muretto Red Bull, ha ammesso di considerare ancora aperto il proprio rapporto con la Formula 1 e ha indicato proprio la Ferrari come l’eccezione alla sua idea di non tornare semplicemente come dirigente stipendiato. Secondo quanto riferito, per Maranello sarebbe persino disposto a rinunciare alla partecipazione azionaria.

Che sia un segnale? Non lo sappiamo.

Che sia la soluzione? Ancora meno.

Ma quando si tifa Ferrari da qualche anno, anche una fiammella diventa un falò.

E poi c’è quella definizione che fa piacere ascoltare: il gigante addormentato della Formula 1.

Bene. Svegliamolo.

Non chiediamo miracoli. Soltanto una Ferrari capace di partire davanti, correre davanti e, possibilmente, arrivare davanti. In altre parole, quella curiosa abitudine che un tempo chiamavamo semplicemente vincere.

Perché sperare è lecito. E, con la Ferrari, è quasi un dovere.

Alere flammam, dunque. La fiamma è ancora accesa. Adesso, però, sarebbe bello che qualcuno aggiungesse un po’ di benzina.

Giuseppe Arnò

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Foto arquivio Lagazzetta-online.com

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