Italia, Paese dei miracoli (a rovescio)

Svolte ideologiche, predicatori in tournée, affari sindacali e baby-banditi: cronaca di una normalità sempre più bizzarra

 

 

C’è chi dice che l’Italia non sia un Paese serio. Falso: è serissimo. Solo che prende tutto alla rovescia. E ogni giorno offre nuove prove che qualche virus, non più sanitario ma mentale, abbia contagiato la Penisola, trasformandola in un grande luna park dove si ride per non piangere.

Prendiamo Aboubakar Soumahoro. Fino a ieri paladino della sinistra movimentista, oggi pronto a candidarsi con le “forze del Tricolore”. Una sterzata secca, da sinistra a destra, come se la politica fosse una corsia d’autostrada e non un percorso accidentato fatto di idee, coerenza e memoria. Cambiare opinione è lecito, cambiare identità come una giacca un po’ meno. Ma in Italia tutto è fluido: persino le convinzioni.

Nel frattempo, archiviato il mantra “il Covid non vincerà”, ecco il nuovo slogan: “l’Islam non vincerà”. Lo si ripete dopo il sermone-choc dell’imam Maryam, novello Saladino che pare abbia scelto l’Italia come testa di ponte per la conquista del Vecchio Continente. La reazione politica è stata compatta, da Fratelli d’Italia alla Lega. E ci mancherebbe: quando la sfida è frontale, l’ovvietà diventa virtù.

Poi, come sempre, arrivano i soldi. E con i soldi, i migranti. O meglio: il business dei migranti. Spuntano finanziamenti europei, 3,5 milioni per corsi, permessi e assistenze varie, che finiscono nei patronati mentre i tesserati calano. Si criticano le spese per la difesa, meglio scuole e ospedali, si dice, salvo poi dimenticare di chiedersi: per chi? Domanda scortese, ma inevitabile.

Sul fronte della protesta permanente, Greta Thunberg viene arrestata a Londra durante un raduno pro-Pal. Solidarietà con otto detenuti in sciopero della fame da cinquanta giorni. Nobile causa, per carità. Ma viene il dubbio che la piazza sia diventata una professione, una forma di esibizionismo morale: si manifesta su tutto, purché non si debba timbrare un cartellino.

Intanto, nelle nostre città, la cronaca nera germoglia indisturbata. A Milano i baby maranza rapinano un quindicenne, lo spogliano, lo costringono a prelevare, a chiamare i genitori, a pagare. E all’arrivo dei carabinieri c’è pure chi tenta di aggredirli. È la nuova educazione civica: minacciare, estorcere, sfidare lo Stato. Con la sicurezza di chi sa che, comunque vada, la colpa sarà sempre di qualcun altro.

Dall’estero arrivano due notizie che fanno riflettere. In Francia Le Figaro elogia Giorgia Meloni, con grande schiaffo a Macron: strano Paese, l’Italia, che deve farsi spiegare dai francesi cosa pensa di se stessa. In Russia, invece, lo scacchista Garry Kasparov viene arrestato in contumacia: accusato di terrorismo per aver mosso troppe pedine contro il Cremlino. Lì il gioco è serio, e chi pensa viene messo sotto scacco.

Sul fronte Ucraina-Russia, nessuna novità. E come ricordava Raymond Radiguet, non è nella novità ma nell’abitudine che si trovano i piaceri più grandi. Noi, ormai, siamo abituati al nulla di nuovo.

Eppure, a ben guardare, non siamo ancora in disgrazia completa. I Comuni spendono quasi 400 milioni in luminarie e mercatini. Gli italiani investiranno 3,3 miliardi tra cenoni, pranzi e viaggi. Mangiamo, brindiamo, partiamo. Qualcuno lassù, evidentemente, ci guarda ancora con indulgenza.

Forse è questa la nostra vera morale nazionale: possiamo sopportare tutto, svolte improvvise, predicatori bellicosi, affari opachi, piazze urlanti e baby criminali, purché a Natale ci sia il panettone acceso a festa. E finché le luci restano accese, l’Italia continuerà a illudersi che il circo sia soltanto uno spettacolo. Non la casa.

Giuseppe Arnò

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