Perle di pensiero: Antonio Bini

Il movimento scismatico promosso dall’ex parroco siciliano Alessandro Minutella e la divulgazione delle immagini del Volto Santo di Manoppello. Alcune riflessioni

Antonio Bini

Avevo colto circa tre anni fa l’interesse dell’ex parroco siciliano per il Volto Santo, ma non avevo poi seguito gli sviluppi del movimento creato da Minutella, sacerdote scomunicato con decreto del 15 agosto 2018 dall’arcivescovo di Palermo mons. Corrado Lorefice, “in quanto incorso nel delitto di eresia e di scisma”, successivamente dimesso allo stato laicale il 13 gennaio 2022.                                                   Ho quindi ritenuto opportuno passare in rassegna centinaia di contenuti scritti e video generati – soprattutto negli ultimi mesi – per cercare di comprendere le preoccupazioni che mi sono state espresse. Per alcuni giorni mi sono dedicato a questa ricerca rimanendo spesso sconcertato di fronte all’alternarsi di sequenze che si presentano lineari e comprensibili, con altre divagazioni, se non anche con scatti d’ira, o da post dal contenuto francamente delirante, o comunque contraddittorio. Una lettura che alla lunga confonde e disorienta.

Da quanto si è potuto leggere e soprattutto ascoltare dallo stesso Minutella, la sua visione fortemente critica del pontificato di papa Francesco deriverebbe dalla circostanza per cui Benedetto XVI non avrebbe rinunciato alla carica ma solo ad esercitarla, e di conseguenza l’elezione di papa Francesco non avrebbe alcuna validità.

La non condivisione di interpretazioni teologiche, di visioni alternative o aperture su temi significativi, che hanno visto e vedono divisioni rispetto a posizioni più tradizionali, hanno portato l’ex parroco ad individuare nel presunto vizio legato all’elezione del successore di Benedetto XVI, ritenuto l’ultimo papa legittimo, la conseguente nullità dell’elezione di papa Francesco. Una soluzione “semplificata” per considerare l’invalidità di tutti atti dallo stesso adottati, fino a parlare di antipapa, di Satana che si era impadronito della Chiesa, ecc.

Occorre anche ricordare che posizioni simili non riguardano certo soltanto l’ex parroco siciliano, ma interessano altri sacerdoti, giornalisti e opinionisti, gruppi, non solo in Italia, con interpretazioni critiche rilanciate e amplificate spesso sul web, sui social e anche attraverso la pubblicazione di libri e articoli.

In proposito si riepilogano preliminarmente i termini della vicenda della rinuncia di Papa Benedetto XVI:

  1. Benedetto XVI ha pubblicamente annunciato la volontà di lasciare la guida della Chiesa con sua “declaratio” in data 11 febbraio 2013, pronunciata innanzi ad una cinquantina di cardinali, oltre a vescovi e altri;
  2. dal testo in lingua latina, tradotto in altre sette lingue e diffuso dalla Santa Sede, emerge come la motivazione fu chiaramente ricondotta alle proprie condizioni fisiche, perché “le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare il mistero petrino”;
  3. nella lettera Benedetto sottolineò come l’atto fosse stato formalizzato “con piena libertà”, ossia senza costrizioni o condizionamenti di sorta;
  4. inequivocabile la volontà di lasciare definitivamente la carica, e non solo il suo temporaneo esercizio, allorché indicò non solo la data ultima del 28 febbraio 2013, ma anche l’ora esatta di cessazione delle funzioni – le ore 20 della stessa giornata – individuate come inizio della sede vacante, ricordando anche che “dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”;
  5. egli stesso scelse di per sé di assumere il titolo di “papa emerito”;
  6. nel conclave convocato a partire dal 12 marzo 2013, il cardinale Jorge Mario Bergoglio venne eletto papa, assumendo il nome di Francesco. I 115 cardinali presenti nel conclave erano stati tutti creati dallo stesso Benedetto XVI e dal suo predecessore Giovanni Paolo II, anch’egli ritenuto “papa legittimo”. Non si ha notizia di dubbi di sorta espressi dai cardinali prima, durante o dopo il conclave.

Per comprendere la scelta del papa tedesco è utile rileggere il dettagliato racconto di mons. Georg Gänswein, pubblicato con il titolo “Nient’altro che la verità. La mia vita al fianco di Benedetto XVI, Piemme, gennaio 2023. La sua preziosa e autorevole testimonianze di fidato collaboratore del papa, permette di cogliere una serie di circostanze che progressivamente devono aver indotto a riflettere sulla sua guida della Chiesa osservando il pontificato di Giovanni Paolo II, in relazioni al peggioramento delle condizioni di salute nel corso degli anni, ma anche le riflessioni indotte dalla visita alle reliquie di san Celestino V a L’Aquila il 28 aprile 2009, all’indomani del terremoto che sconvolse l’Abruzzo interno. In quell’occasione colpì molto il gesto di deporre il suo pallio sulle spoglie di Celestino custodite, presso la Basilica di Collemaggio. Un atto simbolico di alta considerazione nei confronti del papa del “gran rifiuto”, che apparve denso di significati, anche se le storie dei due papi non sono certamente assimilabili.

