Intervista a Giuseppe Massaro

Il medico Giuseppe Massaro dedica tanta passione anche alla scrittura e alla saggistica storica

Giuseppe Massaro – Pino per i familiari e gli amici – è medico e sessuologo, ma al culmine della sua carriera medica ha avvertito l’esigenza di dedicarsi alla scrittura, alla saggistica storica ma anche alla pubblicazione di una specie di “diario intimo” per liberarsi dei suoi assilli personali di natura psicologica. A tal proposito, il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, nella postfazione di un lavoro di Massaro, annota:< l’autore è riuscito a scoprire e vivere di fede, a trovare la felicità affrontando e superando tutti gli ostacoli che ha incontrato durante il suo cammino>.

Scopriamo di più nel corso di questa intervista.

1-Lei è medico, specialista in patologia generale, sessuologia e ostetricia-ginecologia: come mai si è dedicato alla scrittura con tanta passione?

     <Necessità di distrarmi dalla mia materia>.

2-Dalla raccolta di poesie giovanili L’altra faccia, 1989 è passato alla ricerca sulla cultura popolare con Ditt’ e Dittate, 1995 e alla saggistica storica: chi o cosa lo ha spinto a indirizzare il suo interesse letterario in tale direzione?

     <Esplorando le mie radici, la mia crescita e la curiosità con piacere di scoprire risvolti importanti>.

3-Il suo recente Ricatto Massaro ricostruisce un episodio legato a un suo antenato nel contesto del brigantaggio nella Sibaritide del 1872; si è ispirato soltanto al caso del suo congiunto o intendeva ricostruire il fenomeno del brigantaggio in Calabria?

     <Dalla storia familiare con un’analisi più attenta è venuto fuori anche lo studio del fenomeno brigantaggio in Calabria>.

4-Nel volume Ditt’ e Dittate, che vuole essere un omaggio alla saggezza popolare e alle tradizioni della sua terra, la prefatrice -professoressa Pina Basile- osserva che <l’indagine, si snoda, attraverso percorsi di tradizione scritta e orale, tra fonemi dall’etimo greco, latino, arabo, francese e catalano>. In particolare cosa lo ha spinto a condurre una ricerca sulla tradizione popolare orale?

     <Mi ha affascinato la continua scoperta di noi stessi attraverso la meravigliosa mescolanza di genti che dà l’effetto dei nostri usi e costumi piacevoli e interessanti>.

5-Con Diadema della Sibaritide, del 1997, continua le sue ricerche storiche pubblicando la monografia storica su Francavilla Marittima: vuole essere soltanto un omaggio alla sua comunità o vi sono altri motivi?

     <Sì, la convinzione che le micro storie fanno la STORIA e in più colpito dallo sforzo, dal sacrificio degli antenati>.

6Squarci di luce, voglia di cambiare, del 2015, è senza meno un diario intimo che contiene riflessioni, paure, incertezze annotate in un arco di tempo abbastanza ragguardevole. <Giuseppe Massaro si racconta con la prospettiva di liberarsi dalle dipendenze, dagli assilli, dalle ossessioni. Il dottor Massaro -continua Filippo Maria Boscia, professore di Fisiopatologia della riproduzione Umana e Bioetica dell’Università di Bari e Consultore pontificio- racconta la “conflittualità interiore” che a lungo non gli ha dato tregua e che ha cercato di superare dapprima con la psicologia, alla ricerca della fiducia in sé stesso, e poi con la religione sublimandola nell’amore cristiano salvifico>. Condivide l’analisi fatta dal professor Boscia?

   <Sì, senz’altro. Il percorso, la condivisione dei lettori, vuole appunto giovare a chi è in difficoltà similare, come anche confermato nella postfazione da S.E. Mons. Savino>.                                                                           

Martino Zuccaro

 

 

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