Meloni & Macron: l’amore (interessato) ai tempi delle crisi

Editoriale pragmatico (con un pizzico di sarcasmo):

Chi l’avrebbe mai detto? Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, una volta protagonisti di duelli diplomatici degni di una fiction franco-italiana, ora si scambiano sorrisi istituzionali e messaggi congiunti pieni di buoni propositi. Il vertice a Palazzo Chigi sembra segnare il debutto di una nuova fase nei rapporti Roma-Parigi, spinta non tanto da una riscoperta affinità culturale, quanto da un calendario internazionale fittissimo e una crisi globale che non concede più il lusso dei risentimenti personali.

Insomma, più che l’intesa dei cuori, siamo davanti all’intesa dei portafogli e dei dossier bollenti. Immigrazione, difesa comune, politica industriale, IA, spazio, nucleare: l’elenco è lungo e somiglia più alla lista della spesa che a un manifesto politico. Ma si sa, quando c’è da spartire fondi europei e difendere gli interessi strategici (meglio se con la benedizione di Washington e Berlino), anche i nazionalismi si vestono di europeismo pragmatico.

Macron, che in Africa ha perso terreno e pazienza, ora guarda con interesse al Piano Mattei, mentre Meloni si ritrova paradossalmente nel ruolo di ponte tra l’UE e gli Stati Uniti. Una missione difficile, considerando che la premier italiana ha fino a ieri guardato con sospetto le “grandi manovre” francesi, e che l’asse atlantico è oggi più fragile di una dichiarazione di intenti scritta a quattro mani.

Del resto, come ha detto il ministro Tajani: “Più si collabora e meglio è”. Una frase che brilla per ovvietà, ma che sembra diventata il mantra di chi, dopo anni di schermaglie, ha scoperto che l’Europa si regge più sui compromessi che sulle visioni comuni. E così Meloni e Macron si stringono la mano e annunciano una “Europa più forte, più sovrana, più prospera”. In teoria. In pratica, si vedrà dopo il G7, il vertice NATO, e l’ennesima prova di nervi a Bruxelles.

Per ora, non resta che augurarsi che queste “rose” diplomatiche fioriscano davvero. Anche se, conoscendo il clima europeo, meglio tenersi pronti con un paio di guanti da potatura.

di Redazione

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