Benedetto tornò nuovamente a rendere omaggio alle reliquie di Celestino il 4 luglio 2010, a Sulmona, dove le spoglie furono temporaneamente spostate da L’Aquila per gli ottocento anni dalla nascita del papa eremita. Si apprende inoltre che Benedetto XVI non si interessasse delle voci sul “Gruppo di San Gallo”, riferite ad un piccolo gruppo di cardinali e vescovi che dal 1996 al 2006 si incontravano annualmente, ospiti dello scomparso vescovo di San Gallo Ivo Fürer, per confrontarsi su questioni ecclesiastiche.

Nella narrazione di mons. Gänswein trovano ampio spazio le preoccupazioni di Benedetto XVI nell’affrontare fisicamente il procedere dell’età nell’approssimarsi dell’appuntamento della GMG in Brasile (22-29 luglio 2013), mentre si viene a sapere di una caduta all’indietro del papa (in occasione della GMG Madrid, agosto 2011) mentre era intento a sbarbarsi, che provocò una ferita saturata con alcuni punti. In quel periodo, non potevano certo mancare i riflessi dello scandalo Vatileaks, che videro coinvolto il suo aiutante di camera, per la sottrazione e divulgazione di documenti riservati. Mons. Gänswein giunge poi a ritenere “assolutamente inesistente” nel testo della rinunzia la distinzione tra munus e ministerium, sostenuta dal giornalista Andrea Cionci, che ipotizzò il concetto della “sede impedita”, parimenti ritenuta assurda, in quanto lontana dalla modalità con cui Benedetto XVI ha vissuto, “dove ha incontrato chi ha voluto, scritto a chiunque desiderasse e pubblicato tutto ciò che ha ritenuto opportuno” (p. 276). Un contesto ben diverso da quello subito dal dimissionario Celestino V ad opera del successore Bonifacio VIII.

Soltanto nell’agosto scorso, un comunicato ANSA del 7 agosto 2025, anticipò per la prima volta il contenuto di una lettera privata diretta in data 21 agosto 2014 a mons. Nicola Bux, teologo amico di papa Ratzinger, nella quale lo stesso Benedetto XVI ebbe a sostenere: “Dire che nella mia rinuncia avrei lasciato ‘solo l’esercizio del ministero e non anche il munus’ è contrario alla chiara dottrina dogmatica-canonica […]. Se alcuni giornalisti parlano ‘di scisma strisciante’ non meritano nessuna attenzione”. La lettera, che fa pensare come anche Benedetto abbia sottovalutato i sospetti e il clamore sollevato dalla sua rinuncia, è stata compresa nel libro pubblicato da mons. Nicola Bux “Realtà e utopia nella chiesa”, ed. I libri della Bussola.

Spiace che si sia dovuto attendere la scomparsa del papa emerito (e addirittura dello stesso papa Francesco) per conoscere il testo della lettera, come pure risultano tardive le autorevoli testimonianze di mons. Gänswein, che al tempo ricopriva anche l’incarico di prefetto della Casa Pontificia. Se queste notizie fossero state conosciute dopo la rinuncia si sarebbero probabilmente potute evitare – o quanto meno limitare – strumentali e azzardate interpretazioni destinate a provocare ulteriori effetti divisivi di cui la complessa crisi che vive da tempo la Chiesa non aveva certo bisogno.

Lo stesso ex sacerdote Alessandro Minutella, che oggi si fa chiamare padre, avrebbe potuto forse evitare o ridimensionare infondate e fantasiose ricostruzioni, accusando il nuovo papa come antipapa, accompagnando il suo pensiero assurto a paladino della “Resistenza Cattolica” di catastrofiche visioni di “una falsa chiesa di cui Satana si sarebbe impadronito”. Una posizione che ha influenzato altri sacerdoti parimenti scomunicati. E’ il caso dell’ex sacerdote Enrico Bernasconi, già appartenente alla Diocesi di San Severo, che ha dichiarato in data 4 novembre 2024 al sito di informazione torinese Civico 20 News: “Noi sacerdoti del Sodalizio Sacerdotale Mariano, siamo stati chiamati, per volontà della Santa Vergine, a unirci alla missione profetica di don Alessandro Minutella, il quale per primo e da solo ha iniziato a radunare in unità di fede il gregge di Dio, il popolo di Dio rimasto cattolico ovvero il popolo che ha scoperto l’inganno del falso papa J.M. Bergoglio che governa una falsa chiesa, nuova istituzione costruita dalle mani dell’uomo, e ne ha preso le distanze in tutto, specialmente dalla ‘Communicatio in sacris’”.

