La finestra su Roma

di Bruno Fulco

 Azzurro sbiadito nella calda estate romana

L’Italia brucia da nord a sud con ondate di caldo toccando anche i 39 gradi con temperature di ben 7-8 gradi oltre le medie stagionali. L’anticiclone Pluto ha portato l’inferno nelle città e l’asfalto ha reso ancor più insopportabili le elevate temperature, nemmeno i laghi e le spiagge hanno garantito attimi di refrigerio.

Dietro il miraggio di una quiete termica gli automobilisti si sono sottoposti all’odissea del traffico, inscatolati nei loro abitacoli per raggiungere le spiagge, e in molti casi pentendosi amaramente di non essere rimasti blindati a casa, in mutande, sotto il getto dell’aria condizionata.

Anche nelle ore notturne il termometro ha faticato a scendere sotto i 25 gradi ma fortunatamente, almeno per questa ondata di caldo, sembra che il peggio sia passato. Timidi segnali metereologici infatti, farebbero propendere gli esperti per un cambiamento imminente delle condizioni che a partire dal nord nel corso della prima settimana di luglio dovrebbero portare un po’ di sollievo anche al centro – sud.

 

 

Di questi tempi è la guerra a raccogliere principalmente l’interesse degli italiani, non c’è nessuno, infatti che, anche se nel profondo di sé stesso, possa rimanere insensibile agli accadimenti di questi giorni. Nella coscienza della persona comune ognuno prova un senso di disagio davanti alle condizioni umanitarie in cui versano tutti quelli che ne sono coinvolti, e ognuno fa i suoi ragionamenti che alla fine, pur nel ripudio della guerra, portano ad attribuire “la ragione” ad una o all’altra fazione.

Quello che sorprende un osservatore neutrale e non schierato, è constatare come calandosi nel punto di vista dei signori delle guerre che si stanno affrontando ora, nessuno ha torto come nessuno ha ragione. Tutte le motivazioni all’origine dei conflitti sembrano valide, magari non quanto la strategia di sostenerle. Ma allora come si può spiegare tutto il quadro?

Sicuramente tutto ruota intorno agli interessi economici ed allora se si vuole vedere la realtà delle cose è da qui che bisogna partire. Chi è più interessato alle sorti dell’economia? Chi è o chi sono i più interessati a governare gli interessi economici mondiali? Probabilmente saranno questi a stimolare e sostenere azioni e cambiamenti che, come in un grande gioco del Tetris, poi spingono alcuni ad armarsi contro altri. Qualcuno dirà “ok niente di nuovo all’orizzonte” ed infatti è proprio così, al netto degli inutili peana che arrivano da destra a manca per riempire in maniera bipartisan i Talk Show Tv in prima serata.

In questo quadro generale ci siamo anche noi, un piccolo Grande Paese, ma non così grande da potersi muovere in piena autonomia e che quindi è costretto ad esprimersi diplomaticamente all’interno di un interesse collettivo scelto bene o male, con tutti i limiti e i problemi che comporta.

Il più dibattuto di questi è il riarmo, c’è chi sostiene che sia necessario, chi invece che siano soldi sottratti ad altre priorità, c’è chi si richiama alla costituzione citando l’Art 11 della Costituzione” L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…”. In caso di guerra però il primo quesito da porsi sarebbe: ma chi è che dovrebbe andare a combatterla?

 

Soldati israeliani (foto archivio)

 

Insomma, una gran confusione che tutto travolge disorientando le persone, al punto che ognuno si crea una propria ragione e una propria morale ad personam perdendo a volte il senso della realtà. Come in un Bar di Pordenone quando l’ordinazione di un “Negroni”, eccellenza della Beverage Culture Italiana famoso in tutto il mondo, ha dato quasi vita a una rissa tra comitive.

All’ordinazione del cocktail da parte di un ragazzo di una comitiva, riunitasi in santa pace per godersi un attimo di relax, un gruppo di ragazzi stranieri seduti li vicino ha reagito malamente infastidito da quella che, secondo loro, sarebbe stata un’offesa razzista. Lo scontro verbale tra i due gruppi volgeva rapidamente alla rissa imminente, sventata prontamente dall’intervento del barista e di alcuni clienti che hanno separato i due gruppi, un attimo prima che l’idiozia woke prendesse il sopravvento sulla ragione.

Il Conte Camillo Negroni che aggiungendo il gin all’Americano” (vermouth rosso, campari e soda) creò un nuovo cocktail in seguito ribattezzato “Negroni”, si sarà rivoltato nella tomba…sì ma dalle risate. 

L’epoca della confusione, dell’ignoranza e come detto degli interessi privati a scapito di quelli collettivi si riflette anche nel calcio, basta guardare la recente pantomima sulla Nazionale di  calcio. All’indomani dell’ennesima figura barbina rimediata contro la Norvegia dagli Azzurri più sbiaditi di sempre, Gravina il signore e padrone del calcio italiano ha pensato bene di esonerare il CT Spalletti.

L’ennesimo capro espiatorio per nascondere tutte le colpe di una FIGC trascinata al punto più basso della sua storia grazie alla sua presidenza sciagurata. Un fallimento evidente che ha trasformato il calcio in uno sport d’élite non più accessibile a tutte le famiglie italiane, uno sport che viveva su quella voglia che parte “dal basso” e che a quel basso non è più accessibile.

Una progressiva distruzione del bacino dei praticanti, che, come risultato, restituisce oggi la scarsità tecnica dei nostri calciatori distanti anni luce da quelli del 2006. Un fallimento reso così evidente dal fatto che i bambini italiani di 10 anni non sanno cosa sia un mondiale di calcio non avendone mai visto uno, e di questo passo chissà quando lo vedranno.

Ebbene il Signor Gravina invece di ammettere il suo fallimento e rassegnare le sue dimissioni ha trovato l’ennesima toppa caricando il fardello del suo fallimento sulle spalle di Gennaro Gattuso, eroe lui si, di una grande Nazionale Campione del Mondo. A lui si chiede il miracolo di portare al mondiale la nazionale più scarsa di sempre. Auguri “Ringhio” cmq vada noi siamo con te.

E mentre i turisti in queste giornate torride sono i padroni della città, i Romani si azzardano ad uscire di casa solo al calar delle tenebre, quando il venticello abbassa la temperatura di qualche grado, o almeno la sua percezione. Tra le mete preferite le arene cinematografiche distribuite un po’ dappertutto.

Da sempre legata alla settima arte, dalle piazze storiche ai parchi cittadini, dalle borgate al litorale, Roma rende onore al cinema con le sue arene all’aperto, Senza dubbio una delle migliori opzioni per chi voglia respirare l’essenza del vivere romano che resiste ad ogni ad ogni modernità.

Subscribe
Notificami
guest

0 Comentários
Inline Feedbacks
View all comments
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

Charter day, domenica 16 novembre 2025 h.11  Hotel San Francesco Rende (CS) a a  

La rielezione di Trump porterà, e non potrebbe essere differente, a conseguenze sostanziali sia in politica interna sia in politica.

L’Italia dello sci alpino brilla in Coppa del Mondo con due splendidi terzi posti. Luca De Aliprandini conquista il podio.