Lino Banfi premiato all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Lino Banfi
Lino Bbanfi e Claudio Beccalossi

 

 Lido di Venezia – Onore e merito per il grande Lino Banfi (al secolo Pasquale Zagaria, Andria, 9 luglio 1936, attore in prevalenza comico ma pure drammatico, nonché cabarettista dagli esordi difficoltosi e contro il volere di papà Riccardo e mamma Nunzia Colia che avrebbero preferito continuasse in seminario) all’83^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026, organizzata dalla Biennale della città lagunare (presieduta da Pietrangelo Buttafuoco) e diretta da Alberto Barbera.

  

Con punto nevralgico e storico della rassegna, fin dalla sua prima edizione (aperta il 6 agosto 1932), all’Hotel Excelsior Venice Lido (oggi proprietà del gruppo britannico London & Regional Hotels), in lungomare Guglielmo Marconi 41.

   Il 6 settembre è stato l’ennesimo giorno al top per il pugliese DOC, sempre sotto gli occhi vigili e premurosi della sua fedele manager Paola Comin. Il suo lungo viaggio nello spettacolo polivalente (iniziato a Milano nel 1954 col teatro di varietà) ha attraversato cinema (comprese pellicole della cosiddetta commedia sexy italiana in voga negli Anni Settanta ed Ottanta del secolo scorso), televisione (fiction), radio, sceneggiature, pubblicità, perfino album, singoli ed opere letterarie (l’ultima è l’autobiografia, “90 non mi fai paura! Il romando della mia vita”, HarperCollins Italia, Milano, 2026) ecc.

  Con Lucia Lagrasta (1938-2023), sposata il 1° marzo 1962, ha avuto due figli: Rosanna (1963, attrice a sua volta) e Walter (1968, regista e produttore cinematografico). Una curiosità… appetitosa: Lino gestisce, assieme ai figli, il ristorante “Orecchietteria Banfi”, in via Giuseppe Gioacchino Belli (nei pressi di piazza Cavour), nel quartiere Prati, a Roma. Ovviamente specializzato in ricette tradizionali e prodotti tipici della cucina pugliese… L’attore abita nel quartiere piazza Bologna, a Roma.

   Nella Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior, in aggiunta al suo considerevole bottino di riconoscimenti ed onorificenze accumulato in tanti decenni di carriera, Banfi ha ricevuto il Filming Italy Achievement Award alla carriera durante l’8^ edizione del Filming Italy Venice Award, ideato dalla regina degli eventi Tiziana Rocca (direttore generale ed artistico del Filming Italy Award, nonché titolare della Agnus Dei Tiziana Rocca Production srl, società concentrata nell’ideare ed organizzare manifestazioni d’alto livello) come appuntamento collaterale alla Mostra internazionale d’arte cinematografica.

   Inoltre, nella stessa occasione, all’interprete di oltre 110 films per il grande schermo è stata attribuita la Medaglia della Camera per le personalità della cultura e delle arti che hanno dato lustro alla nazione, consegnata dallo stesso presidente della Commissione Cultura di Montecitorio, Federico Mollicone.

   Nonostante la vena di malinconia negli occhi per la sua Lucia (rimpianta e presente comunque accanto a lui) e per il tempo che grava su una miriade di ricordi, Lino Banfi è sempre disponibile con chi l’avvicina. Non si tira indietro per un breve colloquio o per gli autografi, premessi sempre da un amichevole Ciao che sa tanto d’affetto e gratitudine per un pubblico d’ogni età.

   Auguri di lunga vita, Nonno Libero (della fiction “Un medico in famiglia”)…

Claudio Beccalossi

 

Lino Banfi in esclusiva per “La Gazzetta Italo-Brasiliana”

   Siamo alla Mostra del cinema di Venezia, abbiamo con noi il grande Lino Banfi che, avendo interpretato Oronzo Canà nel film-cult “L’allenatore nel pallone” (1984, regia di Sergio Martino) ed essendo stato in Brasile alla ricerca di qualche promessa del calcio da ingaggiare (assieme alla coppia comica Andrea Roncato e Gigi Sammarchi), svelerà un aneddoto sulla scelta del nome del protagonista e farà un saluto particolare ai nostri amici italo-brasiliani, soprattutto ai lettori de “La Gazzetta Italo-Brasiliana”.

  

   «Sono tutti miei amici, immagino. Perché voi non sapete come nacque Canà. Ve lo dico rapidamente. Non mi potevo chiamare nel film Oronzo Pugliese (famoso calciatore ed allenatore di calcio, Turi, Bari, 5 aprile 1910 – Turi, Bari, 11 marzo 1990, n.d.a.) come quello vero. Allora dissi: “Il nome lo teniamo, il cognome lo cambiamo”. “Che cognome mettiamo?”. “Mi farebbe piacere Canà”. Tutti quanti hanno reagito un po’ così. “Che c’entra Canà? Non è un cognome pugliese”. “Sì, lo so. Però voglio che mia moglie nel film si chiami Mara, così si dirà… Mara Canà (in riferimento allo Stadio Maracanã, denominazione   convenzionale dell’Estádio Jornalista Mário Filho, n.d.a.)”. “Ahhhh… Allora vuoi girare in Brasile, disgrazieto”. E così sono riuscito a vedere Rio de Janeiro. Quindi, vi amo doppiamente. Ciao».

   Grazie anche per questo suo particolare ricordo. Grazie infinite…

 

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