Don Enrico Bernasconi chiarisce la posizione del “Sodalizio Sacerdotale Mariano” sul cammino da seguire – Civico20

In data 21 aprile 2025 Minutella postava sulla pagina FB di Radio Domine Nostra “L’antipapa eretico è morto, è passato anche lui”. Anche Leone XIV, a suo dire, sarebbe un papa illegittimo, in quanto eletto da un conclave che vedeva la partecipazione di cardinali ordinati da papa Bergoglio. Nei confronti del nuovo papa sembra mostrare comunque una minore aggressività.

L’ex parroco, che mostra capacità oratorie, che manifesta non solo problemi di fede, sostiene di ricevere messaggi da parte del Cielo, circostanza tutta da verificare che costituisce uno dei principali motivi di persuasione tra i diversi seguaci, che raggiunge frequentemente tramite i social e Radio Domine Nostra, oltre ad incontri in varie parti d’Italia e in alcuni paesi stranieri, ai quali partecipano anche altri sacerdoti scomunicati, con cui non mancano recenti contrasti e divisioni.

In diverse occasioni  singoli vescovi o anche conferenze episcopali di località interessate ad eventi organizzati dall’ex sacerdote sono intervenuti per avvertire religiosi e laici “perché possano essere consapevoli del pericolo che corrono seguendo insegnamenti che non hanno fondamento” (è il caso della Conferenza Episcopale del Piemonte, 10 gennaio 2025); la Diocesi di Cagliari in data 10 luglio 2025 ammonisce che “laddove non c’è comunione ecclesiale non c’è il crisma della Verità; chi partecipa agli incontri proposti dal Signor Minutella compie un atto contro la comunione ecclesiale e espone il proprio cammino di fede a gravi rischi”.

In realtà, Minutella svolge una martellante azione diretta ad imprimere nelle coscienze di quanti lo seguono il convincimento, basato su una personalissima interpretazione di una frase di San Tommaso D’Aquino:  “ideo peccat quicumque eorum missam audit vel ab eis accipit sacramenta” (“quindi pecca chiunque ascolti la loro messa o riceva da essi i sacramenti”) diffusa in un post del 25 novembre 2019 intitolato “Non c’è scampo per chi va a messa con la falsa chiesa” (quella ufficiale nella sua visione), che si traduce in un monito costante: va all’inferno (“tu ti danni”) chi frequenta chiese, partecipa a messe, si confessa, si comunica o anche partecipa a funerali, addirittura di propri familiari, come denuncia una donna in una lettera pubblicata su Famiglia Cristiana uscito il 24 febbraio 2024 che si preoccupa per il marito, il quale non ha partecipato ai funerali del padre in adesione ai principi espressi da Minutella.

Cfr. Se un gruppo pseudoreligioso arriva a rovinare una famiglia – Famiglia Cristiana

Penso che questo tipo di “imposizione” possa essere realmente pericolosa e angosciosa per tante persone credenti in buona fede ma fragili, potenzialmente destinate a vivere profondi contrasti interiori e in ambito familiare.

Queste posizioni, in un crescendo di autoesaltazione e di egocentrismo, intenderebbero porre il suo movimento “a difesa della bimillenaria Dottrina Cattolica, in questi tempi di apostasia e impostura anticristica” (post pubblicato sulla pagina FB Rinascita Mariana il 17 ottobre 2025).

Si tratta di un fenomeno che dovrebbe indurre vescovi e parroci ad azioni più ampie, andando oltre semplici moniti, interrogandosi sulle motivazioni e sul disagio che inducono queste persone ad allontanarsi dalla Chiesa, “in nome” di Dio, della Madonna, di Padre Pio (in un video Minutella sostiene di parlare per conto della Madonna e di Padre Pio), trovando nella comunicazione dell’ex parroco risposte che talvolta non riescono ad avere nelle proprie parrocchie.

Il Volto Santo di Manoppello è sempre più frequentemente rappresentato in gigantografie in meeting, raduni e quindi in video, ma anche riproposto su facebook e dirette streeming in novene e recite del rosario da parte dell’ex sacerdote. La foto qui di fianco, che mostra Minutella mentre è in venerazione del Volto Santo, è stata pubblicata sulla pagina FB Radio Domina Nostra.

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