Crociati a vela e Repubblica a zig zag

Dalle flotte umanitarie sponsorizzate ai giudici creativi, passando per ceffoni gratuiti e brindisi consolatori: cronache di un Paese che non si annoia mai

x

x

Dal 1096 al 1291 si consumarono otto grandi crociate, nove, per gli storici più generosi. Se davvero la storia ama ripetersi, abbiamo ancora ampio margine per eguagliare le imprese di Goffredo di Buglione e Pietro l’Eremita. Nel frattempo, ci accontentiamo delle repliche in scala ridotta.

Siamo infatti alla seconda crociata della Flotilla, pronta a salpare, dopo mesi di annunci, il 29 marzo 2026. Tempistica invidiabile: Pasqua e Pasquetta in mare, clima mite, Mediterraneo docile. Qualche malalingua potrebbe parlare di gita primaverile con contorno ideologico, ma sarebbe cattiveria gratuita. O quasi.

Le crociate originali nacquero da una chiamata solenne alle armi di papa Urbano II, accolta con fervore popolare ed entusiasmo militare. I crociati indossavano la croce, partivano a proprie spese, senza sponsor, senza benefit, senza comunicati stampa. Difendevano la Terra Santa e proteggevano i pellegrini. O almeno così credevano.

Le crociate moderne, inevitabilmente, hanno cambiato assetto: velieri eleganti, loghi discreti, carichi simbolici di aiuti destinati, con ogni probabilità, a non arrivare mai. Ma utilissimi per trasformare l’impresa in una sorta di “Barcolana ideologica” a vocazione globale. La prima spedizione si è conclusa con arresti, schedature e rimpatri. La seconda crociata storica finì con una sonora sconfitta per i cristiani. Se la storia insiste a ripetersi, i nuovi cavalieri sanno già come andrà a finire. Ma poco importa: vitto, alloggio e visibilità sono garantiti, e la propaganda, comunque vada, è assicurata.

Secondo Saif Abukeshek, del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla, parteciperanno alla missione oltre mille tra medici, infermieri, operatori sanitari, educatori, ingegneri, investigatori di crimini di guerra ed ecocidio. Nessuna notizia, però, di analoghe spedizioni verso l’Ucraina. Forse viaggiare in slitta o motoslitta è meno glamour che navigare su yacht solidali.

Ma l’Italia, si sa, è un continente più che un Paese. Mentre una parte del Paese applaude l’apertura dei Giochi di Milano-Cortina 2026, tra tram simbolici e cerimonie solenni, un’altra parte protesta, perché protestare è un diritto, e spesso anche un’abitudine.

Poi c’è la cronaca giudiziaria, che riesce spesso a superare l’impensabile. Un giudice di Catanzaro chiede alla Consulta di bloccare il carcere per un ventenne condannato per abusi su una tredicenne, ritenendo la pena “irragionevole”. Un ricorso che sfida Parlamento e buon senso. Commentare sarebbe facile. Meglio tacere: il silenzio, a volte, è più eloquente.

Dagli abusi si passa alle botte gratuite. A Roma un giovane tunisino, senza fissa dimora e con gravi problemi psichiatrici, colpisce passanti a caso. Fermato, sottoposto a TSO, rilasciato. Le norme vigenti non consentono misure durature. È di nuovo in strada. Qui, finalmente, si invoca un intervento urgente e bipartisan: a Roma i parlamentari sono di casa e nessuno, immaginiamo, ama essere preso a schiaffi per strada, senza preavviso e senza motivo.

Ci sarebbe altro, molto altro. Ma non tingiamo di nero anche il giorno dell’inaugurazione olimpica. Meglio brindare. Vinitaly festeggia: l’export dei distillati italiani vale 1,7 miliardi. Un dato solido, rassicurante, alcolicamente patriottico.

Del resto, come insegnava Bukowski: se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.
In Italia, per sicurezza, beviamo sempre.

Giuseppe Arnò

Subscribe
Notificami
guest

1 Comentário
Inline Feedbacks
View all comments
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

Tripodi in Perù inaugura l’anno scolastico australe delle scuole italiane 20/09/2024 11:11 LIMA\ aise\ – Prosegue la missione della sottosegretaria di.

Si spengono le luci (e qualcuno resta al buio)     Il 2025 se ne va tra divorzi geopolitici, Giubilei.

Parte l’Europa League, Roma e Lazio protagoniste Da Dovbyk a Osimhen, da Zirkzee a Nico Williams, parata di stelle ROMA,.